• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08108 [Sulla riforma pensionistica]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-08108 presentata da LUCIA CODURELLI
giovedì 11 ottobre 2012, seduta n.701
CODURELLI e SCHIRRU. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

il 15 maggio 2012 il viceministro Mattone intervenendo in Commissione lavoro rispondeva all'atto di sindacato ispettivo n. 5-06533, con il quale l'onorevole Gnecchi richiamava l'attenzione del Governo sulla riforma pensionistica recentemente introdotta dall'articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011 (cosiddetto decreto Salva Italia) che, per la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ha innalzato in via generale il requisito dell'età anagrafica. In particolare, l'interrogante richiamava la circolare n. 35 del 2012, che nel definire in 20 anni il requisito minimo di contribuzione, non faceva più alcun riferimento a quei soggetti che alla data del 31 dicembre 2012 avevano maturato 15 anni di contribuzione, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, lettera c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503. I 15 anni rimanevano cristallizzati come requisito contributivo per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, così come l'essere stati autorizzati alla prosecuzione volontaria prima di quella data;

sottolineando come la suddetta norma non risultasse abrogata dal decreto-legge n. 201 del 2011 e non riconoscesse la cristallizzazione del requisito contributivo previsto dal decreto legislativo n. 503 del 1992, l'onorevole Gnocchi richiamava come fosse evidente l'ulteriore penalizzazione in particolare per le donne, soprattutto qualora non avessero richiesto l'autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, perché per poter accedere alla pensione di vecchiaia, avrebbero dovuto non solo avere il requisito dell'età, ulteriormente elevato con la manovra «salva Italia», ma anche versato altri cinque anni di contribuzione per raggiungere il requisito dei 20 anni. Il tutto senza saperlo, avendo avuto sempre rassicurazioni dall'INPS e dai patronati che i 15 anni già conquistati fossero sufficienti;

il viceministro rispondeva che «la problematica sollevata dall'Onorevole Gnecchi è ben nota»; «Pur non nascondendo che la tesi più rigorosa sembra trovare maggiori conferme nel dato normativo, ragioni di sensibilità sociale, unite alla consapevolezza della complessiva opinabilità giuridica della questione inducono comunque ad approfondire i risvolti tecnici della questione al fine eventuale di richiedere, con apposito atto di indirizzo, all'INPS di riconsiderare la posizione tecnica a suo tempo espressa. Posso, quindi, anticipare che nei prossimi giorni il Ministero da me rappresentato promuoverà un incontro al livello tecnico con le altre Amministrazioni interessate al fine di verificare se vi siano effettivi margini sotto il profilo tecnico/giuridico per aderire alla soluzione interpretativa indicata dall'Onorevole interrogante»;

ad oggi non risulta a parere dell'interrogante esecutivi nessuna verifica e alcun approfondimento così come dichiarato dal viceministro Martone -:

se sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e cosa intende fare per garantire il rispetto degli impegni assunti in sede parlamentare. (5-08108)