• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01745 [Chiusura dell'istituto penitenziario «Luigi Daga»]



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01745 presentata da MARIO TASSONE
martedì 20 novembre 2012, seduta n.720
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

a fine settembre, senza alcuna comunicazione all'amministrazione comunale di Laureana di Borrello, è stato chiuso «temporaneamente» l'istituto penitenziario «Luigi Daga» (inaugurato nel maggio del 2004 dall'allora guardasigilli Roberto Castelli), emblema di una Calabria che allo strapotere della 'ndrangheta era riuscita a rispondere non solo con la repressione, ma anche con la proposizione di un modello di detenzione diverso e più umano;

nell'immaginario collettivo il carcere è percepito come luogo della disumanizzazione per eccellenza: spazi angusti, sovraffollamento, nessuna possibilità che una volta «fuori» il recluso possa pensare ad una reale integrazione in quella stessa società che, poco tempo prima, ha deciso di fargli scontare la sua pena;

il «Daga», modello da «esportazione» che troverà la sua applicazione già dai prossimi mesi nel resto del Paese, rappresenta invece qualcosa di diverso: la struttura, prima in Italia a sperimentare la custodia attenuata per i giovani detenuti di età compresa tra i 18 e i 34 anni, è nata per offrire un cammino di riflessione consapevole, nonché un percorso detentivo alternativo, con conseguente reinserimento nella collettività, in modo da sottrarre i giovani alla criminalità (10 per cento di recidività contro una media del 70 per cento nazionale);

la sperimentalità del carcere ha una sua logica e una progettualità pedagogica che prevede anche l'impegno dei detenuti nella realizzazione di attività manuali, culturali, scolastiche, ricreative e sportive; sono, inoltre, predisposti all'interno appositi spazi all'aperto adeguati al miglioramento del contatto tra detenuti e familiari;

se l'obiettivo di ogni istituto detentivo e, nel caso in specie, di questo a custodia attenuata «Daga» è quello di creare una scuola di vita, per permettere ad operatori e condannati di rendere costruttivo sia il periodo della pena da scontare che il successivo reinserimento nella società civile e nel mondo del lavoro, in un chiaro intento rieducativo stabilito dalla Costituzione, non si comprendono le ragioni della chiusura (troppi maxiprocessi alle cosche nel reggino e pochi agenti di polizia penitenziaria per il trasporto alle udienze) -:

se non intenda attivarsi in tempi rapidi per la ripresa dell'attività della struttura suddetta, la cui chiusura elimina ogni speranza di una politica carceraria riformista.


(2-01745)
«Tassone, Galletti, D'Ippolito Vitale».