• Testo DDL 3144

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Atto a cui si riferisce:
S.3144 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studi universitari rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San marino ai fini del proseguimento degli studi, con Allegati, fatto a San Marino il 24 agosto 2011





Legislatura 16ª - Disegno di legge N. 3144


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 3144
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Ministro degli affari esteri (TERZI DI SANT’AGATA)

di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (MONTI)

e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (PROFUMO)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 9 FEBBRAIO 2012

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sul reciproco riconoscimento
dei titoli di studi universitari rilasciati nella Repubblica italiana
e nella Repubblica di San Marino ai fini del proseguimento degli studi,
con Allegati, fatto a San Marino il 24 agosto 2011

 

Onorevoli Senatori. – L’Accordo ha ad oggetto il reciproco riconoscimento dei titoli accademici rilasciati dalle Università dei due Paesi contraenti, elencate negli Allegati A e B, che costituiscono parte integrante dell’Accordo stesso.

    Esso assicura agli studenti iscritti alle Università elencate negli Allegati il diritto di trasferirsi da un ateneo di una parte contraente ad un ateneo dell’altra e di proseguire gli studi in un’Università del Paese partner dopo aver completato il primo livello di studi nel Paese d’origine.
    L’Accordo consente quindi agli studenti iscritti in una delle Università citate negli Allegati di completare il loro percorso accademico e conseguire il relativo titolo in un’Università del Paese partner.
    L’Accordo si inserisce nel più generale quadro di ottime relazioni internazionali esistenti tra i due Paesi, che si caratterizzano non solo per le molte affinità dovute alla comune storia e alla contiguità territoriale, ma anche per gli eccellenti rapporti instaurati in molteplici settori.

 

Relazione tecnica

        Dalla formulazione dell’Accordo non si evincono oneri finanziari a carico dello Stato.

        Tutte le attività connesse all’applicazione dell’Accordo, infatti, rientrano nelle competenze attribuite agli uffici e verranno svolte con le risorse esistenti a legislazione vigente.
        Il presente provvedimento, pertanto, non reca nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

 

Analisi tecnico-normativa

PARTE I. Aspetti tecnico-normativi di diritto interno.

1. Obiettivi e necessità dell’intervento normativo. Coerenza con il programma di Governo.

        Il ricorso alla legge di autorizzazione alla ratifica si rende necessario in quanto l’Accordo in esame interviene su una materia già disciplinata con legge (legge 18 ottobre 1984, n. 760), rientrando quindi nella fattispecie di cui all’articolo 80 della Costituzione.

        Esso si rende altresì necessario per consolidare le eccellenti relazioni bilaterali tra i due Paesi nel settore della collaborazione culturale e accademica, tenuto conto dell’evoluzione dei reciproci ordinamenti successivamente alla stipula dell’analogo Accordo del 1983.
        L’intervento normativo è coerente con il programma di Governo in quanto configura l’adempimento di un obbligo assunto dall’Italia sul piano internazionale con la firma dell’Accordo.

2. Analisi del quadro normativo nazionale.

        Il reciproco riconoscimento dei titoli di studio tra Italia e San Marino è al momento disciplinato dall’analogo Accordo stipulato nel 1983, del quale è stata autorizzata la ratifica con legge 18 ottobre 1984, n. 760.

3. Incidenza delle norme proposte sulle leggi e sui regolamenti vigenti.

        L’intervento normativo in oggetto determina il riassetto della materia del riconoscimento dei titoli universitari tra Italia e San Marino, già previsto dall’Accordo del 1983 e dalla relativa legge di autorizzazione alla ratifica (legge 18 ottobre 1984, n. 760).

        In particolare, esso specifica le modalità per il suddetto riconoscimento e, negli allegati, fornisce l’elenco delle Università che divengono destinatarie delle previsioni dell’Accordo nel più vasto ambito della disciplina generale della materia.

4. Analisi della compatibilità dell’intervento con i principi costituzionali.

        Non si ravvisano elementi di incompatibilità con i princìpi costituzionali.

5. Analisi della compatibilità con le competenze delle regioni ordinarie ed a statuto speciale nonché degli enti locali.

        Il provvedimento non incide sulle competenze delle regioni né degli enti locali.

6. Verifica della compatibilità con i princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza sanciti dall’articolo 118, primo comma, della Costituzione.

        Non si ravvisano elementi di incompatibilità.

7. Verifica dell’assenza di rilegificazioni e della piena utilizzazione delle possibilità di delegificazione e degli strumenti di semplificazione normativa.

        Nel caso di specie non esiste possibilità di delegificazione. Per l’entrata in vigore dell’Accordo è pertanto obbligatoria l’approvazione di una legge che autorizzi la ratifica.

8. Verifica dell’esistenza di disegni di legge vertenti su materia analoga all’esame del Parlamento e relativo allo stato dell’iter.

        Non risultano disegni di legge vertenti su materia analoga a quella dell’Accordo di cui trattasi.

9. Indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalità sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono decisioni giurisprudenziali o giudizi di costituzionalità pendenti sulla materia oggetto del provvedimento.

PARTE II. Contesto normativo dell’Unione europea ed internazionale.

1. Analisi della compatibilità dell’intervento con l’ordinamento dell’Unione europea.

        Non si ravvisano elementi di incompatibilità.

2. Verifica dell’esistenza di procedure d’infrazione da parte della Commissione europea sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono state procedure d’infrazione in materia.

3. Analisi della compatibilità dell’intervento con gli obblighi internazionali

        Il testo dell’Accordo non contrasta con alcun obbligo internazionale.

4. Indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono decisioni giurisprudenziali o giudizi pendenti sulla materia oggetto del provvedimento.

5. Indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo sul medesimo o analogo oggetto.

        Non vi sono decisioni giurisprudenziali o giudizi pendenti sulla materia oggetto del provvedimento.

6. Eventuali indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione sul medesimo oggetto da parte di altri Stati membri dell’Unione europea.

        Accordi dello stesso tipo sono stati firmati sia dall’Italia che da parte di altri Stati membri dell’Unione europea.

PARTE III. Elementi di qualità sistematica e redazionale del testo.

1. Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo, della loro necessità, della coerenza con quelle già in uso.

        Il provvedimento non reca nuove definizioni.

2. Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive modificazioni ed integrazioni subite dai medesimi.

        La verifica è stata effettuata con esito positivo.

3. Ricorso alla tecnica della novella legislativa per introdurre modificazioni ed integrazioni a disposizioni vigenti.

        Non si è fatto ricorso alla tecnica della novella legislativa.

4. Individuazione di effetti abrogativi impliciti di disposizioni dell’atto normativo e loro traduzione in norme abrogative espresse nel testo normativo.

        Non sono state operate abrogazioni di norme preesistenti.

5. Individuazione di disposizioni dell’atto normativo aventi l’effetto retroattivo o riviviscenza di norme precedentemente abrogate o di interpretazione autentica o derogatorie rispetto alla normativa vigente.

        Non si ravvisano disposizioni di tale tipo.

6. Verifica della presenza di deleghe aperte sul medesimo oggetto, anche a carattere integrativo o correttivo.

        Non vi sono deleghe aperte sulla materia dell’Accordo.

7. Indicazione degli eventuali atti successivi attuativi; verifica della congruenza dei termini previsti per la loro adozione.

        Non vi sono atti successivi attuativi.

8. Verifica della piena utilizzazione e dell’aggiornamento di dati e di riferimenti statistici attinenti alla materia oggetto del provvedimento, ovvero indicazione della necessità di commissionare all’Istituto nazionale di statistica apposite elaborazioni statistiche con correlata indicazione nella relazione economico-finanziaria della sostenibilità dei relativi costi.

        Non si ravvisa tale necessità.
 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Autorizzazione alla ratifica)

    1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l’Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studi universitari rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San Marino ai fini del proseguimento degli studi, con Allegati, fatto a San Marino il 24 agosto 2011.

Art. 2.

(Ordine di esecuzione)

    1. Piena ed intera esecuzione è data all’Accordo di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall’articolo 10 dell’Accordo stesso.

Art. 3.

(Entrata in vigore)

    1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

Segue parte fotografata in formato PDF (327 Kb)


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