• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08232 [Apulia Film commission e conflitto di interessi]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08232 presentata da ADRIANA POLI BORTONE
giovedì 20 settembre 2012, seduta n.798

POLI BORTONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per i beni e le attività culturali e per gli affari europei - Premesso che:

nei giorni scorsi su diversi organi di informazione è comparsa una polemica sulla gestione dei fondi dell'Apulia Film commission (AFC) dal momento che i dirigenti della AFC sono fra gli autori del progetto filmico "La nave dolce": a parere dell'interrogante si tratta evidentemente di un conflitto di interessi;

a quanto è dato conoscere dalla stampa al signor Angelo Amoroso D'Aragona sarebbe stato fatto superare un concorso per un ruolo nella Mediateca regionale, in cambio della rinuncia al suo progetto, similare a quello del regista Vicari e dei notabili della fondazione cinematografica;

il filmmaker barese aveva già realizzato, infatti, con riprese video da lui girate al tempo sui luoghi dello sbarco (dunque sullo stesso argomento dell'attuale "La nave dolce"), il cortometraggio "Vlora 1991 - Il mare dentro". Di tale documento si perdono all'improvviso le tracce, finché non compare l'annuncio del film di Vicari. Il filmmaker barese, invece di gridare allo scandalo, tace. Ma poi si candida e si aggiudica (unico ammesso al colloquio del 2 agosto 2012, su oltre 100 candidati) un incarico professionale, ben retribuito, presso l'AFC. Anziché la laurea richiesta in tutti gli avvisi pubblici della fondazione per questo specifico profilo viene richiesto il semplice "diploma di scuola secondaria superiore". Di cui casualmente è in possesso il filmmaker di Bari;

la possibilità di produrre film, presente nello statuto della fondazione, è una stortura apparsa in una riedizione dello statuto, successiva alla redazione originaria, nata strettamente in osservanza della legge regionale sullo spettacolo che istituiva l'AFC;

l'ultima edizione è stata voluta ad hoc dalla dirigenza dell'AFC per lasciarsi mano libera e rendere legittime le proprie azioni;

in questa situazione, è chiaro che un ente pubblico entra in concorrenza con i produttori privati, forte delle risorse, dei sostegni e dei privilegi economici che la posizione gli consente;

i soldi pubblici vanno a sostenere un'operazione in concorrenza con l'attività economica di una parte di cittadini (gli operatori del cinema pugliese e non, che investono invece i propri soldi) e ad avvantaggiarsene sono i dirigenti dell'ente a sostegno pubblico;

tutto questo avviene con fondi europei destinati al turismo;

l'AFC, a giudizio dell'interrogante, non opera a favore della crescita delle aziende cinematografiche del territorio (da un recente studio di Unioncamere-Symbola risulta che la cultura pesa sull'economia italiana in modo ormai rilevante, con un ricco 5,9 per cento, ma non in Puglia, dove anzi, malgrado i nutriti investimenti "mirati" della Regione, la cultura regredisce agli ultimi posti della graduatoria nazionale e sotto la media meridionale, con una sensibile riduzione del numero di aziende operanti nel settore), sfavorite rispetto alle produzioni provenienti da fuori, che continuano a godere di sostanziosi contributi per la realizzazione dei loro film;

non solo gli attori e i tecnici pugliesi sono spesso relegati a ruoli assolutamente secondari in queste produzioni, ma ora l'AFC si mette in concorrenza con gli operatori privati pugliesi sul piano della produzione di opere, della circuitazione dei film nelle sale (circuito d'autore), della organizzazione di festival, e, ormai in pieno delirio di onnipotenza, lancia la propria dirigenza verso l'affermazione artistica,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo non ritengano di intervenire per verificare, nell'ambito delle proprie competenze, che non siano state poste in essere azioni volte a disattendere norme nazionali e comunitarie soprattutto in termini di concorrenza e di conflitto di interessi;

se non ritengano intervenire secondo il dettato dall'articolo 120 della Costituzione, eventualmente anche commissariando la Regione Puglia per quella che all'interrogante appare come l'ennesima violazione delle norme citate.

(4-08232)