• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08300 [Sui servizi di pagamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08300 presentata da RITA GHEDINI
giovedì 27 settembre 2012, seduta n.804

GHEDINI, PASSONI, NEROZZI, CECCANTI, BASTICO, MARINO Mauro Maria - Ai Ministri dello sviluppo economico e per la pubblica amministrazione e la semplificazione - Premesso che:

le disposizioni relative alle modalità di pagamento degli stipendi dei pubblici dipendenti, recate dall'articolo 5, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, rubricato "Riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni", che modifica l'articolo 11, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, presentano a giudizio degli interroganti notevoli difficoltà interpretative;

tali disposizioni, infatti, impongono a tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ivi compresi, quindi, gli enti locali, di stipulare convenzioni con il Dipartimento dell'amministrazione generale del personale e dei servizi del Ministero dell'economia e delle finanze, per la fruizione dei servizi connessi al pagamento delle retribuzioni ai dipendenti, ovvero, in alternativa, di utilizzare i parametri di qualità e di prezzo stabiliti dallo stesso Ministero per l'acquisizione dei medesimi servizi sul mercato di riferimento;

a seguito dell'emanazione del decreto-legge n. 95, i servizi e il relativo contributo definiti nel decreto rappresentano parametri di prezzo/qualità che le amministrazioni pubbliche diverse da quelle statali devono rispettare per l'acquisto degli stessi servizi sul mercato di riferimento. La comparazione avviene con riferimento ai costi di produzione dei servizi, diretti e indiretti, interni ed esterni sostenuti dalle amministrazioni;

con il decreto ministeriale 6 luglio 2012 viene data attuazione all'articolo 11, comma 9, del decreto-legge n. 98, e si definiscono le modalità, le regole e gli oneri per l'utilizzo dei servizi per il pagamento delle retribuzioni al personale delle pubbliche amministrazioni erogati tramite il sistema centralizzato del Ministero dell'economia;

ove non si ricorra alle convenzioni, il mancato rispetto degli standard definiti dal decreto determina nullità dei contratti, illecito disciplinare e responsabilità erariale. Per i contratti già in essere, inoltre, è previsto un obbligo di rinegoziazione che garantisca un abbattimento degli attuali costi non inferiore al 15 per cento;

considerato che:

il processo di standardizzazione dei fabbisogni di spesa, sulla base dei costi standard, è l'architrave su cui poggia la sostenibilità finanziaria dell'intero riassetto della finanza per livelli di governo;

la standardizzazione è una procedura molto delicata e complessa, cui si esercitano da decenni esperti accademici e riformatori degli assetti di federalismo fiscale in tutto il mondo;

se tale processo di standardizzazione, nel quale rientra anche la normativa di riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni, sarà applicato correttamente - e quindi gli enti saranno in grado di sostenere costi unitari effettivi in linea con quelli standard - l'attività di Governo ai vari livelli potrà essere al riparo da squilibri finanziari e potrà dedicarsi eventualmente ad elevare la spesa, e quindi il livello quali-quantitativo dei servizi rispetto allo standard stesso, attingendo dall'autonomia tributaria;

considerato altresì che:

la formulazione di tali norme non è chiarissima: il citato articolo 5, comma 10, del decreto-legge n. 95 è volto a razionalizzare "i servizi di pagamento delle retribuzioni di cui all'articolo 1, comma 447, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191";

tali disposizioni fanno riferimento agli ordini collettivi di pagamento degli stipendi delle amministrazioni statali, le cui modalità operative non trovano applicazione presso le amministrazioni locali;

sebbene pare che le disposizioni in oggetto non trovino applicazione presso gli enti locali, se le stesse si dovessero ritenere applicabili anche alle amministrazioni locali, lo schema di convenzione già elaborato dal Ministero, redatto evidentemente per le amministrazioni statali, potrebbe risultare difficilmente adattabile alle esigenze proprie delle amministrazioni locali;

rilevato che:

altre questioni di merito risultano di difficile interpretazione e applicazione: la "Convenzione per l'utilizzo dei servizi stipendiali", resa disponibile sul sito del Ministero dell'economia nel mese di luglio 2012, non contempla tutta una serie di servizi indispensabili che per gli enti locali sono gestiti in forma integrata con quelli prettamente riferiti alla corresponsione degli emolumenti (gestione dipendenti a tempo determinato e indeterminato, cedolini paga, versamenti contributivi ed erariali, altri adempimenti contributivi, fiscali e normativi, cessioni del quinto, riscatti e ricongiunzioni, monitoraggio assenze mensile, dichiarativi annuali);

i servizi non inclusi riguardano tutte le attività svolte tipicamente dagli uffici del personale degli enti, o, presso quelli più piccoli, da esperti/service esterni, ad esempio l'immissione di giustificativi di assenza, aggiornamenti anagrafici, comunicazione ai centri per l'impiego; rimangono escluse, inoltre, tutte le attività relative alle tipologie di reddito non elaborate dal Ministero dell'economia quali redditi assimilati, autonomi e diversi (dipendenti altra pubblica amministrazione, amministratori locali, collaboratori coordinati e continuativi, lavori socialmente utili, cantieri di lavoro, borse di lavoro, borse di studio, forestali, professionisti, indennità di esproprio, contributi ad enti e associazioni, eccetera);

rilevato altresì che:

un problema ulteriore nasce dal fatto che, nella maggior parte dei casi, gli enti hanno acquistato sul mercato un "pacchetto" onnicomprensivo, il che rende assai complessa la comparazione fra i relativi prezzi e quelli fissati dal Ministero dell'economia;

non appare chiaro, inoltre, come si possa garantire il collegamento fra il programma paghe del Ministero dell'economia ed i diversi programmi di contabilità in uso presso i singoli comuni, né è precisato come avverrà l'interscambio di dati fra il nuovo sistema e gli attuali rilevatori - che sono centinaia, di cui alcuni fuori commercio;

più in generale, l'adesione alla convenzione imporrebbe di adeguare la struttura procedurale di ogni ente ai tempi e modi per l'invio dei dati utili all'elaborazione delle retribuzioni, e per la ricezione degli elaborati imposti dal Ministero dell'economia, con complessità e costi tutti da stimare e tutti a carico delle singole amministrazioni;

da ultimo, per la gestione del sistema, la convezione quadro richiede la nomina, da parte di ciascuna amministrazione, di un referente tecnico-informatico e di un referente tecnico-amministrativo. È evidente che molti enti, e specialmente i piccoli Comuni, sono sprovvisti di simili figure, in quanto si avvalgono per lo più di consulenti esterni, né potrebbero agevolmente procurarsele, visti i limiti al turnover ed alle spese per la formazione specialistica,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali siano le loro valutazioni in merito;

se non ritengano necessario un approfondimento urgente sul tema, al fine di garantire che l'applicazione della disciplina per la "riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni", spesa aumentata anche a causa della disomogeneità nei servizi di pagamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, non incida in alcun modo sulla quantità di servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a favore dei cittadini, ma ne migliori la qualità e l'efficienza, stimolando, così, la crescita e la competitività del Paese, in linea con le best practices europee e con le sollecitazioni degli investitori internazionali;

se, conseguentemente, anche in considerazione dell'elevato numero di amministrazioni coinvolte, dell'imminente scadenza e dei profili di responsabilità connessi all'applicazione della disciplina, non intendano fornire un'interpretazione ufficiale delle disposizioni richiamate che chiarisca applicazione ed effetti della normativa, soprattutto con riferimento alla tutela dei livelli occupazionali e della qualità dei servizi connessi;

se e quali iniziative intendano porre in essere, attraverso le strutture preposte dei propri Dicasteri, per assicurare una valutazione circa le conseguenze occupazionali che, soprattutto a decorrere dal 2013, l'attuazione della normativa di riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni comporta.

(4-08300)