• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03091 [Sulla strage di Sant'Anna di Stazzema]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03091 presentata da MANUELA GRANAIOLA
mercoledì 3 ottobre 2012, seduta n.807

GRANAIOLA, MARCUCCI, FINOCCHIARO, ZANDA, LATORRE, CASSON, ADAMO, AGOSTINI, AMATI, BARBOLINI, BASTICO, BERTUZZI, BLAZINA, BUBBICO, CARLONI, CHITI, DE LUCA Vincenzo, DEL VECCHIO, GALPERTI, DI GIOVAN PAOLO, FRANCO Vittoria, FILIPPI Marco, GARAVAGLIA Mariapia, GIARETTA, GHEDINI, ICHINO, LIVI BACCI, MARINARO, MARINO Ignazio, MARINO Mauro Maria, MARITATI, MAZZUCONI, MICHELONI, MONACO, MONGIELLO, MORRI, NEROZZI, PASSONI, PINOTTI, PEGORER, PERTOLDI, SANNA, SCANU, SOLIANI, TREU, VIMERCATI, VITALI, VITA, BIONDELLI - Ai Ministri degli affari esteri e della giustizia - Premesso che:

la Procura di Stoccarda ha archiviato l'inchiesta per la strage nazista di Sant'Anna di Stazzema, la località toscana in cui, il 12 agosto 1944, furono massacrati 560 civili, tra cui 116 ragazzi e bambini, il più piccolo dei quali di soli 20 giorni;

la decisione è stata motivata con l'assenza di prove documentali comprovanti la responsabilità individuale dei 17 accusati ancora in vita, tra cui il novantunenne Gerhard Sommer, condannato nel 2005 all'ergastolo insieme ad altri 8 imputati dal tribunale di La Spezia e per il quale la Germania rifiutò l'estradizione;

nel decidere l'archiviazione la Procura di Stoccarda ha sottolineato che oggi non sarebbe più possibile stabilire il numero esatto delle vittime, poiché nella regione si trovavano anche numerosi rifugiati di guerra provenienti da altre zone né stabilire la responsabilità individuale dei singoli militari tedeschi, causa l'asserita assenza di prove documentali;

il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, che istruì il processo ai 10 ex militari tedeschi, ricorda che alle condanne si giunse non solo sulla base di precise prove documentali e testimoniali, ma anche attraverso le deposizioni di alcuni imputati rei confessi non solo con i magistrati, ma addirittura con i giornalisti;

l'eccidio, stando agli atti giudiziari, venne compiuto nell'ambito di un'ampia operazione di rastrellamento e annientamento pianificata e condotta contro i partigiani e la popolazione civile, sterminata senza necessità e senza giustificato motivo, con crudeltà e premeditazione, pur non avendo preso parte ad alcuna operazione militare;

tra gli episodi più cruenti quello compiuto alla Vaccareccia, una località dove 100 persone vennero riunite in tre stalle e in un cortile e uccise con bombe a mano, mitragliatrici e fucili, e quello avvenuto davanti alla chiesa di Sant'Anna di Stazzema, dove più di 100 persone, che erano state prelevate dalle case circostanti, vennero lì riunite e ammazzate a colpi di mitra; i corpi, poi, furono bruciati;

un numero imprecisato di civili venne trucidato in altre località della zona: alcuni dopo essere stati riuniti in una stanza, altri dopo essere stati condotti in un fosso, altri ancora dopo essere stati allineati contro il muro di una casa oppure per strada;

nell'estate del 1994 il procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano, cercando documentazione su Erich Priebke e Karl Hass, entrambi organizzatori dell'eccidio alle Fosse Ardeatine, trovò, in un locale di palazzo Cesi a Roma, un armadio rivolto verso il muro contenente 695 fascicoli e un registro con 2.274 notizie di reato che riguardavano crimini di guerra compiuti durante l'occupazione nazifascista in Italia;

si tratta di materiale raccolto dalla Procura generale del Tribunale supremo militare, incaricato dal Consiglio dei ministri, sulle più efferate stragi nei confronti di civili: le Fosse Ardeatine, la strage di Marzabotto, di Lero, Korica, Scarpanto, quella del duomo di San Miniato in provincia di Pisa e, infine, il massacro di Sant'Anna di Stazzema;

il Consiglio della magistratura militare con una relazione finale, nel 1999, e poi la II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei deputati, nel 2001, ravvisarono nella gestione dei fascicoli delle anomalie, spiegate da entrambi gli organi con presumibili pressioni della politica per impedire l'azione giudiziaria contro i responsabili tedeschi per motivi di opportunità politica, in un certo senso una superiore ragione di Stato;

nel 2004 il giudice delle udienze preliminari accolse la richiesta di rinvio a giudizio per i tre ufficiali delle SS accusati di essere gli esecutori dell'eccidio: Gerhard Sommer, oggi novantunenne, comandante la settima compagnia del II battaglione del 35° reggimento Grenadieren, facente parte della sedicesima SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, e gli ufficiali Alfred Schonber e Ludwig Sonntag;

il 22 giugno 2005, 10 ex ufficiali e sottufficiali tedeschi vennero condannati all'ergastolo per il massacro; al momento della sentenza i 10 erano tutti ultraottantenni;

alla fine del 2007 vennero confermati dalla Corte di cassazione gli ergastoli all'ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler; nella sentenza si conferma che l'eccidio è stato un atto terroristico premeditato;

la magistratura militare italiana ha inutilmente chiesto l'arresto per 8 condannati definitivi all'ergastolo ancora in vita: Werner Bruss, Alfred Concina, Ludwig Goring, Karl Gropler, Georg Rauch, Horst Richter, Heinrich Schendel e Gerhard Sommer; la magistratura tedesca ha, infatti, negato l'estradizione;

secondo "il Fatto Quotidiano" del 1° ottobre 2012, a fronte di tale rifiuto la magistratura militare avrebbe inoltrato al Ministro della giustizia italiano una richiesta di esecuzione della pena in Germania «il cui esito non si conosce, non è noto se vi sia stato un rifiuto da parte della Germania o se l'istanza non sia mai stata inoltrata dalle autorità italiane»;

l'intero Gruppo del Partito democratico del Senato ha presentato in data 4 luglio 2012 un'interrogazione sullo stesso tema a prima firma Casson (3-02963), finora senza risposta,

si chiede di sapere:

se risulti corrispondente al vero che la magistratura militare abbia, a suo tempo, inoltrato al Ministro della giustizia una richiesta di esecuzione della pena in Germania, e, in caso affermativo, se vi sia stato un rifiuto da parte della Germania o se l'istanza non sia mai stata inoltrata dalle autorità italiane;

quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare affinché non sia cancellata la verità storica e giudiziaria sulla strage di Sant'Anna e al fine di giungere ad un riconoscimento da parte tedesca della sentenza della magistratura militare italiana per una vicenda che offende e ferisce non solo la comunità di Sant'Anna di Stazzema, che ha subito la barbarie e il dolore per l'eccidio, ma l'intera nazione italiana.

(3-03091)