• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.7/00984 [Decretare lo stato di calamità naturale nella regione Umbria per la siccità]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00984 presentata da CARLO EMANUELE TRAPPOLINO
mercoledì 19 settembre 2012, seduta n.688
La XIII Commissione,

premesso che:

in questi mesi l'agricoltura italiana è stata colpita dalla più grave siccità degli dieci anni; secondo alcune prime stime ammonterebbero ad oltre un miliardo di euro;

la siccità si ripercuote non soltanto sui livelli produttivi ed occupazionali delle aziende ma anche sui prezzi degli alimenti destinati ai consumatori;

l'Umbria è una regione ad alta vocazione agricola caratterizzata dalla presenza di numerose imprese del settore: il comparto primario, declinato in tutte le sue attività (produttive, ricettive, turistiche, zootecniche, di carattere ambientale), rappresenta quindi un volano determinante per la crescita sociale, economica ed occupazionale dei territori;

l'impresa agricola, oltre alla produzione alimentare, assume anche il ruolo fondamentale di «sentinella» e di presidio ambientale nel governo del territorio;

secondo la Coldiretti «è di circa 70 milioni di euro il conto dei danni all'agricoltura umbra» che ha registrato un «calo produttivo del 30-40 per cento per mais, girasole, uva e foraggio, ma anche del 20 per cento per tabacco e olive»; l'eccessivo caldo, sta provocando una riduzione della produzione di latte; effetti negativi si riscontrano anche sui pascoli, con ripercussione sui bovini da carne;

per la Cia «il bilancio dei danni all'agricoltura umbra per effetto della perdurante siccità diventa ogni giorno più negativo»; i raccolti sono stati dimezzati e la situazione è ancora più allarmante per mais e tabacco. Gravi danni sono stati registrati inoltre «alle coltivazioni di ortaggi e cereali», ed hanno colpito anche «le piantagioni di olivo»;

per la Confagricoltura a causa della «carenza d'acqua ed il caldo record andranno persi un terzo dei raccolti di mais e la metà di quelli di bietole e soia. Inoltre ci sono perdite significative di qualità e quantità per i foraggi, la frutta estiva, il pomodoro, l'uva con la vendemmia a rischio. Le conseguenze si fanno sentire non solo in pianura, ma anche ad alta quota, dove le scarse nevicate dello scorso inverno non hanno garantito quelle riserve di acqua di cui i pascoli necessitano»;

forti criticità si registrano in tutta la regione anche nel comparto vitivinicolo; secondo Fedagri-Confcooperative «quella che si sta delineando in Umbria sarà forse la vendemmia quantitativamente più scarsa di sempre. Il caldo africano sta incidendo in maniera pesantissima sul raccolto per il quale si può facilmente prevedere un calo quantitativo di uve superiore al 40 per cento. La flessione quantitativa per certe aree e tipologie di uve bianche è destinata a raggiungere e superare anche il 60 per cento rispetto alla scorsa annata nella quale già ci si era attestati a consuntivo in un calo generale del 15 per cento circa»;

dati allarmanti sono stati evidenziati anche dal rapporto Ismea «Vino: previsioni di produzione 2012» (redatto su cifre fornite dall'Istat) che ha annunciato un calo del 20 per cento in Umbria: la regione del Centro Italia ad essere più colpita dalla siccità con una produzione che si ridurrebbe da 860 ettolitri del 2011 a 690 del 2012. Secondo il documento particolarmente colpite dovrebbero essere, nello specifico, le aziende di vino bianco nel territorio di Orvieto;

la siccità è causata anche dai mutamenti climatici che stanno interessando l'intero pianeta; la situazione va quindi affrontata non soltanto con aiuti finanziari immediati per contrastare l'emergenza, ma con misure strutturali per migliorare l'efficacia della gestione, conservazione e distribuzione delle risorse idriche;

va poi segnalato che, come ha ricordato recentemente la presidente della giunta regionale dell'Umbria Catiuscia Marini, «ormai da 40 anni l'Umbria ha normative e legislazioni che sono andate nella direzione di salvaguardare in maniera molto forte lo spazio rurale a vantaggio della permanenza dell'impresa agricola». Al riguardo la giunta regionale dell'Umbria ha approvato nel mese di agosto 2012 l'attivazione della misura 232 «Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale» del programma di sviluppo rurale («Psr») 2007-2013 che, tra cofinanziamenti comunitari, regionali e di altri enti pubblici, prevede uno stanziamento totale di 5,3 milioni di euro;

a seguito della perdurante siccità la regione Umbria, di concerto con gli enti locali territoriali e le associazioni di categoria ha chiesto al Governo ed ai ministeri competenti di decretare lo stato di calamità naturale;

il 6 settembre 2012 l'assessore alle politiche agricole della regione Umbria, Fernanda Cecchini, dopo aver incontrato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha dichiarato: «sulla questione dei danni causati dalla siccità chiederemo al Governo di riconoscere il carattere di eccezionalità della stagione estiva appena trascorsa e questo per poter ottenere qualche sostegno economico, anche attraverso l'abbattimento di oneri e contributi previdenziali, per le aziende colpite. A tal fine abbiamo concordato con il ministro che al più presto invieremo un quadro per quanto possibile completo e documentato dei danni, tenendo conto ovviamente che per alcuni settori, come l'olio, il vino e alcuni cereali dovremo attendere la raccolta. Il Ministro su questo tema non ha potuto darci certezze se non quella che sottoporrà il problema all'ordine del giorno del Governo. Al momento infatti gli unici finanziamenti disponibili sono quelli del Fondo di solidarietà nazionale in dotazione alla Protezione civile, ma sono assolutamente insufficienti e con tempi molto lunghi di erogazione. Le aziende agricole invece hanno bisogno di risorse adeguate e tempestive, in particolare sul fronte del credito, così da essere in grado di affrontare la prossima campagna agraria, fatto questo che al momento non è assolutamente scontato»;

il Ministro Mario Catania intervenendo il 1o settembre 2012 in un dibattito a Città di Castello (Perugia) ha sottolineato come «l'agricoltura e il comparto alimentare» siano due settori virtuosi che possono dare un contributo enorme ad avere un prodotto interno lordo buono, conforme alle esigenze dell'ambiente, che aiuta a migliorare la qualità della vita e del lavoro degli italiani;

lo stesso titolare del dicastero delle politiche agricole alimentari e forestali rispondendo alla interrogazione a risposta immediata in Assemblea a prima firma del deputato Nicodemo Nazzareno Oliverio (in data 6 settembre 2012, atto di sindacato ispettivo 3/02447) sui danni causati dalla siccità in molte regioni italiane ha precisato: «Devo far presente che lo strumento degli interventi compensativi, a causa della continua riduzione delle risorse messe a disposizione dal Fondo di solidarietà nazionale, dovrà essere progressivamente sostituito, nei prossimi anni, da soluzioni più organiche. È del tutto evidente la necessità di dare maggiore diffusione ad altri strumenti di intervento, senz'altro più adeguati per fronteggiare calamità naturali come quelle che stiamo vivendo come, ad esempio, le assicurazioni agevolate a cui, purtroppo, gli agricoltori non si rivolgono ancora con sufficiente decisione. Per quanto riguarda, poi, la problematica delle infrastrutture irrigue, ricordo che dal 2005 al 2011 il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha investito oltre un miliardo di euro nel settore irriguo e nella bonifica, attraverso il piano irriguo nazionale. All'inizio di quest'anno sono partite le procedure che consentiranno l'apertura dei cantieri entro l'anno per il nuovo piano irriguo nazionale. Occorre andare, comunque, aldilà di tutto questo e per questo motivo serve un nuovo progetto strategico nel settore acqua su cui orientare i fondi comunitari che saranno messi a disposizione del nostro paese»,
impegna il Governo:
ad assumere iniziative per decretare, non appena quantificata la consistenza complessiva dei danni economici causati dalla siccità, lo stato di calamità naturale nella regione Umbria;

a prevedere la possibilità di assumere iniziative straordinarie a sostegno delle aziende agricole e zootecniche umbre e, conseguentemente, della salvaguardia della stabilità sociale, economica, occupazionale e produttiva dei territori colpiti;

ad assumere iniziative per prevedere la possibilità di finanziare, anche attraverso il piano di sviluppo rurale, la realizzazione di invasi collinari per la raccolta delle acque destinate alla irrigazione delle culture;

a convocare un tavolo istituzionale che preveda la partecipazione delle associazioni di categoria e degli istituti bancari, per promuovere l'accesso al credito per le imprese del settore in difficoltà;

ad attivare procedure ed interventi mirati per monitorare i prezzi dei prodotti agricoli, lungo tutta la filiera, per evitare che un ingiustificato aumento dei costi degli alimenti possa incidere sul potere d'acquisto di cittadini e consumatori.

(7-00984)«Trappolino».