• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18157 [Sulla perquisizione in casa di Luca Simeone]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18157 presentata da PINA PICIERNO
mercoledì 17 ottobre 2012, seduta n.705
PICIERNO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

in data 12 ottobre 2012, alle ore 6,45 (ora ufficiale presente sul verbale di perquisizione), gli agenti della DIGOS della Polizia di Bagnoli facevano irruzione nell'abitazione del signor Luca Simeone, dirigente provinciale di Sinistra Ecologia Libertà e già consigliere, assessore e vicepresidente della X Municipalità di Napoli negli anni dal 1997 al 2011, per compiere una perquisizione domiciliare;

tale perquisizione, come evidenzia l'articolo 251 del Codice di Procedura Penale, «non può essere iniziata prima delle ore sette e dopo le ore venti», avendo il legislatore voluto fissare in via generale l'orario per la esecuzione del provvedimento di perquisizione domiciliare, in rispetto del principio costituzionale della privata dimora;

la DIGOS, ha agito, nei confronti di una persona incensurata, senza alcun mandato della magistratura, ma nell'ambito di un'attività di polizia giudiziaria propria del commissariato di P.S. di Bagnoli, facendo leva sulla normativa di cui all'articolo 41 del testo unico di pubblica sicurezza;

l'articolo 41 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, disciplina che «Gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria, che abbiano notizia, anche se per indizio, della esistenza, in qualsiasi locale pubblico o privato o in qualsiasi abitazione, di armi, munizioni o materie esplodenti, non denunciate o non consegnate o comunque abusivamente detenute, procedono immediatamente a perquisizione e sequestro». Secondo una sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Sesta Penale, n. 48552 del 18 novembre 2009, in tema di perquisizione, ai sensi dell'articolo 41 del regio decreto n. 773 del 1931, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno il potere di perquisire qualsiasi abitazione soltanto qualora abbiano notizia, anche se per indizio, dell'esistenza di armi abusivamente detenute, conseguendone che, al di fuori di tale essenziale presupposto la perquisizione domiciliare deve ritenersi illegittima ed, altresì, arbitraria sconfinando nell'indebita violazione della libertà domiciliare tutelata dall'articolo 14 della Costituzione nei confronti di chiunque, ivi compreso del potere pubblico. Come osserva il Collegio, «tale norma, al di là delle intenzioni del legislatore che l'introdusse nell'ordinamento giuridico, non ha mai conferito alla polizia giudiziaria un potere senza limiti e, tanto meno, un potere ad libitum dell'agente che procede, bensì il dovere di immediata attivazione in presenza di un determinato presupposto: la notizia, anche se per indizio, dell'esistenza di armi. Tale avvertenza va sottolineata, a maggior ragione nello Stato costituzionale di diritto, introdotto dalla Costituzione repubblicana, in cui l'inviolabilità del domicilio privato è presidiata da garanzia costituzionale come diritto fondamentale della persona, con espresso divieto di eseguire perquisizione domiciliare "se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale" (articolo 14 della Costituzione, comma 2). Pur considerando che la tutela accordata alla libertà di domicilio non è assoluta, ma trova dei limiti stabiliti dalla legge al fini della tutela di preminenti interessi costituzionalmente protetti, come emerge dalle stesse disposizioni dell'articolo 14 della Costituzione, e tenendo in conto l'innegabile esigenza di porre gli organi di polizia giudiziaria in grado di provvedere con prontezza ed efficacia in ordine a situazioni (quali la detenzione clandestina o comunque abusiva di armi, munizioni o materie esplodenti) idonee, per loro stessa natura, a esporre a grave pericolo la sicurezza e l'ordine sociale, va evidenziato che la previsione costituzionale, nell'introdurre la riserva di legge per derogare alla regola dell'inviolabilità del domicilio, in stretto collegamento con la libertà personale, impone all'interprete un'interpretazione rigorosa dell'articolo 41 del regio decreto citato, da cui sia bandita qualsiasi libera iniziativa e valutazione discrezionale degli organi di polizia giudiziaria e negata la possibilità che la perquisizione possa essere effettuata sulla base di un mero sospetto (che può trarre origine anche da un semplice personale convincimento), essendo sempre necessaria l'esistenza di un dato oggettivo che costituisca "notizia, anche per indizio", il quale, per sua natura, deve ricollegarsi ad un fatto obbiettivamente certo o a più fatti certi e concordanti tra loro (v. Corte Costituzionale, in particolare le sentenze n. 173/1974 e 261/83 e l'ordinanza n. 332/2001). Al di fuori di tale presupposto, la perquisizione domiciliare è non soltanto illegittima, ma anche oggettivamente arbitraria, sconfinando nell'indebita incisione della libertà domiciliare, tutelata per Costituzione nei confronti di chiunque, anche e innanzitutto nei confronti del potere pubblico»;

inoltre, la perquisizione appare di dubbia legittimità anche rispetto al cosa gli agenti si proponevano di ricercare, vale a dire armi e droga, in quanto la giurisprudenza ha progressivamente chiarito che la perquisizione va limitata alla sola ricerca degli oggetti in questione e non può essere estesa alla ricerca di altre sostanze illecite, quali ad esempio sostanze stupefacenti, disciplinate da altre norme;

la perquisizione domiciliare in oggetto è risultata negativa, come si evince dalla lettura del verbale di polizia;

al momento della perquisizione in casa di Luca Simeone c'erano la figlia di quasi due anni d'età e la compagna al settimo mese di gravidanza;

nell'area flegrea, negli ultimi mesi, di fronte a presidi e forme di mobilitazione, che avevano il solo scopo di esprimere una forma di dissenso nei confronti dell'idea di sviluppo di questo territorio, vi è stata una risposta ad avviso dell'interrogante inadeguata della DIGOS e degli agenti del commissariato di Bagnoli nel confronti di movimenti, comitati ed esponenti politici locali, che ha inasprito il clima e alzato la tensione;

Luca Simeone, oltre ad essere un noto dirigente di Sinistra Ecologia Libertà, è un professionista affermato project manager ed esperto di strumenti di creazione d'impresa, sin dai primi anni della sua attività politica si è contraddistinto come attivista attento alle esigenze ed alle istanze del suo territorio, impegnato in vertenze sui beni comuni, temi ecologisti e dei diritti umani;

l'operazione condotta dalla DIGOS senza ordine giudiziario, sembrerebbe secondo l'interrogante configurarsi quasi come un atto provocatorio avverso un certo fermento popolare e movimentistico che da qualche mese ravviva il dibattito democratico in un quartiere troppo a lungo ignorato ed abbandonato dalle istituzioni locali. Ci si augura che non si ripetano episodi del genere e che sia garantito il diritto costituzionale a manifestare democraticamente le differenti idee politiche. In un momento storico come quello attuale, in cui la coesione sociale è fortemente a rischio, è necessario uno sforzo da parte di tutti per garantire un confronto politico sano e senza strascichi giudiziari;

considerate le numerosissime attestazioni di solidarietà da parte di forze politiche locali, cittadine, da parte di consiglieri comunali di Napoli, nonché associazioni e privati cittadini, i coordinatori sia quello provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, onorevole Giuseppe De Cristofaro che quello regionale onorevole Arturo Scotto, hanno chiesto pubblicamente chiarimenti alla questura e al prefetto, nonché le scuse formali per il dottor Simeone -:

se sia a conoscenza dei fatti in premessa;

se e quali iniziative intenda assumere, per quanto di sua competenza, al fine di far piena luce su quello che appare come un grave abuso avverso esponenti politici e movimenti locali, che rimanda alla memoria quelle che furono le pagine più buie della storia italiana ed in che modo pensi di recuperare il forte discredito che ha subito la Polizia di Stato di fronte ad un'iniziativa che l'interrogante giudica assurda. (4-18157)