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Atto a cui si riferisce:
S.1/00691 [Assunzioni di personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e risorse alla DIA]



Atto Senato

Mozione 1-00691 presentata da LUIGI LI GOTTI
martedì 25 settembre 2012, seduta n.800

LI GOTTI, MASCITELLI, BELISARIO, PARDI, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, GIAMBRONE, LANNUTTI, PEDICA - Il Senato,

premesso che:

l'articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, detta disposizioni in materia di assunzioni da parte delle pubbliche amministrazioni e di mobilità, prorogando di un anno i limiti rispettivamente stabiliti con riferimento al 2013, al 2014 e al 2015 ed estendendo tali limiti ai Corpi di polizia e ai Vigili del fuoco;

in particolare, ai sensi del comma 1 sono state prorogate di un anno le limitazioni alle assunzioni previste da disposizioni vigenti, sia con riferimento al limite alle assunzioni previsto dall'articolo 3, comma 102, della legge n. 244 del 2007, sia con riferimento alle ulteriori disposizioni previste all'articolo 66, comma 9, del decreto-legge n. 112 del 2008 ed all'articolo 9, comma 8, del decreto-legge n. 78 del 2010. Tale ultima disposizione prevedeva che, a decorrere dal 2015, le amministrazioni interessate dalle limitazioni al turnover potevano procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari a quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non potrà eccedere quello delle unità cessate nell'anno precedente. In tal senso, l'effetto della disposizione in oggetto è il ritorno al reintegro del turnover (che costituiva la regola prima dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 112 del 2008), con la generalizzazione di un regime che fino a quel momento troverà applicazione solo nei confronti dei Corpi di polizia e dei Vigili del fuoco. Tuttavia, il comma 2 modifica l'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008 al fine di prevedere, per i Corpi di polizia e dei Vigili del fuoco, che per il 2010 e 2011 le facoltà assunzionali siano limitate nell'ambito di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari a quella del personale cessato dal servizio nel corso dell'anno precedente e per un numero di unità non superiore a quelle cessate dal servizio nel corso dell'anno precedente. Più significativamente, si prevede che il ricambio del turnover sia limitato al 20 per cento nel 2012-2014, al 50 per cento nel 2015 e al 100 per cento dal 2016, analogamente alle altre amministrazioni dello Stato;

l'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008 aveva previsto un regime permanente e speciale in materia di turnover a favore dei soli Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, derogatorio rispetto a quello generale previsto al precedente comma 7 dell'articolo 66, tenuto conto della specificità delle funzioni. In tal senso, a decorrere dal 2010, tali amministrazioni potevano procedere, secondo le procedure di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 165/2001, all'assunzione di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente a una spesa pari a quella relativa al personale cessato dal servizio nel corso dell'anno precedente e per un numero di unità non superiore a quelle cessate dal servizio nel corso dell'anno precedente;

la pesante riduzione del turnover per le assunzioni da parte dei Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, disposta dal decreto-legge n. 95 del 2012 determinerebbe, nel triennio, la riduzione complessiva dei reclutamenti nei vari ruoli in un numero quantificabile in non meno di 18.000 unità per Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, e quasi 10.000 unità per la Guardia di finanza. Il mero rispristino, a decorrere dal 2016, del turnover non sarebbe sufficiente a recuperare il deficit di personale nel frattempo prodotto;

la disposizione in parola concerne altresì il Corpo della Polizia penitenziaria, il Corpo forestale dello Stato, nonché il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, potendo quindi produrre effetti negativi anche sul sistema nazionale di soccorso pubblico;

subito prima del citato decreto-legge n. 95 del 2012, il decreto-legge n. 79 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131, aveva introdotto disposizioni in materia di sicurezza, modificando la disciplina della formazione iniziale degli agenti, introducendo limiti di età per il concorso per l'accesso ai ruoli tecnici, determinando l'equipollenza dei titoli conseguiti nei corsi di formazione, aggiornamento professionale, perfezionamento e specialistici della Polizia di Stato con quelli rilasciati da istituti professionali, anche ai fini dell'ammissione agli esami di maturità professionale. Con riferimento ai Vigili del fuoco, il decreto aveva introdotto procedure semplificate per l'accesso alle qualifiche di capo reparto e capo squadra, disposto il trasferimento al Dipartimento dei vigili del fuoco del Ministero dell'interno del coordinamento tecnico della flotta aerea antincendio, la riduzione del taglio della spesa per la retribuzione del personale volontario, nonché la proroga dei termini di validità delle graduatorie relative a due procedure selettive indette per assunzioni nel corpo medesimo. Esso aveva altresì previsto stanziamenti per la sicurezza, con particolare riferimento all'assegnazione a specifici programmi del Ministero dell'interno di somme da reperire quale corrispettivo per l'accesso ai servizi o prestazioni, nonché alla riassegnazione al Fondo esigenze urgenti e indifferibili e, in parte, al Fondo per il servizio civile nazionale, agli sportelli unici per l'immigrazione delle prefetture e agli uffici immigrazione delle questure, delle risorse del Fondo antiracket;

nel preambolo venivano evidenziati i presupposti di straordinaria necessità ed urgenza con riferimento alle disposizioni in tema di sicurezza dei cittadini, di funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altri uffici dell'amministrazione dell'interno e di Fondo nazionale per il Servizio civile. Lo scopo di tali disposizioni era quello di garantire livelli incrementali di sicurezza e di assicurare la piena efficienza operativa delle articolazioni del soccorso tecnico urgente e di quelle impegnate nel settore dell'immigrazione, nonché la continuità dell'attività del servizio civile nazionale. A tal fine, l'articolo 3 semplificava l'accesso alle strutture operative del Corpo dei vigili del fuoco, prevedendo procedure straordinarie di reclutamento per l'ammissione ai ruoli di caposquadra e capo reparto del Corpo, motivate nella relazione illustrativa dalla necessità di sopperire a grave carenza di organico. A fronte di un organico teorico pari a 17.193 vigili del fuoco, previsto dalle dotazioni organiche del 2008, se ne riscontra uno reale pari a 18.781 unità, secondo il ruolo di anzianità del personale appartenente al Corpo nazionale al 31 dicembre 2011, con un esubero di 1.500 unità. Tuttavia, a causa della carenza di 2.027 unità nel ruolo di capo reparto e di 3.195 unità in quello di capo squadra, che forse verrà parzialmente colmata per effetto del meccanismo cosiddetto della "risulta", grazie al decreto-legge in questione, attingendo dal ruolo dei vigili del fuoco, il Corpo nazionale soffrirà alla fine di una carenza di ben 3.634 unità, che supereranno la quota di 4.000 già nel primo anno di applicazione del nuovo provvedimento di riduzione recato dalla spending review;

nel corso del dibattito parlamentare sul decreto-legge n. 79 era stato da più parti evidenziato come il provvedimento, già parziale sul fronte dell'adeguatezza degli organici, non costituisse l'attesa riforma generale del settore del soccorso alle popolazioni civili. Era stato evidenziato come il Governo stesso con ciò rinunciasse ad innovare su competenze ed ambiti di responsabilità e quindi a valorizzare il ruolo dei vigili del fuoco, limitandosi ad interventi urgenti ma non certo risolutivi sulle tematiche della stabilizzazione del personale discontinuo e del riconoscimento del ruolo svolto dai volontari, che sono un elemento essenziale della struttura del Corpo dei vigili del fuoco, perché suppliscono alle carenze di organico e contribuiscono a garantire l'intervento in condizioni eccezionali;

peraltro, il decreto-legge n. 59 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n. 100, aveva introdotto disposizioni per il riordino del Servizio nazionale di protezione civile ed il rafforzamento della sua capacità operativa al fine di rendere più incisivi gli interventi di protezione civile da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel corso del dibattito parlamentare è stato evidenziato come anche tale decreto-legge abbia perso l'occasione per una complessiva riforma ed organica del sistema nazionale di soccorso, preferendosi intervenire con interventi parziali dei singoli settori dell'amministrazione e rinunciando, al contempo, anche all'occasione di offrire il necessario sostegno al mondo del volontariato di protezione civile;

tali provvedimenti rischiano, per molti aspetti, di compromettere seriamente l'operatività, l'efficienza e la professionalità delle nostre Forze di polizia, con particolare riferimento alla possibilità, per l'Arma dei Carabinieri, di assumere i volontari di truppa in ferma prefissata quadriennale e annuale e, per i Vigili del fuoco, alla possibilità di procedere alla sostanziale stabilizzazione dei volontari, attraverso l'assorbimento di coloro che hanno espletato, risultando idonei, diversi passati concorsi e le cui graduatorie sono rimaste valide in base a provvedimenti di proroga, impedendo altresì di risolvere la problematica dei vigili del fuoco discontinui;

considerato, inoltre, che:

la Direzione investigativa antimafia (DIA), istituita nell'ambito del dipartimento della pubblica sicurezza con la legge 30 dicembre 1991, n. 410, si configura come un organismo investigativo con competenza monofunzionale, composta da personale specializzato a provenienza interforze, con il compito esclusivo di assicurare lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata, nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative esclusivamente a delitti di associazione mafiosa o comunque ricollegabili all'associazione medesima;

tale struttura, nata su impulso ed intuizione di Giovanni Falcone, sulla base dei risultati ottenuti può definirsi «in attivo» sotto il profilo economico-finanziario: contribuisce, infatti, in maniera assai cospicua ad implementare le risorse dei Ministeri dell'interno e della giustizia attraverso il Fondo unico giustizia;

ciononostante, la Direzione investigativa antimafia ha subito un costante depotenziamento di carattere finanziario, strutturale e professionale. Segnatamente attraverso: a) inopportune duplicazioni di strutture, con la creazione di alcuni gruppi interforze che si occupano in maniera autonoma del contrasto alle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici; b) la trasformazione del trattamento economico accessorio percepito dal personale DIA, che, di fatto, ha determinato una decurtazione dello stipendio del 20 per cento (di redditi ricompresi tra i 35.000 ed i 75.000 euro lordi annui); c) la perdurante carenza di organico, necessario allo svolgimento dei delicatissimi compiti della struttura;

il 21 settembre 2012 il Ministro dell'interno (nel corso della celebrazione del XX anniversario della Dia) ha affermato che «Il governo è intenzionato a non far mancare le risorse necessarie alla direzione investigativa antimafia»,

impegna il Governo:

1) a promuovere l'adozione di apposite iniziative, anche di carattere normativo, volte all'incremento del turnover al fine di consentire assunzioni di personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sin dall'anno 2013 e per ciascuno degli anni interessati dal limite introdotto con il citato decreto-legge n. 95 del 2012, pari ad un contingente di personale corrispondente a quello cessato dal servizio;

2) a reperire le idonee risorse finalizzate a stabilizzare gradualmente il personale volontario delle Forze di polizia e dei Vigili del Fuoco, e consentire quindi l'assunzione dei volontari in ferma prefissata quadriennale vincitori di concorso, coordinando a tal fine le cogenti esigenze di bilancio con quelle, prioritarie, di tutela della sicurezza dei cittadini;

3) ad affrontare e risolvere altresì i persistenti problemi di organico della Polizia penitenziaria, escludendo dalla riduzione del turnover l'integrazione di organico per la quale l'amministrazione penitenziaria centrale ha richiesto l'autorizzazione all'assunzione in data 6 giugno 2012;

4) ad adottare immediati interventi normativi, anche con carattere di urgenza, volti al ripristino integrale del trattamento economico aggiuntivo del personale della Direzione investigativa antimafia, così come erogati precedentemente all'entrata in vigore del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;

5) a voler consentire alla DIA un adeguato apporto organico da parte delle diverse Forze di polizia prevedendo, nel contempo, un piano di assunzione straordinaria volto a colmare la perdurante carenza di organico nel comparto sicurezza;

6) a voler potenziare, sia sotto il profilo organico che quello funzionale, la DIA, evitando e superando la duplicazione di strutture interforze create ad hoc sulla base di esigenze contingenti;

7) a sostenere l'approvazione dell'Atto Senato 2502 in materia di Fondo unico giustizia, al fine di assegnare stabilmente il 49 per cento della totalità delle somme, e non solo di una quota parte delle stesse, al Ministero della giustizia ed al Ministero dell'interno ed il rimanente 2 per cento al bilancio dello Stato, come previsto originariamente dalla norma istitutiva del fondo, approvata con l'obiettivo di centralizzare e rendere più efficiente la gestione delle somme recuperate dallo Stato, soprattutto a seguito di sequestri e confische disposti ai sensi della normativa antimafia.

(1-00691)