• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00114 [Per una più incisiva partecipazione al processo di formazione delle politiche e della normativa dell'Unione europea ]



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00114 presentata da MARCO MAGGIONI testo di lunedì 1 ottobre 2012, seduta n.694
La Camera,
esaminata la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2011;
premesso che:
la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2011, come già avvenuto lo scorso anno, è stata esaminata insieme al disegno di legge comunitaria per il 2012;
la Relazione deve contenere, tra l'altro, elementi utili sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea con l'esposizione dei principi e delle linee caratterizzanti la politica italiana nei lavori preparatori e nelle fasi negoziali svolti in vista dell'emanazione degli atti legislativi dell'Unione;
la modifica introdotta dalla legge comunitaria 2009 (legge n. 96 del 2010) prevede che la Relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'UE sia sdoppiata in due distinti documenti con contenuti e finalità complementari: una relazione programmatica che illustra le priorità dell'azione europea del Governo per l'anno successivo ed una relazione consuntiva, da presentare congiuntamente al disegno di legge comunitaria;
la logica di questo sdoppiamento era quella di rendere la Relazione consuntiva uno strumento per verificare in Parlamento, in modo sistematico, l'azione del Governo in materia europea e la sua corrispondenza agli indirizzi della Camere;
la Relazione non dà adeguatamente e specificamente conto del seguito dato dal Governo agli atti di indirizzo approvati dalle Camere in merito alla formazione delle politiche e della normativa dell'Unione europea, quindi la mancanza di tale indicazione non consente la verifica del puntuale adempimento dell'obbligo - posto in capo al Governo dall'articolo 4-bis della legge n. 11 del 2005 - di assicurare che la posizione rappresentata dall'Italia in sede europea tenga conto degli indirizzi definiti dalle Camere. Si tratta di un inadempimento di particolare gravità che, in buona parte, rende vano il crescente intervento del Parlamento nella fase di formazione della normativa e delle politiche dell'UE;
considerato che:
il disegno di legge di revisione della legge n. 11 del 2005 prevede modifiche al processo di formazione della posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti dell'Unione europea (la c.d. fase ascendente), nonché modifiche volte a garantire l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, incoerenza con gli articoli 11 e 117 della Costituzione, sulla base dei principi di attribuzione, di sussidiarietà, di proporzionalità, di leale collaborazione, di efficienza, di trasparenza e di partecipazione democratica (c.d. fase discendente);
l'importante riforma della legge n. 11 del 2005 consentirà a Parlamento e Governo di intervenire con decisioni più rapide e tempestive, soprattutto nella fase di formazione della normativa e delle politiche dell'UE;
il Trattato di Lisbona ha introdotto profonde innovazioni istituzionali che hanno rafforzato l'esigenza di un'azione sinergica di Parlamento e Governo nei processi decisionali europei al fine di assicurare la tutela dell'interesse italiano nella costituzione europea ed ha ulteriormente accentuato e valorizzato il ruolo dei Parlamenti nazionali;
rilevato che:
diversi ordinamenti, come quello francese, tedesco e di gran parte degli Stati che hanno aderito all'UE dopo il 2004, prevedono espressamente procedure e strumenti appropriati volti al riconoscimento dell'intervento del Parlamento nel processo decisionale europeo;
in gran parte degli Stati membri si sono consolidate, tra Governo e Parlamento, moduli di stretta cooperazione, come nel caso tedesco dove addirittura la legge sulla cooperazione tra Governo federale e Bundestag dispone la trasmissione a quest'ultimo delle istruzioni rivolte dai Ministri competenti alla Rappresentanza permanente in occasione delle riunioni del COREPER e di altri comitati e gruppi di lavoro del Consiglio, impegna il Governo: ad adottare iniziative, anche normative, volte a prevedere, ferma restando l'autonomia delle Camere, una più incisiva partecipazione del Parlamento, analogamente a quanto avviene in Germania, dove il Bundestag ha la capacità di opporsi all'adesione del rispettivo Governo alle decisioni dell'UE di particolare importanza e delicatezza, in via sistematica ed in stretto raccordo con il Governo, al processo di formazione delle politiche e della normativa dell'Unione europea anche alla luce delle riforme istituzionali introdotte dal Trattato di Lisbona;
ad assicurare che le prossime Relazioni consuntive sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea diano conto del seguito dato dal Governo agli atti di indirizzo approvati dalle Camere di modo che gli atti che arrivano dall'Unione europea siano fortemente collegati a quanto vuole e a quanto chiede la gente, in quanto questo, fin dall'inizio, era l'obiettivo delle modifiche da apportare alla legge n. 11 del 2005, ovvero coinvolgere maggiormente il Parlamento nazionale, perché esso rappresenta la gente e la popolazione;
ad impegnarsi affinché le prossime Relazioni consuntive sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea diano conto delle modalità in cui è stato realizzato un coordinamento tra l'azione del Governo e quella delle regioni e degli enti locali, delle parti sociali e delle categorie produttive ai fini della migliore tutela dell'interesse nazionale;
a dare un tempestivo e preciso adempimento degli obblighi nei confronti delle Camere di cui all'articolo 4-bis della legge n. 11 del 2005, in base al quale la posizione rappresentata dall'Italia in sede di Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, ovvero nelle relazioni con altre istituzioni od organi dell'Unione europea, deve tener conto degli indirizzi definiti dalle Camere in esito all'esame di progetti, atti o questioni relativi all'Unione europea.
(6-00114) «Maggioni, Stucchi, Pini, Consiglio».