• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08242 [Sulla fondazione Maugeri]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08242 presentata da ELIO LANNUTTI
giovedì 20 settembre 2012, seduta n.799

LANNUTTI - Ai Ministri della salute e dell'interno - Premesso che:

il tema della corruzione e della mancata approvazione del disegno di legge recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione dell'illegalità nella pubblica amministrazione" (Atto Senato 2156-B) pesa come un macigno sulla reputazione dell'Italia nel mondo. Le cronache riportano ogni giorno nuovi scandali, dazioni di tangenti, appalti pilotati per favorire "amici degli amici", che continuano da decenni ad avere rapporti impropri con i rappresentanti di una classe politica, da molti anni presenti nella scena politica senza soluzione di continuità, e con l'affarismo sfrenato che a giudizio dell'interrogante rischia di alterare il corretto gioco della concorrenza per perseguire sporchi affari;

anche nella Regione Lombardia, la Procura della Repubblica indaga sul "sistema Maugeri" e su presunti appalti pilotati nel settore della sanità con delibere ad hoc emesse dalla Giunta regionale per favorire imprese amicali. Lo scandalo si arricchisce ora di un nuovo fatto, che sembra far vacillare la linea finora assunta dal governatore Formigoni, beneficato di vacanze nelle località più costose ed esotiche;

il "Corriere della Sera", in un articolo firmato da Mario Gerevini e Simona Ravizza, dal titolo "Formigoni cancellò la Maugeri due giorni prima degli arresti. La clinica era da undici anni nel registro regionale", del 20 settembre 2012, mette in dubbio la linea del Governatore della Lombardia che aveva in precedenza affermato di non avere alcun potere di vedere i bilanci della Maugeri, «All'improvviso, un giorno della primavera 2012, la Regione Lombardia si accorge che la Fondazione Maugeri è iscritta (dal 7 aprile 2001) nel registro regionale delle persone giuridiche private, al numero 473. E decide di cancellarla. Non è la primavera 2011, né una delle precedenti primavere. È proprio un giorno ben preciso, l'11 aprile, della primavera di quest'anno. Non un giorno qualsiasi, dunque, ma 48 ore prima che esplodesse il caso dei fondi neri alla Maugeri, con sei arresti che sono tornati a scuotere la sanità lombarda e uno dei suoi gruppi ospedalieri privati più importanti, accreditato con il sistema sanitario. È il retroscena un po' inquietante che emerge da documenti finora rimasti riservati. Il provvedimento che cancella la Maugeri dai registri della Regione parte dagli uffici della Direzione degli affari istituzionali regionali e la data di protocollo è, appunto, l'11 aprile 2012. Una pura coincidenza o in Regione è, forse, arrivata una soffiata due giorni prima degli arresti? E il governatore Roberto Formigoni bluffava quando si scagliava contro fughe di notizie? "L'Espresso (in edicola il 13 aprile con anticipazioni sull'inchiesta, ndr) è scandaloso, ha pubblicato - dichiarava al Giornale - cose che sarebbero successe e coperte da segreto istruttorio; sarebbe bene che chi di dovere indagasse". La cancellazione d'ufficio viene motivata così: "Si ritiene (dopo 11 anni dall'iscrizione e alla vigilia degli arresti, ndr) che il fascicolo sia stato erroneamente inoltrato all'amministrazione regionale" dal momento che "le finalità della fondazione hanno rilevanza nazionale" e dunque la competenza è "in capo alla Prefettura". L'iscrizione della Maugeri nei registri regionali rischiava di diventare ingombrante? Successivamente, innumerevoli volte, il governatore avrebbe scaricato sulla Prefettura di competenza ogni responsabilità di controllo, sul presupposto che la Fondazione fosse registrata negli uffici territoriali dello Stato a Pavia. Non sapeva, Formigoni, che la clinica non era nei registri della Prefettura, ma nei suoi? A Pavia, a quanto risulta, la pratica è stata istruita solo da poche settimane. Ben dopo l'esplosione dello scandalo per i 70 milioni di fondi neri della Maugeri che ha portato in carcere il 13 aprile gli amici del governatore, Antonio Simone e Piero Daccò (al suo terzo ordine di custodia cautelare). Insieme a loro sono stati arrestati anche il direttore amministrativo Costantino Passerino, il suo contabile Gianfranco Mozzali e il commercialista milanese Claudio Massimo, mentre per il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione, Umberto Maugeri, sono scattati i domiciliari. Da giugno è indagato per corruzione aggravata anche Formigoni. "La corruzione non c'è - replica lui -, sono i soliti episodi che ho già definito falsi, non a me riferibili, gravemente deformati. La Maugeri e il San Raffaele non hanno ricevuto nessunissimo vantaggio. E non un euro di denaro pubblico è stato buttato via". Qui, però, non c'entrano le carte dell'inchiesta penale. È semmai una questione di responsabilità sui controlli. Un fronte, anche questo, sul quale il governatore ha sempre respinto ogni critica: "È una fondazione privata dove io non ho il dovere, ma soprattutto il potere di vedere i bilanci. Anche se ci provassi, mi direbbero 'Formigoni stia a casa sua'. Come fondazione deve consegnare i bilanci al prefetto. L'unico che può controllare" (Il Giornale, 15 aprile). "Abbiamo assolto perfettamente i nostri compiti di vigilanza: queste sono aziende private e la legge respinge ogni intromissione dell'ente pubblico. Il controllo viene esercitato dal prefetto e dal ministro della Sanità" (Corriere della Sera, 19 aprile). E ancora: «I collegi sindacali, la Prefettura e gli altri soggetti preposti non avevano notato nulla? » (Avvenire, 17 maggio). Ma come faceva il prefetto a controllare un fantasma, iscritto in realtà in Regione da 11 anni? Un lungo periodo, contrassegnato, tra l'altro, da finanziamenti per 200 milioni che - secondo la Procura - sono usciti dalle casse pubbliche per essere assegnati con criteri discrezionali proprio alla Maugeri dove era consulente Daccò, il faccendiere accusato di aver pagato vacanze e altri benefit a Formigoni per oltre 7 milioni di euro. Il ritornello è sempre lo stesso: la vigilanza non compete alla Regione. È quanto Formigoni sostiene anche in un'audizione al Senato il 25 luglio riferendosi alla qualifica di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) che accomuna sia l'ospedale San Raffaele che la Maugeri: "Bisogna tener presente che sono Irccs, enti a rilevanza nazionale - spiega -. La vigilanza sui loro bilanci spetta al ministero della Salute". È vero. Ma andando a spulciare i vari provvedimenti legislativi si finisce in un cortocircuito che appare assurdo. La Regione Lombardia non può per legge controllare i bilanci della Maugeri, eppure questi stessi bilanci, in particolare quelli dal 2004 al 2006, sono elencati tra gli allegati di una delibera regionale sulla Maugeri»;

considerato che a giudizio dell'interrogante il presidente Formigoni, indagato per corruzione aggravata e che trascorreva le vacanze nelle località più esotiche e costose a spese di alcuni amici che pare che beneficiassero dei provvedimenti della Regione, specie nel settore della sanità, avrebbe l'obbligo di esibire i pagamenti e le ricevute di fondi anticipati dai suoi sodali,

si chiede di sapere:

se, a quanto risulta ai Ministri in indirizzo, la cancellazione d'ufficio della fondazione Maugeri, dopo 11 anni dall'iscrizione e alla vigilia degli arresti, motivata con l'attribuzione del fascicolo all'amministrazione regionale, erronea date le finalità e la rilevanza nazionale della fondazione, e in relazione al quale sarebbe stata competente la Prefettura, non sia stata ispirata da una soffiata;

se a giudizio dei Ministri lo scandalo dei fondi neri alla Maugeri, uno dei gruppi ospedalieri privati più importanti accreditato con il sistema sanitario, che ha condotto a sei arresti, non poteva e doveva essere portato all'attenzione con l'ordinaria diligenza e quali risultino essere stati i soggetti che non hanno vigilato;

se, a parere dei Ministri, la linea del Governatore, di addossare alla Prefettura la competenza e la responsabilità di controllo, sul presupposto che la fondazione fosse registrata negli uffici territoriali dello Stato a Pavia, non sia stata un'operazione diretta ad alleggerire le responsabilità di uno scandalo che ha consentito l'accumulo di 70 milioni di fondi neri della Maugeri e che ha portato in carcere il 13 aprile 2012 gli amici del Governatore, quali Antonio Simone e Piero Daccò, assieme al direttore amministrativo Costantino Passerino, il suo contabile Gianfranco Mozzali e il commercialista milanese Claudio Massimo, e, come tale, non debba essere smentita dalla prefettura;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare per accelerare l'iter del disegno di legge recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione dell'illegalità nella pubblica amministrazione" (Atto Senato 2156-B), che a giudizio dell'interrogante pesa come un macigno sulla reputazione dell'Italia nel mondo.

(4-08242)