• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07948 [Cure a un detenuto del carcere di Cosenza]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-07948 presentata da RITA BERNARDINI
martedì 18 settembre 2012, seduta n.687
BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

su Il Velino del 10 agosto 2011 è apparso un appello rivolto «alle autorità preposte» dal leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli, in favore di un detenuto calabrese, A.P., recluso nel carcere di Cosenza, gravemente malato dopo una paralisi;

lo stesso detenuto ha chiesto in una lettera di essere curato prima che sia troppo tardi, descrivendo il suo dramma, la sua sofferenza, la grande ingiustizia che sta subendo;

l'uomo, durante la detenzione, è stato colpito da una paralisi e da due anni sta soffrendo di un dolore costante e atroce. A causa della sua malattia è stato anche portato nel carcere di Vibo Valentia, ma i medici gli hanno detto che oramai è troppo tardi per curare il tipo di patologia dalla quale è affetto;

Franco Corbelli, nel suo appello, parla di «fatto grave, indegno di un Paese civile e di uno Stato di diritto» e chiede «per questo detenuto un atto di giustizia giusta e umana, la possibilità di poter tentare di curare in una struttura ospedaliera adeguata questo recluso gravemente malato che rischia di morire. Una Nazione civile ha il dovere di accogliere questa richiesta. Non conosco questo detenuto, ma di fronte al dramma umano, alla ingiustizia, alla indicibile sofferenza, alla disumanità di un uomo, gravemente malato e sofferente, abbandonato e condannato a morire in carcere, ho il dovere civile e morale di intervenire, di chiedere giustizia per questa persona» -:

se questo stato di cose corrisponda alle informazioni in possesso dei Ministri interrogati;

se e come intendano procedere, negli ambiti di rispettiva competenza, perché siano fornite al detenuto le cure adeguate nel rispetto del suo stato di salute come diritto costituzionalmente garantito, posto che, ad avviso degli interroganti quanto descritto in premessa non appare compatibile con gli standard minimi di condizioni vivibili di detenzione. (5-07948)