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Atto a cui si riferisce:
S.1/00716 [Inserire nel nuovo Piano sanitario nazionale la fibrillazione atriale in maniera permanente quale patologia che comporta gravi implicazioni cliniche]



Atto Senato

Mozione 1-00716 presentata da EMANUELA BAIO
giovedì 15 novembre 2012, seduta n.836

BAIO, TOMASSINI, BIANCHI, ALLEGRINI, ANDRIA, ARMATO, ASTORE, BIANCONI, CALABRO', CASTRO, CECCANTI, CERUTI, CHIAROMONTE, D'AMBROSIO LETTIERI, DE ANGELIS, DEL VECCHIO, DI GIACOMO, GARAVAGLIA Mariapia, GHIGO, GUSTAVINO, IZZO, LANNUTTI, MAGISTRELLI, MAZZUCONI, MONGIELLO, PERTOLDI, RIZZI, RIZZOTTI, SANTINI, SERRA, STIFFONI - Il Senato,

premesso che:

per fibrillazione atriale si intende un'alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata da una completa irregolarità dell'attivazione elettrica degli atri che influisce, in presenza di tale anomalia, sulle normali contrazioni atriali che vengono sostituite da movimenti caotici, completamente inefficaci ai fini della propulsione del sangue ed il ritmo cardiaco diviene completamente irregolare;

la conseguenza più rilevante è legata al fatto che le camere atriali, fibrillanti, perdono la loro capacità contrattile e per tale motivo il sangue ristagna negli atri, favorendo la formazione di coaguli all'interno del cuore ed il rischio di fenomeni embolici come l'ictus cerebrale;

in Italia l'incidenza di questa aritmia si aggira intorno all'1 per cento, ma aumenta con l'aumentare dell'età, raggiungendo il 6 per cento nelle persone con più di 60 anni; dati epidemiologici evidenziano che la fibrillazione atriale è responsabile dell'85 per cento degli ictus dovuti ad aritmie cardiache e di oltre il 50 per cento delle forme cardioemboliche;

l'ictus cerebri è la terza causa più Comune di morte e la principale causa di incapacità funzionale nei paesi occidentali, colpendo per il 50 per cento soggetti di età inferiore ai 65 anni e per il 12 per cento soggetti al di sotto dei 45 anni e comporta per il paziente perdita di funzionalità, nonché un peggioramento della qualità della vita;

chi soffre di fibrillazione atriale ha un rischio di ictus 7 volte maggiore, e gli esiti sono particolarmente gravi: precisamente nel 20 per cento dei pazienti l'ictus si rivela fatale, nel 60 per cento è causa di disabilità; tra coloro che sono colpiti da ictus in seguito a fibrillazione atriale, inoltre, il 50 per cento muore entro il primo anno, mentre ogni anno, nel mondo, circa 3 milioni di persone vengono colpite da ictus come conseguenza di fibrillazione atriale;

considerato che:

la terapia della fibrillazione atriale richiede un approccio multidisciplinare. In assenza di tale approccio si registrano risultati inferiori in termini di sopravvivenza e di qualità di vita dei pazienti;

i pazienti con fibrillazione atriale vengono solitamente trattati con farmaci anticoagulanti, tuttavia vi sono due possibili strategie: la cardioversione, o conversione al ritmo cardiaco normale, e il controllo della frequenza cardiaca;

attraverso una forte campagna di prevenzione integrata è possibile indirizzare tutte le persone ad avere uno stile di vita sano, un'alimentazione equilibrata e corretta ad effettuare esercizio fisico e controlli della regolarità del ritmo cardiaco, informando sui danni e sulle problematiche che scatenano i vari fattori di rischio quali il fumo, l'alcool ed il diabete;

il compito della prevenzione sia primaria sia secondaria va effettuato sui cofattori di rischio della fibrillazione atriale e dell'ictus ed occorre sottoporre la popolazione a screening, in modo da individuare i soggetti a rischio, e ciò non può essere fatto singolarmente ma su scala nazionale;

risulta necessario coinvolgere i medici di base e tutti gli operatori sanitari in un piano di prevenzione che potrebbe fare in modo di incardinare alcuni processi di cura relativi ad alcune malattie, bloccandole con semplici procedure medico-infermieristiche all'interno di ambulatori organizzati;

i centri clinici con esperienza casistica e con adeguate terapie sono distribuiti in modo disomogeneo sul territorio nazionale;

la possibilità di accedere a cure sanitarie adeguate, rimuovendo fattori di disparità, è uno degli elementi principali che contribuiscono alla realizzazione del diritto alla salute di rilevanza costituzionale,

impegna il Governo:

1) ad inserire nel nuovo Piano sanitario nazionale la fibrillazione atriale in maniera permanente quale patologia che comporta gravi implicazioni cliniche;

2) ad assicurare ai pazienti affetti da tale patologia percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali mirati e di carattere multidisciplinare, al fine di garantire una dignitosa qualità della vita;

3) a sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso campagne mirate di prevenzione, circa i principali fattori di rischio della fibrillazione atriale, promuovendo stili di vita e comportamenti congrui a ridurre il rischio di sviluppare questa grave patologia;

4) a sottolineare il ruolo del medico di base il quale, attraverso la presa in carico del paziente, può migliorare la performance del sistema a livello sia professionale sia organizzativo;

5) ad assicurare l'accesso alle cure ed alle indagini diagnostiche, in tempi ragionevolmente brevi, al fine di assicurare diagnosi tempestive e, conseguentemente, maggiori probabilità di guarigione;

6) a diffondere su tutto il territorio nazionale l'applicazione dei trattamenti terapeutici più aggiornati.

(1-00716)