• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18552 [Sui produttori dei sacchi in plastica]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18552 presentata da CARMINE SANTO PATARINO
mercoledì 14 novembre 2012, seduta n.718
PATARINO. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

moltissimi produttori dei sacchi in plastica, appartenenti all'Associazione AssoEcoPlast, oltre a lamentare gravi problemi derivanti dalla pesante crisi che ha colpito la maggior parte delle aziende italiane, sono fortemente preoccupati per il futuro delle proprie attività che, secondo le loro denunce, corrono il rischio di chiusura per alcune decisioni promosse ultimamente dal Governo;

secondo tali denunce viene rilevato che:

a) il 24 marzo 2012 è stata approvata una legge di conversione di un decreto-legge (n. 2 del 2012) che viola la direttiva europea sugli imballaggi (94/62/CE);


b) l'articolo 2 di detto decreto modifica il divieto originale di commercializzazione dei sacchi in plastica non biodegradabile, facendo riferimento alla norma UNI EN 13432:2002 che di fatto proibisce l'utilizzo della plastica resa biodegradabile con additivi;

c) il riferimento alla norma tecnica UNI EN è inappropriata perché riguarda la compostabilità degli imballaggi;

d) compostabilità e biodegradabilità non sono la stessa cosa, la prima è la conseguenza di un processo controllato dall'uomo, mentre la seconda è un fenomeno naturale che può avvenire grazie a molteplici fattori;

e) il decreto-legge prevede che le sanzioni ai produttori di sacchi non conformi a questa legge verranno applicate a partire dal 1o gennaio 2014;

f) contravvenendo a quanto stabilito dalla direttiva si starebbe profilando una anticipazione delle sanzioni sopra descritte al 1o gennaio 2013;

g) a ciò si aggiunga che l'intero impianto della normativa italiana sui sacchi da asporto merci è stata duramente contestata dalla Commissione europea, la quale in una sua lettera inviata al Governo italiano il 26 ottobre 2012 ha evidenziato come la legge 24 marzo 2012, n. 28, non sia in linea con la direttiva europea per le seguenti ragioni: a) ha violato l'obbligo di notifica; b) ha violato l'articolo 18 della direttiva 94/62/CE, il quale obbliga gli Stati membri ad ammettere sul proprio territorio imballaggi conformi alla direttiva europea -:

se non si ritenga opportuno assumere iniziative al fine di venire incontro alle esigenze di quei produttori, scongiurando, in tal modo, il pericolo della chiusura delle loro aziende. (4-18552)