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Atto a cui si riferisce:
S.1/00693 [Definire lo schema di decreto contenente le nuove tabelle di invalidità]



Atto Senato

Mozione 1-00693 presentata da MAURIZIO SACCONI
mercoledì 26 settembre 2012, seduta n.801

SACCONI, BIANCONI, CASTRO, CALABRO', MORRA, POLI BORTONE, PONTONE, FASANO, PALMIZIO, BEVILACQUA, LADU, DE ECCHER, RIZZOTTI - Il Senato,

premesso che:

con decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992 sono state approvate le tabelle indicative delle percentuali di invalidità civile, tuttora vigenti;

nel provvedimento in questione, alla luce delle conoscenze scientifiche dell'epoca e in mancanza di dati statistici probatori sulla futura evoluzione del fenomeno, risultano presenti, per le patologie oncologiche, solo 3 valutazioni tabellari, definite secondo un criterio prognostico-funzionale come appresso specificato, più altre voci residuati poste in altri capitoli, ma prive della necessaria declinazione prognostico-funzionale e seguendo un'obsoleta classificazione scientifica, come nel caso dei linfomi linfoblastici non Hodgkin; si hanno infatti: codice 9322: tipologia patologica: neoplasie a prognosi favorevole, con modesta compromissione funzionale; percentuale di invalidità civile: 11; codice 9323: neoplasie a prognosi favorevole, con grave compromissione funzionale; percentuale di invalidità civile: 70; codice 9325; neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole, nonostante asportazione chirurgica; percentuale di invalidità civile: 100; codice 9333: tipologia patologica: immunodeficienza conclamata secondaria, con evidenza di infezioni opportunistiche e tumori correlati; percentuale di invalidità civile: 91-100; codice 9319: linfomi linfoblastici non Hodgkin; percentuale di invalidità civile: 60; codice 6478: tipologia patologica: tumore di Wilms; percentuale di invalidità civile: 60;

come autorevolmente segnalato dalla massima autorità medico-legale dell'INPS nel rapporto 2012 dell'Osservatorio permanente sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato ufficialmente in occasione della 7a giornata nazionale del malato oncologico, «le suddette vigenti tabelle lasciano senza alcuna indicazione la grande maggioranza dei casi neoplastici a prognosi incerta o tendenti alla cronicizzazione, consegnandoli di fatto alla soggettività interpretativa e creando di fatto i presupposti di una sostanziale difformità valutativa che, nonostante il continuo intervento normalizzatore, della Commissione medica superiore dell'INPS, contraddistingue la situazione reale», con gli effetti del declassamento al livello minimale dell'11 per cento di molte situazioni con esiti invalidanti ben più gravi, là dove prevalgono ragioni di contenimento delle spese, ed al contrario, dell'attribuzione del 100 per cento di invalidità civile a situazioni di minore rilievo, là dove prevalgono ragioni di «malinteso buonismo» o forme deprecabili di collateralità nel compimento di abusi;

dalle associazioni di volontariato oncologico, in ragione della diuturna vicinanza con i malati, dei quali percepiscono acutamente i disagi e le richieste di aiuto, si sono frequentemente levate lamentele e rimostranze per l'inadeguata articolazione delle suddette tabelle; reiterati appelli si sono sollevati dalle associazioni dei malati per una modifica delle vigenti tabelle di invalidità civile che seguitano a penalizzare quanti convivono con gli esiti invalidanti di patologie oncologiche;

in accoglimento delle richieste e a fronte delle nuove conoscenze scientifiche sui tumori e di ragguagli più consolidati sulle dimensioni crescenti del fenomeno, con l'articolo 20, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, è stato deliberato di dare vita ad una Commissione, con la presenza di rappresentanti dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, della salute, dell'economia e delle finanze e di medici dell'INPS, con il compito di rivedere la materia, anche al fine di adeguare gli strumenti di valutazione della disabilità alle evidenze scientifiche più attuali;

dal rapporto 2012 dell'osservatorio della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (FAVO), emerge che tale Commissione ha proposto la suddivisione delle patologie neoplastiche in 3 capitoli (neoplasie solide, neoplasie ematologiche, sindromi mieloproliferative e displastiche pre-leucemiche). Per ciascuna neoplasia, inoltre, sono state individuate - sulla base dello stadio di malattia, di altri parametri scientificamente validati e della menomazione comunemente derivante dagli esiti della terapia chirurgica e medica correlata - distinte classi di definizione (fino a 5) di crescente gravità invalidante. Infine, per ogni patologia neoplastica, è stata attribuita a ciascuna classe funzionale una fascia valutativa, compresa tra un valore minimo e un valore massimo, tale da risultare adeguata all'apprezzamento della inevitabile variabilità tra caso e caso». Nel rapporto si osserva anche che le fasce valutative proposte dalla Commissione sono state articolate in maniera tale da non residuare «vuoti valutativi» (come accade, invece, con la tabella vigente, che salta dall'11 per cento di invalidità al 70 per cento, e poi al 100 per cento, senza alcuna possibilità di graduazione intermedia);

le ragioni della richiesta sono rafforzate dalla dimostrazione, anch'essa contenuta nel rapporto, che le famiglie dei malati oncologici sostengono in proprio, ogni anno, oneri diretti e indiretti per l'assistenza ai propri congiunti affetti da tumore, per un ammontare di oltre 36 miliardi di euro, cifra che il professor De Rita, presidente del Censis (l'istituto di ricerca che ha condotto insieme a FAVO la documentata indagine, riportata nel rapporto 2012), ha equiparato a quella di due finanziarie del Governo, per cui appare quanto mai inopportuno differire ulteriormente un provvedimento che può, sia pure in parte, alleviare tale difformità assistenziale che penalizza i malati oncologici;

ai sensi del citato articolo 20, comma 6, lo schema di decreto che apporta le modifiche alle tabelle di invalidità civile deve essere trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni competenti, e, stante la gravità della patologia, emerge l'inopportunità di mantenere in vita un sistema valutativo inadeguato e non rispondente alle indicazioni degli organismi internazionali, anche in considerazione dell'effetto concomitante della prospettata ampiezza degli oneri sociali, che gravano in via diretta e indiretta sulle famiglie dei malati oncologici,

impegna il Governo a definire con la massima sollecitudine, per ragioni di equità sociale e di uniformità di trattamento, e a sottoporre tempestivamente alle Commissioni parlamentari competenti, come previsto dalla legge, lo schema di decreto contenente le nuove tabelle di invalidità, al fine di adeguarle alle nuove conoscenze scientifiche in materia e alle conseguenti prescrizioni degli organi internazionali.

(1-00693)