• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05440-AR/0 ... [Spesa regionale per la medicina di base]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05440-AR/026presentato daD'INCECCO Vittoriatesto diGiovedì 18 ottobre 2012, seduta n. 706

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame si occupa, all'articolo 1, di riordino dell'assistenza territoriale e di mobilità del personale delle aziende sanitarie;
esso prevede che le regioni riorganizzino i servizi territoriali di assistenza primaria, promuovendo l'integrazione con il sociale, anche con riferimento all'assistenza domiciliare integrata, e i servizi ospedalieri, secondo nuove modalità;
il provvedimento fa riferimento, nello specifico, a forme organizzative monoprofessionali denominate aggregazioni funzionali territoriali; in particolare si chiede alle Regioni di «disciplinare le unità complesse di cure primarie privilegiando la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l'arco della giornata, nonché nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione, che operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere»;
si prevede che tali aggregazioni funzionali territoriali e le unità complesse di cure primarie eroghino l'assistenza primaria attraverso personale convenzionato con il Sistema sanitario nazionale, prevedendo, all'uopo, presso le medesime strutture anche personale dipendente del Ssn nonché che entro 180 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione si proceda all'adeguamento degli accordi collettivi nazionale relativi alla disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, con i pediatri di libera scelta e con gli specialisti ambulatoriali, nel limite dei livelli remunerativi fissati dagli accordi stessi; entro i successivi 90 giorni si stipulano gli accordi regionali attuativi, senza ulteriori oneri per la Finanza pubblica;
la riorganizzazione delle cure primarie così come descritta appare profonda e sostanziale, e necessita di investimenti nel settore;
il ruolo di perno che viene dato alla medicina territoriale rende necessaria l'individuazione di risorse economiche certe, ben definite, appropriate;
il Cipe, in sede di riparto del Fondo sanitario nazionale destina il 5 per cento della spesa alla prevenzione, il 44 per cento alla rete ospedaliera, il 51 per cento alla medicina territoriale; il 7 per cento di quest'ultima quota viene riservata alla medicina di base; nelle regioni sottoposte a piani di rientro questi parametri quasi mai vengono rispettati, per cui si rende necessario vincolare risorse certe per mettere il sistema nella condizioni di affrontare i cambiamenti necessari;
la medicina di base è la prima a subire profonde modifiche strutturali e organizzative dalla riforma di cui al disegno di legge in discussione, per cui si rende indispensabile una certezza delle risorse disponibili,

impegna il Governo:

ad agire, per quanto di sua competenza, affinché le regioni che applicano un tetto di spesa alla medicina di base, siano vincolate a destinare a tale tetto di spesa almeno una percentuale del Fondo sanitario regionale pari a quanto previsto dal Cipe in sede di riparto del Fondo sanitario (pari al 7 per cento), il tutto al fine di evitare un sottofinanziamento che potrebbe determinare la impossibilità per la medicina di base di far fronte ai compiti previsti;
a valutare l'opportunità di una iniziativa affinché le disposizioni riportate nei provvedimenti legislativi in materia di stabilizzazione finanziaria (decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78; decreto-legge del 6 luglio 2011, n. 98) non si applichino alle somme, eventualmente percepite dal personale sanitario, per compensi derivanti dalla partecipazione ai progetti per la realizzazione degli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale, e per la applicazione del tetto di spesa della medicina di base.
9/5440-AR/26. D'Incecco.