• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08324 [Riduzione delle dotazioni organiche per le prefetture]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08324 presentata da ROSARIO GIORGIO COSTA
martedì 2 ottobre 2012, seduta n.805

COSTA, TOTARO, MESSINA, CAMBER, FANTETTI, FILIPPI Alberto, BEVILACQUA, DI STEFANO, AMORUSO, AMATO, MAZZARACCHIO, ESPOSITO, GENTILE, FAZZONE, VICECONTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione - Premesso che:

il decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 7 agosto 2012, recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario", stabilisce all'art. 2, comma 2, che le riduzioni del 20 per cento delle dotazioni organiche per l'amministrazione civile dell'interno si applicano all'esito della procedura di soppressione delle Province di cui all'art. 17;

inoltre, al comma 7, nel prevedere delle deroghe stabilisce che "Sono escluse dalla riduzione (...) le strutture ed il personale del comparto sicurezza e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco", il personale degli uffici giudiziari ed i magistrati;

non vengono esclusi dalla riduzione in tal modo i Prefetti (e le relative strutture) che pure svolgono il ruolo di coordinatori sia nel settore sicurezza sia nel settore del soccorso pubblico;

il Prefetto è "autorità provinciale di sicurezza" in quanto la legge n. 121 del 1981 sull'ordinamento di pubblica sicurezza all'articolo 13 stabilisce che: "Il prefetto ha la responsabilità generale dell'ordine e della sicurezza pubblica nella provincia e sovraintende all'attuazione delle direttive emanate in materia. Assicura unità di indirizzo e coordinamento dei compiti e delle attività degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza nella provincia, promuovendo le misure occorrenti"; al Prefetto fanno capo le più delicate competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica, prima fra tutte l'adozione delle ordinanze di cui all'articolo 2 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931;

l'articolo 1 del decreto legislativo n. 139 del 2000, che precisa funzioni e missioni degli appartenenti alla carriera prefettizia, stabilisce che il Prefetto svolge "compiti di rappresentanza generale del Governo sul territorio, di amministrazione generale e di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica";

lo stesso decreto legislativo reca a chiusura del testo di legge la Tabella A, che, nell'enumerare i compiti del "personale della carriera prefettizia", richiama l'"espletamento nell'ambito degli uffici territoriali del Governo delle funzioni (…) dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza";

a livello ordinamentale un riflesso di tale disciplina si coglie nella posizione del Prefetto, che è non soltanto la qualifica apicale della carriera prefettizia, ma anche quella della carriera dei funzionari di Pubblica sicurezza, ponendosi al di sopra del dirigente generale di pubblica sicurezza di livello B;

per tale ragione al Prefetto è riconosciuta l'indennità di istituto (cosiddetta indennità di pubblica sicurezza) nella misura massima, più alta di quella dei dirigenti generali di pubblica sicurezza;

è evidente quindi che, secondo le norme ordinamentali vigenti, il sistema della pubblica sicurezza poggia non soltanto sul personale del comparto sicurezza propriamente detto (cioè sugli appartenenti alle diverse Forze di polizia), ma anche sul personale della carriera prefettizia, il quale, anzi, ne costituisce il fulcro in grado, per funzioni e vocazione, di rappresentare il momento unitario dell'azione di pubblica sicurezza sul territorio a fronte della pluralità delle Forze di polizia, attraverso il fondamentale potere di coordinamento;

il Prefetto, poi, svolge il ruolo di responsabile generale del soccorso pubblico (come si evince dal combinato disposto dell'art. 14 del decreto legislativo n. 300 del 1999 e dell'art. 14 della legge n. 225 del 1992) ed in tale qualità coordina tutte le componenti statali del sistema di protezione civile, ivi compreso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, esclusi dalla prevista riduzione di organici;

il Prefetto è cioè chiamato ad assicurare la sinergica e coordinata azione di tutte le componenti del sistema a tutela della pubblica incolumità ed a garanzia dell'ordine e della sicurezza pubblica;

tale ruolo di responsabile generale del soccorso pubblico è richiamato frequentemente nelle circolari del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di incedi boschivi e di interfaccia;

rimane sostanzialmente inalterata la formulazione del comma 3 del citato art. 14 della legge n. 225 del 1992, per cui il Prefetto, a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza, opera in qualità di delegato del Presidente del Consiglio dei ministri. Se ciò non avviene, l'esercizio del potere di ordinanza resta attribuito al capo del Dipartimento della protezione civile (che è sempre un Prefetto), così come previsto dal comma 2 dell'art. 5;

infine, sempre sulla scorta delle citate norme, il Prefetto è titolare esclusivo della pianificazione in materia di "ricovero nei porti di sottomarini a propulsione nucleare", nonché in quella dell'individuazione delle cosiddette "sorgenti orfane di carattere radioattivo",

si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno intervenire con urgenza rivedendo la portata del decreto-legge n. 95 del 2012 e dell'evidente stortura in esso contenuta, e conseguentemente estendendo per i dettagliati motivi suesposti e per ragioni di equità e giustizia anche ai Prefetti ed alle relative strutture le esenzioni in materia di assunzioni di personale e di retribuzione previste per il comparto sicurezza.

(4-08324)