• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02556 [Riduzione della pressione fiscale sulle imprese]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02556 presentata da GIANPAOLO DOZZO
martedì 23 ottobre 2012, seduta n.707
DOZZO, MARONI, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, FUGATTI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DUSSIN, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, REGUZZONI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
l'aggravarsi della crisi del debito in alcuni Paesi dell'area euro, compresa l'Italia, è stata affrontata dall'attuale Governo con misure che assicurassero la stabilità finanziaria, la crescita e l'equità del Paese, le quali sono state prevalentemente perseguite attraverso un aumento della pressione fiscale a carico di famiglie ed imprese;

tale approccio, come recentemente dichiarato dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, ha tuttavia portato nell'immediato ad un peggioramento dell'attuale crisi economica, con ricadute importanti sul tessuto produttivo del Paese già al collasso finanziario;

l'elevata tassazione, il peso della burocrazia, le difficoltà di accesso al credito bancario e non da ultimo i forti ritardi di pagamento delle forniture da parte della pubblica amministrazione sono fenomeni che fanno dell'Italia il fanalino di coda dei Paesi dell'Unione europea;

secondo il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, le imprese stanno morendo sotto il peso delle tasse; il rapporto di Confindustria, infatti, indica che l'incidenza della pressione fiscale sulle imprese è arrivata al 57 per cento, dato allarmante se confronto con altri Paesi come la Germania, dove tale incidenza della pressione fiscale è circa 20 punti più bassa rispetto all'Italia;

l'attuale situazione economica impone necessariamente scelte che siano più orientate ad ascoltare le effettive esigenze del tessuto produttivo italiano, composto per la quasi totalità da micro, piccole e medie imprese, che, nonostante la crisi, sono ancora il traino dell'economia italiana;

la riduzione del carico fiscale potrebbe realizzarsi nell'immediato attraverso l'azzeramento della spesa per l'erogazione dei contributi statali alle imprese. Le politiche di incentivazione alle imprese, infatti, non hanno prodotto negli anni gli effetti desiderati, comportando la dispersione di risorse pubbliche su progetti che spesso si sono rilevati poco produttivi;

secondo dati recenti, su trenta miliardi di euro di incentivi, alle imprese private ne arrivano solo tre, mentre il resto finisce disperso e spesso alimenta fenomeni di speculazione, i quali tolgono risorse importanti al rilancio dell'economia del Paese. Il risparmio che potrebbe derivare dal taglio della spesa pubblica, se indirizzato alla riduzione delle tasse, anche agendo sul «cuneo fiscale», si aggira intorno ai 10 miliardi di euro;

il taglio degli incentivi a pioggia in favore della realizzazione di una drastica riduzione delle pressione fiscale sulle imprese potrebbe inaugurare una nuova stagione di crescita per il Paese e portare ad un vero contenimento dello spreco di soldi pubblici -:
se il Ministro interrogato condivida le iniziative enunciate in premessa e quali iniziative intenda adottare affinché attraverso l'azzeramento dei contributi pubblici alle imprese possano reperirsi le risorse necessarie da indirizzare alla realizzazione di una drastica riduzione della pressione fiscale sulle imprese, che potrebbe essere conseguita anche con la riduzione del «cuneo fiscale». (3-02556)