• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02484 [Fondi pensione e previdenza complementare]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02484 presentata da SILVANO MOFFA
martedì 18 settembre 2012, seduta n.687
MOFFA, CALEARO CIMAN, CATONE, CESARIO, D'ANNA, GIANNI, LEHNER, MARMO, MILO, MOFFA, MOTTOLA, ORSINI, PIONATI, PISACANE, POLIDORI, RAZZI, ROMANO, RUVOLO, SCILIPOTI, SILIQUINI, STASI e TADDEI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
la riforma della previdenza di primo pilastro, resasi necessaria per contenere gli squilibri di finanza pubblica, non può non richiamare l'attenzione anche sulla previdenza complementare che, dopo una fase di sviluppo registrata nel 2007 (anno di avvio dell'operatività della riforma di cui al decreto legislativo n. 252 del 2005), ha rallentato i propri ritmi di crescita sia per la scarsa consapevolezza del problema pensionistico, sia per il prolungato periodo di recessione economica che ha fatto diminuire la fiducia sulla sua efficacia;

la previdenza complementare rappresenta un importante strumento di politica economica per il ruolo di stabilizzatore sociale che può svolgere e sarebbe poco lungimirante trascurarne il potenziamento.

al giugno 2012 gli iscritti ai fondi pensione erano circa 5,7 milioni, con un tasso di incremento rispetto al dicembre 2011 del 2,9 per cento. Essi rappresentano soltanto poco più del 20 per cento del totale degli occupati. È, pertanto, evidente che non è ancora diffusa la percezione che la previdenza complementare è una necessità;

per rilanciare lo sviluppo è fondamentale rafforzare la fiducia dei cittadini, sia con un'intensa attività di comunicazione finanziaria e previdenziale, sia attenuando gli effetti negativi dell'elevata volatilità dei mercati, favorendo, invece, l'adeguatezza e la stabilità dei loro rendimenti nel tempo, anche attraverso la messa a punto di specifici prodotti di investimento;

prodotti di investimento che potrebbero rivelarsi efficaci ai fini delle necessarie politiche di sviluppo di cui il Paese avverte l'urgenza; in particolare, tali prodotti potrebbero essere collegati a iniziative della pubblica amministrazione, centrale o periferica, volte alla realizzazione di infrastrutture, opere di pubblica utilità o anche alla capitalizzazione delle piccole e medie imprese, originando ricadute positive anche sull'occupazione e sulla crescita economica del Paese;

il patrimonio disponibile per gli investimenti dei fondi pensione è di 95 miliardi di euro, ai quali potrebbero aggiungersi circa 45 miliardi di euro delle casse professionali di previdenza;

nello sviluppo dei fondi complementari è fondamentale il ruolo dello Stato, che può, peraltro, limitarsi esclusivamente a quello di garante di questa tipologia di investimenti dei fondi pensione, del capitale investito e di una quota dei rendimenti attesi;

a tal fine, potrebbero anche essere utilizzati i fondi di garanzia già esistenti, quali, ad esempio, il «fondo di garanzia delle opere pubbliche», che potrebbe estendere la sua copertura in favore dei progetti finanziati con le risorse del risparmio previdenziale, e il «fondo di garanzia per il credito alle piccole medie imprese», che potrebbe in parte destinarsi anche a operazioni di capitalizzazione di piccole e medie imprese, finanziate con risorse dei fondi pensione;

la XI Commissione, lavoro pubblico e privato, della Camera dei deputati ha svolto, nei primi mesi del 2010, un ciclo di audizioni informali sulle problematiche relative alla gestione e all'andamento dei fondi pensione e della previdenza complementare, al termine delle quali è stata approvata la risoluzione n. 8-00072, a prima firma del deputato Antonino Foti, che impegna l'Esecutivo ad «investire fortemente sulle potenzialità del sistema dei fondi pensione, in particolare valutando l'opportunità di sostenere eventuali iniziative organizzative, promozionali e di informazione anche su impulso degli enti e delle strutture interessate, dirette a mettere a sistema i fondi medesimi»; la stessa Commissione lavoro pubblico e privato ha più volte sollecitato, anche tramite opportune proposte emendative, la stabilizzazione di una struttura organizzativa, aperta al coinvolgimento e alla partecipazione di tutti i soggetti a vario titolo interessati, diretta a promuovere il coordinamento delle diverse iniziative e la messa a sistema delle più opportune attività atte a sostenere lo sviluppo dei fondi pensioni -:
se il Governo non ritenga improcrastinabile portare a compimento tale percorso, anche mediante l'inserimento di adeguate proposte normative per lo sviluppo dei fondi complementari nell'ambito della prossima legge di stabilità. (3-02484)