• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08269 [Sul licenziamento di medici e dirigenti sanitari delle ASL della Puglia]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08269 presentata da ADRIANA POLI BORTONE
mercoledì 26 settembre 2012, seduta n.801

POLI BORTONE, D'AMBROSIO LETTIERI - Ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e per gli affari regionali, il turismo e lo sport - Premesso che:

sono circa 270 i medici ed i dirigenti sanitari delle ASL della Puglia, assunti a tempo indeterminato nel 2009 con regolare procedura concorsuale (legge regionale n. 40 del 2007), che nel 2011 - dopo circa due anni - sono stati licenziati;

è la prima volta che in Italia dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, dopo aver sottoscritto un regolare contratto, nella pubblica amministrazione vengono licenziati. Non è mai successo nella pubblica amministrazione. Eppure, il primo politico a farsi promotore del diritto al lavoro esteso anche all'ambito privato, richiamando la Costituzione, è stato e continua "teoricamente" ad esserlo il Governatore della Regione Puglia Vendola che ha impostato la propria campagna elettorale sul riordino della sanità pugliese senza dover ricorrere a nessuna chiusura di reparti e/o riduzione dell'organico già carente. Però in Puglia ciò è successo;

la ratio di tali licenziamenti sarebbe una formulazione, a giudizio degli interroganti scorretta, rinvenibile nella legge finanziaria della Regione Puglia, la legge n. 40 del 2007;

l'unico intervento positivo del Governo regionale è stato quello di chiedere ai Direttori generali delle Asl della pugliesi l'espletamento di procedure conciliative presso le varie Direzioni provinciali del lavoro. Circa un anno fa sono partite le convocazioni ma poi, improvvisamente e a giudizio degli interroganti irragionevolmente, tali procedure sono state sospese;

contrariamente ai principi della spending review, i licenziamenti hanno generato una mole notevole di contenziosi con ingenti richieste di risarcimento alle varie ASL regionali. Sino ad oggi sono state emesse anche numerose sentenze di reintegro e risarcimento a favore dei lavoratori;

270 dirigenti sono stati licenziati, tuttavia una parte di questi, e con precisione 73 dirigenti, tutti quelli afferenti alla ASL di Barletta-Andria-Trani, sono stati reintegrati a tempo indeterminato per decisione assunta dal Direttore generale dottor Giovanni Gorgoni; un'altra parte ha continuato a lavorare con contratti a termine; un'altra ancora è stata mandata direttamente a casa e, per ultimo, una parte è stata licenziata e successivamente richiamata con incarico a tempo determinato. Tutte differenziazioni nonostante i dirigenti siano stati assunti attraverso la medesima procedura concorsuale e abbiano maturato gli stessi diritti;

tenuto conto che:

nell'intercorso periodo di licenziamento sono stati assunti numerosi nuovi dirigenti con bandi di incarico a tempo determinato, a giudizio degli interroganti nel più completo disinteresse e cinismo verso i professionisti licenziati;

a giudizio degli interroganti nella Regione Puglia e soprattutto nel settore della sanità pugliese sembrerebbe vigere, ormai da svariati anni, il principio della discrezionalità piuttosto che quello dell'equità. Il Governo regionale ha mostrato completo disinteresse ed incapacità nel trovare un'equa e definitiva soluzione;

altrettanto vane ed inconcludenti sono state le iniziative assunte dall'opposizione del Consiglio regionale. È vero che il destino di questi lavoratori è legato ai costi ed alla logica della spending review, ma non è altrettanto logico licenziare personale assunto laddove la Regione stessa lo ha ritenuto indispensabile nel 2009 e ancor prima. È quindi evidente la necessità di una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutta la Giunta regionale e, soprattutto, del Governatore, icona della lotta al precariato in Italia, ma non in Puglia, finalizzata a consolidare i diritti lavorativi acquisiti con la sottoscrizione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non è possibile far pagare ad altri colpe totalmente ascrivibili all'esclusiva responsabilità del legislatore regionale, come chiaramente sancito da numerose pronunce della Corte costituzionale;

una consolidata giurisprudenza ha da tempo affermato che l'efficacia delle sentenze della Corte costituzionale trova un limite invalicabile nell'intangibilità dei cosiddetti rapporti esauriti, così intendendo salvaguardare il bene fondante della Repubblica che si estrinseca nelle forme contrattuali centralmente riconosciute e non invalidabili, quando sottoscritte in forza della legge vigente all'epoca dell'instaurarsi del rapporto di lavoro,

si chiede di sapere se ed in che modo i Ministri in indirizzo intendano intervenire nell'ambito delle rispettive competenze al fine di dirimere la delicata nonché iniqua questione, che coinvolge un largo numero di professionisti regolarmente stabilizzati e poi licenziati, vedendosi negare diritti ormai acquisiti.

(4-08269)