• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08599 [Sul sindaco di Firenze Matteo Renzi]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08599 presentata da ELIO LANNUTTI
lunedì 5 novembre 2012, seduta n.827

LANNUTTI - Ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali, il turismo e lo sport - Premesso che:

"il Fatto Quotidiano" ha pubblicato il 31 ottobre 2012, a firma di Marco Lillo, un articolo in cui rielabora quanto uscito nei mesi precedenti a proposito della famiglia del sindaco Matteo Renzi e delle sue attività economiche;

si legge: «Matteo Renzi ha un cognato. Si chiama Andrea Conticini, agente di commercio per i clienti (non istituzionali, tiene a precisare lui) della Dot Media, società che da un lato prende appalti dal Comune e dalle sue municipalizzate e dall'altro cura la campagna per le primarie del sindaco. Il cognato è agente anche della società della famiglia Renzi, la Eventi6 Srl, che ha fatturato quasi 4 milioni di euro nel 2011 curando anche la distribuzione e lo strillonaggio dei quotidiani a Firenze. Eventi6 è la società erede della storica Chil Srl, fondata da papà Tiziano Renzi, della quale Matteo Renzi è stato a lungo dirigente e socio fino al 2003. Eventi6 ha rilevato l'azienda della Chil nel 2010 e ha sede a Rignano sull'Arno, dove risiede la famiglia di origine di Matteo Renzi e anche Andrea Conticini, 31 anni, bolognese laureato in teologia, che non è solo il marito di Matilde Renzi, socia e consigliere delegato della Eventi6, ma anche il fratello di Alessandro Conticini, socio sia della Dot Media sia della Eventi 6 con una quota del 20 per cento. Il Fatto si è già occupato del fratello maggiore, 36anni, "l'unico socio di Eventi6 a non essere parente del sindaco", avevamo scritto l'8 ottobre scorso. E invece l'ex direttore dell'Unicef di Addis Abeba, tuttora residente in Africa dove dirige un istituto che lavora nello stesso settore, è il fratello del cognato del sindaco. Ecco spiegata la sua presenza con una quota del 20% nella Eventi 6 accanto alla mamma di Renzi, Laura Bovoli, che possiede una quota dell'8% e alle due sorelle del sindaco , Matilde e Benedetta, con il 36% ciascuna. Matteo Renzi replica: L'azienda della mia famiglia non ha più ricevuto un centesimo dal pubblico dal momento in cui ho iniziato a far politica. Se il fratello del marito di una delle mie sorelle acquista il 20% di una società che lavora con il pubblico non vedo come possa essere un problema per me. Assicuro sulla correttezza delle procedure del Comune. (...) Più imbarazzante per Renzi è la partecipazione del 20 per cento di Conticini in Dot Media, fornitore del Comune di Firenze, pagato con due fatture del 2012. Matteo Renzi, nel pieno della sua corsa verso la leadership del centrosinistra, si ritrova così a dover fare i conti (...) con questa storia di conflitti di interessi tra aziende private, soldi pubblici, parenti, amici e affini. Al centro di tutto c'è la Dot Media, una società nata nel maggio 2008 e che - nel suo primo anno di vita, quando Renzi era presidente della Provincia - fatturava solo 9 mila euro all'anno. Nel 2009 lavora alla campagna per l'elezione di Renzi a sindaco, forgiando uno spot che sembra un mix tra quello del Cavaliere del 1994 e quello dell'8 per mille della Chiesa cattolica: panoramica dal cielo sull'Arno con la voce impostata dello speaker che "immagina una città in cui nessuno si senta escluso". A quell'elezione ha contribuito anche la Eventi6 della famiglia Renzi: sul sito si vede il furgoncino retrò Iveco-Pavesi, intestato alla società, con sopra verniciato volto e slogan del futuro sindaco: "Firenze prima di tutto". Nel 2009 Renzi vince e Dot Media fattura 137 mila euro, che diventano 214mila nel 2010, fino al boom dei 401 mila euro nel 2011. Il 10 febbraio del 2011 il fratello del cognato di Renzi, entra in Dot Media comprando il 20% del capitale (ma accetta di concorrere all'utile solo per l'uno per cento) da Patrizio Donnini, padrone e amministratore della società Web&Press, divenuta famosa nel maggio scorso quando si è scoperto» che avrebbe ricevuto 36.800 euro dal tesoriere della Margherita, nel 2009. Si legge ancora: «Il socio forte di Dot Media è Lilian Mammoliti che è socio e amministratore della Quality Press, una terza società, dove è entrato, da poco più di un mese, il solito Alessandro Conticini, come socio al 30 per cento. Dot Media, dopo l'ingresso di Conticini, ha incassato 16 mila e 800 euro nel 2012 dal Comune di Firenze. La circostanza è emersa quando i consiglieri di opposizione Tommaso Grassi di Sel e Ornella De Zordo hanno presentato un'interrogazione sulle commesse elargite a Dot Media. Si è scoperto così che la società nella quale è socio Alessandro Conticini ha ottenuto 13 mila e 226 euro il 20 aprile del 2012, per la comunicazione di due progetti: "Coltiviamo la riduzione dei rifiuti" e "Fontanelli: un buon bicchiere d'acqua senza plastica durante l'iniziativa Natale in San Lorenzo". La seconda fattura è stata pagata due mesi fa ed è pari a 3mila e 630 euro per "progettazione mappe d'Oltrarno". (...) Le municipalizzate hanno garantito a Dot Media 215 mila euro dal 2010 al 2012, che aggiunti a quelli pagati dal Comune, fanno 232 mila euro. Publiacqua ha pagato 82.325 euro dal 2010 al 2012. Mukki, la centrale del latte di Firenze, ha pagato a Dot Media 99 mila e 500 euro nel 2011, dei quali 69 mila e 300 euro per la campagna pubblicitaria "Latte Toscano". Mentre l'azienda dei trasporti, l'Ataf, ha pagato 15.800 euro dei quali poco meno della metà per il servizio rassegna stampa web. Firenze Parcheggi guidata da Marco Carrai, collaboratore storico del sindaco Renzi, che guida il suo comitato elettorale, ha pagato 21 mila e 100 euro nel 2011 per campagne pubblicitarie come "C'è un posto per te", "Motorini", "Parcheggi Point". Quasi sempre le municipalizzate hanno affidato gli incarichi a Dot Media senza una vera gara. Solo per la campagna "Latte toscano", ha riferito in Consiglio comunale l'assessore Rosa Maria Di Giorgi, c'è stato "un confronto con le offerte di altre due società". Tra i criteri adottati era fondamentale però la creatività, "sulla quale è determinante il giudizio del nostro ufficio marketing". Come se non bastasse il ruolo dei fratelli Conticini, Dot Media vanta un secondo socio scomodo per Renzi: Matteo Spanò. Scout e residente a Pontassieve come l'amico fraterno Matteo; di più, presidente nazionale dell'Agesci (l'associazione degli scout cattolici), e recentemente nominato presidente della Banca di credito cooperativo di Pontassieve, Spanò è stato direttore eventi di Florence Multimedia, società di comunicazione creata dall'allora presidente della Provincia nel 2005, per promuovere anche la sua immagine, ora finita nel mirino della Corte dei Conti. Arteventi di Matteo Spanò, ha fatturato a Florence Multimedia 58 mila e 400 euro nel biennio 2006-2007, altri 66 mila nel 2008 e ancora 62 mila e 900 euro nel 2009. "Tuttora lavoro per Florence Multimedia e la mia impresa individuale fattura alla società della Provincia circa 35 mila euro all'anno perché - spiega Matteo Spanò - non ho mai avuto un contratto di dirigente e quindi quelle fatture rappresentano i miei compensi". Matteo Renzi replica: Spanò è una delle persone più competenti nel settore della comunicazione. Sotto la sua gestione del Museo dei ragazzi, che ha accettato di presiedere gratuitamente, la presenza dei bimbi in Palazzo Vecchio è aumentata, così come gli accessi complessivi (da 380mila a 510), con un rilevante guadagno per le casse comunali. Spanò non è l'unico amico di Renzi coinvolto nell'avventura di Florence Multimedia. Anche Luigi De Siervo - figlio dell'ex presidente della Consulta, Ugo, e fratello del capo di gabinetto del sindaco, Lucia, nonché cognato di Filippo Vannoni, sindaco supplente di Florence Multimedia, e manager di Rai Trade - propose all'amico presidente della Provincia un progetto per sviluppare un canale tv. Subito approvato. Florence tv tramonta presto ma lascia traccia sul bilancio di Florence Multimedia nel 2007: 192 mila euro di soldi pubblici che - grazie a De Siervo - almeno vanno alla Rai. Matteo Renzi replica: Il progetto Florence Tv nasce da un'idea della Rai per valorizzare Firenze. Le trasmissioni tv sull'attività istituzionale erano iniziativa della giunta provinciale precedente. (...) Se Luigi De Siervo è un supporter morale di Renzi alle primarie, Dot Media ha messo a disposizione il suo "social media team" composto da 4 persone. Alberto Bianchi, tesoriere della campagna di Renzi, ha dichiarato a Repubblica: "Dot Media riceverà 10mila euro dal Comitato di Matteo Renzi e avrà una cifra tra i 50 e i 60mila euro dalla Fondazione Big Bang per operazioni comunque non attinenti alle primarie". E il consigliere comunale Tommaso Grassi nota: "Il prezzo di 10 mila euro per la campagna alle primarie mi sembra poco, se penso che Dot Media si fa pagare da Publiacqua ben 6mila euro, lo scorso aprile, solo per fare 'sopralluoghi e rilevazioni assistenza montatori fontanelli'"»;

in un altro articolo de "il Fatto Quotidiano" dello stesso giorno si legge: «Eccolo qui il cognato di Matteo Renzi. Andrea Conticini spiega così: "Ho sposato Matilde perché sono innamorato e ho tre figli. È questa la mia colpa? È tutto trasparente. Io sono un agente di commercio e da un paio di anni ho un mandato per Dot Media ma non curo i clienti istituzionali, né il Comune né le società partecipate, per ovvi motivi. Mio fratello Alessandro, non io, sia chiaro, è socio di Dot Media e di Eventi6 dei Renzi. Torna due volte all'anno in Italia perché lavora con l'Unicef, prima da interno e ora da esterno. Guadagna bene e voleva investire i suoi risparmi in Italia, dove tornerà. Gli ho proposto queste due opportunità e non so se gli ho dato un buon consiglio, perché non sta andando bene. Se lei teme che il sindaco Renzi ci abbia aiutato - conclude Conticini - controlli i bilanci e scoprirà che non è vero"»;

considerato che:

la Procura di Firenze ha aperto un'inchiesta per verificare che cosa ci sia di vero nelle denunce sugli sperperi di Matteo Renzi all'epoca in cui era Presidente della Provincia e aveva creato il "carrozzone" Florence Multimedia, che ha speso 9, 2 milioni di euro dal 2006 al 2009 pagando fatture ad un'impresa privata di Matteo Spanò, già manager della stessa Florence e amico di Renzi (si vedano gli atti di sindacato ispettivo 2-00525 e 4-08499);

si legge in un articolo de "il Sole-24 ore" del 29 ottobre: «Nella sua corsa per le primarie del Pd, Matteo Renzi ha un avversario in più. Si tratta di Alessandro Maiorano, un dipendente del Comune di Firenze che lo scorso 8 ottobre ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza per chiedere di indagare sull'attività pubblica e privata del sindaco di Firenze. I militari del "Gruppo tutela spesa pubblica - Sezione accertamento danni erariali" hanno ascoltato Maiorano per più di tre ore, dalle 9,30 alle 12,35. Agli atti risulta una sua presenza "per motivi di giustizia" presso gli uffici della Gdf anche il 23 ottobre, questa volta dalle 9,20 alle 9,50. Nel testo sottoscritto davanti al Colonnello Cuzzocrea e al Maggiore Piccin della Gdf di Firenze, il dipendente del comune diretto da Renzi - che si è presentato all'appuntamento imbracciando un malloppo di copie di fatture pagate dalla Provincia di Firenze tra il 2005 e il 2008, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro - chiede di far chiarezza su "molti aspetti del sindaco di Firenze Renzi": dalle "100 assunzioni a chiamata" alle "spese inerenti alla presentazioni del suo libro Stil Novo", all'attività delle società possedute dalla famiglia Renzi. Interpellato dal ilsole24ore.com, il ministero del Tesoro conferma l'esistenza del procedimento, specificando che "il fascicolo è seguito, ratione materiae, dalla Guardia di finanza per il tramite della Segreteria del vice capo di gabinetto finanze". (...) "Renzi dichiara che in banca possiede 22mila - si legge nell'esposto - però incassa tre milioni con la Chil Srl ribattezzata Eventi 6 Srl". Maiorano non va oltre, ma lascia intendere che le disponibilità finanziarie del sindaco di Firenze potrebbero essere di tutt'altra natura e che nulla avrebbero a che fare con quelle di un comune cittadino, come invece la dichiarazione rilasciata in tv dall'ex capo scout vorrebbe lasciar intendere. (...) Qualche ulteriore dato si può trovare sfogliando i bilanci depositati delle Eventi 6 Srl. La Eventi 6 srl è una società che nel 2011 ha fatturato 4 milioni di euro e che si occupa di marketing e promozione, con sede a Rignano Sull'Arno (Fi). Al 31 dicembre 2011, l'80% della proprietà risulta in mano alla famiglia di Matteo Renzi: le sorelle Matilde e Benedetta possiedono, in parti uguali, il 72% delle quote. La madre di Matteo, Laura Bovoli, controlla l'8%. Il restante 20% è in mano a Conticini Alessandro: l'unico socio a non essere parente del sindaco. Il legame con la famiglia Renzi, e in particolare con Matteo, è evidenziato anche dal fatto che, nel 2010, la Eventi 6 srl ha acquisito la Chil promozioni srl: la società aperta negli anni '80 da Tiziano Renzi, il padre di Matteo, ex dirigente Dc, che ne è stato amministratore. Come si può leggere nel curriculum che il candidato alla segreteria del Pd ha pubblicato sul sito matteorenzi.it, in gioventù Matteo Renzi ha lavorato alla Chil, "come dirigente", occupandosi di "servizi marketing". Ad oggi Matteo è "un dirigente in aspettativa della società di famiglia" (la fonte in questo caso è la biografia di Renzi pubblicata su Wikipedia, che al momento nessuno ha ritenuto di dover correggere). Matteo non sarà ricco come il comico Beppe Grillo, con il quale ha voluto polemizzare sbandierando in tv il saldo da 20mila euro del suo conto corrente. Ma di certo, a guardare i bilanci della società di famiglia, la sua solidità finanziaria non è minacciata. Del resto, per lui, la sorte ha sempre girato nel verso giusto: come quando, nel 1994, partecipando come concorrente a La ruota della fortuna, vinse 48 milioni di lire. Una cifra che farebbe gola a molti, ma che è ben diversa da quelle che il Presidente della Provincia prima e il sindaco di Firenze poi si sarebbe trovato a gestire durante la sua attività politica. Somme per le quali adesso è finito nel mirino. Nell'esposto presentato da Maiorano tornano in primo piano nomi di società già note perché considerate vicine alle attività economiche della famiglia Renzi: dalla DotMedia alla Web e Press. E si chiede di fare chiarezza sulla Florence Multimedia, promossa dallo stesso Renzi quando era a Presidente della Provincia di Firenze: quest'ultima, tra il 2006 e il 2009, ha ricevuto incarichi dall'ente locale per 9 milioni di euro. (...) Sotto i riflettori ci sono anche quei "20 milioni di spese di "rappresentanza", cene, alberghi, viaggi e altro" che secondo quanto si legge nell'esposto presentato alla Gdf, Renzi avrebbe speso tra il 2004 e il 2009. E che Maiorano ha documentato raccogliendo gli atti ufficiali (per la maggior parte già pubblici e scaricabili dai siti degli enti locali - guarda le spese 2005, 2006, 2007, 2008 - clicca sugli anni per vedere i documenti). Si tratta di spese eseguite ed approvate in piena trasparenza, per le quali al momento a Renzi non viene contestato alcun reato. Ma che - visti i tempi e il sentimento di antipolitica sempre più dilagante tra l'opinione pubblica - rischiano di rappresentare un ostacolo in più nella corsa alle primarie del "rottamatore" del Pd»;

Matteo Renzi afferma che tra le priorità da mettere in cantiere in un ipotetico incarico di governo c'è la legge sul conflitto di interessi,

si chiede di sapere:

se risulti corrispondente al vero quanto sopra esposto, ed in particolare se l'intreccio tra le attività pubbliche del sindaco e dei suoi amici con quelle private degli amici di Renzi e della sua famiglia non sia espressione di numerosi e gravi conflitti di interessi nella figura del sindaco di Firenze, per cui il Governo non ritenga necessario intervenire per adottare le opportune iniziative, nelle sedi di competenza, al fine di fare chiarezza;

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere affinché la gestione della cosa pubblica non si trasformi nella gestione di una sorta di agenzia per promuovere il lavoro di amici e parenti, combattendo il familismo, che l'interrogante considera una piaga dell'Italia;

se non ritenga necessario provvedere ad un'attenta verifica dell'utilizzazione dei fondi pubblici e della loro corretta destinazione;

quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per evitare che sperperi, sprechi e gestioni clientelari delle pubbliche amministrazioni regionali possano avere effetti sui conti pubblici e sui cittadini.

(4-08599)