• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08182 [Sulla realizzazione del sistema fognario e del depuratore di Porto Cesareo e del collettore che dovrà veicolare i reflui del depuratore nella condotta ]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08182 presentata da ALBERTO TEDESCO
mercoledì 12 settembre 2012, seduta n.791

TEDESCO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'approvazione in corso presso la Regione Puglia del progetto preliminare per la realizzazione del sistema fognario e del depuratore di Porto Cesareo (Lecce), nonché del collettore che dovrà veicolare i reflui del depuratore nella condotta che attualmente scarica in mare in località torre Inserraglio di Nardò i reflui di quest'ultimo comune, contestualmente all'affidamento dell'appalto per la redazione del progetto esecutivo della condotta sottomarina che scaricherà sia i reflui di Porto Cesareo che quelli di Nardò a circa 1.100 metri dalla linea di costa e a 30 metri di profondità (contrariamente al progetto originario che prevedeva la lunghezza della condotta di 3.600 metri), suscita non poche preoccupazioni e perplessità ancora maggiori per le considerazioni che seguono;

a parere dell'interrogante, del tutto conforme a quello espresso sull'argomento dal Comitato della tutela del paesaggio (CTP) di Nardò, l'inopportunità di tale intervento (peraltro già segnalata alla Regione, ai Comuni di Nardò e di Porto Cesareo, alla Provincia di Lecce, all'Ufficio parchi e riserve naturali della Regione, alla società Acquedotto pugliese ed altri soggetti interessati) è del tutto evidente per le conseguenze inducibili sull'ecosistema marino dall'immissione di enormi quantità di nutrienti in mare accompagnati da un'insostenibile carico di elementi chimici naturali e di sintesi;

tale condotta scaricherebbe, inoltre, in un'area marina interessata da un'intensa attività antropica e nella quale due tra le più importanti marinerie d'Italia (Gallipoli e Porto Cesareo) esercitano permanentemente la pesca professionale che si aggiunge a quella sportiva ed amatoriale;

ad avviso dell'interrogante siffatte scelte amministrative evidentemente inopportune e dannose, e comunque in contrasto con una seria politica di salvaguardia ambientale, andrebbero immediatamente corrette nel senso di ricercare soluzioni alternative, agevolmente individuabili, allo sversamento in mare;

tali preoccupazioni vengono esponenzialmente accresciute dal fatto che il depuratore di Porto Cesareo è assolutamente fatiscente e gravemente disfunzionante e, peraltro, la sua permanenza nell'attuale località è stata messa in seria discussione dal TAR Lecce che, a quanto risulta all'interrogante, con sentenza del 7 luglio 2010, all'esito del procedimento introdotto nel lontano 1994 dai proprietari dei terreni e degli immobili adiacenti all'impianto, assecondati dall'intervento ad adiuvandum del Comune di Nardò, ha annullato la localizzazione e i conseguenti atti espropriativi posti in essere dal Comune di Porto Cesareo;

il contestato progetto, attualmente all'esame della Regione Puglia, dunque, si riferisce al completamento e alla messa in funzione di un impianto che, viceversa, a seguito della richiamata sentenza del TAR Lecce, dovrebbe essere smantellato;

e ancora: la condotta prevista a valle del depuratore, per il collettamento dei reflui sino alla richiamata località di torre Inserraglio dovrebbe svilupparsi per circa 7 chilometri nel territorio neritino lungo un tracciato che attraversa aree sensibili e plurivincolate dal punto di vista dell'ambiente, tra le quali siti di interesse comunitario (SIC) e il parco naturale regionale di Portoselvaggio - palude del Capitano - istituito con legge regionale n. 6 del 2006;

le particolari condizioni dell'area, interessata da numerose cavità carsiche, e la presenza della falda insistente nel piano immediatamente sottostante a quello di campagna, rendono elevatissimo il rischio idrogeologico connesso all'opera in fieri, nonché impraticabile un interramento della condotta che, appunto, verrebbe "annegata" nell'acqua di falda;

la soluzione progettualmente prevista per l'interramento della condotta implica il temporaneo prosciugamento della stessa falda;

inoltre, se la sentenza del TAR Lecce divenisse definitiva nelle more della realizzazione della condotta, ci si troverebbe di fronte ad una situazione per cui, inibito il funzionamento del depuratore, le acque reflue del Comune di Porto Cesareo verrebbero convogliate "tal quali", senza trattamento alcuno, in mare aperto, a soli 1.100 metri dalla costa e sversate a ridosso dell'area marina protetta di Porto Cesareo, peraltro interessata da un progetto di ulteriore ampliamento a fronte dell'area del parco di Portoselvaggio;

a completare un quadro devastante si aggiunge che tale riserva marina si troverebbe interessata dagli sversamenti di ben 3 distinte condotte provenienti dai depuratori di Manduria, Gallipoli e Nardò,

si chiede di conoscere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per prevenire tale infausta situazione, fortemente contrastante con le diverse vigenti disposizioni in materia di tutela ambientale nonché con la sperimentata vocazione turistica dei territori interessati.

(4-08182)