• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05520-AR/0 ... [Possibilità di assicurare gli amministratori degli enti locali contro i rischi derivanti dall'espletamento del loro mandato]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05520-AR/027presentato daBORGHESI Antoniotesto diGiovedì 8 novembre 2012, seduta n. 716

La Camera,
premesso che:
il provvedimento è incentrato sul tema del rafforzamento dei controlli sugli enti locali ai fini di una sana e corretta gestione delle risorse pubbliche e della salvaguardia degli equilibri delle articolazioni territoriali della Repubblica;
in combinato disposto con l'insieme delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 149 del 2011, gli amministratori sono chiamati a nuove responsabilità, cui corrispondono sanzioni pecuniarie, giudiziarie e di censura in ordine al proseguimento dell'attività politica;
da tempo è maturata l'ipotesi di consentire agli enti locali la possibilità di assicurare i propri amministratori contro i rischi derivanti dall'espletamento del loro mandato;
in ordine a tale possibilità, il quadro normativo di riferimento che riguarda l'assicurazione degli Amministratori locali per le spese legali sostenute qualora coinvolti in procedimenti giurisdizionali a loro carico anche se con esito assolutorio, si presenta alquanto frammentato ed e causa di incertezze applicative;
tali disposizioni sono, invece, previste ad esempio per i dipendenti comunali (articolo 28 CCNL Comparto Regioni Autonomie locali del 14 settembre 2000, trasposizione norma originariamente prevista dall'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica n. 268 del 1987);
in materia, inoltre, esistono orientamenti giurisprudenziali contrastanti che se da una parte consentono l'estensione dell'articolo 28 del citato CCNL anche all'operato solo ai dipendenti pubblici (Consiglio di Stato – Sez. VI – sentenza n. 5367/2004) dall'altra emergono pronunce che si discostano dal suddetto indirizzo ritenendo applicabile per analogia legis quanto previsto dall'articolo 1720 del codice civile, ovvero del rapporto fondamentale esistente tra mandante e mandatario e l'obbligo del primo di risarcire le spese e i danni subiti dal secondo per l'espletamento dell'incarico ricevuto (Consiglio di Stato – Sez. V – sentenza n. 2242/2000 Consiglio di Stato – Sez. III – parere n. 792/2004);
recentemente, infine, sono intervenute la Corte dei conti, Sez. Lombardia con il parere n. 86/2012 e la Sez. Puglia, con la sentenza n. 787/2012, in cui la Magistratura contabile – dando una lettura diversa del giudizio di legittimità, come sopra evidenziato – ha affermato con decisione la validità del riferimento normativo di cui all'articolo 1720 del codice civile, quale presupposto fondante il diritto al rimborso delle spese legali a favore degli amministratori locali: «La rimborsabilità delle spese legali costituisce espressione del “principio fondamentale dell'ordinamento, secondo il quale chi agisce per conto di altri, in quanto legittimamente investito del compito di realizzare interessi estranei a sfera personale, non deve sopportare gli effetti svantaggiosi del proprio operato, ma deve essere tenuto indenne dalle conseguenze economiche subite per la ‘fedele’ esecuzione dell'incarico ricevuto” (cfr. C. conti SS.RR. n. 707/A del 5/4/1991)». (Parere n. 86/2012);
sarebbe opportuno un coordinamento tra dottrina e giurisprudenza in modo da restituire maggiore certezza all'intera materia, colmando definitivamente un parziale vuoto normativo causa di disparità di trattamento fino ad oggi presente nel nostro ordinamento, con ripercussioni a carico di cittadini/Amministratori chiamati a farsi carico personalmente delle conseguenze derivanti dalla tutela di un interesse pubblico, in sede civile, penale o amministrativa,

impegna il Governo

ad adottare le iniziative, anche legislative, finalizzate all'introduzione certa di una disposizione in merito alla possibilità di assicurare i propri amministratori contro i rischi conseguenti all'espletamento del loro mandato, prevedendo che il rimborso delle spese legali sia ammissibile in casi specifici ed individuati, quali l'assenza di conflitto di interessi con l'Ente amministrato la presenza di nesso causale tra funzioni esercitate e fatti giuridicamente rilevanti, la conclusione del procedimento con sentenza di assoluzione, l'assenza di dolo o colpa grave, l'assenza di responsabilità per danni cagionati allo Stato o ad altri enti pubblici.
9/5520-A-R/27. Borghesi, Favia, Cimadoro, Mura, Piffari.