• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08353 [Assicurare una migliore copertura sanitaria per la provincia di Bari]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-08353 presentata da PIERFELICE ZAZZERA
mercoledì 31 ottobre 2012, seduta n.712
ZAZZERA. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

con delibera n. 1110 del 5 giugno 2012 la giunta della regione Puglia ha approvato il Piano di rientro e di riqualificazione del sistema sanitario regionale 2010-2012;

il Piano regionale salute 2008-2010 approvato con legge regionale 19 settembre 2008, n. 23, con riferimento all'assistenza ospedaliera, ha determinato uno standard di posti letto pari a 4,5 per mille abitanti otre ad una riorganizzazione della rete ospedaliera;

l'intesa Stato-regioni del 3 dicembre 2009 (patto per la salute 2010-2012) recepita dalla legge n. 191 del 2009 (finanziaria 2010) in materia di razionalizzazione della rete ospedaliera ha ridotto ulteriormente lo standard di posti letto a 4 per mille abitanti, comprensivi di 0,7 per mille abitanti per la riabilitazione e lungodegenza;

il 29 novembre 2010 la regione Puglia ha sottoscritto l'accordo con i Ministeri della salute e delle finanze, con cui si prevede il «Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema sanitario regionale 2010-2012»;

in particolare, il Piano di rientro approvato con legge regionale 9 febbraio 2011, n. 2:

a) disattiva 1411 posti letto per acuti e 187 per post-acuti;

b) dispone la chiusura di 15 stabilimenti ospedalieri;

c) riconverte 3 stabilimenti ospedalieri in strutture sanitarie territoriali;

entro il 31 dicembre 2012 il Piano di rientro ha previsto un'ulteriore riduzione di 370 posti letto nelle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, 130 enti ecclesiastici e IRCCS privati, nonché 300 posti letto delle case di cura private accreditate;

per le aziende ed enti pubblici del Servizio sanitario regionale si è proceduto a rimodulare i punti nascita con la disattivazione di 10 unità operative di ostetricia e ginecologia (Lucera, Manfredonia, Canosa, Trani, Terlizzi, Molfetta, Ostuni, Fasano, Manduria Gallipoli, Casarano) e a tagliare le dotazioni di posti letto in eccesso rispetto agli standard individuati dall'AGENAS;

nello schema di delibera n. 1110/2012 oltre alla rimodulazione dei punti nascita è stato previsto un drastico taglio di posti letto dei reparti di unità coronarica sprovviste di emodinamica;

il piano di rientro approvato in giunta regionale prevede, pertanto, la chiusura delle unità coronariche degli ospedali sprovviste di emodinamica (Molfetta, Altamura, Monopoli, Putignano). Restano attivi solo i reparti di unità coronarica degli ospedali di Bari (San Paolo, Di Venere, Policlinico) per un totale di 40 posti letto, unici ad essere dotati anche di emodinamica, a cui vanno aggiunte le unità coronariche di strutture private accreditate sempre e solo nella città di Bari;

all'interrogante risulta che la provincia di Bari, un territorio di oltre 1 milione di abitanti, la situazione sanitaria sarebbe particolarmente critica, considerato che la chiusura delle unità coronariche di tutte le strutture ospedaliere lascia sguarnito il territorio di un reparto di eccezionale importanza per l'intervento di emergenza in pazienti infartuati, laddove il fattore tempo è assolutamente decisivo per salvare la vita umana;

desta inoltre profonda preoccupazione il depotenziamento dell'ospedale di Monopoli, dove la pediatria è stata chiusa, non si fanno più visite cardiologiche, non c'è più neanche la guardia medica notturna per l'attività radiologica d'urgenza, manca la risonanza magnetica nucleare, non sono stati nominati diversi primari, ed è stato addirittura chiuso il reparto di terapia intensiva. Ciò è avvenuto nonostante le rassicurazioni della regione Puglia;

a seguito di questa situazione, da alcuni giorni l'ospedale di Monopoli è occupato dal sindaco della città e dalla giunta;

considerando che in Italia la prima causa di morte è rappresentata dalle malattie cardiovascolari, la scelta di privare di unità coronariche una parte così ampia di territorio come quella dell'intera provincia di Bari, potenziando invece il solo capoluogo pugliese, non può essere condivisa;

tale condizione è inaccettabile perché determina un evidente squilibrio territoriale con relativa disomogeneità assistenziale che mette a rischio la salute dei cittadini, costretti inoltre ad accollarsi ulteriori spese per raggiungere i presidi ospedalieri;

il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001 definisce i livelli essenziali di assistenza (LEA) in termini di prestazioni e servizi da erogare ai cittadini. Le prestazioni ed i servizi devono essere appropriati e effettuati secondo adeguati livelli qualitativi e di efficienza;

il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, ha istituito il sistema di garanzia per il monitoraggio dell'assistenza sanitaria nelle regioni italiane;

conseguentemente, il decreto ministeriale 12 dicembre 2001 relativo al «Sistema di garanzie per il monitoraggio dell'assistenza sanitaria» ha introdotto un insieme minimo di indicatori e di parametri finalizzati al monitoraggio dei livelli di assistenza, nonché le procedure di diffusione dei risultati del suddetto monitoraggio -:

se quanto descritto in premessa corrisponda al vero e come intenda il Ministro assicurare una migliore copertura sanitaria per la provincia di Bari, garantendo il diritto alla salute dei cittadini e l'effettiva ed efficace erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria nella regione Puglia, in qualità di garante del diritto costituzionale di tutela della salute.
(5-08353)