• Testo DDL 3261

link alla fonte  |  scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3261 Modifica della legge 20 maggio 1985, n. 222, in materia di destinazione di una quota dell'otto per mille del gettito d'imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale ad interventi di valorizzazione ed ammodernamento del patrimonio immobiliare scolastico





Legislatura 16ª - Disegno di legge N. 3261


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 3261
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori BASTICO, TONINI, AGOSTINI, BARBOLINI, RUSCONI, PIGNEDOLI, ROILO, BASSOLI, ADAMO, AMATI, ANTEZZA, BERTUZZI, BIONDELLI, DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, DONAGGIO, FIORONI, FONTANA, Mariapia GARAVAGLIA, GIARETTA, INCOSTANTE, LIVI BACCI, Mauro Maria MARINO, MERCATALI, MORANDO, MORRI, NEGRI, PINOTTI, Anna Maria SERAFINI, SIRCANA, STRADIOTTO e VITALI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 12 APRILE 2012

Modifiche alla legge 20 maggio 1985, n. 222, in materia di destinazione
di una quota dell’otto per mille del gettito dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche a diretta gestione statale a interventi di valorizzazione e ammodernamento del patrimonio immobiliare scolastico

 

Onorevoli Senatori. – Il tema dell’edilizia scolastica rappresenta una vera e propria priorità nazionale. Lo stato e la qualità degli edifici scolastici di un territorio costituiscono un indicatore di quanto una comunità creda e investa nel benessere, nella formazione e nella sicurezza dei cittadini più giovani.

    I gravissimi accadimenti di San Giuliano di Puglia, di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario, di Rivoli e dell’Aquila impongono una seria meditazione intorno al problema della sicurezza negli edifici scolastici. Il nostro Paese ha già pagato un alto prezzo per le inadempienze e i ritardi rispetto ad un’emergenza nazionale che merita di essere affrontata con urgenza e con la massima attenzione.
    Nonostante da più parti si sia avvertito il bisogno di intervenire – basti pensare alle numerose proposte legislative in materia di sicurezza nelle istituzioni scolastiche, alla proposta di iniziativa popolare, per la cui presentazione il comitato promotore, costituito su iniziativa dell’associazione San Giuliano ONLUS, ha raccolto 46.000 firme, mancando di poco il numero richiesto dalla legge, così come all’attenzione che, quotidianamente, associazioni e fondazioni, tra cui Benvenuti in Italia dedicano alle tematiche della sicurezza nelle scuole – ciò che è stato realizzato finora è ancora insufficiente per garantire gli adeguati livelli di qualità e sicurezza degli edifici scolastici; e troppi restano i nodi irrisolti.
    Osservando i dati degli ultimi dossier elaborati da Legambiente emerge un quadro preoccupante. Molti sono i rilievi critici. Ma quello del reperimento delle risorse finanziarie dirette a migliorare le condizioni dell’edilizia scolastica risulta uno degli aspetti più seri ed urgenti da affrontare.
    La lettura di «Ecosistema Scuola XII Rapporto», tra le più complete ricerche annuali di Legambiente sull’edilizia scolastica, realizzata lo scorso anno, consente di fare una riflessione strutturata su come si sia evoluto il problema della qualità dell’edilizia scolastica nella dimensione territoriale e nazionale. Dal suddetto rapporto emerge che sono ancora solo il 54,12 per cento gli edifici in possesso del certificato di agibilità; una scuola su quattro non ha ancora impianti elettrici a norma; una su due non dispone di scale di sicurezza e circa un terzo non possiede il certificato di agibilità igienico-sanitaria.
    Il documento, inoltre, denuncia la vetustà del patrimonio immobiliare scolastico: più del 6 per cento degli edifici scolastici risalgono a prima del 1974, ovvero, prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche, e solo il 7,97 per cento è stato costruito negli ultimi venti anni. Sensibilmente alta rimane la percentuale di scuole ospitate in edifici nati con altre destinazioni d’uso, anche se tale percentuale varia da regione a regione, risultando particolarmente alta nelle regioni del Mezzogiorno. Preoccupante è il dato riguardante gli edifici posti in comuni a rischio sismico. A fronte del 41,48 per cento degli edifici scolastici ubicati in aree a rischio sismico, soltanto il 10,30 per cento sono costruiti secondo criteri antisismici, e solo sul 24,81 per cento degli istituti è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica.
    Il rapporto prosegue rilevando una flessione degli investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria che, nel 2011, è scesa per entrambi del 14 per cento rispetto all’anno precedente. Analoghi sono i dati raccolti da Cittadinanzattiva nel suo IX Rapporto sulla sicurezza degli edifici scolastici, dove è possibile rilevare che nell’89 per cento delle scuole ci sarebbe bisogno di interventi ordinari, mentre nel 31 per cento di interventi straordinari. Gli investimenti per la manutenzione, largamente insufficienti, anche a causa dei vincoli del Patto di stabilià, presentano, tuttavia, un trend diverso da regione a regione.
    Investire nella riqualificazione del patrimonio immobiliare scolastico vuol dire assicurare serenità a una comunità di nove milioni di persone che quotidianamente trascorre parte della propria vita all’interno degli edifici scolastici, nonché contribuire allo sviluppo del senso civico, alla crescita e formazione dei cittadini più giovani, e del Paese.
    Il Governo nel decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e segnatamente nell’articolo 53, ha introdotto misure volte a valorizzare e migliorare il patrimonio immobiliare scolastico, individuando così nella messa in sicurezza dell’edilizia scolastica un obiettivo indilazionabile per la sicurezza e la qualità della vita all’interno degli edifici scolastici. Ma soprattutto è stato, e sarà, fondamentale l’impegno degli enti locali che, pur con le enormi difficoltà derivanti dalla grave crisi economica, dai mancati trasferimenti statali e dagli ostacoli derivanti dal Patto di stabilità, significative risorse hanno destinato al miglioramento dell’edilizia scolastica.
    Se qualche passo in avanti è stato fatto, molti ne restano da fare. Basti pensare, ad esempio, al mancato completamento dell’anagrafe scolastica, necessaria per costituire la base per capire il reale stato del patrimonio edilizio scolastico. Ancora, urgente appare una ridefinizione condivisa del sistema di ruoli e competenze degli enti coinvolti nei processi di programmazione e gestione dell’edilizia scolastica per superare le contraddizioni emerse negli interventi legislativi successivi alla legge quadro 11 gennaio 1996, n. 23, anche nell’ottica di una efficace attuazione del titolo V parte II della Costituzione nell’ambito dell’istruzione; altrettanto urgente è snellire i tempi di affidamento del secondo stralcio della delibera CIPE, come pure sviluppare una metodologia d’intervento che superi la filosofia dell’emergenza con quella della programmazione.
    Al fine, dunque, di reperire risorse finanziarie da dedicare al patrimonio edilizio scolastico, si presenta questo disegno di legge avente come obiettivo quello di destinare una quota dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale, di cui alla legge 20 maggio 1985, n. 222, a interventi di valorizzazione e ammodernamento del patrimonio immobiliare scolastico. Tale destinazione si propone anche di costituire uno stimolo, nei riguardi delle famiglie, a contribuire alla messa in sicurezza degli edifici scolastici dove vivono, e studiano, i nostri figli, il nostro futuro.
    La scuola è, prima di tutto, un luogo. Garantire salubrità e sicurezza all’interno degli edifici scolastici significa sviluppare e fortificare tutte quelle attività di incontro, confronto, dialogo, crescita e formazione, necessarie per il futuro delle nuove generazioni ed il senso della nostra civiltà.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

    1. All’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, dopo le parole: «a scopi di interesse sociale» sono inserite le seguenti: «e culturale».

Art. 2.

    1. All’articolo 48, primo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, dopo le parole: «conservazione di beni culturali» sono inserite le seguenti: «, valorizzazione ed ammodernamento del patrimonio immobiliare scolastico».

 


torna su