• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08441 [Sugli incidenti mortali di caccia]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-08441 presentata da FIORELLA CECCACCI RUBINO
mercoledì 14 novembre 2012, seduta n.718
CECCACCI RUBINO, CAZZOLA, FRASSINETTI, GIAMMANCO, MANNUCCI e REPETTI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

domenica 11 novembre 2012 si è verificato l'ennesimo incidente di caccia, nelle campagne di Irgoli in provincia di Nuoro, dove è stato colpito in volto, da un proiettile, un minore, di anni dodici, che stava partecipando con i familiari ad una battuta al cinghiale;

il dramma del dodicenne, attualmente in fin di vita all'ospedale San Francesco di Nuoro, non rappresenta un episodio isolato, ma una costante nel nostro Paese, dove ogni anno la stagione venatoria si conclude sempre con decine di minori uccisi e mutilati per un'attività che ha perso qualsiasi giustificazione storica e sociale;

i dati 2012 - non ancora definitivi, poiché la stagione venatoria ancora non è conclusa - registrano che, in soli due mesi, a partire dal primo settembre sono già settantasei (76) le vittime della caccia, con diciassette (17) morti e cinquantanove (59) feriti, molti dei quali minori o gente comune che hanno avuto la sventura di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato;

da anni vengono sollevati problemi sull'inadeguatezza di quanti oggi praticano la caccia, molti dei quali hanno ottenuto la licenza prima del 1977, quando ancora non erano previsti esami per il possesso delle armi e per l'autorizzazione alla caccia. Il combinato disposto di scarsa preparazione dei cacciatori, molti dei quali hanno appreso da sé a maneggiare le armi, e dell'avanzamento dell'età media, con vista e abilità fisiche dei suoi praticanti sempre più declinanti, rappresenta la causa prima di quest'annuale strage degli innocenti che, per le suddette ragioni, se non verranno prese misure preventive urgenti, andrà sempre più peggiorando con il passare degli anni;

la stessa normativa nazionale, la legge n. 157 del 1992 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio», deve essere rivista perché composta da norme non più adeguate all'alta densità abitativa delle campagne. Non è, infatti, più possibile prevedere percentuali di territorio nazionale, che devono essere messi a disposizione per la caccia, pari all'80 per cento della sua superficie a fronte dell'1 per cento della popolazione italiana di cacciatori. Non è altrettanto più tollerabile, caso unico al mondo, che i cacciatori possano accedere in qualsiasi fondo privato, non adeguatamente recintato (articolo 842 c.c.), anche senza il consenso del proprietario;

ormai è evidente che occorre intervenire con urgenza per impedire che altre vittime innocenti perdano la vita, pertanto occorre restringere la normativa attuale, in particolare: sottoporre i cacciatori ad esami psicoattitudinali e di idoneità fisica annuali, anziché ogni sei anni come previsto oggi; vietare la partecipazione dei minori alle battute, anche se in compagnia dei genitori; estendere ad almeno un chilometro, da case, strade e campi agricoli, il limite minimo dove è consentito sparare; vietare l'accesso ai fondi privati quando non espressamente consentito dal proprietario; aumentare le sanzioni penali ed amministrative e, importante per il suo valore educativo, sospendere per un periodo di tempo non recuperabile la stagione venatoria ogni qual volta si verifichino episodi mortali come purtroppo oggi si assiste con frequenza -:

quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano intraprende per impedire il verificarsi di episodi delittuosi, come gli incidenti mortali di caccia, ormai sempre più numerosi nel nostro Paese. (5-08441)