• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17880 [Sull'emersione dei lavoratori irregolari]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17880 presentata da MARCO BELTRANDI
lunedì 1 ottobre 2012, seduta n.694
BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, al Ministro dell'interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

si è svolto il 20 settembre 2012 un incontro tra le organizzazioni del Tavolo nazionale immigrazione e rappresentanti del Governo coinvolti nella procedura di emersione prevista dal decreto-legge n. 109 del 2012 attuativo della direttiva europea n. 52;

alla riunione, i rappresentanti del tavolo hanno esposto le preoccupazioni derivanti dall'estrema difficoltà di utilizzare il provvedimento a causa di alcune condizioni previste per accedervi e che impedirebbe di fatto a una parte dei datori di lavoro di far emergere i rapporti di lavoro in corso. In particolare, l'esperienza dei primi giorni dall'entrata in vigore conferma il rischio di un insuccesso dell'intervento di emersione in assenza di chiarimenti sui principali punti critici;

la richiesta della prova di presenza in Italia al 31 dicembre 2011, è a parere degli interroganti, incongrua e ingiustificata e si configura come una vessazione sia nei confronti dei lavoratori che dei datori di lavoro. Si ricorda infatti che le pubbliche amministrazioni non possono produrre documentazione, salvo in casi molto particolari, per stranieri irregolarmente presenti nel territorio;

una potenziale conseguenza negativa è rappresentata dal fatto che il provvedimento potrebbe essere applicato in maniera restrittiva e disomogenea e che, in assenza di una circolare esplicativa, si alimenti il mercato delle prove false e l'attività di faccendieri e frodatori -:

se i fatti narrati in premessa corrispondano al vero e, nell'eventualità positiva, quali iniziative si intendano eventualmente assumere, a partire dalla circolare esplicativa citata, in considerazione del fatto che è necessario chiarire al più presto almeno cosa si intenda per organismi pubblici, ampliando il più possibile il novero dei soggetti che possono rientrare in questa categoria, non escludendo il potenziale ricorso a certificazioni emesse da enti privati poiché l'attuale situazione determina fra l'altro uno scenario che potrebbe dar luogo a un ampio contenzioso giurisdizionale. (4-17880)