• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/08356 [Sullo sviluppo industriale del settore cinematografico e audiovisivo italiano]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08356 presentata da VINCENZO MARIA VITA
giovedì 4 ottobre 2012, seduta n.809

VITA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il comma 6 dell'articolo 14 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha istituito la società a responsabilità limitata "Istituto Luce-Cinecittà", con sede in Roma e capitale sociale di 15.000 euro interamente detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze, ed ha stabilito, allo stesso tempo, l'assegnazione dei diritti del socio al Ministero per i beni e le attività culturali che li esercita sentito il Ministero dell'economia per quanto riguarda i profili patrimoniali, finanziari e statutari;

l'onere derivante dalla sottoscrizione del capitale per la costituzione della "Istituto Luce-Cinecittà Srl" è stato finanziato, ai sensi del comma 7 dell'art. 14 del decreto-legge n. 98 del 2011, attraverso corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), come risultante dalla tabella C della legge finanziaria n. 220 del 2010. L'impiego delle risorse provenienti dal FUS (che, come è noto, è un fondo istituito dalla legge n. 163 del 1985 e destinato al sostegno statale dell'intero sistema dello spettacolo), per la costituzione del capitale sociale della nuova società "Istituto Luce-Cinecittà Srl", si pone, dunque, come ulteriore conferma della natura e del ruolo pubblicistico assegnati alla nuova Srl. Tale nuova società, infatti, nasce, per espressa previsione del primo periodo del citato comma 6 dell'art. 14, per sostituire Cinecittà Luce SpA nello svolgimento delle attività e delle funzioni di pubblico interesse per lo sviluppo del settore cinematografico italiano da quest'ultima finora esercitate;

il comma 8 dell'art. 14, conseguentemente all'istituzione, stabilisce che: "Con decreto non avente natura regolamentare del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro i trenta giorni successivi alla costituzione della società di cui al comma 6, sono individuate le risorse umane, strumentali e patrimoniali appartenenti alla società di cui all'articolo 5-bis del decreto- legge 23 aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 202 (cioè Cinecittà-Luce SpA) da trasferire a titolo gratuito alla società «Istituto Luce - Cinecittà». Tale decreto non risulta ancora essere stato adottato: la mancanza del citato decreto interministeriale, condizione imprescindibile per l'operatività della nuova società pubblica, è stata oggetto di rilievo anche da parte della Corte dei conti, che scrive nella propria relazione sul risultato del controllo della gestione di Cinecittà Luce SpA per l'esercizio 2010: "Alla data odierna non risulta che le modalità e le prescrizioni del comma 8 ed anche del comma 6 contenute nella su citata normativa siano state poste in essere" (si veda pag. 14 della relazione della Corte dei conti al Parlamento su Cinecittà Luce SpA (Esercizio 2010) - Senato della Repubblica, XVI Legislatura - Doc. XV, n. 384);

secondo le disposizioni del comma 11 dell'art. 14, Cinecittà Luce SpA dovrà essere posta in liquidazione una volta adottato il decreto non regolamentare per l'assegnazione delle risorse umane, strumentali e patrimoniali a Luce-Cinecittà Srl previsto dal comma 8 della normativa in esame;

risulta che in data 28 dicembre 2011 è stato raggiunto il necessario accordo con le organizzazioni sindacali, riguardante l'esame congiunto obbligatorio ex art. 47 della legge n. 428 del 1990, per il trasferimento dei dipendenti dalla Cinecittà Luce SpA alla Istituto Luce - Cinecittà Srl e al Ministero per i beni e le attività culturali. Inoltre, nelle more dell'adozione del decreto interministeriale di trasferimento di cui al comma 8 dell'art. 14 del decreto-legge n. 98 del 2011, il Ministro per i beni e le attività culturali, con nota del Gabinetto dell'8 febbraio 2012, ha definito le modalità di start-up della Srl, anche attraverso l'affitto di ramo d'azienda non a titolo oneroso da parte di Cinecittà Luce SpA, nonché gli obiettivi di interesse generale da perseguire da parte della medesima società;

Cinecittà Luce SpA è il soggetto proprietario dei terreni e degli immobili costituenti il sito industriale di Cinecittà, nonché del marchio "Cinecittà". Gli stabilimenti di Cinecittà sono oggetto di un contratto di locazione immobiliare ed il marchio "Cinecittà" di un contratto di concessione d'uso esclusivo, entrambi attualmente in atto tra Cinecittà Luce SpA e la società Cinecittà Studios SpA. Tali rapporti contrattuali nascono, come è noto, nel 1997, quando venne affidata la gestione operativa degli stabilimenti cinematografici a un soggetto privato. L'affidamento del ramo d'azienda avvenne, già in quel momento, separando le relazioni contrattuali per la gestione degli stabilimenti da quelle attinenti alla locazione e all'utilizzo del patrimonio costituito dagli immobili e dal brand. Ancorché dal 1997 in avanti siano stati più volte modificati gli assetti societari sia del gruppo cinematografico pubblico Cinecittà che dei soggetti privati coinvolti nella gestione degli stabilimenti, la proprietà pubblica degli immobili e del marchio non è mai stata oggetto di discussione, evidentemente per l'esistenza del pubblico interesse nella realizzazione di politiche industriali per lo sviluppo del cinema italiano: politiche che hanno in Cinecittà il luogo storicamente, culturalmente e produttivamente deputato alla loro attuazione. Di qui l'esistenza e la permanenza di un vincolo sulla destinazione d'uso degli stabilimenti di Cinecittà;

la Corte dei conti, nella relazione sul risultato della gestione di Cinecittà Luce SpA per l'esercizio 2009 (determinazione n. 98/2010), nel paragrafo dedicato alle attività straordinarie svolte dalla Società oggetto di controllo, si sofferma sull'accordo sottoscritto con Cinecittà Studios SpA, per: "valorizzare i diritti edificatori insistenti sui terreni di proprietà della società e situati all'interno del comprensorio di Cinecittà che sin dalla sottoscrizione della Convenzione con il Comune di Roma erano nella disponibilità della società e di fatto non sono stati utilizzati. (…) Cinecittà Luce SpA, nell'individuare il tipo di operazione per mezzo della quale ottenere la valorizzazione dei diritti edificatori in questione, ha perseguito l'intento di ottenere un ritorno economico per Cinecittà Luce SpA dalle citate cubature, facendo però sì che le stesse cubature fossero destinate a migliorare il comprensorio e quindi migliorare i servizi, direttamente o indirettamente, dedicati alla produzione cinematografica e garantire a Cinecittà Luce SpA stessa la proprietà finale delle opere realizzate". Sempre sul descritto accordo per la valorizzazione dei diritti edificatori, la Corte dei conti, nelle valutazioni conclusive della suddetta relazione (par. 6, pag. 27), aggiunge che: "Occorrerà comunque che non vengano pregiudicate le finalità di interesse generale e che vengano costantemente tenute presenti, in termini procedurali ed amministrativi, le specificità tipiche dell'organismo di diritto pubblico quale risulta essere l'ente pur nella forma della società per azioni". Infine, ancora nella medesima relazione della Corte dei conti, non vi è alcuna indicazione circa una stima dei valori economici assegnabili o assegnati ai diritti edificatori oggetto dell'accordo tra Cinecittà Luce SpA e Cinecittà Studios SpA,

si chiede di sapere:

quali siano e in quanto tempo saranno realizzati gli obiettivi pubblici direttamente connessi allo sviluppo industriale del settore cinematografico e audiovisivo italiano perseguiti attraverso l'accordo per la valorizzazione dei diritti edificatori stipulato nel 2009 tra Cinecittà Luce e Cinecittà Studios SpA;

nelle more dell'attuazione del decreto ministeriale di cui al comma 8 dell'art. 14 del decreto-legge n. 98 del 2011, quale sia la situazione in essere sui contratti di locazione immobiliare e di concessione d'uso del marchio "Cinecittà" tra la parte pubblica, in quanto soggetto proprietario, e la Cinecittà Studios SpA e, conseguentemente, se siano stati normalmente regolati i corrispettivi della locazione immobiliare e della concessione d'uso esclusivo del brand;

una volta adottato, entro quale termine il Governo intenda procedere all'attuazione di tale decreto ministeriale, assegnando così alla Istituto-Luce Cinecittà Srl la proprietà degli immobili e del marchio "Cinecittà" appartenenti alla Cinecittà Luce SpA.

(4-08356)