• Testo DDL 3137

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Atto a cui si riferisce:
S.3137 Modifiche al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, in materia di introduzione della disciplina di educazione alla legalità nella Scuola secondaria di primo grado





Legislatura 16ª - Disegno di legge N. 3137


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 3137
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori DE SENA, DEL VECCHIO, ADAMO, AGOSTINI, ANTEZZA, BASSOLI, BIONDELLI, CARLONI, CHITI, DE LUCA, DELLA MONICA, FERRANTE, FIORONI, Mariapia GARAVAGLIA, MAGISTRELLI, MARCENARO, Mauro Maria MARINO, MARITATI, MICHELONI, MONGIELLO, PASSONI, PINOTTI, SANGALLI, SANNA, SBARBATI, SCANU, SERRA e THALER AUSSERHOFER

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L’8 FEBBRAIO 2012

Modifica al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, in materia
di introduzione della disciplina di educazione alla legalità
nella Scuola secondaria di primo grado

 

Onorevoli Senatori. – La diffusione dei fenomeni riconducibili alla criminalità organizzata e alla corruzione politico-affaristica hanno posto in rilievo, anche di recente, quanto sia scarsa la cultura della legalità e il rispetto delle regole del vivere civile.

    Dobbiamo a malincuore prendere atto che il fronte del contrasto, seppur eccezionale e straordinario, con risultati quantitativi di assoluto rilievo, non é sufficiente ad abbattere definitivamente la pervasiva espansione della delinquenza criminale.
    L’azione preventiva delle forze di polizia deve essere assolutamente sostenuta con una condivisa e credibile operazione di prevenzione generalista che veda coinvolti la politica, la pubblica amministrazione, il mondo economico e quello imprenditoriale.
    Devono crearsi solide fondamenta affinché possa formarsi una nuova cultura che, accompagnata da una rivolta delle coscienze di tutti i cittadini, destabilizzi l’attrazione verso il contesto del crimine.
    Occorre, quindi, una rinascita culturale in grado di stimolare la riflessione e l’attenzione dei giovani e dei cittadini, perché solo in questo modo é possibile scuotere le coscienze e far emergere un senso di appartenenza e di condivisione delle norme poste a fondamento della convivenza civile e democratica.
    In quest’ottica non può sfuggire l’importanza della formazione scolastica, che indirizzata da una cultura della legalità, non come mero complemento della stessa ma come obiettivo primario della formazione dei giovani, deve riuscire ad abbattere le contraddizioni, che purtroppo molto spesso si rilevano – soprattutto in alcune contrade del nostro Mezzogiorno – tra messaggio formativo ed input familiari negativi.
    L’educazione alla legalità deve essere intesa come acquisizione di una coscienza civile e come promozione di una cultura del rispetto delie regole di convivenza sociale, in poche parole, deve essere l’essenza primaria dell’istruzione. E qui non possono non tornare alla mente le parole di Piero Calamandrei, padre della Costituzione e profondo conoscitore della politica scolastica, che a ragion veduta sosteneva: la scuola è un organo costituzionale perché forma il cittadino di domani, è la precondizione dell’esercizio della democrazia.
    L’adolescente, frequentante la scuola secondaria di primo grado, deve essere messo in condizione di maturare il senso di appartenenza alla società; deve imparare ad uniformarsi alle leggi dello Stato che armonizzano le libertà individuali e tutelano il diritto alla vita di ciascun soggetto della comunità; deve saper riconoscere e rifiutare, per evitare pericolosi comportamenti emulativi, i modelli negativi che quotidianamente gli si pongono di fronte, provenienti sia dal mondo reale, sia da quello mediatico.
    È dunque di fondamentale importanza che gli adolescenti crescano in maniera sana, non solo sul piano fisico ma anche su quello intellettuale, morale, spirituale e sociale, in condizioni di libertà e di dignità e che sviluppino capacità di giudizio personale, senso di responsabilità morale e sociale, diventino membri consapevoli della società e vivano le leggi come opportunità e non come limiti.
    Il presente disegno di legge è stato concepito per venire incontro all’esigenza, sempre più sentita nell’ambito della scuola, di avere maggiori competenze educative in grado di far crescere tra gli studenti ed i docenti il senso di appartenenza e la consapevolezza di essere titolari di diritti e doveri. Perché la scuola, in quanto contesto privilegiato di esperienze per la stragrande maggioranza degli adolescenti, appare il luogo più adatto per l’organizzazione e l’attuazione di interventi atti a sostenere i processi di crescita ed è l’unica istituzione educativa, non familiare, nella quale praticamente tutti gli adolescenti elaborano e costruiscono l’immagine di sé in rapporto alla società nella quale vivono.
    In conclusione, occorre favorire la creazione di un tessuto culturale condiviso dalle nuove generazioni, supportandole nella costruzione di percorsi di legalità e di rispetto delle norme che regolano il vivere sociale. I già preesistenti contatti tra istituzioni e mondo della scuola, secondo prassi peraltro già collaudate ed operanti sul territorio nazionale, sono sicuramente utilissimi ma vanno ulteriormente implementati attraverso nuovi, proficui momenti di confronto che coinvolgano tutte le componenti della parte sana del Paese.
    Pertanto, introdurre normativamente la disciplina di educazione alla legalità nella scuola secondaria di primo grado é sicuramente un primo passo affinché, partendo dai ragazzi in età adolescenziale, si possa avviare un processo reale che esalti la solidarietà tra società ed istituzioni, creando un substrato sociale in grado di estirpare le organizzazioni criminali ed il malcostume delle aree di collusione, fiancheggiamento e indifferenza che le alimentano. Il disegno di legge in esame si compone di due articoli.
    L’articolo 1 prevede che, dopo il comma 1 dell’articolo 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, recante «Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53», venga inserito il comma 1-bis. Quest’ultimo sancisce che le istituzioni scolastiche, nell’orario annuale delle lezioni dovranno riservare un congruo numero di ore all’insegnamento dell’educazione alla legalità. Le istituzioni scolastiche, per l’espletamento delle attività didattiche, elaboreranno appositi programmi e potranno anche avvalersi di idoneo personale messo a disposizione dalla prefettura territorialmente competente senza corresponsione di emolumenti.
    L’articolo 2, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Modifica all’articolo 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59)

    1. All’articolo 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

    «1-bis. Le istituzioni scolastiche, nell’orario annuale delle lezioni di cui al comma 1, riservano un congruo numero di ore all’insegnamento dell’educazione alla legalità. Per l’espletamento delle attività didattiche le istituzioni scolastiche elaborano appositi programmi e possono anche avvalersi di esperti selezionati, senza corresponsione di emolumenti, dalla prefettura-Ufficio territoriale del Governo territorialmente competente».

Art. 2.

(Clausola di invarianza finanziaria)

    1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


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