• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01700 [Campo nomadi nei pressi del lago Patria, Napoli]



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01700 presentata da LUISA BOSSA
giovedì 11 ottobre 2012, seduta n.701
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:

all'alba del 4 ottobre 2012, a Giugliano, provincia di Napoli, si è proceduto allo sgombero di un campo nomadi che si era insediato abusivamente, un anno fa, su alcuni terreni confinanti con un grosso centro commerciale a ridosso della strada a scorrimento veloce denominata circumvallazione esterna;

le operazioni di sgombero sono state coordinate dal commissariato di polizia di Giugliano-Villaricca, con la partecipazione di un folto gruppo interforze, e con la collaborazione della polizia municipale, su ordine della magistratura, intervenuta dopo le rimostranze che, in questo anno, si sono elevate da più parti: innanzitutto dai proprietari dei terreni agricoli occupati e poi anche dagli esercenti e dai clienti del vicino parco commerciale;

all'interno del campo rom vi erano poco meno di un centinaio di persone, alle quali è stato intimato di lasciare l'area; molte famiglie, già nei giorni scorsi, avevano deciso di trasferirsi altrove perché l'intervento delle forze dell'ordine era atteso;

lo sgombero delle famiglie che erano rimaste nell'accampamento improvvisato è stato compiuto senza disordini; le baracche sono state demolite e la zona è stata riportata alle condizioni precedenti all'occupazione con una radicale bonifica;

con lo sgombero del campo non è stata offerta ai rom allontanati alcuna destinazione o alternativa; una carovana di nomadi, con più di cinquanta veicoli tra roulotte, auto, e camion, si è messa così in moto, alla ricerca di altri terreni da occupare; di fatto la questione non è stata affrontata nella sua complessità ma solo spostata; le famiglie di rom, molte delle quali formate da giovani con tanti bambini, si sono accampate in altre zone limitrofe;

un folto gruppo di rom sgomberati dall'area del parco commerciale ha raggiunto la vicina zona costiera e si è accampata in prossimità dello svincolo della tangenziale di lago Patria, scatenando la protesta dei residenti che hanno occupato per ore alcune strade e hanno animato sit in di contestazione, bloccando la stessa tangenziale di Napoli;

i residenti di lago Patria contestano la presenza dei rom in prossimità delle loro abitazioni per i problemi di sicurezza e di igiene che, a loro dire, tali accampamenti porterebbe sui territori;

la questione rom resta un fatto irrisolto sul territorio giuglianese; i rom vivono a Giugliano da oltre 20 anni: sono profughi slavi fuggiti dalla guerra della Jugoslavia e sono vissuti in questi anni in tredici piccoli campi, a ridosso dell'area industriale di Ponte Riccio; sono diventati un popolo numeroso, trecento sono minori;

nel 2011 la procura di Napoli ordinò che i tredici campi fossero abbattuti perché sorgevano su un'area satura di rifiuti tossici; al comune di Giugliano e alla provincia di Napoli spettava il compito di trovare soluzioni alternative, che però sono mancate quasi del tutto;

dopo lo sgombero degli accampamenti storici di Ponte Riccio, infatti, solo poche famiglie hanno trovato una stabile sistemazione in un piccolo villaggio allestito in prossimità della stessa area Asi dall'amministrazione comunale; per più di 600 persone è cominciato un disperato pellegrinaggio tra un terreno e un altro, tra una occupazione abusiva ed un'altra, con accampamenti di fortuna, in zone senza servizi, in assenza di un piano delle istituzioni per l'allestimento di un villaggio stabile e fornito di servizi;

al momento, le uniche iniziative messe in atto, sono gli sgomberi, che hanno prodotto come risultato la presenza di centinaia di uomini, donne e bambini, che vagano tra le campagne del giuglianese senza un piano organico per il loro inserimento sociale, senza una strategia per la loro integrazione, senza una decisione stabile che consenta ai servizi sociali, alle scuole, ai soggetti del volontariato di stabilire una relazione e un intervento continuato e integrato;

gli sgomberi senza soluzioni alternative danneggiano in modo particolare i bambini che, a causa dei continui spostamenti, non possono più frequentare le scuole del territorio, e lasciano alta la tensione perché non si realizza un vero processo di integrazione;

la città di Giugliano, per scelta del sindaco Giovanni Pianese, che l'altro giorno ha rassegnato le dimissioni, pare con l'intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche, potrebbe trovarsi nelle prossime ore senza un'amministrazione nel pieno delle sue funzioni; stessa sorte per l'amministrazione provinciale di Napoli, con le paventate dimissioni, per le medesime ragioni, del presidente Luigi Cesaro;

il vuoto nelle istituzioni unitamente alle questioni sopra descritte, rischia di trasformare la vicenda degli accampamenti rom del giuglianese in un focolaio di pericolose tensioni sociali, sia sul versante dei nomadi, letteralmente abbandonati a loro stessi, sia su quello dei residenti, che non vedono un progetto istituzionale di intervento ma solo interventi emergenziali -:

di quali elementi disponga in merito alla vicenda di cui in premessa, con particolare riguardo sia alla difficile situazione relativa all'ordine pubblico, con le tensioni tra la popolazione residente e i rom, sia alla vicenda igienico-sanitaria che riguarda le condizioni di vita di centinaia di persone, in particolari bambini, che si trascinano tra un campo e un altro senza i servizi fondamentali e senza alcuna assistenza; se non ritenga di intervenire, per quanto di competenza, anche attraverso gli uffici territoriali, stanti anche le dimissioni delle autorità territoriali preposte, per favorire la realizzazione e la definizione di un piano organico su base provinciale, con i soggetti istituzionali e sociali, per uscire dalla logica degli sgomberi forzati e individuare soluzioni strutturali.

(2-01700)
«Bossa, Marchignoli, Nannicini, Burtone, Pizzetti, Concia, Graziano, Piccolo, Mazzarella, Argentin, Livia Turco, Boffa, Cuomo, Farina Coscioni, Maurizio Turco, Tocci, Capano, Cenni, Orlando, Sereni, Lo Moro, Vaccaro, Pollastrini, Cuperlo, Mario Pepe (PD), Giorgio Merlo, Colombo, Gatti, Ferrari, Oliverio, Giovanelli, Albonetti, Verducci».