• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00331 CAFORIO, BELISARIO, RUSSO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell'interno - Premesso che: il comune di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00331 presentata da GIUSEPPE CAFORIO
giovedì 23 ottobre 2008, seduta n.077

CAFORIO, BELISARIO, RUSSO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell'interno - Premesso che:

il comune di Sava, in provincia di Taranto, pur contando 18.000 abitanti non risulta a tutt'oggi provvisto di un sistema fognario;

già nel febbraio 2008, durante la XV Legislatura, il primo firmatario della presente interrogazione ha presentato un atto di sindacato ispettivo (4-03442) riguardante l'emergenza determinatasi nel comune in questione a causa dell'assenza del sistema fognario;

la trasmissione televisiva "Le Iene", nella puntata di martedì 21 ottobre 2008, ha dedicato un dettagliato servizio al comune di Sava e al degrado ambientale e sanitario che ancora vi si registra per le modalità di trattamento delle acque reflue;

in base all'articolo 100 del decreto legislativo n. 152 del 2006, recante "Norme in materia ambientale", gli agglomerati con un numero di abitanti equivalente o superiore a 2.000 devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane;

nel comune di Sava, in assenza di una rete fognaria, si ricorre invece all'uso di pozzi neri, che sono attualmente oltre 4.500;

gran parte dei pozzi scarica direttamente nel sottosuolo. Si tratta dei cosiddetti "pozzi a perdere", nei quali viene versato acido solforico che provoca un foro nel pozzo attraverso il quale il contenuto si riversa inesorabilmente nel sottosuolo circostante. Oltre a costituire un danno ambientale di enormi proporzioni, l'uso di acido solforico da parte dei cittadini per svuotare i pozzi costituisce una pratica rischiosa che è già costata la vita a diversi abitanti;

per i pozzi perfettamente funzionanti si ricorre invece ai mezzi meccanici per lo spurgo, i quali provocano non poche difficoltà per i conseguenti olezzi nauseabondi. Per lo svolgimento dell'operazione di spurgo, le famiglie che cercano di non inquinare il territorio sono comunque costrette ad affrontare mensilmente ingenti spese;

anche a causa di tale situazione, il comune di Sava detiene un triste primato di mortalità a causa di patologie tumorali, cui la situazione descritta è quantomeno correlabile. Nel vicino comune di Lizzano è stata aperta una inchiesta della Procura della Repubblica di Taranto per un depuratore che causava un tasso di inquinamento dell'ambiente minore di quanto avviene a Sava;

ad oggi l'unico progetto riguardo alla situazione ambientale della zona risulta essere quello della Regione Puglia, che prevede la realizzazione di un depuratore per il Consorzio di Comuni Manduria-Sava. In base a tale progetto, peraltro, le acque trattate verrebbero riversate sulla battigia del litorale adiacente ai comuni interessati; progetto, quindi, che non reca soluzione concreta al problema,

si chiede di sapere quali iniziative urgenti, alla luce del perdurare di una situazione ormai insostenibile, i Ministri in indirizzo abbiano assunto o intendano assumere per tutelare l'ambiente e la salute pubblica dei cittadini residenti nel comune di Sava, assicurando, per quanto di propria competenza, il rispetto del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

(3-00331)