• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08217 [Sull'installazione di antenne e ripetitori]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08217 presentata da ELIO LANNUTTI
martedì 18 settembre 2012, seduta n.795

LANNUTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

scrive Valentina Conte per "la Repubblica" del 13 settembre 2012 sul decreto sviluppo-bis: «Nessuna lite possibile se arriva una compagnia telefonica e piazza un'antenna o un ripetitore non graditi sul proprio palazzo. Almeno non più. Nel decreto Sviluppo 2 - per ora solo una bozza - all'articolo 29, nella sezione dedicata al digital divide da azzerare per rendere gli italiani ancora più "connessi", spunta una norma che non farà molto piacere ai cittadini. "Il proprietario o il condominio - si legge nel testo che modifica il Codice delle comunicazioni elettroniche - non possono opporsi all'accesso dell'operatore di comunicazione al fine di installare, collegare o manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati". Antenne nuove incluse. Addio dunque alle interminabili e fumose assemblee di condominio, ma anche alle carte bollate. D'ora in poi, sempre che la norma resista, l'appartamento o le parti comuni dell'edificio saranno territorio libero per i giganti delle tlc. In cambio, un'indennità al proprietario stabilita dal ministero dello Sviluppo economico, "in base all'effettiva diminuzione del valore del fondo". E non finisce qui. In nome delle autostrade digitali, anche l'iter per piazzare i cavi della banda larga e ultra-larga nel sottosuolo delle strade cittadine si velocizza. I tempi per l'accoglimento della domanda da parte dei Comuni passano da 90 a 45 giorni nei casi normali, da 30 a 15 giorni per scavi inferiori ai 200 metri, con l'aggiunta del termine super ridotto di 10 giorni per "buche, apertura chiusini, posa di cavi o tubi aerei su infrastruttura esistente, allacciamento utenti". Se il Comune non rispetta queste scadenze, ora così ristrette, scatta il silenzio-assenso. E dunque via libera alle perforatrici e agli slalom di auto e scooter tra i cantieri aperti. Con un evidente rischio caos. In più, le aziende di tlc saranno esentate dalla tassa per l'occupazione di suolo pubblico. D'altronde il provvedimento per la crescita, fortemente voluto dal ministro Passera, punta tutto sulla rete Internet, visto che nei prossimi anni dovrà trasportare - come prevede la prima parte del decreto dedicata all'Agenda digitale - documenti, fascicoli sanitari, pagelle e libretti universitari, certificati (compresi nascita e morte), contratti, ricette mediche, biglietti di tram e bus, carta d'identità elettronica integrata con quella sanitaria, caselle di posta certificate (Pec), e-book per le scuole, cartelle cliniche. Slitta, intanto, dal luglio 2013 al primo gennaio 2014 l'obbligo per commercianti e professionisti di accettare il pagamento dei clienti con bancomat, carte di debito e credito. E, cosa ben più importante, sparisce la soglia di 50 euro, sopra la quale scattava l'obbligo. "Eventuali importi minimi, modalità e tempi" saranno fissati "con uno o più decreti" del ministero dello Sviluppo, "sentita la Banca d'Italia". Tra le novità presenti in bozza, in materia di assicurazioni, si segnala l'addio al rinnovo tacito e automatico della polizza per l'Rc auto che avrà durata massima di un anno, un maggiore contrasto alle frodi, la definizione da parte dell'Isvap di un contratto base che ciascuna compagnia deve offrire al pubblico, anche su Internet. Infine, la possibilità di collaborazione tra agenti assicurativi, anche monomandatari, con la nullità delle eventuali clausole contrarie delle rispettive compagnie. Un tentativo di reinserire il plurimandato, introdotto e poi escluso dal decreto Liberalizzazioni. Tra le agevolazioni fiscali offerte alle nuove "start up innovative", che questo decreto introduce nel diritto societario italiano, c'è anche l'Iva per cassa, curiosamente finanziata da Rai e Mediaset, ovvero dai canoni annui pagati allo Stato dalle emittenti tv. Discutibile, invece, l'allentamento delle norme sulla sicurezza per i lavoratori "in azienda per un periodo non superiore a 50 giornate lavorative nell'anno solare"»;

in particolare all'art. 72 sulle semplificazioni in materia di sicurezza sul lavoro si prevede: «1. All'articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "13-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro della salute, acquisiti i pareri della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e della Conferenza Stato-Regioni, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa di salute e sicurezza sul lavoro, sono definite misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto applicabili alle prestazioni che implichino una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell'anno solare di riferimento (si veda la bozza del 14 settembre 2012 su "fiscoetasse.com")»;

considerato che a giudizio dell'interrogante:

appare assurdo che una compagnia privata possa liberamente decidere di usare i tetti degli edifici per fare il proprio business e i proprietari siano costretti a concederlo, come se si trattasse di un esproprio forzato che oltre tutto fa crollare il valore delle abitazioni;

la liberalizzazione causerà una moltiplicazione incontrollata dell'installazione di antenne sui palazzi e una conseguente moltiplicazione dei casi di tumore causati dall'inquinamento elettromagnetico;

inoltre la norma è contraria alla raccomandazione 1999/519/CE che, ponendo un limite alla esposizione, fa presumere che le antenne possano essere fatte bene o male e che quindi qualcuno le debba controllare,

si chiede di sapere:

se il Governo non intenda rivedere, ai fini della stesura definitiva del decreto in questione, la disposizione che vieterebbe di contrastare l'installazione di antenne e ripetitori, considerato che con la motivazione di favorire una connettività al web più diffusa sul territorio, in realtà si offre mano libera alle compagnie telefoniche, atteso che a parere dell'interrogante il richiamo alla finalità dello "sviluppo" non può giustificare ulteriori soprusi e prepotenze a danno dei cittadini, ed esclusivamente a vantaggio delle solite grandi compagnie;

se, alla luce della notizia dell'inaspettato rinnovo ventennale e forfettario delle precedenti 19 frequenze nazionali già assegnate in via provvisoria, qualcosa che potrebbe congelare a lungo lo status quo televisivo nazionale a prezzi da saldo, contrariamente a quanto annunciato dal Ministro su una prossima prima asta onerosa, anche in questo caso della liberalizzazione delle antenne il Governo non ritenga che la discussa squadra schierata dal precedente Governo Berlusconi, di cui una parte Roberto Sambuco, possa apparire aver "consigliato" il Ministro;

quanto, a parere del Governo, l'obbligo di pagamento elettronico, da una parte, potrà semplificare e accelerare le procedure e contribuire a combattere l'evasione fiscale e quanto, dall'altra parte, assicurerà un consistente aumento di entrate per gli istituti bancari sotto forma di commissioni;

quali iniziative il Governo intenda assumere affinché il finanziamento da parte della Rai dell'Iva per cassa non si ripercuota sugli utenti con aumenti del canone;

quali siano le ragioni delle semplificazioni in materia di sicurezza sul lavoro relativamente ai lavoratori che sono in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative, considerato che le misure di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nascono per migliorare le condizioni di lavoro, ridurre la possibilità di infortuni a tutti i dipendenti dell'azienda, agli altri lavoratori, ai collaboratori esterni ed a quanti si trovano, anche occasionalmente, all'interno dell'azienda.

(4-08217)