• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00519 [Informazioni sulle scelte di politica industriale del Governo riguardo a settori strategici quale quello della produzione di materiale rotabile e dell'energia]



Atto Senato

Interpellanza 2-00519 presentata da VANNINO CHITI
mercoledì 12 settembre 2012, seduta n.791

CHITI, PASSONI, PINOTTI, CASSON, ADAMO, AGOSTINI, ANDRIA, ARMATO, ASTORE, BIANCO, BIONDELLI, BOSONE, BUBBICO, CABRAS, CARLONI, CAROFIGLIO, CECCANTI, CHIAROMONTE, CHIURAZZI, DE LUCA Vincenzo, DE SENA, DEL VECCHIO, DELLA MONICA, DELLA SETA, DI GIOVAN PAOLO, DONAGGIO, FERRANTE, FILIPPI Marco, FONTANA, FRANCO Vittoria, GARAVAGLIA Mariapia, GHEDINI, GRANAIOLA, INCOSTANTE, MARCENARO, MARCUCCI, MARINARO, MARINO Mauro Maria, MORRI, MUSI, NEROZZI, PERDUCA, PERTOLDI, PIGNEDOLI, PORETTI, PROCACCI, ROILO, ROSSI Paolo, SCANU, TOMASELLI, TONINI, TREU, VITA - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

numerosi atti di sindacato ispettivo sono stati presentati sulle scelte di politica industriale di Finmeccanica, tra cui gli atti 3-02728 e 3-02718 a cui non è stata data risposta;

considerato che:

Finmeccanica è il primo gruppo italiano nel settore dell'alta tecnologia, opera in Italia e all'estero attraverso società controllate e joint ventures, per un totale consolidato di oltre 70.000 addetti. Svolge un ruolo di primo piano nell'industria europea dell'aerospazio e difesa e vanta asset produttivi e competenze di grande rilievo nei settori trasporti ed energia;

lo scenario del mercato internazionale indica che i Governi delle economie avanzate stanno decisamente riducendo gli investimenti del settore della difesa, mentre gli Stati emergenti, con la loro crescita, stanno aumentando i loro budget nel settore. Alcuni temi quali la sicurezza, l'ambiente, i trasporti e l'energia stanno invece diventando prioritari negli investimenti delle economie avanzate;

considerato in particolare che:

Finmeccanica da tempo dichiara la volontà di dismettere attività in settori strategici al fine di rafforzare la propria struttura patrimoniale, volontà confermata nel corso dell'audizione del 1° agosto 2012 presso la 10a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato dallo stesso Amministratore delegato del gruppo, ingegner Orsi;

la strategia di vendita o dismissione di asset come Ansaldobreda, Ansaldo STS, Ansaldo Energia, nonché BredaMenarini Bus comporterebbe lo smantellamento di un patrimonio industriale strategico di primaria importanza per il Paese e avrebbe conseguenze nefaste sulle prospettive occupazionali dei lavoratori;

considerato altresì che:

AnsaldoBreda è uno dei leader del settore del materiale rotabile a livello mondiale e annovera oltre 2.500 addetti nei suoi 4 siti in Toscana, Campania, Calabria e Sicilia. L'economia dell'azienda nelle sue attività coinvolge complessivamente, secondo un calcolo approssimato, altri 4.000 lavoratori occupati in oltre 150 imprese;

AnsaldoBreda rappresenta ad oggi l'unico costruttore a ciclo integrato (cioè dalla progettazione alla messa in servizio) in grado di produrre treni ad alta velocità, treni pendolari, tram e metropolitane leggere e pesanti;

dopo mesi di voci diffuse a mezzo stampa sulla presunta volontà di dismissione di AnsaldoBreda da parte di Finmeccanica, il 22 febbraio 2012 si è tenuto a Roma l'incontro tra il Presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi e le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm. In quell'occasione, l'ingegner Orsi ha rappresentato alle organizzazioni sindacali la delicata situazione finanziaria della holding, e ha indicato come possibile soluzione l'uscita di Finmeccanica dal comparto dei trasporti e da quello dell'energia;

il piano industriale presentato dalla proprietà risulta inadeguato e non prevede misure rivolte nell'immediato con risolutezza al risanamento, e in prospettiva a rendere certo il futuro produttivo, occupazionale e societario dell'azienda;

la sorte di AnsaldoBreda è una questione preminente per tutte le regioni in cui è presente l'azienda. Tra queste la Regione Toscana che, in virtù della presenza dello stabilimento di Pistoia e nella convinzione della centralità del settore per l'economia locale e nazionale, ha avanzato nei mesi scorsi un progetto per la realizzazione del distretto delle tecnologie ferroviarie, per l'alta velocità e la sicurezza delle reti, con l'ambizione di creare un polo di innovazione e di attrazione di investimenti di rilevanza nazionale;

Ansaldo Energia SpA è attualmente tra i primi gruppi al mondo produttore di energia e con una vasta offerta di prodotti e servizi copre l'intera gamma della produzione di energia con la fornitura di centrali elettriche e di turbine e generatori;

nel 2011 Ansaldo Energia ha conseguito ricavi per 1,2 miliardi di euro ed ha acquisto ordini per 335 milioni dall'Italia, per 389 dall'Europa, per 479 dall'Africa, per 28 milioni dal medio Oriente, per 15 dalle Americhe e per 3 milioni dall'Asia;

secondo le associazioni di categoria, il gruppo, a livello italiano, genera un indotto di quasi 10.000 posti di lavoro. L'andamento degli ordinativi 2011 è positivo, migliore di quello del 2010, e per il mercato dell'energia è confermato un trend di crescita del 5 per cento all'anno per i prossimi 20 anni;

per Ansaldo STS il volume dei ricavi è cresciuto, con un portafoglio ordini complessivo in aumento, e una previsione di andamento del business positivo;

considerato infine che:

queste aziende sono un patrimonio di competenze e professionalità;

sarebbe sbagliato che la più grande holding industriale pubblica concentrasse la sua attività su un unico core business, quello della difesa;

energia e trasporti sono due settori strategici per il sistema Paese, oltre ad attività industriali fondamentali nella vocazione manifatturiera di alta fascia tecnologica,

si chiede di sapere:

quali siano l'orientamento e le scelte di politica industriale del Governo riguardo a settori strategici per l'economia nazionale quale quello della produzione di materiale rotabile e dell'energia;

se non ritenga necessario intervenire per garantire che le scelte di Finmeccanica vadano nella direzione dello sviluppo e del rilancio produttivo dei settori e di stabilimenti che rappresentano un'importantissima risorsa strategica per il Paese.

(2-00519 p. a.)