• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02519 [Collegamenti aerei con la Sardegna]



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02519 presentata da GUIDO MELIS
martedì 9 ottobre 2012, seduta n.699
MELIS, CALVISI, FADDA, MARROCU, ARTURO MARIO LUIGI PARISI, PES e SCHIRRU. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

dal 1o novembre 2012 sino al 29 marzo 2013 Alitalia ha cancellato tutti i collegamenti tra l'aeroporto di Alghero-Fertilia e Milano-Linate del martedì, sabato e domenica; nei quattro giorni residui il primo volo (oggi alle 6,40) è stato fissato alle 14; i voli giornalieri Milano-Linate - Alghero-Fertilia delle 21,30 sono stati aboliti, il che vanifica la possibilità di un andata-ritorno in giornata (il primo volo per Alghero-Fertilia è infatti alle 12);

ugualmente sono stati soppressi i collegamenti dell'aeroporto di Cagliari-Elmas con Linate delle 7 e con Fiumicino delle 15,30;

si colpiscono in questo modo i due principali aeroporti sardi; in particolare, nel caso di Alghero (che non ha alternative salvo, limitatamente, il low cost) si colpisce una tratta tra le più utilizzate da un flusso di utenza turistica in prosecuzione verso altri aeroporti (da Milano originano normalmente molti voli per il nord Europa o intercontinentali, in continuità col collegamento Alghero-Linate) e soprattutto si danneggia la possibilità per chi svolge attività d'affari o commerciale o comunque di relazioni professionali di poter raggiungere Milano al mattino presto per rientrare nell'isola nelle stesse 24 ore;

la scelta, a giudizio degli interroganti, arbitraria di Alitalia per altro profitta di una eccezionale, perdurante situazione di sospensione del regime della continuità territoriale già denunciata nell'interrogazione a prima firma dell'onorevole Calvisi presentata alla Camera l'8 maggio 2012;

le responsabilità di tale stato di sospensione vanno ricercate precipuamente in sede regionale, avendo l'articolo 1, comma 837, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, disposto il trasferimento in capo alla regione Sardegna delle funzioni relative alla continuità territoriale, e avendo il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con propria nota n. 0052194 del 23 dicembre 2009, conferito al presidente della regione Sardegna, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, della legge 17 maggio 1999, n. 144, la delega a indire e presiedere una conferenza di individuare il contenuto dell'imposizione di oneri di servizio pubblico da e per la Sardegna, in conformità al regolamento (CE) n. 1008/2008;

successivamente alla pubblicazione in data 27 gennaio 2011 dei decreti relativi all'imposizione di oneri di servizio pubblico sui servizi aerei di linea da e per la Sardegna da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la giunta regionale ne ha chiesto la revoca per introdurre «la tariffa unica agevolata» per residenti e non residenti;

la revoca dei decreti ha di fatto bloccato la procedura dei bandi per l'aggiudicazione delle rotte per la continuità territoriale aerea della Sardegna;

in seguito al mancato rinnovo è stato prorogato il vecchio contratto di servizio con l'assicurazione del rispetto delle precedenti condizioni, spesso tuttavia disattese dalle compagnie;

nell'ottobre 2011 il presidente della regione sarda ha annunciato la conclusione della conferenza di servizi sulla nuova continuità territoriale aerea con la definizione dello schema per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico dichiarando: «Avanti verso la tariffa unica e tariffe meno care»; di fatto però il Governo non ha firmato il decreto con i nuovi oneri di servizio per mancanza di copertura finanziaria da parte della regione e, dopo notevoli ritardi, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea del nuovo bando è avvenuta solo l'11 febbraio 2012;

il suddetto bando prevede una tariffa unica per i residenti in Sardegna e non; alla scadenza nessuna compagnia aerea aveva dimostrato interesse a partecipare;

in questa situazione di stasi (dal 1o novembre 2012, appunto, verrà a cessare la proroga) si colloca l'iniziativa summenzionata di Alitalia di modificare unilateralmente il regime dei voli e gli orari. In particolare l'astrusa modifica degli orari, decisa in un periodo di assenza di continuità territoriale, imposta su tratte di importanza vitale per la regione, vanifica per l'ennesima volta i diritti dei sardi alla continuità territoriale, ne ostacola palesemente la mobilità, costituisce un ulteriore colpo ad un'economia, come quella del nord Sardegna, afflitta da una gravissima depressione e da una crisi occupativa senza precedenti; sono evidenti le conseguenze negative sui flussi turistici, specialmente di quel turismo di mezza stagione e di breve permanenza che, sulla base di puntuali offerte degli operatori locali a determinate categorie della clientela, potrebbe costituire una delle valvole vitali dell'economia locale sarda;

gli interroganti ritengono che, anche se l'articolo 1, comma 837, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dispone il trasferimento alla regione Sardegna delle funzioni relative alla continuità territoriale, le responsabilità generali dello Stato in materia di trasporti da e per la Sardegna non vengano meno. Ciò tanto più se si ricorda che lo Stato non ha mai corrisposto alla regione Sardegna le somme dovute in materia di compartecipazione erariale per far fronte alle nuove competenze in materia di continuità territoriale, nonché di trasporto pubblico locale e sanità, devolute dalla legge sopracitata del 2006 -:

se non ritenga il Ministro, a tutela dell'economia e della stessa continuità territoriale del Paese, di dover assumere ogni idonea iniziativa di competenza presso Alitalia che, pur essendo una compagnia privata, dev'essere tuttavia richiamata al rispetto degli elementari diritti della clientela e dei territori collegati.(3-02519)