• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17978 [Sul pensionamento dei docenti scolastici]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17978 presentata da PIERFELICE ZAZZERA
lunedì 8 ottobre 2012, seduta n.698
ZAZZERA e DI GIUSEPPE. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (cosiddetto Salva Italia), convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici, ha introdotto nuove nome in materia pensionistica;

in particolare, l'articolo 24 del suddetto decreto al comma 5 prevede che «Con riferimento esclusivamente ai soggetti che a decorrere dal 1o gennaio 2012 maturano i requisiti per il pensionamento [...] non trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 12, commi 1 e 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, e le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 21, primo periodo del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148»;

tale riforma, fissando al 31 dicembre 2011 la maturazione dei requisiti per il pensionamento, non tiene in considerazione la particolarità del sistema pensionistico per i docenti scolastici, che è basato sull'anno scolastico e non su quello solare;

conseguentemente per tale categoria di lavoratori i requisiti per il pensionamento, le ferie, l'anzianità di servizio e gli scatti di carriera, decorrono dal 1o settembre al 31 agosto dell'anno successivo;

per i docenti scolastici la normativa introdotta con il decreto Salva Italia rappresenta una vera e propria ingiustizia, riconosciuta anche da diversi giudici del lavoro che hanno contestato la legittimità costituzionale del provvedimento;

da ultimo la sentenza del giudice del lavoro di Siena ha dato ragione agli insegnanti che nel 2012 avrebbero dovuto andare in pensione, ma che a causa della riforma sono costretti a prestare servizio ancora per diversi anni;

secondo i giudici dunque, sarebbe anticostituzionale non riconoscere a tali docenti diritti ormai acquisiti;

il nuovo meccanismo pensionistico infine, oltre a generare forti dubbi di costituzionalità, impedisce l'ingresso di nuovi docenti nel mondo della scuola e non contribuisce a risolvere il grave problema del precariato nel settore -:

quali iniziative, anche normative, il Ministro intenda adottare al fine di riconoscere ai docenti scolastici il diritto al pensionamento secondo la previgente disciplina, evitando in tal modo le soccombenze giudiziarie ed i relativi danni economici.(4-17978)