• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.5/07991 [Sistemi di etichettatura «elettronica» per ostacolare le pratiche ingannevoli nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-07991 presentata da MASSIMO FIORIO
martedì 25 settembre 2012, seduta n.691
FIORIO e TRAPPOLINO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro per gli affari europei. - Per sapere - premesso che:

con l'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012 convertito con modificazioni dalla legge numero 134 del 7 agosto 2012 sono stati predisposti sistemi di etichettatura «elettronica» per ostacolare le pratiche ingannevoli nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità;

nello specifico è stata introdotta una norma allo scopo di arrivare ad un sistema di etichettatura che consenta di contrastare tutte le pratiche ingannevoli nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità (Dop, Igp, Stg, biologici o anche solo vincolati alle norme qualitative delle singole Ocm);

tale norma dispone inoltre che il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali avrà sei mesi per emanare un regolamento che consenta l'integrazione delle etichette con sistemi di sicurezza elettronici realizzati dall'Istituto poligrafico statale. È inoltre previsto che i costi di realizzazione e di gestione del sistema di sicurezza saranno a carico dei soggetti che si avvalgono dell'etichettatura;

tra i prodotti indicati dalla nuova normativa rientrano anche quelli «Dop» e quindi tutti i vini «Doc» prodotti in Italia: la riforma comunitaria dell'Ocm vino, disposta dal Reg. (CE) n.479/2008, prevede infatti l'istituzione di un quadro omogeneo a livello europeo per la protezione delle denominazioni di origine;

per i produttori dei circa 330 vini «Doc» italiani, che già assicurano una certificazione corretta e trasparente a tutela dei consumatori, si prospetta quindi una vera e propria rivoluzione. Nuove regole il cui costo ricadrà sulle imprese e conseguentemente sui clienti;

gli finalità generali dell'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012 sono indirizzati alla tutela del made in Italy, soprattutto per contrastare il fenomeno delle contraffazioni alimentari, e nascono dal lodevole intento di difendere produttori e consumatori da un uso scorretto delle denominazioni. I contenuti di tale articolo non partono però dal presupposto che gli attuali controlli, nel settore vitivinicolo, sono già particolarmente elevati e che molti produttori di denominazioni a basso valore aggiunto già faticano a sostenere i costi (o a trasferirli al consumatore) dell'attuale sistema di verifica, su cui si è recentemente raggiunto un accordo di filiera che ha portato alla pubblicazione del decreto ministeriale 14 giugno 2012 sul piano dei controlli dei vini Dop e Igp;

tale piano dei controlli è imposto dall'articolo 48 del Reg. CE 479/2008 e recepisce quanto disposto dall'articolo 19, paragrafo 4, del decreto legislativo 8 aprile 2010 numero 61, lasciando ai singoli consorzi di tutela, e quindi alla filiera produttiva, la prerogativa di decidere se utilizzare, per la tracciabilità, il contrassegno prodotto dal poligrafico dello Stato o, il meno oneroso, numero di «lotto»;

attualmente i produttori di vini «Igp» ed anche numerosi produttori di vini «Dop», stanno optando per il numero di «lotto» perché le loro produzioni, soprattutto in questo periodo di crisi, non sembrano in grado di sopportare gli oneri che derivano dall'applicazione della fascetta del Poligrafico dello Stato (non si tratta del costo della fascetta, ma degli investimenti necessari per adattare le macchine per l'etichettatura);

è quindi facile prevedere che l'obbligo di un sistema di controllo elettronico, disposto dall'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012 che prevede dispositivi di rilevamento a distanza per tutti i prodotti del settore agroalimentari dotati di una denominazione o certificati come biologici realizzato dall'Istituto poligrafico statale, comporterebbe elevati costi per le aziende e per i produttori: costi difficilmente sostenibili dalle imprese a causa della attuale grave congiuntura economica;

alla luce della grave crisi economica ed occupazionale in atto sono invece auspicabili politiche di sostegno finanziario e fiscale, anche nel settore agricolo, per accompagnare quelle aziende che hanno deciso di investire in progetti di innovazione e che hanno l'obiettivo di ammodernare e riqualificare l'intero processo produttivo, migliorarne la qualità, ed elevarne redditività e competitività nei mercati internazionali;

in questo contesto va rimarcato che l'agricoltura italiana è stata duramente colpita dalla più grave siccità degli ultimi dieci anni. Secondo alcune stime dell'Ismea la vendemmia 2012 registrerà un calo nazionale dell'8 per cento di uva rispetto all'anno precedente, con punte del 15 e 20 per cento in alcune regione strategiche per l'intero comparto -:

quali siano gli orientamenti per definire modalità e contenuti del decreto ministeriale previsto dall'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012 del 7 agosto 2012;

se ad oggi il Ministro possa fornire informazioni circa la tempistica in cui verrà emanato il suddetto decreto e se verranno quindi rispettate le scadenze previste dall'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012;

se il Ministro, alla luce di quanto espresso in premessa, non ritenga utile al fine di promuovere una ampia condivisione dei contenuti del decreto ministeriale aprire in tempi brevi un tavolo di concertazione che preveda anche la presenza delle associazioni di categoria e dei consorzi di tutela interessati;

se il Ministro competente non ritenga altrettanto necessario, a causa della crisi economica congiunturale, prevedere l'introduzione di incentivi economici per sostenere le imprese vitivinicole nel perseguimento gli adempimenti richiesti dall'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012. (5-07991)