• Relazione 1209, 1210-A

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Atto a cui si riferisce:
S.1209 [Legge finanziaria 2009 ] Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009)





Legislatura 16ª - Relazione N. 1209-A


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

Nn. 1209 e 1210-A


 
 

 

RELAZIONE GENERALE DELLA 5ª COMMISSIONE PERMANENTE

(PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO)


(Relatori PICHETTO FRATIN e SAIA)

concernente anche lo stato di previsione del Ministero dell’economia
e delle finanze
(Tab. 2)

con allegati: rapporti delle altre Commissioni permanenti sui rimanenti stati di previsione e sul disegno di legge n. 1209 (v. stampato nn. 1209 e 1210-A Allegato 1);
rapporti di minoranza delle altre Commissioni (v. stampato nn. 
1209 e 1210-A
Allegato  1-
bis); nonché ordini del giorno ed emendamenti trattati nelle Commissioni
(v., rispettivamente, stampati nn. 
1209 e 1210-A Allegati 2-I e 2-II
e nn.
1209 e 1210-A Allegati 3/I e 3/II)

Comunicata alla Presidenza il 6 dicembre 2008

SUI

DISEGNI DI LEGGE

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009) (n. 1209)

presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze

approvato dalla Camera dei deputati il 13 novembre 2008

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 14 novembre 2008

 

 

 

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2009
e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011 (n. 1210)

presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze

approvato dalla Camera dei deputati il 13 novembre 2008

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 14 novembre 2008

 

RELAZIONE GENERALE

 

 

Parte Prima
Disegno di legge finanziaria

    Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge finanziaria per il 2009 presenta significative novità rispetto al passato, sia quanto a contenuto normativo, sia in termini di effetti sui saldi di finanza pubblica.

        Innanzitutto, com’è peraltro di immediata evidenza, si tratta di una finanziaria «snella» che si articola in soli 3 articoli, riconducibili al contenuto tipico della legge finanziaria. Essi si limitano infatti a fissare gli obiettivi dei saldi di bilancio, a disporre la proroga di norme di carattere tributario recanti regimi agevolati, a definire l’importo delle risorse destinate ai rinnovi contrattuali nonché l’importo dei trasferimenti destinati agli enti previdenziali e, infine, a stabilire l’importo da iscrivere nelle tabelle allegate.
        In tal senso, la manovra finanziaria per il triennio 2009-2011, pur essendo incentrata sui due tradizionali strumenti legislativi, il disegno di bilancio a legislazione vigente e il disegno di legge finanziaria, ha visto anticipati gran parte dei suoi effetti dalle disposizioni previste dal decreto-legge n. 112 del 2008, che ha definito lo scenario finanziario per il prossimo triennio, prevedendo un sostanziale pareggio di bilancio a partire dall’anno 2011.
        Quanto detto, anche in coerenza con quanto disposto dall’articolo 1, comma 1-bis, del citato decreto legge n. 112 del 2008 ai sensi del quale la legge finanziaria per l’anno 2009 può contenere esclusivamente disposizioni strettamente attinenti al suo contenuto tipico, con «l’esclusione di disposizioni finalizzate direttamente al sostegno o al rilancio dell’economia nonché di carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico».
        Le disposizioni in oggetto delineano pertanto un assetto della decisione di bilancio per molti versi analogo a quello vigente prima della legge di riforma del 1999 (legge n. 208 del 1999), la quale, raggiunto il traguardo dell’ingresso nell’euro, dispose, tra le altre cose, un ampliamento del contenuto proprio della legge finanziaria. A tale ridimensionamento del contenuto della legge finanziaria corrisponde una significativa valorizzazione del contenuto decisionale del bilancio dello Stato, stante la possibilità nella legge di bilancio – prevista anch’essa in via sperimentale per il solo esercizio 2009 dall’articolo 60, comma 3, del decreto legge n. 112 del 2008 – di rimodulare tra i programmi le dotazioni finanziarie di ciascuna missione, ivi incluse le risorse derivanti da autorizzazioni legislative di spesa.
        Per quanto attiene agli effetti sui saldi di finanza pubblica, il disegno di legge finanziaria per il 2009 non comporta effetti correttivi in termini di indebitamento netto del conto economico delle amministrazioni pubbliche, la cui incidenza sul PIL rimane pertanto fissata per il triennio 2009-2011 nei valori indicati dalla nota di aggiornamento a suo tempo approvata.
        Passando al contenuto specifico del disegno di legge, esso reca nell’articolato, all’articolo 1, la consueta fissazione del il livello massimo del saldo netto da finanziare per l’anno 2009, al netto delle regolazioni debitorie, in 33.600 milioni di euro e il livello massimo del ricorso al mercato per lo stesso periodo in 260.000 milioni di euro.
        L’articolo 2, dal comma 1 al comma 16, contiene una serie di misure fiscali inerenti, tra l’altro, l’applicazione a regime, dell’aliquota agevolata dell’IRAP (1,9 per cento) per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, la stabilizzazione a regime della concessione dei benefici fiscali e previdenziali di cui agli articoli 4 e 6 del decreto-legge n. 457 del 1997 alle imprese che esercitano la pesca costiera, nonché alle imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari; il riconoscimento ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, per l’anno 2009, di una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento delle spese sostenute per attività di autoaggiornamento e di formazione, fino ad un importo massimo di 500 euro; il riconoscimento a regime della detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento, ai fini IRPEF, delle spese sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo non superiore a 632 euro annui per ogni figlio; la proroga al 31 dicembre 2009 del termine entro cui si possono detrarre dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento le spese per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, per un importo non superiore a 250 euro; l’introduzione a regime della riduzione del 40 per cento delle aliquote di accisa sul gas metano per gli utilizzatori industriali, termoelettrici esclusi, con consumi superiori a 1,2 milioni di metri cubi annui (cosiddetti grandi consumatori).
        Ancora, è prevista l’introduzione a regime delle agevolazioni fiscali relative all’impiego di gasolio e GPL per riscaldamento impiegati in zone montane ed in altri specifici territori nazionali di cui all’articolo 5 del decreto-legge n. 356 del 2001 e al credito d’imposta sulle reti di teleriscaldamento alimentate da biomassa ovvero con energia geotermica, di cui all’articolo 6 del citato decreto-legge n. 356 del 2001. Infine, si interviene sulle disposizioni fiscali in materia di coltivazioni sotto serra e si proroga al 2011 la detrazione fiscale e l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata (10 per cento) spettante per le spese di ristrutturazione edilizia eseguite negli immobili ad uso abitativo ovvero per le spese sostenute dalle imprese costruttrici su interi fabbricati finalizzati al recupero del patrimonio edilizio.
        I commi da 17 a 20 ripropongono per il 2009 alcuni interventi in favore delle imprese di autotrasporto di merci – sotto forma di agevolazioni fiscali –, volti a ridurne i costi di esercizio, già previsti dal citato decreto-legge n. 112 del 2008.
        I commi da 22 a 24 recano le consuete rideterminazioni dei trasferimenti dovuti dallo Stato verso la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS) presso l’INPS, a favore di alcune specifiche gestioni pensionistiche, precisando le modalità di ripartizione delle somme trasferite tra le varie gestioni interessate.
        Il comma 25, in conseguenza degli incrementi delle aliquote contributive di finanziamento relative ad alcune gestioni previdenziali dei lavoratori dipendenti ed autonomi, prevede un riordino dei trasferimenti dovuti dallo Stato all’INPS per prestazioni previdenziali, disponendo, più specificamente, che non sono più a carico della predetta GIAS gli oneri derivanti da specifiche disposizioni legislative, tassativamente elencate.
        I commi da 27 a 31 recano ulteriori stanziamenti di risorse per i rinnovi contrattuali per il biennio 2008-2009 relativi al personale delle pubbliche amministrazioni per un importo complessivo di 2.240 milioni di euro dal 2009. Alla relativa copertura si provvede a valere sulle disponibilità del «Fondo per gli interventi strutturali di politica economica».
        Il comma 32 dispone, a decorrere dal 2009, l’obbligo, per le amministrazioni pubbliche, di corrispondere il trattamento economico accessorio dei dipendenti in base a specifici criteri di priorità, cioè in base alla qualità, produttività e capacità innovativa della prestazione lavorativa.
        I commi 33 e 34 consentono la destinazione di risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa delle amministrazioni pubbliche qualora si verifichino ulteriori economie di spesa rispetto a quelle già considerate ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica ai sensi del decreto-legge n. 112 del 2008.
        Il comma 35 introduce rilevanti novità per quanto riguarda la disciplina relativa ai rinnovi contrattuali del personale delle pubbliche amministrazione. In particolare, si dispone che dalla data di presentazione del disegno di legge finanziaria decorrono le trattative per i rinnovi contrattuali, per il periodo di riferimento previsto dalle norme vigenti. Inoltre, si stabilisce che dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria le somme stanziate per i rinnovi contrattuali possano essere erogate anche mediante atti unilaterali, salvo conguaglio all’atto della stipulazione dei contratti collettivi nazionali, fermo restando che l’importo da erogare non può andare oltre il 90 per cento del tasso di inflazione programmata per il biennio di riferimento applicato alla voce stipendio. Si prevede altresì la liquidazione automatica dell’indennità di vacanza contrattuale anche nel settore pubblico, a decorrere dal mese di aprile.
        Nel corso dei lavori presso la Camera dei deputati sono state introdotte (commi da 36 a 38) ulteriori misure per la concessione di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale e (commi da 41 a 42) si è proceduto ad apportare alcune modifiche alla disciplina del patto di stabilità interno per gli enti locali e le regioni per il triennio 2009-2011. Relativamente a tale ultimo punto si segnalano, per gli enti locali, l’esclusione delle risorse provenienti dallo Stato e le relative spese sostenute per calamità naturali e l’esclusione della distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere da società di servizi pubblici locali quotate dal conteggio della base dell’anno 2007 assunta per l’individuazione degli obiettivi del patto di stabilità interno, nonché la non applicazione delle sanzioni per lo sforamento dagli obiettivi del patto, relativamente ai pagamenti per spese di investimenti, per gli enti locali che si trovano in determinate condizioni. Per le regioni, a decorrere dall’anno 2008, le spese in conto capitale per interventi cofinanziati relativi a finanziamenti dell’Unione europea, con esclusione delle quote di finanziamento statale e regionale, non sono considerate nella base di calcolo e nei risultati del patto di stabilità interno. Infine si segnala al comma 43 la previsione di una relazione al Parlamento relativamente alla risorse finanziarie disponibili e utilizzate del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge n. 289 del 2002.
        L’articolo 3 reca poi le consuete disposizioni relative alle tabelle da A ad F allegate al disegno di legge.
        Questo, in sintesi, è il quadro per quanto riguarda il contenuto normativo specifico del disegno di legge in esame.
        Si rammenta, in conclusione, come già da tempo si sia riacceso il dibattito, in dottrina e tra gli operatori, sulla possibilità da parte del bilancio dello Stato di rappresentare uno strumento «attivo» di politica finanziaria, al fine di decongestionare, in portata e contenuto, la legge finanziaria annuale senza per questo, però, incorrere in una «forzatura» dei principi cardine in materia di governo della finanza pubblica.
        Tale impostazione, sia pure in divenire, in quanto attuata nell’invarianza della normativa generale che sovrintende alla decisione annuale di bilancio, corrisponde ad un modello che anticipa un orientamento da molti condiviso, ma mai attuato a ragione della incompiuta riforma delle procedure di bilancio. Il modello appare prefigurare ed anticipare una più precisa divisione dei ruoli tra Governo e Parlamento, una finanziaria snella e priva di quel contenuto esuberante rispetto alle sue finalità precipue di intervento annuale di correzione degli andamenti di finanza pubblica che ha dato luogo, negli anni, ai deprecabili spettacoli tristemente noti come «l’assalto alla diligenza» e le «finanziarie omnibus».
        Va da sé che una simile impostazione dovrebbe trovare il suo complemento logico nell’innalzamento del livello di trasparenza ed informazione da rendere al Parlamento, atteso che ques’ultimo, quale che sia la riforma che si immagina, dovrà restare il controllore ultimo della rispondenza tra gli obiettivi fissati con l’approvazione dei documenti di bilancio che traducono l’indirizzo politico di maggioranza e i risultati della loro traduzione in termini di azione amministrativa.
        Nel corso dell’esame in Commissione bilancio sono state approvate alcune limitate modifiche al testo pervenuto dalla Camera, che si illustrano di seguito brevemente.
        La prima modifica, al comma 44 dell’articolo 2 in tema di adempimenti informativi del Governo sull’utilizzo del fondo per le aree sottoutilizzate, prevede la presentazione della relazione sull’utilizzo di tali fondi anche per il 2008.
        Una seconda modifica integra il fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale con 22 milioni per le annualità 2009 e 2010 e 25 milioni per il 2011.
        Una terza modifica prevede la definizione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dei criteri per la distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie occorrenti alle prosecuzione delle attività di servizio pubblico svolte dalle istituzioni scolastiche in linea con la modifica apportata al disegno di legge di bilancio.
        Altra modifica, in tema di patto di stabilità, esclude l’applicazione delle sanzioni previste dal recente decreto-legge n. 112 del 2008 con riferimento a nuovi interventi infrastrutturali previa individuazione delle corrispondenti risorse finanziarie, anche a valere sulle risorse finanziarie autonomamente rese disponibili da ciascuna regione nell’ambito degli stanziamenti di pertinenza per interventi di sviluppo a carattere infrastrutturale. Le Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario esprimeranno in proposito il proprio parere sul relativo decreto del Ministero dell’economia e delle finanze entro venti giorni dalla trasmissione.
        Una ulteriore modifica, in tema di corretta organizzazione della raccolta in rete fisica dei giochi e delle scommesse, prevede, tra l’altro, l’incremento della misura del prelievo erariale unico sulle scommesse sulle corse dei cavalli. L’introito è in parte destinato poi al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI).

Pichetto Fratin, relatore

 

Parte Seconda
Disegno di legge di bilancio

    Onorevoli Senatori. – Il dibattito di questa sessione di bilancio si è contraddistinto per un ampio e articolato confronto tra Governo, maggioranza ed opposizione sulle scelte di politica economica più idonee ad affrontare la crisi finanziaria e dell’economia reale in corso. Durante l’esame dei documenti di bilancio, infatti, la Commissione europea ha presentato, il 26 novembre scorso, il Piano europeo per la ripresa economica. Il Governo italiano ha, poi, emanato il decreto-legge n. 185 del 2008 recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale. Non è questa la sede per discutere il decreto-legge ora all’esame della Camera dei deputati, tuttavia occorre sottolineare ed apprezzare la scelta di fondo operata in questa fase. Nonostante la Commissione europea abbia autorizzato i Paesi membri a utilizzare pienamente i margini di flessibilità garantiti nelle fasi negative del ciclo economico applicando le disposizioni previste dal Patto di stabilità e crescita in presenza di «circostanze straordinarie», il Governo ha prudentemente evitato di peggiorare il deficit tenuto conto del gravoso peso del debito pubblico.

        È apprezzabile il confronto svolto in Commissione nel quale l’opposizione ha criticato questa scelta proponendo di procedere, di converso, ad una manovra espansiva attraverso interventi strutturali nel 2009 ed attuando, contestualmente, misure di riduzione di spese per il 2010 e 2011 al fine di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio-lungo periodo. Tenuto conto del deterioramento dell’andamento del PIL previsto in Europa, la maggioranza ed il Governo hanno scelto di mettere in campo gli strumenti necessari per dare sostegno all’economia mantenendo invariati gli obiettivi di finanza pubblica sottesi alla manovra di luglio. Scelta, quest’ultima, non condivisa dall’opposizione, ma in ogni caso ispirata al perseguimento del giusto mix tra rigore e sviluppo.

        Un preliminare bilancio della riforma. Passando ai temi più strettamente legati al bilancio, l’esercizio 2009 rappresenta il secondo anno di applicazione della riclassificazione del bilancio per missioni e programmi. Va ricordato, infatti, che in occasione del disegno di legge di bilancio per l’anno 2008 (atto Senato n. 1818 della XV legislatura) è stata effettuata una riclassificazione «funzionale» della spesa, rispetto al precedente bilancio classificato, invece, in chiave amministrativa. La riclassificazione è stata richiesta dal Parlamento, ed effettuata dal Governo, con l’ottica di agevolare la lettura del bilancio.

        Cosa si intende per migliore lettura del bilancio? Negli ultimi anni, a causa della pressione del vincolo europeo unitamente all’esigenza di ridurre la pressione fiscale per sostenere la crescita e la competitività del Paese, si è manifestata l’esigenza di garantire il migliore uso delle risorse per consentire l’ulteriore consolidamento dei conti in un quadro di «qualità dell’intervento pubblico». In tal senso, lo strumento del bilancio dovrebbe esplicitare le priorità della spesa nei singoli comparti e dovrebbe anche consentire una lettura dei risultati in termini di livelli di offerta di beni pubblici. A tal fine, accanto alla modifica della struttura del bilancio, sono stati ricercati spazi di manovra aggiuntiva attraverso la «revisione della spesa».
        Rispetto, quindi, al duplice obiettivo di operare scelte allocative e di disporre anche di un bilancio delle performance delle pubbliche amministrazioni, è possibile fare una prima valutazione dell’apporto offerto dalla riclassificazione del bilancio. La riclassificazione funzionale rappresenta, infatti, uno strumento ed in quanto tale è suscettibile di essere sottoposto a verifica. Forse un anno è un orizzonte troppo ristretto per fare bilanci sugli esiti della nuova classificazione, tuttavia è possibile trarre alcune preliminari conclusioni da questa esperienza. A ciò si aggiunga che tale valutazione deve essere esperita tenendo conto che sul processo di formazione del disegno di legge di bilancio a legislazione vigente ha inciso in maniera sostanziale la disciplina introdotta dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. L’anticipazione della manovra triennale a luglio rappresenta un significativo elemento di novità, dal punto di vista istituzionale. Il processo di programmazione economico-finanziaria è stato dunque anticipato nella tempistica ed impostato su base triennale, al fine di conferire alle Amministrazioni maggiori certezze nella pianificazione delle risorse disponibili e nella programmazione delle attività connesse alle missioni e ai programmi di spesa di propria competenza. Gli effetti del decreto-legge, approvato prima della presentazione del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria, risultano pertanto già contabilizzati nel disegno di legge di bilancio a legislazione vigente per l’esercizio 2009 e nel bilancio pluriennale 2009-2011. La proiezione triennale delle misure adottate avvicina il saldo di ciascuno degli esercizi successivi all’obiettivo programmatico fissato per l’esercizio, nell’ambito della programmazione di medio periodo. Solitamente, peraltro, gli effetti finanziari delle misure adottate nelle precedenti manovre non colmavano l’intera differenza tra andamenti tendenziali e valori programmatici negli anni successivi al primo. Per tali esercizi la correzione necessaria a realizzare gli obiettivi programmatici veniva, pertanto, rinviata alle manovre successive. Tale aspetto comportava una incompletezza informativa sulla composizione di medio periodo della scelta di politica fiscale, derivandone la difficoltà di valutare compiutamente la sostenibilità della programmazione di medio periodo. Se quindi in passato la correzione dei saldi era rimessa alla legge finanziaria, questo bilancio incorpora già gli effetti della manovra di luglio. Inoltre gli interventi dello scorso luglio hanno definito le grandezze complessive, lasciando aperta un’ampia componente di scelta allocativa, da attuare in una fase successiva. Infatti le consistenti riduzioni delle dotazioni finanziarie per il triennio 2009-2011 operate dall’articolo 60, comma 1, erano indicate per missioni di spesa (con evidenziazione separata della quota di fattore legislativo su cui avrebbero inciso), ma dovevano essere articolate per programmi e macroaggregati in occasione della predisposizione del bilancio a legislazione vigente. Ciò prefigurava un nuovo ruolo del bilancio tanto più rilevante se si tiene conto del fatto che il citato decreto-legge introduceva, altresì, un margine di flessibilità per le Amministrazioni in sede di formazione del bilancio di previsione a legislazione vigente per il 2009, consentendo (in via sperimentale) di rimodulare, entro certi limiti, le dotazioni finanziarie tra i programmi di ciascuna missione, anche mediante modifica delle autorizzazioni legislative di spesa ad essi sottostanti (articolo 60, comma 3). È quindi nel disegno di legge di bilancio che sarebbe possibile cogliere pienamente gli effetti complessivi della decisione operata in luglio ed esaminare la scelta allocativa proposta dalle amministrazioni di merito.
        Si tratta di aspetti che richiamano considerazioni più generali sul ruolo dell’Assemblea legislativa nella decisione di bilancio. È di tutta evidenza che a fronte dell’attenuazione dei margini di decisione assunta dal Parlamento, in particolare nella sessione di bilancio, occorre valutare se privilegiare un’azione di controllo sull’allocazione e sull’utilizzazione delle risorse pubbliche al fine di conferire nuovo prestigio e nuove funzioni all’Istituzione parlamentare. Nuovo ruolo che richiede, per coerenza e rigore, un più incisivo apporto di informazioni ed elaborazioni. Un rafforzamento che nel dibattito comune va sotto il nome di «trasparenza». Da questa prospettiva l’esposizione nel bilancio di una sola parte degli effetti del decreto-legge n. 112 del 2008 connessi con l’esercizio della flessibilità, quella riconducibile ai fattori legislativi, fornisce una visione necessaria, ma parziale. Tale considerazione sembrerebbe confermata dal fatto che la variazione complessiva sugli stanziamenti di bilancio riconducibile alla flessibilità sui fattori legislativi (derivata dall’aggregazione degli allegati 2 dei diversi stati di previsione) non è compensata al suo interno, ma evidenzia un risparmio di spesa, cui verosimilmente dovrebbe corrispondere una maggiore spesa assegnata sui capitoli discrezionali. Inoltre, ricostruire attraverso il bilancio la legislazione vigente una volta che è intervenuta una manovra a luglio richiede di conoscere l’effetto delle innovazioni legislative ripartite per missioni (e programmi). Ciò ha suggerito di integrare la documentazione predisposta per la sessione di bilancio con un’analisi approfondita del disegno di legge di bilancio, svolta dal Servizio del bilancio, attraverso la costruzione di un database in grado di raccogliere e classificare le informazioni di base delle spese per missioni e programmi a partire dal 2008, passando all’assestamento ed al decreto-legge n. 112 del 2008 (per le informazioni disponibili) fino agli anni 2010 e 2011. Si tratta di un lavoro di documentazione a supporto della decisione di bilancio molto apprezzabile che, per la prima volta, mette a disposizione dei senatori un corredo di elaborazioni esaustivo del tutto inedito. Ovviamente, questa banca dati richiede di essere aggiornata nel corso del tempo attraverso un investimento in risorse umane e in conoscenze capaci di valorizzare e sviluppare ulteriormente le analisi a supporto delle decisioni. Questi sono gli strumenti di cui ci dobbiamo dotare se vogliamo perseguire con coerenza uno sviluppo della funzione parlamentare in chiave di controllo. Rispetto a questi obiettivi si misurerà la volontà e la capacità del Parlamento di adeguarsi ai tempi della democrazia.
        La tabella 1.1 riportata nel dossier del Servizio del bilancio, frutto del lavoro suddetto, riepiloga gli effetti in termini di entrate e spese e di saldo netto da finanziare (il deficit del bilancio dello Stato) da attuare con la decisione di bilancio. Il saldo a legislazione vigente passa da 50,6 miliardi di euro nel 2008 a circa 33,5 miliardi nel 2009. Tuttavia, non essendo disponibili le informazioni relative all’effetto delle norme contenute nell’articolato del decreto-legge n. 112 del 2008 suddivise per missioni e programmi (informazione mancante anche per le leggi di spesa), non è possibile ricostruire gli ambiti della decisione parlamentare di bilancio in termini funzionali (negli elementi di documentazione n. 9 del Servizio di bilancio sono descritti in dettaglio gli aspetti qui accennati).
        Quindi si può innanzitutto concludere che la sperimentazione della flessibilità di bilancio, non accompagnata da una esaustiva base informativa per il Parlamento che consenta di valutarne gli effetti in termini di riallocazione di risorse e di indicatori di performance, può rappresentare un limite alla possibilità di ricostruire i confini della decisione di spesa operata con il bilancio. La classificazione funzionale può dare il senso della scelta allocativa effettuata dal bilancio soltanto se si riesce a ricostruire la legislazione vigente per missione e programmi. Le procedure relative all’analisi degli effetti finanziari delle leggi in corso d’anno non è ancora raccordata con la riclassificazione delle spese per missioni e programmi e ciò riduce notevolmente la lettura del bilancio in senso allocativo.

        L’anno passato, il bilancio – per la prima volta – ha presentato una classificazione della spesa per missioni. In sostanza, è stato possibile avere uno sguardo d’insieme sulla ripartizione del totale della spesa tra le principali finalità dell’azione pubblica. Indicazione che è possibile, ovviamente, ottenere anche per l’anno in corso (contenuta negli allegati in distribuzione).

        Ma qual è il senso di tale informazione in relazione alla decisione che viene adottata dal Parlamento con il disegno di legge di bilancio?
        Occorre riconoscere che con tale strumento i margini di decisione sono molto limitati. Il nostro sistema di contabilità di Stato, basato su due strumenti quali il bilancio – legge formale – e le leggi sostanziali di spesa, non consente al disegno di legge di bilancio di mettere in discussione di anno in anno tutte le spese («fino all’ultimo euro»). La decisione parlamentare si muove in uno spazio limitato tra la legislazione vigente e le spese obbligatorie e vincolate.
        È possibile comunque calcolare questa componente per il 2009? In termini di missioni di spesa, come già spiegato, ciò non è possibile.
        Un’ulteriore considerazione, più connessa al processo di gestione delle missioni e dei programmi, emerge dalla nota del Servizio del bilancio. Il Ministero dell’economia e delle finanze gestisce 20 missioni sulle 34 esistenti. Inoltre, a ciascun programma dovrebbe di norma partecipare un solo Ministero, mentre nella struttura del bilancio per il 2009 si rilevano 11 programmi interministeriali.
        Occorre quindi ripensare l’attuale distribuzione delle missioni al fine di evitare sia un’eccessiva concentrazione di competenze sia una deresponsabilizzazione dei centri di spesa. Inoltre, occorre tendenzialmente assicurare una coincidenza tra programmi e Ministeri, proprio al fine di valorizzare il percorso di responsabilizzazione dei singoli dicasteri ed anche al fine di attribuire, in modo univoco, i risultati positivi della gestione, sia in termini di spesa che di risultati «fisici».

        L’altra lettura del bilancio. Dal punto di vista del bilancio delle performance delle pubbliche amministrazioni, la riclassificazione rappresenta soltanto un primo passo. L’elaborazione di indicatori di performance consente poi di verificare l’efficacia e l’efficienza della spesa. Da questo punto di vista, occorre registrare un ritardo nella presentazione delle Relazioni sullo stato e l’efficacia della spesa che avrebbero dovuto soddisfare le esigenze conoscitive del Parlamento in ordine all’applicazione delle nuove disposizioni in materia di flessibilità di bilancio di cui all’articolo 60 del decreto-legge n. 112 del 2008.

        Ancora non appare sviluppato un set di indicatori che consentano al Parlamento di valutare l’efficacia e l’efficienza della spesa mentre si discute il bilancio, escludendo la possibilità di operare scelte allocative per favorire l’efficienza.

        Le entrate. Le previsioni di entrata del bilancio dello Stato esposte per il 2009 e per i due esercizi successivi nel disegno di legge di bilancio si basano sul quadro macroeconomico indicato nella Relazione previsionale e programmatica, presentata a settembre. Le previsioni di entrata fanno, quindi, riferimento ad un quadro macroeconomico antecedente agli sviluppi negativi della crisi finanziaria internazionale. Le previsioni più recenti dei principali organismi (nazionali ed internazionali) delineano un quadro più negativo per l’economia italiana e mondiale rispetto a quello disponibile in settembre. L’FMI stima per il 2009 una contrazione del PIL pari allo 0,5 per cento, Ref. (Ricerche per l’economia e la finanza) e Confindustria indicano una riduzione dello 0,6 e dello 0,2 per cento rispettivamente, mentre l’ISAE prevede un’espansione del prodotto che si attesterebbe sullo 0,2 per cento.

        Sarebbe pertanto opportuno disporre di una previsione aggiornata delle entrate alla luce delle nuove informazioni e delle nuove stime sulla crescita anche se, dato il contesto attuale dell’economia globale e l’alta volatilità dei mercati, sarebbe complesso definire previsioni macroeconomiche affidabili. Una volta superata questa fase della crisi finanziaria si potrà finalmente definire un quadro congiunturale più stabile meno condizionato dalla attuale variabilità.

        I numeri del bilancio. Il disegno di legge di bilancio a legislazione vigente per il 2009, in termini di competenza e al netto delle regolazioni contabili e debitorie e dei rimborsi IVA, prevede entrate finali per 463.904 milioni di euro e spese finali per 497.400 milioni (i dati sono riportati nella tabella 1.1). Il saldo netto da finanziare, corrispondente alla differenza tra le entrate finali e le spese finali, sempre in termini di competenza e al netto delle regolazioni contabili e debitorie e dei rimborsi IVA, è pari, in termini negativi, a 33.496 milioni di euro. Rispetto al disegno di legge di assestamento per il 2008, l’importo del saldo netto da finanziare registra una forte riduzione pari a circa 17 miliardi di euro, derivante da una riduzione delle spese finali pari a 12.358 milioni di euro e da un aumento delle entrate finali pari a 4.769 milioni di euro. Riguardo alle spese finali, la riduzione è quasi interamente imputabile al forte decremento delle spese in conto capitale, che registrano, rispetto al bilancio assestato 2008 (integrato dal decreto-legge n. 112 del 2008 e al netto dell’articolo 1, comma 507, della legge finanziaria per il 2007), una riduzione di circa 14 miliardi di euro, a fronte di un aumento della spesa corrente di 1.859 milioni di euro. L’andamento della spesa corrente deriva da una riduzione della spesa per interessi – pari a 4.114 milioni e legata alla variazione degli interessi sui buoni postali fruttiferi (diminuiti di oltre 7 miliardi a fronte di una crescita, al netto di tale partita, degli interessi passivi di circa 3 miliardi) – compensativa di un aumento della spesa corrente primaria di circa 6 miliardi di euro.

        Dall’analisi delle variazioni percentuali per missioni negli anni 2008-2011, svolta dal Servizio del bilancio e risultante dal disegno di legge di bilancio (tabella 4.1.2), emerge che nel complesso la spesa in conto capitale nel 2009 sarà ridotta, rispetto all’anno precedente, del 19,5 per cento. La spesa corrente aumenterà del 4,9 per cento. Negli anni successivi, il tasso di crescita della spesa corrente è pari all’1 per cento annuo, mentre la spesa in conto capitale continua a ridursi del 20 per cento nel 2010 e del 25 per cento nel 2011. Si registrano notevoli riduzioni della spesa per le seguenti missioni: relazioni finanziarie con le autonomie territoriali (-68,8 per cento nel 2009 per la spesa in conto capitale considerando tuttavia che parte della variazione è dovuta al venir meno dell’importo una tantum di 9 miliardi di euro presente sul bilancio 2008 per il ripiano dei disavanzi sanitari), agricoltura e politiche agroalimentari (circa il 24 per cento di parte corrente e 42,9 per la spesa in conto capitale per il 2009), istruzione scolastica (in conto capitale per il triennio con particolare attenzione al 2010 dove la riduzione è pari 82,5 per cento), politiche del lavoro (-57 per cento nel 2010 per la spesa in conto capitale), politiche economico-finanziarie e di bilancio (-95,6 per cento di spesa in conto capitale per il 2010). A tali dati si affiancano le percentuali di crescita delle infrastrutture pubbliche nel 2010 e gli interventi per lo sviluppo ed il riequilibrio territoriale. Per la missione della difesa si registra una riduzione marginale della spesa corrente nel 2010 e 2011 ed un aumento significativo nel 2010 della spesa in conto capitale pari al 13 per cento. Analogamente accade per la spesa corrente della missione relativa all’ordine pubblico sebbene si registri una riduzione del 25 per cento della spesa in conto capitale nel 2010.
        Questi dati forniscono, quindi, la cornice di una strategia più generale di ricomposizione e di riorganizzazione della spesa.
        Occorre riconoscere che si tratta di numeri che riflettono una fase difficile per il Paese, impegnato in un processo di consolidamento dei conti pubblici reso ancora più arduo dalla congiuntura sfavorevole e dal gravame del debito pregresso, ma che ci pone una sfida ambiziosa, quella di giungere al pareggio di bilancio, e ci chiede di esercitare la nostra azione per l’utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.

        Le modifiche apportate in Commissione. Gli emendamenti approvati in Commissione non recano modifiche sostanziali agli stanziamenti previsti, limitandosi spesso ad apportare mere correzioni di errori materiali. Si distinguono da questa categoria l’emendamento che ha accolto una specifica richiesta della Presidenza della Repubblica, finalizzata alla riduzione delle risorse finanziarie destinate a tale organo costituzionale, nonché il finanziamento di interventi in materia di istruzione. Quest’ultima modifica è strettamente correlata a quella apportata al disegno di legge finanziaria che prevede la distribuzione delle risorse finanziarie alle regioni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con quello per i rapporti con le regioni.
        Le dimensioni del bilancio. Il bilancio dello Stato, nell’ambito della contabilità pubblica, raccoglie gli stati di previsione delle entrate e delle spese relativi a tutti i Ministeri. Tra le spese figurano i trasferimenti agli altri organi dello Stato aventi autonomia contabile e finanziaria appartenenti al settore delle amministrazioni centrali, ossia ad organi amministrativi dello Stato e ad enti centrali la cui competenza si estende normalmente alla totalità del territorio nazionale. Nel bilancio dello Stato, ad esempio, non rientrano i bilanci delle amministrazioni locali e degli enti di previdenza ed assistenza sociale.

        Quanto pesa questo settore, l’unico sotto il diretto controllo del Parlamento, sul totale del deficit delle pubbliche amministrazioni?
        Da un punto di vista meramente contabile, utilizzando gli ultimi dati ISTAT per la notifica dell’indebitamento netto e del debito delle amministrazioni pubbliche secondo il Trattato di Maastricht, il peso delle amministrazioni centrali (aggregato più ampio di quello del bilancio dello Stato) sembrerebbe essere pari all’87 per cento del deficit complessivo di tutte le pubbliche amministrazioni.
        Tuttavia, quota parte delle spese che sono poste a carico del bilancio dello Stato non sono propriamente oggetto della decisione di bilancio. Si fa riferimento agli interessi sul debito che, in termini di decisione di spesa, rappresentano una componente esogena determinata dai tassi di interesse vigenti sul mercato e dallo stock di debito. Analogamente i trasferimenti agli altri enti pubblici non rappresentano propriamente spese finali ma riflettono il finanziamento di amministrazioni territoriali cui l’attuale sistema costituzionale riconosce ambiti di competenza esclusiva. Sarebbe opportuno che il bilancio esplicitasse questo tipo di analisi anche con riferimento alla spesa previdenziale per consentire al Parlamento di verificare meglio la coerenza delle previsioni di spesa iscritte nel bilancio dello Stato con quelle iscritte nel conto consolidato delle pubbliche amministrazioni (un’applicazione interessante alle entrate è contenuta nel Dossier di elementi di documentazione n. 9 del Servizio del bilancio).
        Quindi, rielaborando i dati ISTAT del conto dello Stato al fine di escludere gli interessi sul debito ed i trasferimenti ad altri enti pubblici (e conformemente a quanto stabilito dal regolamento CE n. 1500/2000 secondo cui il totale delle entrate include le voci produzioni di beni e servizi), il quadro cambia completamente. Si evidenzia che le uscite correnti del conto dello Stato rappresentano circa il 25 per cento del totale delle uscite correnti delle pubbliche amministrazioni. Così come le uscite in conto capitale dello Stato sono pari al 37,17 per cento delle uscite in conto capitale complessive. Dal lato delle entrate il conto dello Stato assorbe il 53,30 per cento delle entrate correnti complessive e solo il 7 per cento di quelle in conto capitale. Le restanti spese ed entrate sono afferenti agli altri enti pubblici, alle regioni, alle autonomie locali, alle università ed agli enti di previdenza.

        Sintesi. In conclusione, il bilancio per l’anno 2009 per certi versi si distingue dai precedenti e non solo per la riclassificazione del bilancio. Da questa prospettiva, il decreto-legge n. 112 del 2008 ha costituito una novità assoluta sotto due aspetti. L’anticipazione della manovra triennale a luglio ha attribuito al bilancio il compito di recepirne gli effetti sin dall’inizio della sessione di bilancio. Di più, il decreto-legge citato ha attribuito al bilancio stesso la possibilità di operare parte della manovra. Rispetto a tali elementi di novità, occorre registrare che, al momento, non è disponibile un supporto informativo che consenta di ricostruire distintamente, secondo la classificazione funzionale, gli effetti della manovra di luglio da quella operata durante la sessione di settembre-dicembre. Ciò ha quindi inficiato le potenzialità esplicative della classificazione funzionale del bilancio. Inoltre, poco o nulla dell’efficacia e dell’efficienza della spesa è possibile desumere dai dati presentati in bilancio. È noto che l’elaborazione di indicatori di performance rappresenta un processo che può essere organicamente svolto nell’ambito di un intervallo di tempo medio-lungo (la Francia ha impiegato 5 anni ad attuare la riforma della legge organica del bilancio), tuttavia è altrettanto vero che è proprio questo processo ad arricchire di significato la stessa riclassificazione funzionale del bilancio. La riclassificazione, isolata da una prospettiva di più ampio respiro, finirebbe per costituire una mera operazione contabile del vecchio bilancio.

Saia, relatore

 

 

PARERE

PARERE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI

 


(Estensore: deputato CERONI)

25 novembre 2008

        La Commissione,
            esaminati il disegno di legge S. 1209, approvato dalla Camera, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - (Legge finanziaria 2009)» ed il disegno di legge S. 1210, approvato dalla Camera, recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011», su cui la Commissione ha già espresso parere alla V Commissione della Camera;

            rilevato che la portata innovativa del quadro legislativo vigente del disegno di legge finanziaria risulta sensibilmente limitata rispetto al passato, in coerenza con quanto disposto dal decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, ai sensi del quale la legge finanziaria per l’anno 2009 può contenere esclusivamente disposizioni strettamente attinenti al suo contenuto tipico, con «l’esclusione di disposizioni finalizzate direttamente al sostegno o al rilancio dell’economia, nonché di carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico»;
            preso atto che, in ordine agli effetti sui saldi di finanza pubblica, le linee portanti della manovra di finanza pubblica 2009-2011 sono state definite con il menzionato decreto-legge n. 112 del 2008 e che, a legislazione vigente, il disegno di legge finanziaria in titolo non afferisce a specifici ambiti di materia di interesse della Commissione, ad esclusione delle previsioni di cui ai commi 41, 42 e 43 dell’articolo 2, relativi a modificazioni della disciplina del patto di stabilità interno ed al principio di ripartizione territoriale dell’incidenza delle utilizzazioni della dotazione complessiva del Fondo per le aree sottoutilizzate per una percentuale pari all’85 per cento in favore delle aree sottoutilizzate del Mezzogiorno ed al 15 per cento in favore delle aree sottoutilizzate del Centro-Nord;
            rilevato che, in ordine al disegno di legge recante il bilancio annuale di previsione dello Stato e il bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011, il predetto decreto-legge n. 112 del 2008 ha realizzato una manovra di stabilizzazione della finanza pubblica riferita al triennio 2009-2011, i cui effetti risultano già contabilizzati nel disegno di legge di bilancio a legislazione vigente per l’esercizio 2009 e nel bilancio pluriennale 2009-2011, apportando talune riduzioni delle dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di competenza dei Ministeri ad esclusione delle spese di carattere obbligatorio, comprese le regolazioni contabili con le regioni ed i trasferimenti a favore degli enti territoriali aventi natura obbligatoria;

        esprime


Parere favorevole

 

 

 

DISEGNO DI LEGGE N. 1209

DISEGNO DI LEGGE

DISEGNO DI LEGGE

Testo approvato dalla Camera dei deputati

Testo proposto dalla Commissione

—-

—-

Art. 1.

Art. 1.

(Risultati differenziali)

(Risultati differenziali)

    1. Per l’anno 2009, il livello massimo del saldo netto da finanziare è determinato in termini di competenza in 33.600 milioni di euro, al netto di 7.070 milioni di euro per regolazioni debitorie. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all’articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ivi compreso l’indebitamento all’estero per un importo complessivo non superiore a 4.000 milioni di euro relativo ad interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2009, è fissato, in termini di competenza, in 260.000 milioni di euro per l’anno finanziario 2009.

    Identico

    2. Per gli anni 2010 e 2011, il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della presente legge, è determinato, rispettivamente, in 19.800 milioni di euro e in 5.800 milioni di euro, al netto di 3.260 milioni di euro per l’anno 2010 e di 3.150 milioni di euro per l’anno 2011, per le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in 245.000 milioni di euro e in 225.000 milioni di euro. Per il bilancio programmatico degli anni 2010 e 2011, il livello massimo del saldo netto da finanziare è determinato, rispettivamente, in 16.500 milioni di euro e in 3.100 milioni di euro e il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in 235.000 milioni di euro e in 217.000 milioni di euro.

 

    3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e 2 si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o di ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.

 

    4. Le maggiori disponibilità di finanza pubblica che si realizzassero nell’anno 2009 rispetto alle previsioni del Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013, al fine di fronteggiare la diminuzione della domanda interna, sono destinate alla riduzione della pressione fiscale nei confronti delle famiglie con figli e dei percettori di reddito medio-basso, con priorità per i lavoratori dipendenti e i pensionati.

 

Art. 2.

Art. 2.

(Proroghe fiscali, misure per l’agricoltura e per l’autotrasporto, gestioni previdenziali, risorse destinate ai rinnovi contrattuali e ai miglioramenti retributivi per il personale statale in regime di diritto pubblico, ammortizzatori sociali e patto di stabilità interno)

(Proroghe fiscali, misure per l’agricoltura e per l’autotrasporto, gestioni previdenziali, risorse destinate ai rinnovi contrattuali e ai miglioramenti retributivi per il personale statale in regime di diritto pubblico, ammortizzatori sociali e patto di stabilità interno)

    1. All’articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, le parole da: «per il periodo d’imposta in corso al 1º gennaio 1998» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «l’aliquota è stabilita nella misura dell’1,9 per cento». Resta ferma l’applicazione di tale aliquota anche per il periodo d’imposta in corso al 1º gennaio 2008.

    1.  Identico.

    2. Per la salvaguardia dell’occupazione della gente di mare, i benefìci di cui agli articoli 4 e 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, e successive modificazioni, sono estesi, a decorrere dall’anno 2009 e nel limite dell’80 per cento, alle imprese che esercitano la pesca costiera, nonchè alle imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari.

    2.  Identico.

    3. Le disposizioni di cui al comma 103 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei limiti di spesa ivi indicati, si applicano anche alle somme versate nel periodo d’imposta 2008 ai fini della compensazione dei versamenti effettuati dal 1º gennaio 2009 al 31 dicembre 2009.

    3.  Identico.

    4. Le disposizioni di cui al comma 106 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei limiti di spesa ivi indicati, sono prorogate al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2008.

    4.  Identico.

    5. Per l’anno 2009, ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, spetta una detrazione dall’imposta lorda e fino a capienza della stessa nella misura del 19 per cento delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico, fino ad un importo massimo delle stesse di 500 euro, per l’autoaggiornamento e per la formazione.

    5.  Identico.

    6. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applicano anche per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 e per i periodi d’imposta successivi.

    6.  Identico.

    7. Il termine del 31 dicembre 2008, di cui al comma 309 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, concernente la detrazione delle spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, è prorogato al 31 dicembre 2009.

    7.  Identico.

    8. Il termine del 31 dicembre 2008, di cui al comma 173 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, concernente le agevolazioni tributarie per la formazione e l’arrotondamento della proprietà contadina, è prorogato al 31 dicembre 2009.

    8.  Identico.

    9. Il termine previsto dall’articolo 43, comma 3, della legge 1º agosto 2002, n. 166, prorogato, da ultimo, al 31 dicembre 2008 dall’articolo 19-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2009.

    9.  Identico.

    10. Gli atti relativi al riordino delle istituzioni in aziende di servizi o in persone giuridiche di diritto privato di cui al decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, effettuati nell’anno 2009, sono esenti dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali.

    10.  Identico.

    11. A decorrere dal 1º gennaio 2009 si applicano le disposizioni in materia di aliquota di accisa sul gas metano per combustione per uso industriale, di cui all’articolo 4 del decreto-legge 1º ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n. 418.

    11.  Identico.

    12. A decorrere dal 1º gennaio 2009 si applicano le disposizioni fiscali sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto impiegati in zone montane e in altri specifici territori nazionali di cui all’articolo 5 del decreto-legge 1º ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n. 418, nonchè le disposizioni in materia di agevolazione per le reti di teleriscaldamento alimentate con biomassa ovvero con energia geotermica, di cui all’articolo 6 del medesimo decreto-legge.

    12.  Identico.

    13. A decorrere dal 1º gennaio 2009 e fino al 31 dicembre 2009 si applicano le disposizioni in materia di accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto impiegati nelle frazioni parzialmente non metanizzate dei comuni ricadenti nella zona climatica E, di cui all’articolo 13, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

    13.  Identico.

    14. A decorrere dal 1º gennaio 2009 e fino al 31 dicembre 2009 si applicano le disposizioni in materia di accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra, di cui all’articolo 2, comma 4, della legge 24 dicembre 2003, n. 350; tali agevolazioni sono estese agli oli di origine vegetale utilizzati nelle medesime coltivazioni.

    14.  Identico.

    15. Ai commi 17, alinea, e 18 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «e 2010» sono sostituite dalle seguenti: «, 2010 e 2011»; nella lettera a) e nella lettera b) dello stesso comma 17, le parole: «dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «dicembre 2011» e, nella medesima lettera b), le parole: «giugno 2011» sono sostituite dalle seguenti: «giugno 2012».

    15.  Identico.

    16. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni contenute nei commi da 1 a 15, pari a 897,7 milioni di euro per l’anno 2009, a 562,8 milioni di euro per l’anno 2010 e a 438,4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2011, si provvede, quanto a 897,7 milioni di euro per l’anno 2009, a 500 milioni di euro per l’anno 2010 e a 438,4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2011, mediante corrispondente riduzione del fondo previsto dall’articolo 63, comma 8, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonchè, quanto a 62,8 milioni di euro per l’anno 2010, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all’ultimo periodo del comma 10 del citato articolo 63 del decreto-legge n. 112 del 2008.

    16.  Identico.

    17. Nel limite di spesa di complessivi 30 milioni di euro, sono rideterminati:

    17  Identico.

        a) la quota di indennità percepita nell’anno 2009 dai prestatori di lavoro addetti alla guida dipendenti delle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale effettuate nel medesimo anno, di cui al comma 5 dell’articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente, ferme restando le ulteriori disposizioni del medesimo comma 5;

 

        b) l’importo della deduzione forfetaria relativa a trasferte effettuate fuori del territorio comunale nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2009, previsto dall’articolo 95, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, al netto delle spese di viaggio e di trasporto.

 

    18. Nel limite di spesa di 30 milioni di euro, è fissata la percentuale delle somme percepite nell’anno 2009 relative alle prestazioni di lavoro straordinario di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, effettuate nel medesimo anno dai prestatori di lavoro addetti alla guida dipendenti delle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci, che non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi. Ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva di cui all’articolo 2 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, le somme di cui al periodo precedente rilevano nella loro interezza.

    18.  Identico.

    19. Per l’anno 2009, nel limite di spesa di 40 milioni di euro, è riconosciuto un credito d’imposta corrispondente a quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2009 per ciascun veicolo, di massa massima complessiva non inferiore a 7,5 tonnellate, posseduto e utilizzato per la predetta attività. La misura del credito d’imposta deve essere determinata in modo tale che, per i veicoli di massa massima complessiva superiore a 11,5 tonnellate, sia pari al doppio della misura del credito spettante per i veicoli di massa massima complessiva compresa tra 7,5 e 11,5 tonnellate. Il credito d’imposta è usufruibile in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, non è rimborsabile, non concorre alla formazione del valore della produzione netta di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, nè dell’imponibile agli effetti delle imposte sui redditi e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

    19.  Identico.

    20. Tenuto conto del numero degli aventi diritto e dei limiti di spesa indicati nei commi 17, 18 e 19, con provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate e, limitatamente a quanto previsto dal comma 18, di concerto con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sono stabiliti la quota di indennità non imponibile, gli importi della deduzione forfetaria, la percentuale delle somme per lavoro straordinario non imponibile e la misura del credito d’imposta, previsti dai medesimi commi, nonchè le eventuali disposizioni applicative necessarie per assicurare il rispetto dei limiti di spesa.

    20.  Identico.

    21. All’attuazione delle disposizioni contenute nei commi da 17 a 20 si provvede con le risorse dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa giacenti fuori della tesoreria statale, che a tale scopo, nei limiti della spesa autorizzata dai medesimi commi, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per gli importi di 90,5 milioni di euro nell’anno 2009 e di 9,5 milioni di euro nell’anno 2010.

    21.  Identico.

    22. L’adeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato, ai sensi rispettivamente dell’articolo 37, comma 3, lettera c), della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, e dell’articolo 59, comma 34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è stabilito per l’anno 2009:

    22.  Identico.

        a) in 750,95 milioni di euro in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori, nonchè in favore dell’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);

 

        b) in 185,55 milioni di euro in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui alla lettera a), della gestione esercenti attività commerciali e della gestione artigiani.

 

    23. Conseguentemente a quanto previsto dal comma 22, gli importi complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per l’anno 2009 in 17.817,76 milioni di euro per le gestioni di cui al comma 22, lettera a), e in 4.402,83 milioni di euro per le gestioni di cui al medesimo comma 22, lettera b).

    23.  Identico.

    24. I medesimi importi complessivi di cui ai commi 22 e 23 sono ripartiti tra le gestioni interessate con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento di cui al comma 22, lettera a), della somma di 880,93 milioni di euro attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni a completamento dell’integrale assunzione a carico dello Stato dell’onere relativo ai trattamenti pensionistici liquidati anteriormente al 1º gennaio 1989, nonchè al netto delle somme di 2,67 milioni di euro e di 62,01 milioni di euro di pertinenza, rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell’ENPALS.

    24.  Identico.

    25. In considerazione degli incrementi delle aliquote contributive di finanziamento relative alle gestioni previdenziali dei lavoratori dipendenti e autonomi, stabilite dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dalla legge 24 dicembre 2007, n. 247, non sono a carico della gestione di cui all’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, gli oneri derivanti dalle seguenti disposizioni:

    25.  Identico.

        a) articolo 1, comma 11, lettera a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

 

        b) articolo 1, comma 1167, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

 

        c) articolo 1, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2007, n. 247;

 

        d) articolo 1, commi 25, 26 e 27, della legge 24 dicembre 2007, n. 247;

 

        e) articolo 1, comma 71, della legge 24 dicembre 2007, n. 247;

 

        f) articolo 1, comma 200, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;

 

        g) articolo 19 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

 

    26. Nell’ambito del procedimento di riordino dei trasferimenti all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) previsto dal presente articolo, ai fini della rideterminazione del livello di finanziamento della gestione per l’erogazione delle pensioni, assegni e indennità agli invalidi civili, ciechi e sordomuti di cui all’articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112:

    26.  Identico.

        a) per l’esercizio 2007, in relazione ad un importo complessivo pari a 1.576 milioni di euro, sono utilizzate:

 

            1) le somme che risultano, sulla base del bilancio consuntivo dell’INPS per l’anno 2007, trasferite alla gestione di cui all’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, in eccedenza rispetto agli oneri per prestazioni e provvidenze varie, per un ammontare complessivo pari a 319 milioni di euro;

 

            2) le risorse trasferite all’INPS e accantonate presso la gestione di cui al numero 1), come risultanti dal bilancio consuntivo del predetto Istituto per l’anno 2007, per un ammontare complessivo di 155 milioni di euro, in quanto non utilizzate per i rispettivi scopi;

 

            3) parzialmente le risorse derivanti dai trasferimenti all’INPS di cui al comma 25, per un ammontare complessivo di 1.102 milioni di euro;

 

        b) per l’anno 2008, in relazione ad un importo complessivo di 2.146 milioni di euro, sono parzialmente utilizzate le risorse derivanti dai minori trasferimenti all’INPS di cui al comma 25;

 

        c) a decorrere dall’anno 2009, in relazione ad un importo complessivo di 1.800 milioni di euro annui, sono parzialmente utilizzate le risorse derivanti dai minori trasferimenti all’INPS di cui al comma 25.

 

    27. Per il biennio 2008-2009, in applicazione dell’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 3, comma 143, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono quantificati complessivamente in 1.560 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009.

    27.  Identico.

    28. Per il biennio 2008-2009, le risorse per i miglioramenti economici del rimanente personale statale in regime di diritto pubblico, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 3, comma 144, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono determinate complessivamente in 680 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009 con specifica destinazione, rispettivamente, di 586 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195.

    28.  Identico.

    29. Le somme di cui ai commi 27 e 28, comprensive degli oneri contributivi e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.

    29.  Identico.

    30. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2008-2009, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 3, comma 146, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonchè quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo. In sede di deliberazione degli atti di indirizzo previsti dall’articolo 47, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, i comitati di settore provvedono alla quantificazione delle relative risorse, attenendosi ai criteri ed ai parametri, anche metodologici, di determinazione degli oneri, previsti per il personale delle amministrazioni dello Stato di cui al comma 27 del presente articolo. A tal fine, i comitati di settore si avvalgono dei dati disponibili presso il Ministero dell’economia e delle finanze comunicati dalle rispettive amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei dati concernenti il personale dipendente.

    30.  Identico.

    31. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 27, 28 e 29 si provvede a valere sulle risorse di cui all’articolo 63, comma 10, primo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

    31.  Identico.

    32. A decorrere dall’anno 2009 il trattamento economico accessorio dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni è corrisposto in base alla qualità, produttività e capacità innovativa della prestazione lavorativa utilizzando anche le risorse finanziarie di cui all’articolo 61, comma 17, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

    32.  Identico.

    33. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e il Ministero dell’economia e delle finanze verificano periodicamente, con cadenza semestrale, il processo attuativo delle misure di riorganizzazione e di razionalizzazione delle spese di personale introdotte dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, allo scopo di riscontrare l’effettività della realizzazione dei relativi risparmi di spesa. Ove in sede di verifica venga riscontrato il conseguimento di economie aggiuntive rispetto a quelle già considerate ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica o comunque destinate a tale scopo in forza di una specifica prescrizione normativa, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definiti i limiti percentuali e le modalità di destinazione delle predette risorse aggiuntive al finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni indicate nel comma 5, o interessate all’applicazione del comma 2, dell’articolo 67 del citato decreto-legge n. 112 del 2008. La presente disposizione non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale.

    33.  Identico.

    34. Ai sensi e con le modalità di cui al comma 33, nel quadro delle generali compatibilità economico-finanziarie, può essere, altresì, devoluta al finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni ivi indicate una quota parte delle risorse eventualmente derivanti dai risparmi aggiuntivi rispetto a quelli già considerati ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica o comunque destinati a tale scopo in forza di una specifica disposizione normativa, realizzati per effetto di processi amministrativi di razionalizzazione e di riduzione dei costi di funzionamento dell’amministrazione, attivati in applicazione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

    34.  Identico.

    35. Dalla data di presentazione del disegno di legge finanziaria decorrono le trattative per il rinnovo dei contratti del personale di cui agli articoli 1, comma 2, e 3, commi 1, 1-bis e 1-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, per il periodo di riferimento previsto dalla normativa vigente. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria le somme previste possono essere erogate, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, salvo conguaglio all’atto della stipulazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro. In ogni caso a decorrere dal mese di aprile è erogata l’indennità di vacanza contrattuale. Per i rinnovi contrattuali del biennio economico 2008-2009, in relazione alle risorse previste, la presente disposizione si applica con riferimento al solo anno 2009, ferma restando l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per l’anno 2008. Per il personale delle amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dalle amministrazioni statali, i relativi oneri sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del predetto decreto legislativo n. 165 del 2001.

    35.  Identico.

    36. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e nel limite complessivo di spesa di 600 milioni di euro, per l’anno 2009, a carico del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, di seguito denominato «Fondo per l’occupazione», il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, può disporre, entro il 31 dicembre 2009, in deroga alla normativa vigente, la concessione, anche senza soluzione di continuità, di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale, nel caso di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali, anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, definiti con specifiche intese stipulate in sede istituzionale territoriale entro il 20 maggio 2009 e recepite con accordi in sede governativa entro il 15 giugno 2009. La dotazione di cui all’articolo 68, comma 4, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, come da ultimo rideterminata dall’articolo 1, comma 10, del decreto-legge 6 marzo 2006, n. 68, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2006, n. 127, è ridotta a euro 139.109.570 per l’anno 2009. Nell’ambito delle risorse preordinate allo scopo nel Fondo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, come rideterminato dall’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, è destinata, per l’anno 2009, la somma di 150 milioni di euro per le finalità di cui all’articolo 31, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226. Conseguentemente, per l’anno 2009 l’ammontare complessivo dei pagamenti a carico del predetto Fondo non può eccedere l’importo di 420 milioni di euro.

    36.  Identico.

    37. A decorrere dal 1º gennaio 2009, nel limite complessivo di spesa di 20 milioni di euro, a carico del Fondo per l’occupazione, che a tale fine è integrato del predetto importo a decorrere dall’anno 2009, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali può concedere, in deroga alla normativa vigente, sulla base di specifici accordi in sede governativa, intervenuti entro il 15 giugno 2009, che recepiscono le intese stipulate in sede territoriale e inviate al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali entro il 20 maggio 2009, i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, per la durata di ventiquattro mesi, e di mobilità al personale dipendente dalle società di gestione aeroportuale e dalle società da queste derivate. A decorrere dalla medesima data, le imprese del sistema aeroportuale sono tenute al pagamento dei contributi previsti dalla legislazione vigente in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità, ivi compreso quanto previsto all’articolo 7, commi 1, 2 e 3, della legge 23 luglio 1991, n. 223.

    37.  Identico.

    38. All’onere derivante dall’attuazione del comma 37, pari a 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica.

    38.  Identico.

    39. Al comma 658-bis dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, introdotto dall’articolo 7-bis del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, le parole «, a condizione che lo scostamento venga recuperato nell’anno 2008» sono soppresse.

    39.  Identico.

    40. All’articolo 1, comma 703, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

    40.  Identico.

        a) alla lettera a), le parole: «55 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «45 milioni di euro», le parole: «40 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «30 per cento» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo; «In caso di insufficienza del predetto importo, il contributo è proporzionalmente ridotto»;

 

        b) alla lettera b), le parole: «71 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «81 milioni di euro», le parole: «5 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «4,5 per cento» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso di insufficienza del predetto importo, il contributo è proporzionalmente ridotto».

 

    41. All’articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:

    41.  Identico.

        a) al comma 5, dopo le parole: «Il saldo finanziario» sono inserite le seguenti: «tra entrate finali e spese finali»;

 

        b) dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:

 

    «7-bis. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza. L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime risorse.

 

    7-ter. Le province e i comuni che beneficiano dell’esclusione di cui al comma 7-bis sono tenuti a presentare alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della protezione civile, entro il mese di gennaio dell’anno successivo, l’elenco delle spese escluse dal patto di stabilità interno, ripartite nella parte corrente e nella parte in conto capitale.»;

 

        c) il comma 8 è sostituito dal seguente:

 

    «8. Le risorse originate dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali nonché quelle derivanti dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società, qualora quotate in mercati regolamentati, e le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare non sono conteggiate nella base assunta a riferimento nel 2007 per l’individuazione degli obiettivi e dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno, se destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito.»;

 

        d) al comma 19, dopo le parole: «sono messe a disposizione» sono inserite le seguenti: «della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché»;

 

        e) al comma 20, alinea, primo periodo, le parole: «sono ridotti del 5 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «sono ridotti per un importo pari alla differenza, se positiva, tra il saldo programmatico e il saldo reale, e comunque per un importo non superiore al 5 per cento,»;

 

        f) dopo il comma 21 è inserito il seguente:

 

    «21-bis. In caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno per l’anno 2008 relativamente ai pagamenti concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le disposizioni di cui ai commi 20 e 21 del presente articolo non si applicano agli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilità interno nel triennio 2005-2007 e che hanno registrato nell’anno 2008 impegni per spesa corrente, al netto delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale, per un ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio 2005-2007».

 

    42. Dopo il comma 5 dell’articolo 77-ter del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono inseriti i seguenti:

    42.  Identico.

    «5-bis. A decorrere dall’anno 2008, le spese in conto capitale per interventi cofinanziati correlati ai finanziamenti dell’Unione europea, con esclusione delle quote di finanziamento statale e regionale, non sono computate nella base di calcolo e nei risultati del patto di stabilità interno delle regioni e delle province autonome.

 

    5-ter. Nei casi in cui l’Unione europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini dell’applicazione di quanto previsto dal comma 5-bis, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo all’anno in cui è comunicato il mancato riconoscimento. Ove la comunicazione sia effettuata nell’ultimo quadrimestre, il recupero può essere conseguito anche nell’anno successivo».

 

    43. Con apposita relazione annuale trasmessa alle Commissioni parlamentari permanenti competenti per i profili di carattere finanziario e alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base del costante monitoraggio delle modalità di utilizzo delle relative risorse finanziarie a cura del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), il Governo indica l’ammontare delle risorse finanziarie disponibili e di quelle utilizzate in forza di apposite delibere del CIPE ovvero di provvedimenti normativi che recano variazioni della dotazione complessiva del Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, specificando l’incidenza delle citate utilizzazioni rispetto al principio di ripartizione territoriale delle stesse secondo la seguente ripartizione: 85 per cento in favore delle aree sottoutilizzate del Mezzogiorno e 15 per cento in favore delle aree sottoutilizzate del Centro-Nord. In caso di adozione di disposizioni normative di iniziativa governativa con carattere di urgenza, le predette indicazioni sono rese in occasione della presentazione del relativo disegno di legge di conversione alle Camere. A tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sono adottate le disposizioni occorrenti per l’attuazione del presente comma.

    43.  Identico.

 

    44. L’obbligo del Governo di trasmettere la relazione annuale di cui al comma 43 sussiste anche con riferimento all’anno 2008.

 

    45. All’articolo 6, comma 7, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, dopo le parole: «regioni a statuto speciale» sono inserite le seguenti: «e le province autonome di Trento e di Bolzano», e le parole da: «Le modalità di erogazione» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «Le modalità di erogazione del predetto Fondo sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e le competenti Commissioni parlamentari. Il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie locali provvede a finanziare direttamente, in applicazione dei criteri stabiliti con il predetto decreto, i comuni interessati».

 

    46. Il Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale, di cui al comma 7 dell’articolo 6 del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, come integrato dall’articolo 2, comma 44, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è ulteriormente integrato di 22 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010 e di 27 milioni di euro per l’anno 2011.

 

    47. Fermo il rispetto delle prerogative regionali in materia di istruzione scolastica, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per i rapporti con le regioni e il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabiliti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per la distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie occorrenti alla realizzazione delle misure relative al programma di interventi in materia di istruzione.

 

    48. Le sanzioni di cui all’articolo 77-bis, commi 20 e 21, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non sono applicate agli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilità interno nel triennio 2005-2007 e che hanno registrato nell’anno 2008 impegni per spesa corrente, al netto delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale, per un ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio 2005-2007, in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno conseguente alle spese relative a nuovi interventi infrastrutturali, appositamente autorizzati con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza unificata, previa individuazione delle corrispondenti risorse finanziarie, anche ai fini della compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, anche a valere sulle risorse finanziarie autonomamente rese disponibili da ciascuna regione nell’ambito degli stanziamenti di pertinenza per interventi di sviluppo a carattere infrastrutturale. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalità di verifica dei risultati utili al patto di stabilità interno delle regioni e degli enti locali interessati dall’applicazione del presente comma per l’eventuale adozione dei conseguenti provvedimenti. Le Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario esprimono il proprio parere sullo schema di decreto di autorizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze entro venti giorni dalla trasmissione. Con decreto del Presidente della Repubblica da emanare, ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le disposizioni concernenti i criteri di selezione delle istanze degli enti territoriali ai sensi del presente comma nonché i termini e le modalità per l’invio delle istanze da parte degli interessati.

 

    49. All’articolo 1-bis del decreto-legge 25 settembre 2008, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 novembre 2008, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni:

 

        a) al comma 1, le parole da: «stabilita» fino a: «n. 101» sono soppresse;

 

        b) al comma 2, la parola: «contestualmente», le parole: «e sportiva», le parole: «all’articolo 1, comma 287, lettera a), della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, e» nonché le parole: «nei riguardi di soggetti» sono soppresse;

 

        c) al comma 3, le parole: «su base ippica ovvero su base sportiva» sono sostituite dalle seguenti: «o di prodotti di gioco pubblici»;

 

        d) al comma 6, dopo le parole: «n. 101» sono inserite le seguenti: «, l’articolo 6 degli schemi di convenzione per l’affidamento in concessione approvati con decreti del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato del 28 agosto 2006»;

 

        e) al comma 7, nel terzo periodo, le parole: «elevata al 12,70» sono sostituite dalle seguenti: «elevata al 13,40», dopo le parole: «sono assegnate all’UNIRE» sono inserite le seguenti: «, nella misura del 50 per cento,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e per il restante 50 per cento sono assegnate al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI)».

 

    50. All’articolo 4-bis, comma 2, del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, le parole: «e comunque non oltre il 31 gennaio 2009» sono sostituite dalle seguenti: «previo esperimento delle necessarie procedure di gara ad evidenza pubblica e comunque non oltre il 31 marzo 2009».

 

Art. 2-bis.

 

(Ulteriori norme in tema di tutela
della finanza pubblica)

 

    1. L’articolo 62 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è sostituito dal seguente:

 

    «Art. 62. - (Contenimento dell’uso degli strumenti derivati e dell’indebitamento delle regioni e degli enti locali). – 1. Le norme del presente articolo costituiscono princìpi fondamentali per il coordinamento della finanza pubblica e hanno il fine di assicurare la tutela dell’unità economica della Repubblica ai sensi degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma, 119, secondo comma, e 120 della Costituzione. Le disposizioni del presente articolo costituiscono altresì norme di applicazione necessaria.

 

    2. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano e agli enti locali è fatto divieto di emettere titoli obbligazionari o altre passività che prevedano il rimborso del capitale in un’unica soluzione alla scadenza. Per tali enti, la durata di una singola operazione di indebitamento, anche se consistente nella rinegoziazione di una passività esistente, non può essere superiore a trenta né inferiore a cinque anni.

 

    3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa, con uno o più regolamenti da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, d’intesa, per i profili d’interesse regionale, con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, individua la tipologia dei contratti relativi agli strumenti finanziari derivati previsti all’articolo 1, comma 3, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che gli enti di cui al comma 2 possono concludere, e indica le componenti derivate, implicite o esplicite, che gli stessi enti hanno facoltà di prevedere nei contratti di finanziamento. Al fine di assicurare la massima trasparenza dei contratti relativi agli strumenti finanziari derivati nonché delle clausole relative alle predette componenti derivate, il medesimo regolamento individua altresì le informazioni, rese in lingua italiana, che gli stessi devono contenere.

 

    4. Ai fini della conclusione di un contratto relativo a strumenti finanziari derivati o di un contratto di finanziamento che include una componente derivata, il soggetto competente alla sottoscrizione del contratto per l’ente pubblico attesta per iscritto di avere preso conoscenza dei rischi e delle caratteristiche dei medesimi.

 

    5. Il contratto relativo a strumenti finanziari derivati o il contratto di finanziamento che include una componente derivata, stipulato dagli enti di cui al comma 2 in violazione delle disposizioni previste dal regolamento emanato in attuazione del comma 3 o privo dell’attestazione di cui al comma 4, è nullo. La nullità può essere fatta valere solo dall’ente.

 

    6. Agli enti di cui al comma 2 è fatto divieto di stipulare, fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3, e comunque per il periodo minimo di un anno decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto, contratti relativi agli strumenti finanziari derivati. Resta ferma la possibilità di ristrutturare il contratto derivato a seguito di modifica della passività alla quale il medesimo contratto derivato è riferito, con la finalità di mantenere la corrispondenza tra la passività rinegoziata e la collegata operazione di copertura.

 

    7. Fermo restando quanto previsto in termini di comunicazione ai sensi e per gli effetti dell’articolo 41, commi 2-bis e 2-ter, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il Ministero dell’economia e delle finanze trasmette altresì mensilmente alla Corte dei conti copia della documentazione ricevuta in relazione ai contratti stipulati di cui al comma 3.

 

    8. Gli enti di cui al comma 2 allegano al bilancio di previsione e al bilancio consuntivo una nota informativa che evidenzi gli oneri e gli impegni finanziari, rispettivamente stimati e sostenuti, derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di finanziamento che includono una componente derivata.

 

    9. All’articolo 3, comma 17, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, dopo le parole: “cessioni di crediti vantati verso altre amministrazioni pubbliche“ sono aggiunte le seguenti: “nonché, sulla base dei criteri definiti in sede europea dall’Ufficio statistico delle Comunità europee (EUROSTAT), l’eventuale premio incassato al momento del perfezionamento delle operazioni derivate“.

 

    10. Sono abrogati l’articolo 41, comma 2, primo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonché l’articolo 1, commi 381, 382, 383 e 384, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Le disposizioni relative all’utilizzo degli strumenti derivati da parte degli enti territoriali emanate in attuazione dell’articolo 41, comma 1, ultimo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono abrogate dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma  3.

 

    11. Restano salve tutte le disposizioni in materia di indebitamento delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali che non siano in contrasto con le disposizioni del presente articolo».

Art. 3.

Art. 3.

(Fondi e tabelle. Entrata in vigore)

(Fondi e tabelle. Entrata in vigore)

    1. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all’articolo 11-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 6 della legge 23 agosto 1988, n. 362, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2009-2011, restano determinati, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, nelle misure indicate nelle Tabelle A e B allegate alla presente legge, rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.

    1.  Identico.
    (Per le modifiche alle Tabelle A e B, si vedano le pagg. da 39 a 45)

    2. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione del bilancio 2009 e del triennio 2009-2011, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge.

    2.  Identico.
    (Per le modifiche alla Tabella C, si vedano le pagg. da 47 a 50)

    3. Ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituita dall’articolo 2, comma 16, della legge 25 giugno 1999, n. 208, gli stanziamenti di spesa per il rifinanziamento di norme che prevedono interventi di sostegno dell’economia classificati tra le spese in conto capitale restano determinati, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, nelle misure indicate nella Tabella D allegata alla presente legge.

    3.  Identico.

    4. Ai termini dell’articolo 11, comma 3, lettera e), della legge 5 agosto 1978, n. 468, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi indicate nella Tabella E allegata alla presente legge sono ridotte degli importi determinati nella medesima Tabella.

    4.  Identico.

    5. Gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale restano determinati, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, nelle misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge.

    5.  Identico.
    (Per le modifiche alla Tabella F, si vedano le pagg. da 51 a 53)

    6. A valere sulle autorizzazioni di spesa in conto capitale recate da leggi a carattere pluriennale, riportate nella Tabella di cui al comma 5, le amministrazioni e gli enti pubblici possono assumere impegni nell’anno 2009, a carico di esercizi futuri, nei limiti massimi di impegnabilità indicati per ciascuna disposizione legislativa in apposita colonna della stessa Tabella, ivi compresi gli impegni già assunti nei precedenti esercizi a valere sulle autorizzazioni medesime.

    6.  Identico.

    7. La presente legge entra in vigore il 1º gennaio 2009.

    7.  Identico.

 

Segue prospetto di copertura in formato PDF (36 Kb)

Segue prospetto di copertura in formato PDF (31 Kb)

Segue testo proposto dalla Commissione per le tabelle A, B, C, D, E ed F in formato PDF (59 Kb)

Seguono tabelle A, B, C, D, E ed F - Testo approvato della Camera dei deputati in formato PDF (218 Kb)

DISEGNO DI LEGGE N. 1210

DISEGNO DI LEGGE

DISEGNO DI LEGGE

Testo approvato dalla Camera dei deputati

Testo proposto dalla Commissione

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Art. 1.

Art. 1.

(Stato di previsione
dell’entrata e disposizioni relative)

(Stato di previsione
dell’entrata e disposizioni relative)

    1. L’ammontare delle entrate previste per l’anno finanziario 2009, relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altro provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, in virtù di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta dall’annesso stato di previsione dell’entrata (Tabella n. 1).

    Identico

Art. 2.

Art. 2.

(Stato di previsione
del Ministero dell’economia e delle finanze
e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero dell’economia e delle finanze
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 2). Per l’anno 2009 è confermata la competenza gestionale degli Uffici a cui afferiscono gli stanziamenti concernenti la gestione transitoria delle spese già attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri; le competenze relative all’attività di controllo della predetta gestione sono esercitate dall’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero dell’economia e delle finanze.

    1.  Identico.
    (Per le modifiche apportate alla Tabella n.  2, si vedano le pagg. da 241 a 243)

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, nell’ambito della missione «fondi da ripartire», programma «fondi da assegnare». Il Ministro dell’economia e delle finanze è, altresì, autorizzato ad apportare, con propri decreti, ai bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le ripartizioni di cui al presente comma.

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, nell’ambito della missione «fondi da ripartire», programma «fondi da assegnare» nonché nell’ambito della missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia», programma «protezione sociale per particolari categorie». Il Ministro dell’economia e delle finanze è, altresì, autorizzato ad apportare, con propri decreti, ai bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le ripartizioni di cui al presente comma.

    3. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, è stabilito in 23.000 milioni di euro.

    3.  Identico.

    4. I limiti di cui all’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE Spa – Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati per l’anno finanziario 2009, rispettivamente, in 5.000 milioni di euro per le garanzie di durata sino a ventiquattro mesi e in 12.000 milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro mesi.

    4.  Identico.

    5. La SACE Spa è altresì autorizzata, per l’anno finanziario 2009, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente alle attività di cui all’articolo 11-quinquies, comma 4, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 4 del presente articolo.

    5.  Identico.

    6. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento ad altre unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009 delle somme iscritte, per competenza e cassa, nell’unità previsionale di base «oneri del debito pubblico» del programma «oneri per il servizio del debito statale», nell’ambito della missione «debito pubblico» del medesimo stato di previsione, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di ricorso al mercato.

    6.  Identico.

    7. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 9-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, inseriti nelle unità previsionali di base «oneri comuni di parte corrente» e «oneri comuni di conto capitale» del programma «fondi di riserva e speciali», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, sono stabiliti, rispettivamente, in 900 milioni di euro, 1.600 milioni di euro, 900 milioni di euro, 410 milioni di euro e 15.000 milioni di euro.

    7.  Identico.

    8. Per gli effetti di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese obbligatorie e d’ordine quelle descritte nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

    8.  Identico.
    (Per le modifiche apportate all’elenco n.  1, si veda pag. 244)

    9. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare in applicazione del disposto dell’articolo 12, commi primo e secondo, della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono iscritte, nell’ambito delle pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, le spese descritte, rispettivamente, negli elenchi nn. 2 e 3, annessi allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

    9.  Identico.

    10. Le spese per le quali può esercitarsi la facoltà prevista dall’articolo 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono indicate nell’elenco n. 4, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

    10.  Identico.

    11. Gli importi di compensazione monetaria riscossi negli scambi fra gli Stati membri dell’Unione europea sono versati nell’ambito dell’unità previsionale di base «Accisa e imposta erariale su altri prodotti» (Entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo) dello stato di previsione dell’entrata. Corrispondentemente la spesa per contributi da corrispondere all’Unione europea in applicazione del regime delle «risorse proprie» (decisione 70/243/CECA, CEE, Euratom del Consiglio, del 21 aprile 1970) nonché per importi di compensazione monetaria è imputata nell’unità previsionale di base «interventi» del programma «partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE», nell’ambito della missione «l’Italia in Europa e nel mondo» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, sul conto di tesoreria denominato: «Ministero del tesoro – FEOGA, Sezione garanzia».

    11. Gli importi di compensazione monetaria riscossi negli scambi fra gli Stati membri dell’Unione europea sono versati nell’ambito dell’unità previsionale di base «Accisa e imposta erariale su altri prodotti» (Entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo) dello stato di previsione dell’entrata. Corrispondentemente la spesa per contributi da corrispondere all’Unione europea in applicazione del regime delle «risorse proprie» (decisione 2000/597/CE, Euratom del Consiglio, del 29 settembre 2000, e decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007) nonché per importi di compensazione monetaria è imputata nell’unità previsionale di base «interventi» del programma «partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE», nell’ambito della missione «l’Italia in Europa e nel mondo» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, sul conto di tesoreria denominato: «Ministero del tesoro – FEOGA, Sezione garanzia».

    12. Gli importi di compensazione monetaria accertati nei mesi di novembre e dicembre 2008 sono riferiti alla competenza dell’anno 2009 ai fini della correlativa spesa da imputare nell’ambito dell’unità previsionale di base di cui al comma 11 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

    12.  Identico.

    13. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, nelle pertinenti unità previsionali di base relative ai seguenti fondi da ripartire, non utilizzate al termine dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo: Fondo da ripartire per l’attuazione dei contratti e Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle eventuali assunzioni di personale a tempo indeterminato per le Amministrazioni dello Stato da autorizzare in deroga al divieto di assunzione; Fondo occorrente per l’attuazione dell’ordinamento regionale delle regioni a statuto speciale, Fondo da ripartire per il funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire tra le pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei residui dei predetti Fondi.

    13.  Identico.

    14. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, l’utilizzazione dello stanziamento concernente l’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche di pertinenza dello Stato, di cui all’unità previsionale di base «interventi» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, è stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla richiesta di parere alle competenti Commissioni parlamentari. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

    14.  Identico.

    15. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all’unità previsionale di base «rimborso del debito pubblico» del programma «rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione «debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate ad alimentare il fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

    15.  Identico.

    16. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilità sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all’unità previsionale di base «interventi» del programma «programmazione sanitaria e livelli essenziali di assistenza», nell’ambito della missione «tutela della salute» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

    16. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilità sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all’unità previsionale di base «interventi» del programma «concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria», nell’ambito della missione «relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

    17. Le somme dovute dagli istituti di credito ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono versate nell’ambito dell’unità previsionale di base «Restituzioni, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (altre entrate) dello stato di previsione dell’entrata (cap. 3689), per essere correlativamente iscritte, in termini di competenza e cassa, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nell’unità previsionale di base «oneri comuni» del programma «sostegno all’editoria», nell’ambito della missione «comunicazioni» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

    17. Le somme dovute dagli istituti di credito ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono versate nell’ambito dell’unità previsionale di base «Restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (altre entrate) dello stato di previsione dell’entrata (cap. 3689), per essere correlativamente iscritte, in termini di competenza e cassa, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nell’unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «sostegno all’editoria», nell’ambito della missione «comunicazioni» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

    18. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nell’unità previsionale di base «oneri comuni» del programma «promozione dei diritti e delle pari opportunità», nell’ambito della missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per contributi destinati dall’Unione europea alle attività poste in essere dalla Commissione nazionale per le pari opportunità tra uomo e donna in accordo con l’Unione europea.

    18. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nell’unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «promozione dei diritti e delle pari opportunità», nell’ambito della missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per contributi destinati dall’Unione europea alle attività poste in essere dalla Commissione nazionale per le pari opportunità tra uomo e donna in accordo con l’Unione europea.

    19. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche, amministrative e del Parlamento europeo e per l’attuazione dei referendum dall’unità previsionale di base «oneri comuni» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, alle competenti unità previsionali di base degli stati di previsione del medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e dei Ministeri della giustizia, degli affari esteri e dell’interno per lo stesso anno finanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenze spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi agli estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennità e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad altre esigenze derivanti dall’effettuazione delle predette consultazioni elettorali.

    19. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche, amministrative e del Parlamento europeo e per l’attuazione dei referendum dall’unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, alle competenti unità previsionali di base degli stati di previsione del medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e dei Ministeri della giustizia, degli affari esteri e dell’interno per lo stesso anno finanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenze spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi agli estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennità e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad altre esigenze derivanti dall’effettuazione delle predette consultazioni elettorali.

    20. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, a trasferire, per l’anno 2009, alle unità previsionali di base del titolo III (Rimborso di passività finanziarie) degli stati di previsione delle amministrazioni interessate le somme iscritte, per competenza e cassa, nell’ambito dell’unità previsionale di base «rimborso del debito pubblico» del programma «rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione «debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di rimborso anticipato o di rinegoziazione dei mutui con onere a totale o parziale carico dello Stato.

    20.  Identico.

    21. Nell’elenco n. 7, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, sono indicate le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2009, prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all’articolo 9, comma 4, della legge 1º dicembre 1986, n. 831, iscritto nell’unità previsionale di base «funzionamento» del programma «prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali», nell’ambito della missione «politiche economico-finanziarie e di bilancio», nonché del programma «concorso della Guardia di finanza alla sicurezza pubblica», nell’ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza», del medesimo stato di previsione.

    21.  Identico.

    22. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo della guardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, da mantenere in servizio nell’anno 2009, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 21, è stabilito in 50 unità.

    22.  Identico.

    23. Per l’anno 2009, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è autorizzata ad accertare e riscuotere le entrate nonché a impegnare e a pagare le spese in conformità agli stati di previsione annessi a quello del Ministero dell’economia e delle finanze (Appendice n. 1).

    23.  Identico.

    24. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e cassa, tra l’unità previsionale di base relativa al «Fondo sanitario nazionale» e l’unità previsionale di base relativa al «Federalismo fiscale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione alle deliberazioni annuali del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ai sensi dell’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

    24.  Identico.

    25. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per trasferire alla pertinente unità previsionale di base dello stato di previsione del predetto Ministero i fondi per il funzionamento delle Commissioni che gestiscono il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), istituito in attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204.

    25.  Identico.

    26. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad assegnare alle pertinenti unità previsionali di base, anche di nuova istituzione, le somme iscritte nell’ambito dell’unità previsionale di base «interventi» del programma «incentivi alle imprese», nell’ambito della missione «competitività e sviluppo delle imprese» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini dell’utilizzazione dei fondi relativi al rimborso degli oneri di servizio pubblico sostenuti dalle imprese pubbliche, rispettivamente disciplinati dai contratti di servizio e di programma stipulati con le amministrazioni pubbliche nonché per agevolazioni concesse in applicazione di specifiche disposizioni legislative.

    26.  Identico.

    27. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle variazioni di bilancio, anche mediante riassegnazione di fondi, occorrenti in relazione alla trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni, prevista dall’articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni.

    27.  Identico.

    28. Le somme iscritte nel programma «Presidenza del Consiglio dei Ministri» nell’ambito della missione «organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei Ministri» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2009, destinate alla costituzione di unità tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, possono essere versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, in applicazione dell’articolo 1, comma 7, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

    28.  Identico.

    29. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, in termini di residui, competenza e cassa, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per l’attuazione dell’articolo 127 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.

    29.  Identico.

Art. 3.

Art. 3.

(Stato di previsione
del Ministero dello sviluppo economico
e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero dello sviluppo economico
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 3).

    1.  Identico.

    2. Gli importi dei versamenti effettuati con imputazione all’unità previsionale di base «restituzioni, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (restituzione di finanziamenti) e «altre entrate in conto capitale» (rimborso di anticipazioni e riscossione di crediti) dello stato di previsione dell’entrata sono correlativamente iscritti in termini di competenza e di cassa, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nei seguenti fondi iscritti nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico: Fondo per la competitività e lo sviluppo; Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese; Fondo rotativo per le imprese.

    2. Gli importi dei versamenti effettuati con imputazione alle unità previsionali di base «restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (restituzione di finanziamenti) e «altre entrate in conto capitale» (rimborso di anticipazioni e riscossione di crediti) dello stato di previsione dell’entrata sono correlativamente iscritti in termini di competenza e di cassa, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nei seguenti fondi iscritti nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico: Fondo per la competitività e lo sviluppo; Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese; Fondo rotativo per le imprese.

    3. Per l’attuazione dell’articolo 8 della legge 5 marzo 1990, n. 46, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, le occorrenti variazioni all’entrata del bilancio dello Stato e allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2009.

    3.  Identico.

    4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2009 delle somme affluite all’entrata in relazione alle spese da sostenere per l’attuazione delle disposizioni del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, relative ai periti assicurativi.

    4.  Identico.

    5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla riassegnazione nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2009 delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato in relazione all’articolo 2, comma 3, della legge 28 dicembre 1991, n. 421, nonché all’articolo 9, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

    5.  Identico.

    6. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni legislative di cui all’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410, convertito dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi urgenti a sostegno dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica, resesi disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, ai fini di cui al citato articolo 1 del decreto-legge n. 410 del 1993.

    6.  Identico.

    7. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2009 nell’ambito della missione «fondi da ripartire», programma «fondi da assegnare». Il Ministro dell’economia e delle finanze è, altresì, autorizzato ad apportare, con propri decreti, ai bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le ripartizioni di cui al presente comma.

    7.  Identico.

    8. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2009 relative al Fondo da ripartire per interventi per le aree sottoutilizzate, disponibili al termine dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire tra le pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei residui del predetto Fondo.

    8.  Identico.

    9. Ferma restando la disposizione di cui all’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, le variazioni di bilancio in termini di residui, competenza e cassa, conseguenti alla ripartizione tra le amministrazioni interessate del fondo iscritto nell’unità previsionale di base «investimenti» del programma «politiche per il miglioramento delle strutture istituzionali territoriali che partecipano ai processi di coesione e di sviluppo», nell’ambito della missione «sviluppo e riequilibrio territoriale» dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, in relazione alle disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 2 maggio 1990, n. 102, e successive modificazioni.

    9. Ferma restando la disposizione di cui all’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, le variazioni di bilancio in termini di residui, competenza e cassa, conseguenti alla ripartizione tra le amministrazioni interessate del fondo iscritto nell’unità previsionale di base «investimenti» del programma «politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate», nell’ambito della missione «sviluppo e riequilibrio territoriale» dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, in relazione alle disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 2 maggio 1990, n. 102, e successive modificazioni.

Art. 4.

Art. 4.

(Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
e disposizioni relative)

(Stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 4).

    1.  Identico.

    2. Alle spese di cui al capitolo 4310 dell’unità previsionale di base «interventi» del programma «prevenzione, assistenza, indirizzo e coordinamento internazionale in materia sanitaria umana», nell’ambito della missione «tutela della salute» dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali si applicano, per l’anno finanziario 2009, le disposizioni contenute nel secondo comma dell’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

    2.  Identico.

    3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate in entrata dalle Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi sanitari per il funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie alla pertinente unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2009.

    3.  Identico.

    4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, tra le pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2009 i fondi per il finanziamento delle attività di ricerca e sperimentazione dell’unità previsionale di base «interventi» del programma «ricerca per il settore della sanità pubblica e zooprofilattico», nell’ambito della missione «ricerca e innovazione» dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in relazione a quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

    4.  Identico.

    5. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 4-bis del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 27, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta dei Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’interno e della difesa, tra le pertinenti unità previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’interno e della difesa il «Fondo da ripartire per la realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle condizioni sanitarie dei cittadini italiani impegnati nell’area Bosnia-Erzegovina e Kosovo, nonché per il controllo delle sostanze alimentari importate dalla predetta area» dell’unità previsionale di base «oneri comuni» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2009.

    5. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 4-bis del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 27, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta dei Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’interno e della difesa, tra le pertinenti unità previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’interno e della difesa il «Fondo da ripartire per la realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle condizioni sanitarie dei cittadini italiani impegnati nell’area Bosnia-Erzegovina e Kosovo, nonché per il controllo delle sostanze alimentari importate dalla predetta area» dell’unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2009.

    6. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alle variazioni di bilancio tra le pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2009, occorrenti per l’attuazione delle norme contenute nell’articolo 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni.

    6.  Identico.

Art. 5.

Art. 5.

(Stato di previsione
del Ministero della giustizia
e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero della giustizia
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero della giustizia, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 5).

    1.  Identico.
    (Per le modifiche apportate alla Tabella n.  5, si veda pag. 245)

    2. Le entrate e le spese degli Archivi notarili, per l’anno finanziario 2009, sono stabilite in conformità agli stati di previsione annessi a quello del Ministero della giustizia (Appendice n. 1).

    2.  Identico.

    3. Per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, è utilizzato lo stanziamento dell’unità previsionale di base «oneri comuni» del programma «giustizia civile e penale», nell’ambito della missione «giustizia» dello stato di previsione della spesa degli Archivi notarili. I prelevamenti da detta unità previsionale di base, nonché le iscrizioni delle somme prelevate nelle competenti unità previsionali di base, sono disposti con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro della giustizia. Tali decreti sono comunicati al Parlamento in allegato al conto consuntivo degli Archivi stessi.

    3. Per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, è utilizzato lo stanziamento dell’unità previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma «giustizia civile e penale», nell’ambito della missione «giustizia» dello stato di previsione della spesa degli Archivi notarili. I prelevamenti da detta unità previsionale di base, nonché le iscrizioni delle somme prelevate nelle competenti unità previsionali di base, sono disposti con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro della giustizia. Tali decreti sono comunicati al Parlamento in allegato al conto consuntivo degli Archivi stessi.

    4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri enti pubblici e privati all’entrata del bilancio dello Stato, in termini di competenza e di cassa, relativamente alle spese per il mantenimento, per l’assistenza e per la rieducazione dei detenuti e internati, nonché per le attività sportive del personale del Corpo di polizia penitenziaria e dei detenuti e internati, nell’ambito delle unità previsionali di base «funzionamento» e «interventi» del programma «amministrazione penitenziaria» e «funzionamento» e «interventi» del programma «giustizia minorile», nell’ambito della missione «giustizia» dello stato di previsione del Ministero della giustizia per l’anno finanziario 2009.

    4.  Identico.

Art. 6.

Art. 6.

(Stato di previsione
del Ministero degli affari esteri
e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero degli affari esteri
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero degli affari esteri, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 6).

    1.  Identico.
    (Per le modifiche apportate alla Tabella n.  6, si veda pag. 246)

    2. È approvato, in termini di competenza e di cassa, il bilancio dell’Istituto agronomico per l’Oltremare, per l’anno finanziario 2009, annesso allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri (Appendice n. 1).

    2.  Identico.

    3. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per contributi versati da Paesi esteri in applicazione della direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme stesse alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri per l’anno finanziario 2009, perché siano utilizzate per gli scopi per cui tali somme sono state versate.

    3.  Identico.

    4. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio dell’Istituto agronomico per l’Oltremare, per anticipazioni e rimborsi di spese per conto di terzi, nonché di organismi internazionali o della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni all’entrata e alla spesa del suddetto bilancio per l’anno finanziario 2009.

    4.  Identico.

    5. Il Ministero degli affari esteri è autorizzato ad effettuare, previe intese con il Ministero dell’economia e delle finanze, operazioni in valuta estera non convertibile pari alle disponibilità esistenti nei conti correnti valuta tesoro costituiti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi dell’articolo 5 della legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni, e che risultino intrasferibili per effetto di norme o disposizioni locali. Il relativo controvalore in euro è acquisito all’entrata del bilancio dello Stato ed è contestualmente iscritto, sulla base delle indicazioni del Ministero degli affari esteri, nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero medesimo per l’anno finanziario 2009, per l’effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento e mantenimento delle sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle scuole italiane all’estero. Il Ministero degli affari esteri è altresì autorizzato ad effettuare, con le medesime modalità, operazioni in valuta estera pari alle disponibilità esistenti nei conti correnti valuta tesoro in valute inconvertibili o intrasferibili individuate, ai fini delle presenti operazioni, dal Dipartimento del tesoro su richiesta della competente Direzione generale del Ministero degli affari esteri.

    5.  Identico.

    6. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, su proposta del Ministro degli affari esteri, variazioni compensative in termini di competenza e cassa tra i capitoli allocati nelle unità previsionali di base «funzionamento» e «interventi» del programma «cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali», nell’ambito della missione «l’Italia in Europa e nel mondo» dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, relativamente agli stanziamenti per l’aiuto pubblico allo sviluppo determinati nella Tabella C allegata alla legge finanziaria. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 15, comma 9, primo periodo, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni.

    6.  Identico.

Art. 7.

Art. 7.

(Stato di previsione
del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 7).

    1.  Identico.
    (Per le modifiche apportate alla Tabella n.  7, si veda pag. 247)

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, i fondi per oneri di personale e per l’operatività scolastica iscritti nelle unità previsionali di base «oneri comuni» e «investimenti» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, i fondi per oneri di personale e per l’operatività scolastica iscritti nelle unità previsionali di base «oneri comuni di parte corrente» e «investimenti» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

    3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di bilancio, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli relativi al «Fondo per le competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato» e i capitoli relativi al «Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche», iscritti nelle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

    3.  Identico.

        4. L’assegnazione autorizzata a favore del Consiglio nazionale delle ricerche, per l’anno finanziario 2009, è comprensiva delle somme per il finanziamento degli oneri destinati alla realizzazione dei programmi finalizzati già approvati dal CIPE nonché della somma, determinata nella misura massima di 2.582.284 euro, a favore dell’Istituto di biologia cellulare per attività internazionale afferente all’area di Monterotondo.

    4.  Identico.

    5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato in relazione all’articolo 9 del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421, alla pertinente unità previsionale di base relativa alla ricerca scientifica dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

    5.  Identico.

    6. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, tra lo stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e gli stati di previsione dei Ministeri interessati in relazione al trasferimento di fondi riguardanti il finanziamento di progetti per la ricerca.

    6.  Identico.

Art. 8.

Art. 8.

(Stato di previsione
del Ministero dell’interno
e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero dell’interno
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’interno, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 8).

    1.  Identico.

    2. Le somme versate dal CONI nell’ambito dell’unità previsionale di base «Restituzioni, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (altre entrate) dello stato di previsione dell’entrata per l’anno 2009 sono riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, per le spese relative all’educazione fisica, all’attività sportiva e alla costruzione, completamento e adattamento di infrastrutture sportive concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle unità previsionali di base «funzionamento» del programma «organizzazione e gestione del sistema nazionale di difesa civile» e «investimenti» del programma «prevenzione dal rischio e soccorso pubblico», nell’ambito della missione «soccorso civile» dello stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2009.

    2. Le somme versate dal CONI nell’ambito dell’unità previsionale di base «Restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari» (altre entrate) dello stato di previsione dell’entrata per l’anno 2009 sono riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, per le spese relative all’educazione fisica, all’attività sportiva e alla costruzione, completamento e adattamento di infrastrutture sportive concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle unità previsionali di base «funzionamento» del programma «organizzazione e gestione del sistema nazionale di difesa civile» e «investimenti» del programma «prevenzione dal rischio e soccorso pubblico», nell’ambito della missione «soccorso civile» dello stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2009.

    3. Nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’interno, sono indicate le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2009, prelevamenti dal fondo a disposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all’articolo 1 della legge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nell’unità previsionale di base «funzionamento» del programma «pianificazione e coordinamento Forze di polizia» nell’ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza».

    3.  Identico.

    4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno, occorrenti per l’attuazione delle disposizioni recate dall’articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, dall’articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, e dall’articolo 8, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti locali.

    4.  Identico.

    5. In relazione all’articolo 1, comma 1328, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al fine di ridurre il costo a carico dello Stato del servizio antincendi negli aeroporti, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a riassegnare, con propri decreti, allo stato di previsione del Ministero dell’interno le somme versate all’entrata del bilancio dello Stato in applicazione delle disposizioni di cui al citato comma 1328 dell’articolo 1 della predetta legge n. 296 del 2006.

    5.  Identico.

    6. Sono autorizzati l’accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate del Fondo edifici di culto, nonché l’impegno e il pagamento delle spese, relative all’anno finanziario 2009, in conformità agli stati di previsione annessi a quello del Ministero dell’interno (Appendice n. 1).

    6.  Identico.

    7. Per gli effetti di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese obbligatorie e d’ordine del bilancio del Fondo edifici di culto quelle indicate nell’elenco n. 1, annesso al bilancio predetto.

    7.  Identico.

    8. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, negli stati di previsione dell’entrata e della spesa del Fondo edifici di culto per l’anno finanziario 2009, conseguenti alle somme prelevate dal conto corrente infruttifero di tesoreria intestato al predetto Fondo, per far fronte alle esigenze derivanti dall’attuazione degli articoli 55 e 69 della legge 20 maggio 1985, n. 222.

    8.  Identico.

Art. 9.

Art. 9.

(Stato di previsione
del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare)

(Stato di previsione
del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 9).

    Identico

Art. 10.

Art. 10.

(Stato di previsione
del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 10).

    Identico

    2. Ai fini dell’attuazione della legge 15 dicembre 1990, n. 396, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su altre unità previsionali di base delle amministrazioni interessate le disponibilità del fondo per gli interventi per Roma capitale iscritto nell’ambito dell’unità previsionale di base «investimenti» del programma «politiche urbane e territoriali», nell’ambito della missione «casa e assetto urbanistico» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

 

    3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di cassa nello stato di previsione dell’entrata e in quello del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli adempimenti previsti dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, nonché dall’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634, concernente la disciplina dell’ammissione all’utenza del servizio di informatica del centro elaborazione dati del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale.

 

    4. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media nell’anno 2009, ai sensi dell’articolo 21, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni, è stabilito come segue: 250 ufficiali in ferma prefissata o in rafferma, di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215; 65 ufficiali piloti di complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215; 20 ufficiali delle forze di completamento, di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.

 

    5. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l’Accademia navale e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l’anno 2009, è fissato in 131 unità.

 

    6. Nell’elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo delle capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2009, i prelevamenti dal fondo a disposizione di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti l’amministrazione e la contabilità dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, iscritto nell’unità previsionale di base «funzionamento» del programma «sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione.

 

    7. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento per i servizi di cassa e contabilità delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6 febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possono essere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati.

 

    8. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla gestione dei fondi delle unità previsionali di base delle Capitanerie di porto in relazione alla legge 6 agosto 1991, n. 255. Alle spese per la manutenzione e l’esercizio dei mezzi nautici, terrestri e aerei e per attrezzature tecniche, materiali e infrastrutture occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei porti e delle caserme delle Capitanerie di porto, di cui all’unità previsionale di base «funzionamento» del programma «sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per l’anno finanziario 2009, le disposizioni contenute nel secondo comma dell’articolo 36 e nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

 

Art. 11.

Art. 11.

(Stato di previsione del Ministero della difesa
e disposizioni relative)

(Stato di previsione del Ministero della difesa
e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 11).

    1.  Identico.

    2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in servizio come forza media nell’anno 2009, ai sensi dell’articolo 21, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni, è stabilito come segue:

    2.  Identico.

        a) ufficiali ausiliari di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:

 

            1) Esercito n. 71;

 

            2) Marina n. 0;

 

            3) Aeronautica n. 40;

 

            4) Carabinieri n. 123;

 

        b) ufficiali ausiliari piloti di complemento di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:

 

            1) Esercito n. 5;

 

            2) Marina n. 166;

 

            3) Aeronautica n. 92;

 

        c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:

 

            1) Esercito n. 59;

 

            2) Marina n. 40;

 

            3) Aeronautica n. 20.

 

    3. La consistenza organica degli allievi ufficiali dell’Arma dei carabinieri presso l’Accademia, di cui all’articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, è fissata, per l’anno 2009, in 102 unità.

    3.  Identico.

    4. La forza organica dei graduati e militari di truppa in ferma volontaria dell’Esercito a norma dell’articolo 9, terzo comma, della legge 10 giugno 1964, n. 447, è fissata, per l’anno 2009, in 893 unità.

    4.  Identico.

    5. La forza organica dei sottocapi e comuni del Corpo degli equipaggi militari marittimi in ferma volontaria a norma del settimo comma dell’articolo 2 del regio decreto-legge 1º luglio 1938, n. 1368, come sostituito dall’articolo 18 della legge 10 giugno 1964, n. 447, è fissata, per l’anno 2009, in 568 unità.

    5.  Identico.

    6. La forza organica dei graduati e militari di truppa dell’Aeronautica in ferma volontaria a norma dell’articolo 27, terzo comma, della legge 10 giugno 1964, n. 447, e successive modificazioni, è fissata, per l’anno 2009, in 449 unità.

    6.  Identico.

    7. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferenti alle infrastrutture multinazionali NATO, di cui all’unità previsionale di base «interventi» dei programmi «funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa militare» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nonché per l’ammodernamento e il rinnovamento, di cui all’unità previsionale di base «funzionamento» dei programmi «approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza», «approntamento e impiego delle forze terrestri», «approntamento e impiego delle forze navali», «approntamento e impiego delle forze aeree» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano, per l’anno 2009, le disposizioni contenute nel secondo e terzo comma dell’articolo 36 e nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

    7. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferenti alle infrastrutture multinazionali NATO, di cui alle unità previsionali di base «interventi» dei programmi «funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa militare» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nonché per l’ammodernamento e il rinnovamento, di cui alle unità previsionali di base «funzionamento» dei programmi «approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza», «approntamento e impiego delle forze terrestri», «approntamento e impiego delle forze navali», «approntamento e impiego delle forze aeree» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano, per l’anno 2009, le disposizioni contenute nel secondo e terzo comma dell’articolo 36 e nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilità generale dello Stato.

    8. Alle spese per le infrastrutture multinazionali NATO, sostenute a carico delle unità previsionali di base «interventi» dei programmi «funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa militare» e «pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano le procedure NATO di esecuzione delle gare internazionali emanate dal Consiglio atlantico. Deve essere in ogni caso garantita la trasparenza delle procedure di appalto, di assegnazione e di esecuzione dei lavori, ai sensi della legge 13 settembre 1982, n. 646. Alle spese medesime non si applicano le disposizioni dell’articolo 2 del decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 496.

    8.  Identico.

    9. Negli elenchi nn. 1 e 2 annessi allo stato di previsione del Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2009, i prelevamenti dai fondi a disposizione relativi alle tre Forze armate e all’Arma dei carabinieri, di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti l’amministrazione e la contabilità dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, e all’articolo 7 della legge 22 dicembre 1932, n. 1958, iscritti nell’unità previsionale di base «funzionamento» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire».

    9.  Identico.

    10. Ai fini dell’attuazione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2000, n. 424, recante norme sull’organizzazione ed il funzionamento dell’Agenzia industrie difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro della difesa, le variazioni di bilancio connesse con l’istituzione e il funzionamento dell’Agenzia medesima.

    10.  Identico.


Art. 12.


Art. 12.

(Stato di previsione
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e disposizioni relative)

(Stato di previsione
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 12).

    Identico

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio tra gli stati di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e delle amministrazioni interessate in termini di residui, competenza e cassa, ai sensi dell’articolo 31 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, dell’articolo 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonché per l’attuazione del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, concernente il conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e la riorganizzazione dell’Amministrazione centrale.

 

    3. Per l’attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell’ambito della parte corrente e nell’ambito del conto capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2009, le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, occorrenti per la modifica della ripartizione dei fondi tra i vari settori d’intervento del Programma nazionale della pesca e dell’acquacoltura.

 

    4. Per l’anno finanziario 2009, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme iscritte al capitolo 2827 nell’unità previsionale di base «interventi» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, alle competenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno medesimo, secondo la ripartizione percentuale indicata all’articolo 24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.

 

    5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, tra le pertinenti unità previsionali di base relative ad investimenti le somme iscritte, per residui, competenza e cassa, nell’unità previsionale di base «investimenti» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in attuazione della legge 23 dicembre 1999, n. 499, concernente razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale.

 

        6. Ai fini dell’attuazione del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, recante norme per l’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, gli appositi fondi iscritti nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

 

        7. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, le somme iscritte nell’unità previsionale di base «investimenti» del programma «interventi per soccorsi», nell’ambito della missione «soccorso civile» per l’attività antincendi e di protezione civile dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

 

    8. Per l’anno finanziario 2009, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, alla riassegnazione alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali delle somme versate in entrata dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) a titolo di rimborso al Corpo forestale dello Stato per i controlli effettuati ai sensi del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006.

 

    9. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno finanziario 2009 delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle amministrazioni ed enti pubblici per essere destinate al Corpo forestale dello Stato in virtù di accordi di programma, convenzioni e intese per il raggiungimento di finalità comuni in materia di lotta contro gli incendi boschivi, monitoraggio e protezione dell’ambiente, tutela e salvaguardia delle riserve naturali statali affidate al Corpo medesimo.

 

    10. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dal CONI e da altri enti pubblici e privati, destinate alle attività sportive del personale del Corpo forestale dello Stato, alle pertinenti unità previsionali di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno finanziario 2009.

 

Art. 13.

Art. 13.

(Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e disposizioni relative)

(Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e disposizioni relative)

    1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero per i beni e le attività culturali, per l’anno finanziario 2009, in conformità all’annesso stato di previsione (Tabella n. 13).

    Identico

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, rispettivamente nell’ambito dell’unità previsionale di base «interventi» e nell’ambito dell’unità previsionale di base «investimenti» dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, per l’anno finanziario 2009, le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, del programma «sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo» di cui alla missione «tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici».

 

Art. 14.

Art. 14.

(Totale generale della spesa)

(Totale generale della spesa)

    1. È approvato, in euro 752.393.326.137 in termini di competenza e in euro 772.440.440.677 in termini di cassa, il totale generale della spesa dello Stato per l’anno finanziario 2009.

    Identico

Art. 15.

Art. 15.

(Quadro generale riassuntivo)

(Quadro generale riassuntivo)

    1. È approvato, in termini di competenza e di cassa, il quadro generale riassuntivo del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2009, con le tabelle allegate.

    Identico

Art. 16.

Art. 16.

(Disposizioni diverse)

(Disposizioni diverse)

    1. Per l’anno finanziario 2009, le spese considerate nelle unità previsionali di base dei singoli stati di previsione per le quali il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni tra loro compensative, rispettivamente, per competenza e cassa, sono quelle indicate nella tabella A allegata alla presente legge.

    Identico

    2. Per l’anno finanziario 2009, le spese per investimenti delle unità previsionali di base dei singoli stati di previsione alle quali si applicano le disposizioni contenute nel quinto e nel settimo comma dell’articolo 20 della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono quelle indicate nella tabella B allegata alla presente legge.

 

    3. In relazione all’accertamento dei residui di entrata e di spesa per i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenti capitoli nell’ambito delle unità previsionali di base, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad istituire gli occorrenti capitoli nelle pertinenti unità previsionali di base, anche di nuova istituzione, con propri decreti da comunicare alla Corte dei conti.

 

    4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a trasferire, con propri decreti, in termini di residui, competenza e cassa, dall’unità previsionale di base relativa al «Fondo per i programmi regionali di sviluppo» dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2009 alle pertinenti unità previsionali di base dei Ministeri interessati, le quote da attribuire alle regioni a statuto speciale, ai sensi del quinto comma dell’articolo 126 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.

 

    5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, in termini di competenza e di cassa, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per l’attuazione di quanto disposto dall’articolo 13 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, concernente disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria.

 

    6. Ai fini dell’attuazione della legge 26 febbraio 1992, n. 212, concernente collaborazione con i Paesi dell’Europa centrale ed orientale, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione delle disponibilità finanziarie per settori e strumenti d’intervento.

 

    7. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a trasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti, su proposta dei Ministri interessati, le disponibilità esistenti su altre unità previsionali di base degli stati di previsione delle amministrazioni competenti a favore di apposite unità previsionali di base destinate all’attuazione di interventi cofinanziati dall’Unione europea.

 

    8. In relazione ai provvedimenti di riordino delle amministrazioni pubbliche, compresi quelli di cui al decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, comunicati alle Commissioni parlamentari competenti, le variazioni di bilancio in termini di residui, competenza e cassa, l’istituzione, la modifica e la soppressione di unità previsionali di base.

 

    9. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che nell’esercizio 2008 e in quello in corso siano stati interessati dai processi di ristrutturazione di cui al comma 8, nonché previsti da altre normative vigenti, possono essere effettuate variazioni compensative, in termini di residui, competenza e cassa, tra capitoli delle unità previsionali di base, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualità e a pagamento differito e per quelle direttamente regolate con legge, nonché tra capitoli di unità previsionali di base dello stesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamento per oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente connessi con l’operatività delle amministrazioni.

 

    10. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio connesse con l’attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalle Amministrazioni dello Stato, stipulati ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonché degli accordi sindacali e dei provvedimenti di concertazione, adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, per quanto concerne il trattamento economico fondamentale e accessorio del personale interessato.

 

    11. Gli stanziamenti iscritti in bilancio per l’esercizio 2009, relativamente ai fondi destinati all’incentivazione del personale civile dello Stato, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei Corpi di polizia, nonché quelli per la corresponsione del trattamento economico accessorio del personale dirigenziale, non utilizzati alla chiusura dell’esercizio sono conservati nel conto dei residui per essere utilizzati nell’esercizio successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l’utilizzazione dei predetti fondi conservati.

 

    12. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati di previsione delle amministrazioni statali interessate, delle somme rimborsate dalla Commissione europea per spese sostenute dalle amministrazioni medesime a carico delle pertinenti unità previsionali di base dei rispettivi stati di previsione, affluite al fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, e successivamente versate all’entrata del bilancio dello Stato.

 

    13. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri emanati in relazione all’articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e ai decreti legislativi concernenti il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della suddetta legge 15 marzo 1997, n. 59.

 

    14. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, nelle pertinenti unità previsionali di base, anche di nuova istituzione, degli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio occorrenti per l’applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell’articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133.

 

    15. In relazione alle disposizioni di cui all’articolo 4, comma 12, del contratto integrativo del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto dei Ministeri, sottoscritto in data 16 febbraio 1999, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2001, concernente l’assegnazione temporanea di personale ad altra amministrazione in posizione di comando, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio nell’ambito delle pertinenti unità previsionali di base delle amministrazioni interessate, occorrenti per provvedere al pagamento del trattamento economico al personale comandato a carico dell’amministrazione di destinazione.

 

    16. Per l’anno finanziario 2009, al fine di agevolare il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti e da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, possono essere effettuate variazioni compensative tra capitoli delle unità previsionali del medesimo stato di previsione della spesa, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualità e a pagamento differito e per quelle direttamente regolate con legge. Per le medesime finalità e per la migliore flessibilità gestionale del bilancio, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, è autorizzato ad apportare, con propri decreti da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, variazioni compensative in termini di cassa, nell’ambito di ciascun titolo di bilancio, tra capitoli delle unità previsionali di base del medesimo stato di previsione.

 

    17. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2009, delle somme versate all’entrata a titolo di contribuzione alle spese di gestione degli asili nido istituiti presso le amministrazioni statali ai sensi dell’articolo 70, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

 

    18. I Ministri competenti, nell’ambito dei programmi concernenti i propri stati di previsione, sono autorizzati ad effettuare, con propri decreti da comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze, anche con evidenze informatiche, eventuali variazioni compensative per la stessa categoria economica tra i capitoli di spese discrezionali relativi ai programmi medesimi, allocati nei diversi centri di responsabilità amministrativa. Le variazioni medesime non devono comportare alterazioni dei saldi di indebitamento netto e fabbisogno.

 

    19. Per l’anno finanziario 2009, le unità previsionali di base sono individuate nell’allegato alla presente legge.

 

Art. 17.

Art. 17.

(Bilancio pluriennale)

(Bilancio pluriennale)

    1. È approvato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, il bilancio pluriennale dello Stato e delle aziende autonome per il triennio 2009-2011, nelle risultanze di cui alle tabelle allegate alla presente legge, nonché agli allegati n. 1 e n. 2 agli stati di previsione della spesa.

    Identico

Segue allegato - Unità previsionali di base per il 2009 in formato PDF (1.036 Kb)

Seguono tabelle degli stati di previsione in formato PDF (52 Kb)


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