• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18083 [Il caso dell'avvocato Calogero Dolce]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18083 presentata da PIETRO CANNELLA
venerdì 12 ottobre 2012, seduta n.702
CANNELLA, LISI, SALTAMARTINI, CICCIOLI e CONTENTO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

l'avvocato Calogero Dolce dopo anni di processo presso il tribunale di Aosta, imputato per truffa per una cifra di tremila euro, è stato assolto per non aver commesso il fatto;

sin da subito il pubblico ministero dottor Luca Ceccanti ha disposto il sequestro del suo conto corrente sul quale non ha potuto effettuare nessuna operazione, né versamenti, né prelevamenti, per circa un anno;

il provvedimento del magistrato ha prodotto l'effetto di impedire il pagamento di tutte quelle spese onorate con l'addebito sul conto corrente quali le rate del mutuo per l'acquisto dell'abitazione e le altre scadenze, causando così al Dolce la decadenza del beneficio del termine del mutuo della sua prima ed unica casa, l'inserimento nella black-list e la preclusione di ogni sorta di finanziamento o credito o rinegoziazione del mutuo, oltreché lo sfratto per morosità del suo studio professionale e, cosa ben più grave, l'avvio della procedura esecutiva immobiliare della sua unica casa;

la banca ha preteso l'immediato pagamento del residuo del mutuo, per come detto sopra era decaduto dal beneficio del termine, e quindi ha pignorato e presentato istanza di vendita;

il 15 gennaio 2010 si è tenuta l'udienza di giuramento del C.T.U al fine della valutazione dell'immobile, mentre il prossimo 15 ottobre 2010 sarà decisa la data della vendita dell'immobile;

il residuo del mutuo e il debito per lo sfratto per morosità non supera la somma di euro 200.000,00 mentre il valore commerciale dell'immobile è di circa un milione di euro, ma, come è notorio, all'asta il prezzo ricavato sarà di molto inferiore al valore commerciale dell'immobile;

l'interessato ha proposto ricorso alla Corte europea per la salvaguardia dei diritti umani per le possibili violazioni commesse dalla procura di Aosta, il ricorso è stato assegnato alla seconda sezione ed è in attesa del giudizio, ma nel frattempo, l'avvocato Dolce rischia di perdere tutto;

fin dai prodromi della vicenda, il difensore di fiducia dell'avvocato Dolce chiese come atto istruttorio che il pubblico ministero precedente ponesse in essere degli specifici atti di indagine e in particolare, tramite i propri consulenti di ufficio, rintracciare ed identificare con qualsiasi strumento, attraverso, a titolo di esempio, l'identificazione dell'IP, chi ha in effetti operato sul conto corrente del signor Bruno Lang sul cui conto erano stati eseguiti dei bonifici costituenti l'oggetto del reato contestato all'avvocato (ogni accesso ad internet lascia tracce univoche che portano senza dubbio al soggetto che ha avuto accesso al conto corrente del signor Bruno con relativa località geografica e utenza), questo atto di indagine è determinante al fine di escludere la responsabilità dell'avvocato Dolce;

nella sentenza assolutoria il giudice estensore tra le motivazioni riporta quanto segue: "sarebbe stato necessario, ma non veniva fatto nel corso delle indagini preliminari, disporre l'acquisizione dei cosiddetti files di log, che consentono l'identificazione dell'ora e del giorno nel quale le comunicazioni in esame erano avvenute, nonché del numero e dell'intestatario dell'utenza telefonica dalla quale provenivano;

in difetto dell'acquisizione dei suddetti files di log non è dunque possibile stabilire se dall'utenza in uso o nella disponibilità di Lang Bruno Enrico siano stati trasmessi gli ordini di esecuzione di bonifici di cui all'imputazione;

l'acquisizione di tali dati, da'compiersi mediante l'adozione di decreto ai sensi dell'articolo 132, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, mai effettuata in precedenza durante le indagini preliminari, non appare più possibile, per decorso del termine biennale di conservazione della documentazione del traffico telefonico, previsto dall'articolo 132 comma 1 predetto";

appare dunque evidente che il pubblico ministero precedente abbia omesso un atto fondamentale che avrebbe potuto portare all'immediato dissequestro del conto senza così causare danni irreparabili all'avvocato Dolce -:

se il ministero non intenda assumere iniziative ispettive per l'eventuale esercizio dei poteri di competenza;

se non ritenga di dover valutare eventuali percorsi che possano portare ad un intervento per l'esame del corso al fine di un bonario componimento con l'intermediazione del cancelliere della Corte europea così come previsto dalla procedura. (4-18083)