• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08436 [Sul fondo finalizzato ad indennizzare i risparmiatori «rimasti vittime di frodi finanziarie»]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-08436 presentata da BENEDETTO DELLA VEDOVA
martedì 13 novembre 2012, seduta n.717
DELLA VEDOVA e DI BIAGIO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:

l'articolo 1, comma 343, della legge n. 266 del 2005, ha istituito un fondo finalizzato ad indennizzare i risparmiatori «rimasti vittime di frodi finanziarie», e abbiano subìto «un danno ingiusto»;

ai sensi del comma 344 del succitato articolo, la platea dei fruitori del fondo, di cui al comma 343, è stata estesa a quei risparmiatori che hanno sofferto il danno in conseguenza del default dei titoli obbligazionari della Repubblica argentina e, successivamente, - ai sensi del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, recante disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi, il diritto è stato esteso anche agli azionisti e/o obbligazionisti di Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a. che non hanno esercitato eventuali diritti di opzione aventi oggetto la conversione dei titoli in azioni di nuove società;

il comma 345 dell'articolo 1 della legge n. 266 del 2005 dispone che fondo citato sia alimentato dall'importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all'interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario, definiti con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze; con lo stesso regolamento sono altresì definite le modalità di rilevazione dei predetti conti e rapporti;

successivamente, la disciplina regolante la gestione del suddetto fondo è stata riformata con l'entrata in vigore dell'articolo 4, comma 1-bis, del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, che ha introdotto - modificando l'articolo 1 della legge n. 266 del 2005 - i commi da 345-novies a 345-quinquies-decies, con l'obiettivo di razionalizzare la gestione delle risorse dei conti e dei rapporti definiti dormienti ai sensi della normativa vigente;

ai sensi del predetto comma 345-quinquies-decies è stato abrogato l'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2007, n. 116, che affidava la gestione del fondo a un'apposita commissione nominata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e prevedeva l'emanazione di uno o più regolamenti, complicando ulteriormente la disciplina in materia di gestione delle risorse;

al di là delle criticità di natura normativa e finanziaria del suddetto fondo, a distanza di sei anni dall'entrata in vigore della normativa disciplinante lo stesso fondo, al momento non risultano essere stati ristorati quei risparmiatori che hanno subìto un danno, il cui diritto è contemplato dalla normativa vigente;

a tali criticità va ad aggiungersi il fatto che, il fondo, così come configurato - alla luce delle disposizioni della legge n. 266 del 2005 - ha una portata risarcitoria limitata rispetto a quanto delineato dalla normativa europea;

nel caso di mancata sussistenza di una frode, ma di insolvenza dell'impresa di investimento i risparmiatori - alla luce della normativa vigente - non potrebbero accedere al beneficio della copertura offerta dal sistema di indennizzo;

a tale criticità si aggiunge il fatto che l'attuale configurazione del fondo non consente l'adesione delle imprese di investimento allo stesso, limitando pertanto l'apporto di risorse nelle fattispecie contemplate dal comma 345 del medesimo articolo della succitata legge n. 266;

la mancata chiarezza sull'ammontare delle risorse attualmente disponibili sul fondo rischia di vanificare ogni ipotesi di ampliamento della platea dei potenziali fruitori, rendendo complessa l'ipotesi di un'implementazione delle funzionalità del fondo di indennizzo dei risparmiatori attraverso l'istituzione di un fondo di garanzia per vittime di frodi finanziarie in caso di procedure concorsuali al fine di erogare adeguati indennizzi alle vittime di frodi finanziarie in cui la società emittente è fallita, come nel noto caso della compagnia di navigazione Deiulemar Spa, che al momento conta circa 13.000 obbligazionisti e piccoli risparmiatori come vittime;

in data 7 novembre 2012, rispondendo ad un'interrogazione a risposta immediata presso la Commissione finanze in materia di un eventuale fondo di garanzia per le vittime del crac Deiulemar, il Sottosegretario Vieri Ceriani ha evidenziato che «la definizione dei presupposti delle procedure e dei criteri per il riconoscimento degli indennizzi dei risparmiatori, vittime di frodi finanziarie, è subordinata al previo accertamento delle risorse del fondo conti dormienti, il cui ammontare è soggetto alla decurtazione degli importi da rimborsare ai titolari dei conti dormienti che ne abbiano fatta richiesta. Le procedure di rimborso sono attualmente in corso e non è possibile al momento rivedere l'esisto»;

infatti, al momento non risultano chiari agli interroganti i dati relativi ai rimborsi già avvenuti e all'attuale configurazione del fondo di cui all'articolo 1, comma 343, della legge n. 266 del 2005, in quanto la mancata ricognizione delle risorse rende complessa ogni ipotesi di utilizzo delle stesse anche attraverso un eventuale ampliamento della platea dei fruitori del medesimo fondo;

considerando l'importanza che la verifica delle risorse del fondo potrebbe avere, segnatamente sul versante della ricognizione delle risorse provenienti dai conti dormienti, sarebbe auspicabile avviare ogni utile iniziativa volta all'accertamento degli stessi, attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali coinvolti;

in un momento di grave crisi economica in cui ogni cittadino e ogni amministrazione sono chiamati ad essere parte attiva di dinamiche di spending review e di rimodulazione delle spese e delle risorse, l'idea che sussista un fondo - normativamente previsto per far fronte a situazioni complesse come il rimborso di cittadini vittime di «danni ingiusti» - di cui non si conosce l'ammontare e dal quale non risultano essere partite erogazioni appare paradossale -:

quali iniziative intenda predisporre al fine di procedere all'accertamento, in tempi celeri, delle risorse dei conti dormienti destinate al fondo di cui in premessa, al fine di poter consentire un ampliamento dell'utilizzo delle risorse dello stesso, anche estendendo la platea dei fruitori alle vittime di frodi finanziarie in cui la società emittente è fallita. (5-08436)