• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17702 [Consentire l'uso clinico delle staminali]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17702 presentata da PIPPO GIANNI
mercoledì 19 settembre 2012, seduta n.688
GIANNI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

l'atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia delle cellule nervose delle corna anteriori del midollo spinale da cui partono i nervi diretti ai muscoli, e che trasmettono i segnali motori (detti anche motoneuroni);

la malattia è caratterizzata da un progressivo indebolimento dell'apparato muscolare a partire dai muscoli più vicini al tronco. Fra i sintomi e i segni clinici ritroviamo l'ipotonia, ipostenia, atrofia muscolare, debolezza muscolare e paralisi;

le cronache giornalistiche hanno riportato il caso della bambina Celeste malata di atrofia muscolare. Una patologia terribile che, progressivamente, porta alla paralisi di tutti i muscoli. Appena nata aveva un'aspettativa di vita di solo 18 mesi. Celeste adesso ha due anni. Questo grazie ad una terapia capace di evitare che la paralisi degenerasse fino a toglierle la capacità di respirare: iniezioni periodiche di cellule staminali sono riuscite addirittura ad iniziare a ridarle l'uso di braccia e gambe;

la cura alla quale è stata sottoposta Celeste prevede periodiche iniezioni di cellule staminali prelevate da un donatore, nel suo caso la madre. Progressi medici e miglioramenti si sono registrati fino a settembre del 2011, quando è stato certificato l'arresto della patologia;

l'ospedale di Brescia, dove la piccola è in cura, ha bloccato la terapia e la malattia è tornata ad avanzare;

le iniezioni sono state sospese, o meglio vietate, e lo stato di salute di Celeste ha ripreso a peggiorare. Inesorabilmente. Respiro affannoso e difficoltà a muovere i muscoli dell'addome;

questo tipo di cure in Italia sono prestate solo nella struttura bresciana e all'Irccs Bruno Garofalo di Trieste. Oltre a Celeste, ci sono altri 13 pazienti affetti da patologie che rispondono alle cure con staminali. Alcuni di loro senza le iniezioni rischiano la vita;

le cellule staminali sono preziose perché hanno una straordinaria potenzialità terapeutica;

la legge in Italia parla chiaro: per curarsi con le staminali, in base al decreto Turco del 2006, ripreso poi dal Ministro Fazio nel 2008, è necessaria l'autorizzazione del tribunale. La terapia è possibile solo se il paziente è in pericolo di vita (quello che viene definito uso compassionevole della cura) o se le sue condizioni si aggravano. Nel caso di Celeste l'autorizzazione era giunta nel gennaio del 2011;

le condizioni si sono complicate per l'inchiesta, avviata dal tribunale di Torino e dalla decisione dell'Aifa di sospendere i trattamenti già avviati;

quello di Celeste non è certo l'unico caso in Italia. Solo in Sicilia sono più di 200 le famiglie di persone che chiedono il trapianto di staminali;

nell'attesa del pronunciamento delle autorità sul ricorso fatto dalla Fondazione, il giudice ha stabilito che Celeste deve proseguire con la terapia con le staminali, visto che è in «pericolo quotidiano di vita»;

le cellule staminali vengono considerate come veri e propri farmaci. Prima di essere «messe sul mercato» devono attraversare tutte le fasi di test: quella preclinica (con la sperimentazione sugli animali), quella clinica e quella di monitoraggio. Servono anni di studi clinici molto accurati. Anni che Celeste non ha a disposizione;

il Ministro interrogato, ha dichiarato che «dalle ispezioni e dai documenti pervenuti al ministero, quella prestazione sanitaria non ha i requisiti minimi per poter essere considerata una sperimentazione». Ha poi aggiunto: «Essendoci su questa vicenda più procedimenti penali, il ministero si astiene dal fare ulteriori commenti. L'importante è avere attenzione alle singole persone, l'efficacia medica e scientifica hanno bisogno di procedure di verifica, altrimenti c'è il rischio di affidarsi a miraggi»;

i documenti giunti da Brescia - a detta dell'avvocato della famiglia della piccola Celeste - confermano la bontà delle terapie e si allineano alla difesa. Quelli inviati dall'Alfa, invece, parlano di sperimentazione, quando qui, invece, il piano è completamente diverso, trattandosi di cure compassionevoli;

è necessario e improrogabile che il Ministero attivi tutte le azioni al fine di comprendere l'eventuale efficacia delle terapie finora somministrate e la reale percentuale dei pazienti che ne hanno beneficiato;

oggi esistono nel mondo 1206 pubblicazioni che riguardano l'uso clinico delle staminali mesenchimali. Attualmente sul sito della Federal Drug Administration, massima autorità di riferimento mondiale per i protocolli clinici di ricerca, sono registrati 259 studi clinici nel mondo che prevedono l'utilizzo di cellule mesenchimali. Tre di essi sono italiani, contro 20 in Spagna, 9 in Belgio e 8 in Francia, In Italia i tre studi sono in corso uno tra Pesaro e Pavia e due a Bergamo. Oltre a questi in Italia esistono 13 Cell-Factory autorizzate da Aifa dove vengono prodotte cellule staminali, attraverso specifiche manipolazioni, utilizzate per terapie sull'uomo -:

se non ritenga necessario e improrogabile assumere iniziative, anche di carattere normativo, al fine consentire l'uso clinico delle staminali, senza attendere gli ulteriori provvedimenti della magistratura vista la necessità di consentire cure che nel caso della bambina Celeste, ma in Italia vi sono altri casi similari, hanno prodotto risultati visibili. (4-17702)