• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01728 [Il caso dell'ex-assessore alla cultura del comune di Aulla ed ex dirigente scolastico e maestro elementare, Domenico Tasso]



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01728 presentata da LUCIO BARANI
martedì 6 novembre 2012, seduta n.714
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

qualche giorno fa con la scomparsa dell'ex-assessore alla cultura del comune di Aulla ed ex dirigente scolastico e già maestro elementare, Domenico Tasso, 70 anni, e vittima, suo malgrado, di una storia di malagiustizia che lo aveva segnato profondamente;

un episodio che lo cambiò in quanto vittima di un accanimento al quale non ha mai saputo dare una spiegazione e che ne compromise anche l'attività di preside che svolgeva presso un istituto locale;

si richiama l'interpellanza urgente del 2008 n. 2/00236 nella quale si portava all'attenzione del Ministro della giustizia quanto accaduto nella città di Aulla dove era circolato un volantino anonimo, a sfondo rosa, con scritte e giudizi sentimental-politici verso il sindaco, alcuni consiglieri e assessori;

il fatto già nel 2008, a giudizio degli interpellanti, fu considerato riprovevole e pur tuttavia, a giudizio di molti, non certamente «pesante» nelle affermazioni e comunque evidentemente satirico;

il pubblico ministero che seguiva le indagini su quel «volantino» in modo plateale decise in un venerdì di fine novembre di far irrompere i Carabinieri e la Polizia postale con 10 agenti, perquisizione ad avviso degli interpellanti senza un fondamento giuridico e sproporzionata per un reato inesistente, perquisendo, le abitazioni di due consiglieri di minoranza del «Nuovo PSI verso la PDL», creando in questo modo estremo disagio non solo alle persone che si sono dichiarate estranee, cadendo letteralmente dalle nuvole, ma diffondendo pure l'idea di una specie di «indagine politicizzata» e arrecando un danno alle forze politiche di opposizione;

tuttavia quel che fu veramente grave sta nel fatto che, durante la perquisizione, seguita dalla stampa, ad uno dei due consiglieri, noto pediatra, sono state sottratti anche tutti i file e le cartelle dei piccoli pazienti, oltre mille, nonostante il medico facesse rilevare l'enormità del fatto e del danno che in termini di sicurezza e di incolumità per la salute psicofisica e della privacy dei piccoli pazienti si andava facendo, ricevendo come risposta dai carabinieri: «chieda il dissequestro»;

in questo caso è parso di assistere ad una indagine di mafia verso pericolosi latitanti e non verso cittadini ignari e persone perbene;

i due consiglieri non riuscirono a darsi una spiegazione, se non quella di essere incappati in un caso di vera e propria «malagiustizia», infatti dopo alcuni mesi da quella rocambolesca e teatrale perquisizione i giudici archiviarono l'indagine, senza che la stampa facesse alcun accenno a differenza del giorno del sequestro dei computer;

l'episodio di allora configura un'evidente pericolosa sproporzione tra oggetto dell'indagine e il metodo usato per la conduzione della stessa che è poi culminata con il sequestro di alcuni computer su cui non fu trovato nulla, tanto che l'inchiesta è stata poi archiviata;

per fatti ben più gravi e reati maggiori vengono utilizzati un numero di agenti inferiori a quelli utilizzati dalla procura di Massa per una diffamazione contro ignoti, gettando anche del fango su persone che ora purtroppo non ci sono più e che sono state segnate sia fisicamente che nella psiche -:

se non ritenga necessaria, improcrastinabile e doverosa l'adozione di attività ispettiva di propria competenza nei confronti del pubblico ministero che seguì le indagini e firmò l'ordinanza di perquisizione, al fine di poter assumere eventuali necessarie determinazioni in materia disciplinare circa i fatti descritti in premessa, quali iniziative intenda assumere per verificare se altri casi di malagiustizia possano essere stati perpetrati nei con- fronti di cittadini che si sono trovati in modo ingiusto indagati e perseguitati da una gogna mediatica.

(2-01728)
«Barani, Girlanda, De Luca, De Nichilo Rizzoli, De Corato, Berruti, Mancuso, Ciccioli, Porcu, Formichella, Vessa, Di Virgilio, Massimo Parisi, Mussolini, Bertolini, Germanà, Abelli, Barba, Bellotti, Bernardo, Tortoli, Luciano Rossi, Bocciardo, Castellani, Boniver, Fucci, Scelli, Mazzuca, Armosino, Scandroglio, De Camillis, Gelmini, Giro, Tommaso Foti, Crimi, Biasotti, Holzmann, Lunardi, Palumbo».