• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00992 [Sospendere ogni forma di prospezione e sfruttamento di giacimenti petroliferi nell'Adriatico]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00992 presentata da RAFFAELLA MARIANI
mercoledì 26 settembre 2012, seduta n.692
La Commissioni VIII e X,

premesso che:

in Italia sono presenti più di 1000 pozzi produttivi di idrocarburi, di cui 615 onshore e 395 offshore; di questi, 777 pozzi producono gas mentre i restanti 233 sono mineralizzati ad olio; le produzioni annuali di gas (8 GSm3) ed olio (5 Mton) coprono rispettivamente il 10 per cento ed il 7 per cento del fabbisogno energetico nazionale;

il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi/gassosi è rilasciato alla compagnia petrolifera, a seguito di un procedimento unico che inizia con la selezione dei progetti effettuata dal Ministero dello sviluppo economico, sentito il parere di un organo consultivo, la CIRM, nell'ambito della quale sono rappresentate le Amministrazioni statali competenti (Ministero dello sviluppo economico, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ISPRA, Avvocatura di Stato) nonché i rappresentanti regionali; per i permessi offshore sono coinvolti anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e quello delle politiche agricole, alimentari e forestali; vi è però da notare che mentre i permessi in terraferma vengono rilasciati dal Ministero d'intesa con le regioni interessate, i progetti offshore sono sottoposti alla procedura di assoggettabilità ambientale e/o all'espressione del giudizio di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, o della regione interessata; non è richiesta «l'intesa» con la regione;

l'attuale procedura autorizzativa non prevede pertanto un adeguato coinvolgimento delle comunità locali, a cui, in molti casi, viene richiesto esclusivamente un parere sulla realizzazione degli impianti;

recentemente sono stati richieste autorizzazioni per prospezioni e nuove trivellazioni in prossimità di importanti aree marine protette;

la valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa ad un programma di indagini della Petroceltic Italia srl in un'area a ridosso delle isole Tremiti è stata impugnata dinanzi al TAR del Lazio da Legambiente, scelta condivisa anche con altre associazioni ambientaliste e con la regione Puglia, che non è stata coinvolta nella procedura di rilascio di tale autorizzazione, nonostante le Isole Tremiti siano più prossime all'area di ricerca Petroceltic dei comuni costieri di Abruzzo e Molise, ai quali è stato richiesto il parere;

in Italia il sistema di prelievo fiscale sull'attività di esplorazione e produzione di idrocarburi si basa su royalties, canoni d'esplorazione e produzione, tassazione specifica e imposte sul reddito della società; il prelievo fiscale totale per le aziende che operano nel settore delle attività estrattive e di produzione degli idrocarburi, si basa oltre che sulle royalties, sulla tassazione sui redditi delle società (IRES) con aliquota al 27,5 per cento, sull'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) al 3,9 per cento, sulla Robin tax, l'addizionale IRES introdotta nel 2008 ed incrementata nell'agosto 2011 fino a raggiungere il 10,5 per cento; secondo un recente studio di Nomisma Energia complessivamente la tassazione in Italia sulle attività petrolifere è in media pari al 63,9 per cento; se inoltre si considera l'addizionale IRES del 4 per cento introdotta dalla legge n. 7 del 2009, il prelievo complessivo è del 68 per cento; in Europa vi sono Paesi con più elevata tassazione rispetto all'Italia (es: Norvegia e UK, con prelievi fiscali in media, rispettivamente, del 78 per cento e tra il 68 e l'82 per cento);

per i diritti ceduti per attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi le compagnie pagano le royalties, che rappresentano il corrispettivo dovuto allo Stato per lo sfruttamento dei beni estratti per fini commerciali calcolato sul valore della produzione; in Italia le royalties per le produzioni a terra sono del 10 per cento (a seguito dell'incremento del 3 per cento introdotto nel 2009), mentre per le produzioni a mare sono segnatamente più basse: del 7 per cento per il gas e solo il 4 per cento per il petrolio, applicate sul valore di vendita delle quantità prodotte; questo rende più conveniente per le compagnie l'esplorazione e la coltivazione degli idrocarburi in mare;

le royalties per le produzioni di idrocarburi in terraferma sono ripartite per il 55 per cento alle regioni, il 30 per cento allo Stato e il 15 per cento ai comuni; per le regioni a statuto ordinario comprese nell'obiettivo 1 anche la quota del 30 per cento dello Stato è assegnata direttamente alle regioni; per le estrazioni offshore la suddivisione è per il 45 per cento allo Stato e per il 55 per cento alla regione adiacente per le produzioni ottenute entro la fascia delle 12 miglia (mare territoriale), ma oltre tale limite le royalties sono attribuite interamente allo Stato,
impegnano il Governo:
a valutare l'opportunità, nell'ambito della prevista Conferenza internazionale tra i rappresentanti delle regioni e degli Stati che si affacciano sull'Adriatico, di sospendere ogni forma di prospezione e sfruttamento di giacimenti petroliferi nell'Adriatico;

a verificare la sussistenza dei requisiti economici e tecnici delle società già titolari di permessi di ricerca in modo da garantire efficienza tecnica, sicurezza e pieno rispetto di tutte le prescrizioni e dei vincoli stabiliti dalle Autorità competenti: non solo degli obblighi - stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico - per la gestione degli impianti e la sicurezza mineraria - ma anche, in particolare, dei vincoli disposti da Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dalle regioni per gli aspetti di compatibilità ambientale nella realizzazione e gestione di impianti e pozzi, tenuto conto delle tecniche e delle conoscenze più avanzate per il «buon governo» dei giacimenti;

ad accertare la non sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste, sulla base degli studi più aggiornati, che dovranno essere presentati dai titolari di permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione in essere, utilizzando i metodi di valutazione più conservativi e prevedendo l'uso delle migliori tecnologie disponibili per la coltivazione;

ad adottare tutte le iniziative necessarie anche normative affinché i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi/gassosi siano rilasciati alle compagnie petrolifere dal Governo, d'intesa con le regioni interessate, sia per i progetti in terraferma sia per i progetti offshore;

a favorire la realizzazione di politiche pubbliche per lo sviluppo delle comunità territoriali anche con l'utilizzo delle risorse provenienti dalle royalties, su iniziativa delle istituzioni regionali e locali;

a garantire la piena applicazione di tutta la legislazione - nazionale e regionale o in attuazione di atti e convenzioni internazionali - di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, e a vietare le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare non solo nelle zone di mare poste entro i più aggiornati limiti dalle suddette aree marine e costiere protette, lungo l'intero perimetro costiero nazionale, ma anche oltre tali limiti per particolari esigenze individuate di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema per aree di rilevante pregio ambientale.

(7-00992)
«Mariani, Vico, Margiotta, Losacco, Benamati, Bocci, Braga, Bratti, Esposito, Ginoble, Iannuzzi, Marantelli, Morassut, Motta, Realacci, Viola».