• Testo correlato 2968, 2969-A (ALLEGATO 3-II)

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Atto a cui si riferisce:
S.2968 [Legge di stabilità 2012] Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012)





Legislatura 16ª - Relazione N. 2968-A (ALLEGATO 3-II)


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

Nn. 2968 e 2969-A
 


ALLEGATO 3-II

 

 

RELAZIONE DELLA 5ª COMMISSIONE PERMANENTE

(PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO)

 

SUI

DISEGNI DI LEGGE

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012) (n. 2968)

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012
e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (n. 2969)

ALLEGATO 3-II

EMENDAMENTI

al disegno di legge di stabilità esaminati dalla 5ª Commissione permanente,
con indicazione del relativo esito procedurale

 

INDICE

Disegno di legge n. 2968
        –  articolo   1    Pag.    3
        –  articolo   2    »    16
        –  articolo   3    »    27
        –  articolo   4    »    45
        –  articolo   5    »    201
        –  articolo   6    »    624
        –  proposta di coordinamento    »    654
 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012) (n. 2968)

Art. 1.

1.0.1

Agostini, Mercatali, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando

Respinto

        Dopo l’articolo 1, è aggiunto il seguente:

«Art. 1-bis.

(Riduzione e controllo della spesa pubblica)

        1. È istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pubbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento del dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.

        2. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il sistema assicura la tenuta, la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 1, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
        4. le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 1 e 2, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla conversione della presente legge.
        5. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, è istituita, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, una centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione della pubblica amministrazione.
        6. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento delle Centrali di cui al comma 6, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con le Regioni e gli enti locali, da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
        7. A decorrere dal 1º gennaio 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società. Per i comuni con popolazione inferiore a 30 mila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, comma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        8. Fermo restando il limite di cui al comma 7, è ammessa esclusivamente la partecipazione, ai sensi della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di multi-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionali al perseguimento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        9. Per le finalità di cui al comma 7, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avviano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate al sensi del comma 7, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        10. A decorrere dalla data di cui al comma 7, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 8.
        11. Le disposizioni di cui ai commi da 7 a 10 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        12. Entro il 1º giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito “Istituto“. L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);
            L’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’lNPS e i comitati di vigilanza delle gestioni deIl’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:

            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            d) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1º giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

        13. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.
        14. Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 13 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        15. lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. L’allocazione delle funzioni di cui al comma 14 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281«.
        16. I maggiori risparmi di spesa di cui al presente articolo, valutati in 2,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, sono destinati per il 50 per cento per il finanziamento di misure finalizzate alla riduzione dei vincoli del Patto di stabilità per i Comuni virtuosi e per la restante quota al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto.

 

1.0.2

Agostini, Barbolini, Mercatali, Bubbico, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli

Respinto

        Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Lotta all’evasione fiscale)

        1. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:

        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.
        l compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiorj a 300 euro“.
        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-Iegge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4-ter. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        4. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.
        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        10. Le maggiori entrate di cui al presente articolo, valutate in 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, sono destinati per il 50 per cento al finanziamento di un apposito Fondo finalizzato al finanziamento di specifiche iniziative per la riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese e per la restante quota al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto».

 

1.0.3

Agostini, Barbolini, Mercatali, Pegorer, Bubbico, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Misure di entrata)

        1. In considerazione della straordinaria necessità ed urgenza di concorrere alla stabilizzazione finanziaria del Paese, alle attività finanziarie e patrimoniali, oggetto di rimpatrio o regolarizzazione al sensi dell’articolo 13-bis del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e dell’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, si applica una imposta patrimoniale straordinaria, pari al 15 per cento del valore, al 31 luglio 2011, delle attività regola rizzate o rimpatriate, che deve essere versata entro il 30 aprile 2012. Gli intermediari che sono intervenuti nella regolarizzazione o rimpatrio di cui al precedente periodo sono autorizzati a prelevare, a titolo d’acconto dell’imposta dovuta ed a carico delle attività regola rizzate o rimpatriate, anche mediante atti dispositivi sulle stesse, un importo pari al 15 per cento del valore delle attività medesime quale risulta dalla dichiarazione resa ai sensi dell’articolo 13-bis del decreto. In alternativa, il soggetto che ha effettuato il rimpatrio o la regolarizzazione può mettere a disposizione dell’intermediario l’importo corrispondente. Se il prelievo non può essere effettuato, in tutto o in parte, per carenza di disponibilità delle attività oggetto di regolarizzazione o rimpatrio e il contribuente non mette a disposizione la relativa provvista, l’intermediario è tenuto a darne comunicazione all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente indicando gli estremi identificativi del soggetto interessato e trasmettendo, nel contempo, tutti i dati relativi alla dichiarazione riservata. L’Agenzia delle entrate procederà all’iscrizione a ruolo, a titolo definitivo, dell’imposta straordinaria ai sensi dell’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, a carico del soggetto identificato dall’intermediario. Il contribuente può ottenere l’abbattimento ovvero il rimborso della eventuale maggiore imposta prelevata presentando, entro il 30 aprile 2012, la dichiarazione, prevista dal decreto del Ministro dell’economia di cui all’ultimo periodo, dalla quale risulti l’effettivo valore, al 31 luglio 2011, se minore, delle attività regolarizzate o rimpatriate, nonché i soggetti, società o enti cui siano state trasferite le predette attività a seguito di atto di donazione o per causa di morte. Il contribuente, per beneficiare del regime della riservatezza, può avvalersi della facoltà di non presentare la dichiarazione di cui al precedente periodo; in tal caso, il prelievo regolarmente operato dall’intermediario si considera effettuato a titolo d’imposta. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso relativi all’imposta straordinaria di cui al primo periodo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Chiunque non versa, entro i termini previsti, l’imposta sostitutiva per un ammontare superiore a centomila euro o presenta la predetta dichiarazione con valori alterati così da produrre un corrispondente abbattimento della relativa imposta è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Con decreto del Ministro dell’economia da emanare entro il 30 gennaio 2012, sono determinate le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma.

        2. Le maggiori entrate di cui al presente articolo sono destinate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato».

 

1.0.4

Agostini, Mercatali, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando

Respinto

        Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. In attesa della riforma generale del sistema di valutazione del catasto dei fabbricati e dei terreni, finalizzata a rinnovare e superare l’attuale sistema estimativo basato sulla distinzione in categorie e classi e a favorire il progressivo miglioramento dei relativi livelli di perequazione, trasparenza e qualità, i valori immobiliari di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992. n. 504, sono ricaLcolati, ai fini della determinazione della base imponibile delle imposte, con adeguate variazioni percentuali determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I coefficienti di rivalutazione delle rendite catastali sono calcolati sulla base dell’incremento dei valori nel mercato immobiliare locale e per tipologia immobiliare, a tal fine avvalendosi dei dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio, e possono essere differenziati all’interno di adeguate partizioni del territorio. Con il medesimo decreto di cui al presente comma sono conseguentemente adeguate le percentuali di cui all’articolo 2, commi 2 e 4, e l’aliquota di equilibrio di cui all’articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.

        2. A decorrere dal 12 gennaio 2012 è istituita l’imposta nazionale progressiva sui grandi patrimoni immobiliari.
        3. L’imposta è dovuta dai soggetti proprietari o titolari di altro diritto reale di immobili ad uso abitativo il cui valore complessivo è superiore a 1.2.00.000 euro ed è determinata e percepita dallo Stato.
        4. Per i soggetti persone fisiche di cui al comma 3, l’imposta si determina applicando per ciascun scaglione di valore le seguenti aliquote:

            a) da 1.200.000 euro a 1.700.000 si applica l’aliquota del 0,50 per cento;

            b) oltre 1.700.000 si applica l’aliquota del 0,80 per cento.

        5. Dall’applicazione dell’imposta di cui al comma 2 sono esclusi i fondi immobiliari e le società di costruzioni.

        6. l’imposta di cui al comma 2 è dovuta rispetto al valore complessivo delle unità immobiliari di proprietà al 30 giugno di ciascun anno ed è versata in unica soluzione entro il 30 dicembre di ciascun anno.
        7. Il valore complessivo è calcolato sommando i valori determinati in base all’articolo 5 del decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 504, come aggiornati ai sensi del comma 1 del presente articolo.
        8. le maggiori entrate di cui ai commi da 1 a 7, valutati in 5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, sono destinate, per un ammontare pari a 3,4 miliardi di euro in ragione di anno, all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 9.
        9. Dopo il comma 1-quater dell’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, relativo alle detrazioni per oneri, sono aggiunti, in fine, i seguenti:

        “1-quinquies. Alle donne titolari di uno o più redditi di cui agli articoli 49, comma 1,50, comma 1, lettere a), c), c-bis) e l), 55 e 66, con figli a carico per i quali è riconosciuta la detrazione di cui alla lettera c) del comma 1 del presente articolo, è riconosciuta una detrazione forfetaria aggiuntiva a titolo di sostegno per le spese di assistenza e cura dei figli minori. la detrazione è riconosciuta nel limite di:
            a) 500 euro per il primo figlio, più 300 euro per ciascun figlio successivo al primo, se il reddito complessivo non supera 20.000 euro;

            b) 450 euro per il primo figlio, più 250 euro per ciascun figlio successivo al primo, se il reddito complessivo è superiore a 20.000 euro e inferiore a 40.000 euro;
            c) 400 euro per il primo figlio, più 250 euro per ciascun figlio successivo al primo, se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro e inferiore a 50.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 10.000 euro.

        1-sexies. Le detrazioni di cui al comma 1-quinquies spettano in misura pari al 50 per cento degli importi determinati ai sensi del medesimo comma 1-quinquies per i figli di età superiore a otto anni.

        1-septies. In caso di incapienza, totale o parziale, il beneficio non goduto di cui al comma 1-quinquies è corrisposto sotto forma di assegno alla lavoratrice madre“.

        Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministro per le pari opportunità, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità di accesso al beneficio previsto dal comma 8.
        10. Le risorse di cui al comma 8, per la quota non utilizzata ai fini di cui al comma 9, sono destinate per il 50 per cento ad un apposito Fondo per il finanziamento di misure finalizzate alla riduzione della pressione fiscale sulle imprese e per la restante parte al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto».

 

1.0.5

Mascitelli, Lannutti, Pardi

Ritirato

        Dopo l’articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Istituzione di un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari e devoluzione delle entrate al “Fondo per il rimborso dei contributi versati dalle imprese“ per la riduzione del cuneo fiscale)

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2012 è istituita un’imposta progressiva sui patrimoni immobiliari. da applicare negli anni 2012. 2013 e 2014. Per patrimoni immobiliari si intendono gli immobili di valore complessivo superiore a 1.500.000 euro. Sono esclusi gli immobili di proprietà di persone giuridiche che sono utilizzati dalle medesime ai fini esclusivi dell’esercizio dell’attività imprenditoriale.

        2. L’imposta di cui al comma 1 è dovuta dai soggetti proprietari o titolari di altro diritto reale, persone fisiche o persone giuridiche, applicando ai patrimoni di cui al comma 1, le seguenti aliquote:

            a) per patrimoni superiori a 1.500.000 euro, lo 0,75 per cento;

            b) per patrimoni superiori a 2.500.000 euro, l’1 per cento;
            c) per patrimoni superiori a 5.000.000 di euro, l’1,5 per cento;

        3. Le risorse finanziarie derivanti all’erario dall’applicazione delle aliquote stabilite dal comma 2, affluiscono a un fondo appositamente istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, denominato “Fondo per il rimborso dei contributi versati dalle imprese“, che è utilizzato per ridurre la differenza tra il costo del lavoro a carico dell’impresa e la retribuzione netta nella busta paga del lavoratore, denominata cuneo fiscale».

 

1.0.6

Agostini, Mercatali, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando

Ritirato

        Dopo l’articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Dismissione del patrimonio immobiliare)

        1. Il Ministro della difesa rende noti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli elenchi, distinti per territorio regionale, dei beni immobili in uso al Ministero della difesa non necessari a scopi istituzionali e che non sono stati avviati a procedure di valorizzazione, i quali possono essere trasferiti, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, a Comuni, Province, Regioni. Entro centoventi giorni dalla pubblicazione degli elenchi possono essere presentati all’Agenzia del demanio progetti di valorizzazione finalizzati all’alienazione dei beni immobili di cui al precedente periodo da parte di soggetti pubblici o privati, contenenti le necessarie autorizzazioni urbanistiche ai sensi dell’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Tali progetti possono prevedere l’utilizzo di fondi d’investimento immobiliari chiusi compartecipati da Stato ed enti pubblici locali e regionali, ai sensi del citato art. 33, ovvero prevedere procedure dirette di alienazione attraverso gare ad evidenza pubblica. In nessun caso un bene immobiliare inserito nei progetti di valorizzazione di cui al periodo precedente può essere conferito al fondo o avviato ad alienazione prima della definitiva approvazione dell’autorizzazione urbanistica. Ciascun progetto di valorizzazione deve contenere la destinazione ad usi pubblici ovvero alla realizzazione di unità immobiliari da immettere sul mercato degli affitti a canoni sostenibili di una quota non inferiore al trenta per cento delle cubature autorizzate e delle superfici coinvolte.

        2. L’Agenzia del demanio coordina la valutazione dei progetti di cui al comma l, sulla base di criteri stabiliti previa intesa in sede di Conferenza unificata, da raggiungere entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per i progetti valutati positivamente, l’Agenzia del Demanio, entro sessanta giorni dal termine ultimo per la presentazione dei progetti di valorizzazione di cui al comma 1, dispone il trasferimento del beni nella proprietà degli enti pubblici locali e regionali, ovvero dei fondi pubblici di cui al comma 1 dell’articolo 33 del decreto-Iegge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Il venticinque per cento dei proventi delle alienazioni restano nella disponibilità degli enti pubblici locali o regionali promotori e possono essere impegnati al di fuori dei limiti posti dal patto di stabilità interno, mentre il restante settantacinque per cento è acquisito dallo Stato. I beni contenuti negli elenchi di cui al precedente comma 1 per i quali non siano stati presentati progetti di valorizzazione, ovvero se presentati non abbiano ricevuto una valutazione positiva, vengono inseriti negli elenchi del beni trasferibili secondo le ordinarie procedure disposte dal decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85.
        3. Con la medesima procedura di cui ai commi 1 e 2 gli enti pubblici locali o regionali possono avviare a dismissione parti del loro patrimonio immobiliare. Anche in tale caso il venticinque per cento dei proventi delle alienazioni restano nella disponibilità degli enti pubblici locali o regionali promotori e possono essere impegnati al di fuori dei limiti posti dal patto di stabilità interno, mentre il restante settantacinque per cento è acquisito dallo Stato.
        4. Nell’ambito del coordinamento della finanza pubblica, la previsione di cui all’articolo 29, comma 1-ter, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, si applica anche alle regioni, agli enti locali e le Camere di Commercio, con esclusione del settore idrico. La partecipazione al programma di dismissioni consente l’accesso al fondo di cui all’articolo 5, comma 1, del medesimo decreto. La mancata partecipazione comporta l’aumento del 5 per cento del concorso dell’ente al patto di stabilità interno, che si eleva al 15 per cento nel caso delle Camere di commercio, salvo che la mancata partecipazione sia adeguatamente motivata con relazione da inviare al Ministero dell’economia e delle finanze entro 11 30 febbraio 2012 e dal medesimo autorizzata. Le modalità di dismissione sono stabilite, con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, nel rispetto del principio di trasparenza e di non discriminazione.
        5. Nel caso di infrastrutture caratterizzate da monopolio naturale, quali porti ed aeroporti, la dismissione non può superare il 49 per cento delle quote azionarie ma può prevedere la cessione dei compiti gestionali e operativi. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono definite normative di regolazione dei servizi e delle infrastrutture pubbliche locali nei settori ancora privi di regolazione, ivi compresa l’istituzione di apposite agenzie di regolamentazione aventi carattere federale.
        6. Dalle misure di cui al presente articolo devono derivare entrate non inferiori a 5 miliardi di euro annui per ciascuno degli anni 2012-2016 da destinare al Fondo per l’ammortamento dei titoli dì Stato».

 

1.0.7

Agostini, Bubbico, Mercatali, Barbolini, Marco Filippi, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Donaggio, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Ranucci, Vimercati

Respinto

        Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. A decorrere dall’anno 2012 gli stanziamenti destinati ai trasferimenti alle imprese, di parte capitale e parte corrente, ad eccezione di quelli relativi all’ANAS, al settore del trasporto pubblico locale e alle Ferrovie dello Stato Spa., sono ridotti per un ammontare non inferiore a 6 miliardi di euro e i relativi risparmi di spesa sono destinati:

            a) per una quota non inferiore a 1,5 miliardi di euro a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1º gennaio 2012, ad integrazione e potenziamento del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali;

            b) per una quota non inferiore a 500 milioni di euro decorrere dal periodo di imposta in corso ali gennaio 2012, ad integrazione e potenziamento del credito d’imposta per investimenti in ricerca e innovazione;
            c) per una quota non inferiore a 4 miliardi di euro all’attuazione della disposizione di cui al comma 2.

        2. All’articolo 5-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: “le spese per il personale dipendente e assimilato“ sono soppresse».

 

 

Art. 2.

2.1

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Al comma 2, lettera a) inserire la seguente:

            «a-bis. All’articolo 01, del decreto-legge 1º gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni:
                a) al comma 1, le parole: “il triennio 2006-2008“, sono sostituite dalle seguenti: “gli anni dal 2006 al 2012“;

                b) il comma 7 è abrogato.

        Conseguentemente agli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione, valutati in 200 milioni di euro a partire dall’anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

2.2

Tancredi

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

        «5-bis. L’articolo 79, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, si interpreta nel senso che i datori di lavoro che hanno corrisposto per legge o per contratto collettivo, anche di diritto comune, il trattamento di famiglia, con conseguente esonero dell’Istituto nazionale della previdenza sociale dall’erogazione della predetta prestazione, non sono tenuti al versamento della relativa contribuzione all’Istituto medesimo. Restano acquisite alla gestione e conservano la loro efficacia le contribuzioni comunque versate per i periodi anteriori alla data del 1º gennaio 2012.

        5-ter. A decorrere dal 1º gennaio 2012, le imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto sono tenute a versare, secondo la normativa vigente la contribuzione per i trattamenti di famiglia».

 

2.3

Mascitelli, Di Nardo, Caforio, Carlino, Pardi, Pedica

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

        «5-bis. L’assegno mensile di invalidità civile di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, concesso a carico dello Stato ed erogato dall’lNPS, è stabilito nella misura di 500 euro mensili, per tredici mensilità e viene erogato con le medesime condizioni e modalità previste dalla legislazione vigente. All’onere derivante dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, pari a 915 milioni di euro a decorrere da120l2, si provvede mediante utilizzo dell’incremento di gettito derivante dalle disposizioni di cui ai commi da 25-bis a 25-quinquies dell’articolo 5».

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, sono aggiunti i seguenti:

        «25-bis. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n, 446. sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) all’articolo 6, comma 8, le parole: “nella misura del 96 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 93 per cento“;

            b) all’articolo 6, comma 9, le parole: “nella misura del 96 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 93 per cento“;
            c) all’articolo 7, comma 2, le parole: “nella misura del 96 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 93 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le modifiche di cui al comma 25-bis, si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010.

        25-quater. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti: “0,15 per cento“. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al primo periodo si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010.
        25-quinquies. A decorrere dal 1º gennaio 2012 la tassa sui superalcolici di cui all’Allegato 1 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, è aumentata del 10 per cento».

 

2.4

Pichetto Fratin, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012, nelle more della definizione della concertazione previdenziale, prevista dall’articolo 26, comma 20, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, il personale del comparto sicurezza e difesa, può aderire, su base esclusivamente volontaria, a forme pensionistiche complementari negoziali attivate per altri comparti della pubblica amministrazione in attuazione del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni. con le stesse modalità previste per questi ultimi».

 

2.5

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. All’articolo 5, della legge 3 agosto 2004, n. 206, dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti:
        “3-bis. A decorrere dall’entrata in vigore della presente disposizione ai soggetti di cui al comma 3 è corrisposto un nuovo speciale assegno vitalizio non reversibile pari ad euro 1.533 mensili, corrispondente alla sommatoria dei due assegni. originari riferiti alla normativa indicata nel periodo in appresso, soggetto alla perequazione automatica di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni. A decorrere dalla medesima data cessano di essere corrisposti agli aventi diritto lo speciale assegno vitalizio non reversibile di 1033 Euro mensili e l’assegno vitalizio non reversibile di cui all’art. 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407 e successive modificazioni.

        3-ter. Il vitalizio di cui al comma 3 bis è concesso al coniuge ed ai figli, anche se il matrimonio è stato contratto o i figli sono nati successivamente all’atto terroristico e, in mancanza dei predetti, ai genitori degli invalidi permanenti in misura non inferiore alla percentuale del 25 per cento, come determinata o rideterminata ai sensi dell’articolo 6, comma l, anche se deceduti successivamente al 26 agosto 2004 e per qualunque causa ovvero, ancora in vita. Se l’invalido contrae matrimonio dopo che il nuovo speciale assegno vitalizio sia stato già erogato a ciascuno dei genitori, il coniuge ed figli di costui non hanno diritto al suddetto beneficio“».

        Conseguentemente, per la copertura degli oneri di cui al comma 3-ter, valutati in euro 1.213.570 per l’anno 2011, ed euro 7.281.421 a decorrere dal 2012, all’articolo 5, comma 1, sostituire l’importo: «1.235», con l’importo: «1.000».

 

2.6

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. All’articolo 1, della legge 23 agosto 2004, n. 243, dopo il comma 8, sono aggiunti i seguenti:
        “8-bis. I destinatari dei benefici pensionistici di cui alla legge 3 agosto 2004, n. 206 e successive modificazioni maturano il diritto alla pensione di anzianità e vecchiaia secondo le disposizioni in vigore, nei rispettivi regimi previdenziali, esclusivamente vigenti alla data del 31 dicembre 2007. La presente disposizione si applica anche con riferimento ai casi a venire. In ogni caso si prescinde comunque da ogni successiva modificazione delle normative.

        8-ter. I soggetti di cui al comma 8-bis possono richiedere all’Ente previdenziale di appartenenza od al Ministero del lavoro, a seconda di essere provvisti o meno di titolarità di posizione assicurativa pensionistica obbligatoria alla data della richiesta, la certificazione dei diritti pensionistici indicati in detto comma e degli altri diritti previsti dalla speciale normativa che li riguardanti».

 

2.7

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5 aggiungere il seguente:

        «5-bis. L’articolo 7 della legge 3 agosto 2004, n. 206, è sostituito dal seguente:
        “Art. 7. 1. Ai pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e ai loro superstiti, limitatamente al coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in loro mancanza ai genitori, è assicurato l’adeguamento costante della misura delle pensioni di ciascun soggetto, siano esse dirette, indirette o di reversibilità, al trattamento complessivo in godimento dei lavoratori in attività nelle corrispondenti posizioni economiche e con pari anzianità. A decorrere dal 1º gennaio 2007, la presente disposizione si applica anche ai familiari degli invalidi ancora in vita. II beneficio spetta al coniuge ed ai figli dell’invalido, anche se il matrimonio è stato contratto e/o i figli sono nati successivamente all’atto terroristico. Se l’invalido contrae matrimonio dopo che il beneficio è stato attribuito ai genitori, il coniuge ed i figli di costui ne sono esclusi. In ogni caso, limitatamente ai trattamenti diretti di tutti i familiari di cui alla presente disposizione, il beneficio è applicato dal 1º gennaio 2007.

        2. A decorrere dal 26 agosto 2004, fatta salva la disciplina prevista dal comma 1 per i soggetti interessati, è altresì assicurata la rivalutazione costante, in forma semplificata, dei rispettivi trattamenti pensionistici. Detta rivalutazione è operata applicando sulla misura della pensione in essere dall’inizio di ogni anno, l’incremento percentuale derivante dalla sommatoria del tasso di inflazione medio pieno e del tasso percentuale di crescita annuo delle retribuzioni lorde di fatto dell’unità di lavoro equivalente, a tempo lavorativo pieno (ULA). Per i suddetti tassi, si fa riferimento a quelli rilevati annualmente dall’ISTAT sull’anno solare precedente, per ognuna delle categorie produttive di appartenenza. Ogni biennio, si applica altresì un ulteriore incremento del 2,5 per cento sulla misura intera della pensione in essere, con decorrenza di maturazione l settembre 2004, per le pensioni già attive all’entrata in vigore della legge, mentre per le pensioni costituitesi successivamente al 26 agosto 2004, la maturazione del primo incremento del 2,5 per cento decorre dalla data del pensionamento. Ove più favorevole, si applica comunque la disciplina di cui al comma 1“».

        Conseguentemente, per la copertura degli oneri di cui ai commi precedenti, valutati in euro 1.890.091 per l’anno 2011 e euro 331.400 a decorrere dal 2012, all’articolo 5, comma 1, sostituire l’importo: «1.235», con l’importo: «1.000».

 

2.8

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5 aggiungere il seguente:

        «5-bis. Il comma 2-bis, dell’articolo 4, della legge 3 agosto 2004, n. 206, ai fini della sua applicazione per quanto attiene l’ultima retribuzione annua integralmente percepita e maturata, si interpreta nel senso che essa è riferita all’ultimo anno effettivamente lavorato precedente la decorrenza della pensione ed è rappresentata dalla retribuzione lorda di fatto quale definita dall’ISTAT e cioè determinata dalla somma della componente continuativa ed accessoria nonché della componente saltuaria e occasionale delle retribuzioni, prescindendo, senza alcuna limitazione, da qualsiasi assoggettamento a contribuzione previdenziale e a trattenuta fiscale».

 

2.9

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5 aggiungere il seguente:

        «5-bis. Il comma 2, dell’articolo 4, della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che è indifferente che la posizione assicurativa obbligatoria sia aperta al momento dell’evento terroristico o successivamente. In nessun caso, sono opponibili termini o altre limitazioni temporali alla titolarità della posizione e del diritto al beneficio che ne consegue».

 

2.10

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5 aggiungere il seguente:

        «5-bis. Il comma 1, dell’articolo 3, della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che i benefici ivi previsti spettano al coniuge ed ai figli dell’invalido, anche se il matrimonio è stato contratto e/o i figli sono nati successivamente all’atto terroristico. Se l’invalido contrae matrimonio dopo che il beneficio è stato attribuito ai genitori il coniuge ed i figli di costui ne sono esclusi».

 

2.11

Bornacin

Ritirato

        Dopo il comma 5 aggiungere il seguente:

        «5-bis. Il comma 1, dell’articolo 2, della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che i benefici ivi previsti spettano anche ai familiari di cui al comma 1 dell’articolo 3, degli invalidi inclusi quelli ancora in vita, sui loro trattamenti diretti pensionistici e di fine rapporto o equipollenti. Ai fini degli incrementi per la rideterminazione di detti trattamenti per i dipendenti appartenenti al comparto privato che abbiano presentato apposita domanda entro il 30 novembre 2007, è fatta comunque salva la possibilità, in luogo della percentuale di incremento del 7,5 per cento calcolata al momento del pensionamento, di conseguire la percentuale di incremento tra la retribuzione contrattuale relativa al passaggio, ancorché da posizione apicale, alla qualifica immediatamente superiore e la retribuzione contrattuale della qualifica ricoperta dal lavoratore sempre all’atto del pensionamento».

 

2.12

Viespoli, Fleres, Saia

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. All’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 le parole: “e in misura pari al 26 per cento a decorrere dall’anno 2010“ sono sostituite dalle seguenti: “, in misura pari al 29 per cento per l’anno 2012 e in misura pari al 33 per cento a decorrere dall’anno 2013“».

 

2.0.1

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Rutelli

Ritirato

        Dopo l’articolo 2 aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2012, ferma restando la disciplina vigente in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, conseguono l’accesso alla pensione di vecchiaia con il requisito anagrafico di sessantuno anni. Il requisito anagrafico di sessantuno anni è incrementato di un anno di età, ogni diciotto mesi a partire dal 1º gennaio 2012, sino al raggiungimento di 65 anni di età a decorrere dal 1º gennaio 2018.

        2. Le risorse derivanti dal comma 1 affluiscono al Fondo per le politiche sociali e sono integralmente finalizzate alla promozione di misure di sostegno alla non autosufficienza e per la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché alla graduale adozione di un sistema fiscale di vantaggio per le famiglie con figli. il Ministro del lavoro e delle politiche sociali presenta alle Camere entro il 31 marzo 2012 un programma pluriennale sugli interventi dedicati alla non autosufficienza e all’esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici con l’indicazione delle dotazioni del Fondo di cui al precedente periodo utilizzate a tal fine in ciascuna annualità. Il Fondo per le politiche sociali è ridenominato in: “Fondo per le politiche sociali e familiari“.
        3. Con effetto dal 1º gennaio 2012 il diritto per l’accesso al trattamento pensionistico di anzianità per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive della medesima, ferma restando la disciplina vigente in materia di decorrenza del trattamento pensionistico ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, si consegue esclusivamente con il requisito di anzianità contributiva non inferiore a quaranta anni. Resta ferma l’applicazione della disciplina in materia di accesso ai trattamenti pensonistici vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011, nonché nei confronti:
            – dei lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni;
            – dei lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni;
            – dei titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
            – dei lavoratori di cui al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 che abbiano svolto una o più delle attività lavorative di cui al comma 1 del medesimo decreto per un periodo di tempo pari ad almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa.

        4. Le risorse derivanti dal comma 3 affluiscono al Fondo per le politiche sociali e familiari e sono integralmente finalizzate a favorire l’occupazione e al finanziamento di politiche attive del lavoro e di sostegno al reddito e delle politiche per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali presenta, alle Camere entro il 31 marzo 2012 un programma pluriennale sugli interventi dedicati al finanziamento di politiche attive del lavoro e di sostegno al reddito e delle politiche per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale con l’indicazione delle dotazioni del Fondo di cui al precedente periodo utilizzate a tal fine in ciascuna annualità».

 

2.0.2

Poli Bortone, Fleres, Castiglione, Carrara, Saia

Ritirato

        Dopo l’articolo 2, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Misure a favore delle imprese agricole debitrici)

        1. Per le imprese agricole, di cui all’articolo 2135 del codice civile, ivi comprese le cooperative che svolgono l’attività di produzione agricola, iscritte nel registro delle imprese o nell’anagrafe delle imprese agricole, che beneficiano del credito agrario di cui al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modificazioni, sono prorogate, fino al 31 dicembre 2012, con i privilegi previsti dalla legislazione in materia, le scadenze delle rate delle operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento e di credito ordinario.

        2. Le imprese agricole debitrici che non hanno provveduto a richiedere il codice C.A.R., che non hanno formulato la scheda di adesione definitiva ovvero che non hanno provveduto al relativo pagamento, possono provvedervi entro il31 dicembre 2012 versando l’importo alla Società di Cartolarizzazione dei Crediti INPS (S.C.C.I. s.p.a.) con le modalità di seguito indicate:
            – con pagamento in unica soluzione l’ammontare dovuto è pari al 22 per cento;
            – con pagamento in dieci rate uguali annuali da versare ognuna entro il 31 dicembre di ciascun anno.
        In tal caso l’ammontare del debito è determinato nella misura del 30 per cento.

        3. La S.C.C.I. s.p.a., di cui al precedente comma, su richiesta del debitore provvede a riliquidare il credito pregresso, riferito ai contributi previdenziali agricoli, vantato a fronte delle tariffazioni trimestrali liquidate e non pagate sino al quarto trimestre del 2005 compreso. Le modalità per il calcolo della predetta riliquidazione sono le stesse adottate in seguito all’accordo di ristrutturazione assunto con gli Istituti di credito e recepito dal Consiglio di Amministrazione dell’INPS in data 7 febbraio 2007.

        4. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo si provvede mediante riduzione, fino al 10 per cento, a decorrere dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili, ad eccezione delle spese relative alla missione: Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca».

 

2.0.3

Carlino, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Dopo l’articolo 2 inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Istituto di previdenza generale)

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2012 è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito “Istituto“.

        2. L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);

        3. L’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º gennaio 2012. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’lNPS e i comitati di vigilanza delle gestioni dell’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto.

        4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l«innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto.
        5. Entro il 28 febbraio 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti.
        6. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:

            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            d) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        7. Alla costituzione degli organi di cui al comma 6 si provvede a decorrere dal 1º gennaio 2012.

        8. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestIone delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali.
        9. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 giugno 2011, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 settembre 2011. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e rinnovazione».

 

 

Art. 3.

3.1000/1

Latronico, Mazzaracchio

Ritirato

        All’emendamento 3.1000, al primo “Conseguentemente“, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

            «a-bis) sopprimere il comma 47».

 

3.1000 (v. testo 2)

Il Relatore

        All’elenco 1 di cui all’articolo 3 apportare le seguenti modificazioni:

            a) sostituire l’elenco delle riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili delle missioni e dei programmi del Ministero dell’economia e delle finanze come da tabella allegata relativa al Ministero medesimo.

            b) sostituire l’elenco delle riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili delle missioni e dei programmi del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare come da tabella allegata relativa al Ministero medesimo;
            c) alla riga «Totale» in corrispondenza della voce «Riduzioni» sostituire gli importi per gli anni 2012, 2013 e 2014 con i seguenti:

                2012: 9.606.088;

                2013: 4.401.811;
                2014: 4.259.348.

        Conseguentemente, all’articolo 4, apportare le seguenti modificazioni:

            a) sostituire il comma 9 con il seguente: «9. All’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, le parole: “a decorrere dall’anno 2005“ sono sostituite dalle seguenti: “dal 2005 al 2011“ e, alla fine, sono aggiunte le seguenti: “e a decorrere dal 2012 la somma di un milione di euro“»;

            b) al comma 27, sostituire la parola «57» con la seguente: «57-ter»;
            c) dopo il comma 57 aggiungere i seguenti:

        «57-bis. Al comma 3 dell’articolo 53, secondo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dopo le parole: “legge 23 dicembre 1996, n. 662“ sono aggiunte le seguenti: “il cui onere non potrà essere superiore a 321,6 milioni di euro per l’anno 2012, 351,6 milioni di euro per l’anno 2013 e 291,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014“.

        57-ter. Le risorse disponibili per gli interventi recati dalle autorizzazioni di spesa di cui all’elenco 3 allegato alla presente legge sono ridotte per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 per gli importi ivi indicati».

            d) al comma 88, apportare le seguenti modifiche:
                1) al primo periodo, sostituire le parole: «da 80 a 87» con le seguenti: «da 74 a 76 e da 79 a 87»;

                2) aggiungere dopo l’ultimo periodo le seguenti parole: «il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

Elenco 3 (articolo 4, comma 57-ter)

 

Norme

2012

2013

2014

Articolo 13, comma 1, della legge 2 maggio 1990, n. 102

 

 


38.690.000

Decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61



13.067.259



33.167.952



 

Articolo 4 del decreto-legge 30 maggio 1994, n. 328, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 luglio 1994, n. 471



40.103.116



33.167.952



40.103.116

Articolo 6, comma 1, del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35




1.500.000




827.067




1.200.000

Articolo 5 della decreto-legge 20 settembre 2003, n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326



8.000.000



6.616.534



8.000.000

Articolo 29, comma 1, della decreto-legge 20 settembre 2003, n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326




1.000.000




 




2.000.000

 

        Conseguentemente, alla tabella C, apportare le seguenti modificazioni (tra parentesi, gli importi da sostituire):

 

 

2012

2013

2014

(in migliaia di euro)

Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente

Tutela e conservazione della fauna e della flora, salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema marino

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

LEGGE N. 979 DEL 1982: DISPOSIZIONI PER LA DIFESA DEL MARE

        (1.10 – CAPP. 1644, 1646)

21.700

21.700

5.612

(16.971)

(21.168)

(5.572)

DECRETO-LEGGE N. 2 DEL 1993: CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE n. 59 DEL 1993: MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE 7 FEBBRAIO 1992 N. 150, IN MATERIA DI COMMERCIO DETENZIONE DI ESEMPLARI DI FAUNA E FLORA MINACCIATI DI ESTINZIONE

        (1.10 – CAPP. 1388, 1389)

187

155

155

(154)

(150)

(105)

LEGGE N. 549 DEL 1995: MISURE DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA

– ART. 1 COMMA 43: CONTRIBUTI AD ENTI, ISTITUTI, ASSOCIAZIONI, FONDAZIONI ED ALTRI ORGANISMI E LEGGE FINANZIARIA n. 296 DEL 2006: DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE FINANZIARIA 2007), ART. 1, COMMA 519 – STABILIZZAZIONE PERSONALE

          (1.10 – CAP. 1551)

7.000

7.000

7.000

(5.721)

(7.000)

(7.000)

        Conseguentemente alla tabella E, apportare le seguenti modificazioni (tra parentesi, gli importi da sostituire):

 

 

2012

2013

2014

(in migliaia di euro)

Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente

Tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche,trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche

AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

LEGGE FINANZIARIA N. 244 DEL 2007: DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE FINANZIARIA 2007)

–  ART. 2 COMMA 327: PIANO STRAORDINARIO DI TELERILEVAMENTO

    (Set. 27) INTERVENTI DIVERSI

         (1.9 – CAP. 8534)

500

– 

– 

(411)

(-)

(-)

RIDUZIONI DELLE DOTAZIONI FINANZIARIE RIMODULABILI
DI CIASCUN MINISTERO
Triennio 2012-2014
(migliaia di euro)

 

MINISTERO
    Missione
        Programma

2012

2013

2014

Riduzioni

di cui
predeterminate
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminate
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminate
per legge

MINISTERO
    Missione
        Programma

2012

2013

2014

Riduzioni

di cui
predeterminata
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminata
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminata
per legge

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE     3.029.998    2.454.000    712.692     400.710    956.998    674.005

1  Politiche economico-finanziarie e di bilancio (29)

410.055

187.107

92.318

13.005

310.574

222.689

1.1  Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della fiscalità (1)

148.146

4.192

55.291

0

65.575

228

1.3  Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali (3)

45.530

21.224

670

0

9.381

0.147

1.4  Regolamentazione e vigilanza sul settore finanziario (4)

1.762

782

763

0

622

0

1.5  Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d’imposte (5)

50.943

391

21.475

325

19.502

256

1.6  Analisi e programmazione economico-finanziaria (6)

2.084

725

1.504

441

1.195

350

1.7  Analisi, monitoraggio e controllo della finanza pubblica e politiche di bilancio (7)

161.540

150.703

12.594

12.240

213.299

212.705

2  Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali (3)

49.582

49.582

7.297

7.297

14.095

14.095

2.1  Erogazioni a Enti territoriali per interventi di settore (1)

45.357

45.357

7.503

7.503

12.920

12.920

2.3  Regolazioni contabili ed altri trasferimenti alle Regioni a statuto speciale (5)

4.225

4.225

794

794

1.175

1.175

3  L’Italia in Europa e nel mondo (4)

1.490

56

580

47

627

37

3.1  Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE (10)

1.007

0

189

0

317

0

3.2  Politica economica e finanziaria in ambito internazionale (11)

483

56

390

47

310

37

4  Difesa e sicurezza del territorio (5)

869

869

163

163

274

274

4.1  Missioni militari di pace (8)

869

869

163

163

274

274

5  Ordine pubblico e sicurezza (7)

67.543

0

50.392

0

40.585

0

5.1  Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica (5)

6.943

0

0

0

537

0

5.2  Sicurezza democratica (4)

60.600

0

50.392

0

40.047

0

6  Soccorso civile (8)

122.795

122.795

69.596

69.596

55.231

55.231

6.2  Protezione civile (5)

122.795

122.795

69.596

69.596

55.231

55.231

7  Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca (9)

39.622

39.622

32.948

32.948

26.185

26.185

7.1  Sostegno al settore agricolo (3)

39.622

39.622

32.948

32.948

26.185

26.185

8  Competitività e sviluppo delle imprese (11)

106.389

92.365

0

0

7.194

7.050

8.2  Incentivi alle imprese per interventi di sostegno (8)

0

0

0

0

0

0

8.3  Interventi di sostegno tramite il sistema della fiscalità (9)

106.389

92.365

0

0

7.194

7.050

9  Diritto alla mobilità (13)

928.575

924.010

4.636

840

153.684

150.667

9.1  Sostegno allo sviluppo del trasporto (8)

928.576

924.010

4.636

840

153.684

150.667

10  Infrastrutture pubbliche e logistica (14)

204.173

203.567

114

0

191

0

10.1  Opere pubbliche e infrastrutture (8)

204.173

203.567

114

0

191

0

11  Comunicazioni (15)

63.358

0

52.585

0

41.869

0

11.1  Servizi postali e telefonici (3)

7.038

0

5.863

0

4.651

0

11.2  Sostegno all’editoria (4)

56.319

0

46.832

0

37.218

0

13  Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente (18)

0

0

293

0

233

0

13.2  Sostegno allo sviluppo sostenibile (14)

0

0

293

0

233

0

14  Casa e assetto urbanistico (19)

782

782

0

0

0

0

14.1  Edilizia abitativa e politiche territoriali (1)

782

782

0

0

0

0

16  Istruzione scolastica (22)

6.708

6.708

718

718

1.203

1.203

16.1  Sostegno all’istruzione (10)

6.708

6.708

718

718

1.203

1.203

17  Diritti sociali, politiche sociali e famiglia (24)

46.318

40.433

30.227

26.747

24.047

21.282

17.1  Protezione sociale per particolari categorie (5)

12.386

12.228

10.299

10.165

8.185

8.081

17.2  Garanzia dei diritti dei cittadini (6)

1.700

0

0

0

0

0

17.3  Sostegno alla famiglia (7)

21.129

21.129

10.695

10.695

8.499

8.499

17.4  Promozione e garanzia dei diritti e delle pari opportunità (8)

7.077

7.077

5.885

5.885

4.702

4.702

17.5  Lotta alle dipendenze (4)

4.026

0

3.348

0

2.661

0

18  Politiche previdenziali (25)

37.113

37.113

30.861

30.861

24.526

24.526

18.1  Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale – trasferimenti agli enti ed organismi interessati (2)

37.113

37.113

30.861

30.861

24.526

24.526

21  Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri (1)

108.911

57.546

88.366

47.732

70.180

37.887

21.2  Organi a rilevanza costituzionale (2)

33.763

13.148

28.075

10.934

22.312

8.689

21.3  Presidenza del Consiglio dei ministri (3)

75.149

44.398

60.291

36.799

47.868

29.198

22  Giovani e sport (30)

37.894

5.274

27.161

3.480

21.585

2.766

22.1  Attività ricreative e sport (1)

32.620

0

23.681

0

18.819

0

22.2  Incentivazione e sostegno alla gioventù (2)

5.274

5.274

3.480

3.480

2.766

2.766

23  Turismo (31)

8.387

8.387

5.808

5.808

4.617

4.617

23.1  Sviluppo e competitività del turismo (1)

8.387

8.387

5.808

5.808

4.617

4.617

24  Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (32)

65.118

553

47.863

655

39.111

520

24.2  Indirizzo politico (2)

190

0

135

0

190

0

24.3  Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (3)

4.300

0

0

0

0

0

24.4  Servizi generali, formativi ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche (4)

59.628

553

46.528

655

37.321

520

24.5  Rappresentanza, difesa in giudizio e consulenza legale in favore delle Amministrazioni dello Stato e degli enti autorizzati (5)

1.000

0

1.200

0

1.600

0

25  Fondi da ripartire (33)

724.316

677.295

170.667

160.812

120.988

105.058

25.1  Fondi da assegnare (1)

556.085

509.065

144.227

134.371

73.511

57.581

25.2  Fondi di riserva e speciali (2)

168.231

168.231

26.441

26.441

47.477

47.477

26  Debito pubblico (34)

0

0

0

0

0

0

26.1  Oneri per il servizio del debito statale (1)

0

0

0

0

0

0

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

124.118

113.562

45.210

44.592

58.800

51.549

1  Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente (18)

115.330

113.387

45.000

44.650

54.712

51.228

1.2  Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (3)

18.894

18.340

14.110

14.010

15.559

14.863

1.3  Sviluppo sostenibile (5)

50.215

50.182

23.709

23.703

19.232

19.171

1.6  Vigilanza, prevenzione e repressione in ambito ambientale (8)

521

0

95

0

951

0

1.8  Coordinamento generale, informazione ed educazione ambientale; comunicazione ambientale (11)

784

744

63

56

306

232

1.9  Tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche, trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche (12)

35.127

34.633

6.292

6.206

11.298

10.400

1.10  Tutela e conservazione della fauna e della flora, salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema marino (13)

9.788

9.470

731

676

7.366

6.813

2  Ricerca e innovazione (17)

123

98

23

18

225

180

2.1  Ricerca in materia ambientale (3)

123

98

23

18

225

180

3  Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (32)

436

0

80

0

796

0

3.1  Indirizzo politico (2)

22

0

4

0

41

0

3.2  Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (3)

414

0

76

0

755

0

4  Fondi da ripartire (33)

8.229

77

107

24

3.067

241

4.1  Fondi da assegnare (1)

 

77

107

24

3.067

241

 

 





3.1000 (testo 2)

Il Relatore

Accolto

        All’elenco 1 di cui all’articolo 3 apportare le seguenti modificazioni:

            a) sostituire l’elenco delle riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili delle missioni e dei programmi del Ministero dell’economia e delle finanze come da tabella allegata relativa al Ministero medesimo.

            b) sostituire l’elenco delle riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili delle missioni e dei programmi del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare come da tabella allegata relativa al Ministero medesimo.
            c) alla riga «Totale» in corrispondenza della voce «Riduzioni» sostituire gli importi per gli anni 2012, 2013 e 2014 con i seguenti:

            2012:  9.606.088;

            2013:  4.401.811;
            2014:  4.259.348;

            d) alla riga «Totale» in corrispondenza della voce «di cui predeterminate per legge» sostituire gli importi per gli anni 2012, 2013 e 2014 con i seguenti:
            2012:  8.254.335;

            2013:  3.193.407;
            2014:  2.799.778.

        Conseguentemente, all’articolo 4, apportare le seguenti modificazioni:

            a) sostituire il comma 9 con il seguente: «9. All’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, le parole: “a decorrere dall’anno 2005“ sono sostituite dalle seguenti: “dal 2005 al 2011“ e, alla fine, sono aggiunte le seguenti: “e a decorrere dal 2012 la somma di un milione di euro“»;

            b) al comma 27, sostituire la parola «57» con la seguente: «57-ter»;
            c) dopo il comma 57 aggiungere i seguenti:

        «57-bis. Al comma 3 dell’articolo 53, secondo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dopo le parole: “legge 23 dicembre 1996, n. 662“ sono aggiunte le seguenti: “il cui onere non potrà essere superiore a 321,6 milioni di euro per l’anno 2012, 351,6 milioni di euro per l’anno 2013 e 291,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014“.

        57-ter. Le risorse disponibili per gli interventi recati dalle autorizzazioni di spesa di cui all’elenco 3 allegato alla presente legge sono ridotte per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 per gli importi ivi indicati».

            d) al comma 88, apportare le seguenti modifiche:
                1) al primo periodo, sostituire le parole: «da 80 a 87» con le seguenti: «da 74 a 76 e da 79 a 87»;

                2) aggiungere dopo l’ultimo periodo le seguenti parole: «il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

ELENCO 3
(articolo 4, comma 57-ter)

 

Norme

2012

2013

2014

Articolo 13, comma 1, della legge 2 maggio 1990, n. 102

 

 


38.960.000

Decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61



13.097.259



10.832.306



 

Articolo 4 del decreto-legge 30 maggio 1994, n. 328, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 luglio 1994, n. 471



40.103.116



33.167.952



40.103.116

Articolo 6, comma 1, del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35




1.500.000




827.067




1.200.000

Articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326




8.000.000




6.616.534




8.000.000

Articolo 29, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326




1.000.000




 




2.000.000

        Conseguentemente, alla tabella C, apportare le seguenti modificazioni (tra parentesi, gli importi da sostituire):

 

 

2012

2013

2014

(in migliaia di euro)

Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente

Tutela e conservazione della fauna e della flora, salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema marino

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

LEGGE N. 979 DEL 1982: DISPOSIZIONI PER LA DIFESA DEL MARE

        (1.10 – CAPP. 1644, 1646)

21.700

21.700

5.612

(16.971)

(21.168)

(5.572)

DECRETO-LEGGE N. 2 DEL 1993: CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE n. 59 DEL 1993: MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE 7 FEBBRAIO 1992 N. 150, IN MATERIA DI COMMERCIO DETENZIONE DI ESEMPLARI DI FAUNA E FLORA MINACCIATI DI ESTINZIONE

        (1.10 – CAPP. 1388, 1389)

187

155

155

(154)

(150)

(105)

LEGGE N. 549 DEL 1995: MISURE DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA

– ART. 1 COMMA 43: CONTRIBUTI AD ENTI, ISTITUTI, ASSOCIAZIONI, FONDAZIONI ED ALTRI ORGANISMI E LEGGE FINANZIARIA n. 296 DEL 2006: DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE FINANZIARIA 2007), ART. 1, COMMA 519 – STABILIZZAZIONE PERSONALE

          (1.10 – CAP. 1551)

7.000

7.000

7.000

(5.721)

(7.000)

(7.000)

        Conseguentemente alla tabella E, apportare le seguenti modificazioni (tra parentesi, gli importi da sostituire):

 

 

2012

2013

2014

(in migliaia di euro)

Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente

Tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche,trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche

AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

LEGGE FINANZIARIA N. 244 DEL 2007: DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE FINANZIARIA 2007)

–  ART. 2 COMMA 327: PIANO STRAORDINARIO DI TELERILEVAMENTO

    (Set. 27) INTERVENTI DIVERSI

         (1.9 – CAP. 8534)

500

– 

– 

(411)

(-)

(-)

RIDUZIONI DELLE DOTAZIONI FINANZIARIE RIMODULABILI
DI CIASCUN MINISTERO
Triennio 2012-2014
(migliaia di euro)

 

MINISTERO
    Missione
        Programma

2012

2013

2014

Riduzioni

di cui
predeterminate
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminate
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminate
per legge

MINISTERO
    Missione
        Programma

2012

2013

2014

Riduzioni

di cui
predeterminata
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminata
per legge

Riduzioni

di cui
predeterminata
per legge

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE     3.029.998    2.454.000    712.692     400.710    956.998    574.095

1  Politiche economico-finanziarie e di bilancio (29)

410.055

187.107

92.318

13.005

310.574

222.689

1.1  Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della fiscalità (1)

148.146

4.192

55.291

0

65.575

228

1.3  Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali (3)

45.580

21.224

670

0

9.381

9.147

1.4  Regolamentazione e vigilanza sul settore finanziario (4)

1.762

782

763

0

622

0

1.5  Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d’imposte (5)

50.943

391

21.475

325

19.502

258

1.6  Analisi e programmazione economico-finanziaria (6)

2.084

725

1.504

441

1.195

350

1.7  Analisi, monitoraggio e controllo della finanza pubblica e politiche di bilancio (7)

161.540

159.703

12.594

12.240

213.299

212.705

2  Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali (3)

49.582

49.582

7.297

7.297

14.095

14.095

2.1  Erogazioni a Enti territoriali per interventi di settore (1)

45.357

45.357

6.503

6.503

12.920

12.920

2.3  Regolazioni contabili ed altri trasferimenti alle Regioni a statuto speciale (5)

4.225

4.225

794

794

1.175

1.175

3  L’Italia in Europa e nel mondo (4)

1.490

56

580

47

627

37

3.1  Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE (10)

1.007

0

189

0

317

0

3.2  Politica economica e finanziaria in ambito internazionale (11)

483

56

390

47

310

37

4  Difesa e sicurezza del territorio (5)

869

869

163

163

274

274

4.1  Missioni militari di pace (8)

869

869

163

163

274

274

5  Ordine pubblico e sicurezza (7)

67.543

0

50.392

0

40.585

0

5.1  Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica (5)

6.943

0

0

0

537

0

5.2  Sicurezza democratica (4)

60.600

0

50.392

0

40.047

0

6  Soccorso civile (8)

122.795

122.795

69.596

69.596

55.231

55.231

6.2  Protezione civile (5)

122.795

122.795

69.596

69.596

55.231

55.231

7  Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca (9)

39.622

39.622

32.948

32.948

26.185

26.185

7.1  Sostegno al settore agricolo (3)

39.622

39.622

32.948

32.948

26.185

26.185

8  Competitività e sviluppo delle imprese (11)

106.389

92.365

0

0

7.194

7.050

8.2  Incentivi alle imprese per interventi di sostegno (8)

0

0

0

0

0

0

8.3  Interventi di sostegno tramite il sistema della fiscalità (9)

106.389

92.365

0

0

7.194

7.050

9  Diritto alla mobilità (13)

928.575

924.010

4.636

840

153.684

150.667

9.1  Sostegno allo sviluppo del trasporto (8)

928.576

924.010

4.636

840

153.684

150.667

10  Infrastrutture pubbliche e logistica (14)

204.173

203.567

114

0

191

0

10.1  Opere pubbliche e infrastrutture (8)

204.173

203.567

114

0

191

0

11  Comunicazioni (15)

63.358

0

52.685

0

41.869

0

11.1  Servizi postali e telefonici (3)

7.038

0

5.853

0

4.651

0

11.2  Sostegno all’editoria (4)

56.319

0

46.832

0

37.218

0

13  Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente (18)

0

0

293

0

233

0

13.2  Sostegno allo sviluppo sostenibile (14)

0

0

293

0

233

0

14  Casa e assetto urbanistico (19)

782

782

0

0

0

0

14.1  Edilizia abitativa e politiche territoriali (1)

782

782

0

0

0

0

16  Istruzione scolastica (22)

6.708

6.708

718

718

1.203

1.203

16.1  Sostegno all’istruzione (10)

6.708

6.708

718

718

1.203

1.203

17  Diritti sociali, politiche sociali e famiglia (24)

46.318

40.433

30.227

26.747

24.047

21.282

17.1  Protezione sociale per particolari categorie (5)

12.386

12.228

10.299

10.165

8.185

8.081

17.2  Garanzia dei diritti dei cittadini (6)

1.700

0

0

0

0

0

17.3  Sostegno alla famiglia (7)

21.129

21.129

10.695

10.695

8.499

8.499

17.4  Promozione e garanzia dei diritti e delle pari opportunità (8)

7.077

7.077

5.885

5.885

4.702

4.702

17.5  Lotta alle dipendenze (4)

4.026

0

3.348

0

2.661

0

18  Politiche previdenziali (25)

37.113

37.113

30.861

30.861

24.526

24.526

18.1  Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale – trasferimenti agli enti ed organismi interessati (2)

37.113

37.113

30.861

30.861

24.526

24.526

21  Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri (1)

108.911

57.546

88.366

47.732

70.180

37.887

21.2  Organi a rilevanza costituzionale (2)

33.763

13.148

28.075

10.934

22.312

8.689

21.3  Presidenza del Consiglio dei ministri (3)

75.149

44.398

60.291

36.799

47.868

29.198

22  Giovani e sport (30)

37.894

5.274

27.161

3.480

21.585

2.766

22.1  Attività ricreative e sport (1)

32.620

0

23.681

0

18.819

0

22.2  Incentivazione e sostegno alla gioventù (2)

5.274

5.274

3.480

3.480

2.766

2.766

23  Turismo (31)

8.387

8.387

5.808

5.808

4.617

4.617

23.1  Sviluppo e competitività del turismo (1)

8.387

8.387

5.808

5.808

4.617

4.617

24  Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (32)

65.118

553

47.863

655

39.111

520

24.2  Indirizzo politico (2)

190

0

135

0

190

0

24.3  Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (3)

4.300

0

0

0

0

0

24.4  Servizi generali, formativi ed approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche (4)

59.628

553

46.528

655

37.321

520

24.5  Rappresentanza, difesa in giudizio e consulenza legale in favore delle Amministrazioni dello Stato e degli enti autorizzati (5)

1.000

0

1.200

0

1.600

0

25  Fondi da ripartire (33)

724.316

677.295

170.667

160.812

120.988

105.058

25.1  Fondi da assegnare (1)

556.085

509.065

144.227

134.371

73.511

57.581

25.2  Fondi di riserva e speciali (2)

168.231

168.231

26.441

26.441

47.477

47.477

26  Debito pubblico (34)

0

0

0

0

0

0

26.1  Oneri per il servizio del debito statale (1)

0

0

0

0

0

0

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

124.118

113.562

45.210

44.692

58.800

51.649

1  Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente (18)

115.330

113.387

45.000

44.650

54.712

51.228

1.2  Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (3)

18.894

18.349

14.110

14.010

15.559

14.563

1.3  Sviluppo sostenibile (5)

50.215

50.182

23.709

23.703

19.232

19.171

1.6  Vigilanza, prevenzione e repressione in ambito ambientale (8)

521

0

96

0

951

0

1.8  Coordinamento generale, informazione ed educazione ambientale; comunicazione ambientale (11)

784

744

63

56

306

232

1.9  Tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche, trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche (12)

35.127

34.633

6.292

6.206

11.298

10.449

1.10  Tutela e conservazione della fauna e della flora, salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema marino (13)

9.788

9.479

731

676

7.366

6.813

2  Ricerca e innovazione (17)

123

98

23

18

225

180

2.1  Ricerca in materia ambientale (3)

123

98

23

18

225

180

3  Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (32)

436

0

80

0

796

0

3.1  Indirizzo politico (2)

22

0

4

0

41

0

3.2  Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (3)

414

0

76

0

755

0

4  Fondi da ripartire (33)

8.229

77

107

24

3.067

241

4.1  Fondi da assegnare (1)

8.229

77

107

24

3.067

241

 

 

3.1

Morando

Ritirato

        Alla tabella C, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma «Servizi generali, formativi e approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche», voce Ministero dell’economia e delle finanze, legge 146 del 1980: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1980): Art. 36: Assegnazione a favore dell’Istituto Nazionale di Statistica (24.4 – cap. 1680), apportare le seguenti variazioni:

        2012:
            CP: + 10.000;

            CS: + 10.000.

        2013:
            CP: + 7.000;

            CS: + 7.000.

        2014:
            CP: + 5.000;

            CS: + 5.000.

        Conseguentemente, all’articolo 3, elenco 1, voce Ministero dell’economia e delle finanze, missione 25 Fondi da ripartire (33) programma 25.1 Fondi da assegnare (1), incrementare le riduzioni ivi previste dei seguenti importi:

        2012:
            CP: + 10.000;

            CS: + 10.000.

        2013:
            CP: + 7.000;

            CS: + 7.000.

        2014:
            CP: + 5.000;

            CS: + 5.000.

 

3.2

Latronico

Ritirato

        All’Elenco 1, Riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili di ciascun Ministero, di cui all’articolo 3 del disegno di legge n. 2968, alla voce Ministero dello sviluppo economico, missione Ricerca e innovazione (7.1), programma Sviluppo, innovazione e ricerca in materia di energia ed in ambito minerario ed industriale, azzerare le riduzioni di 8.500 migliaia di euro previste per l’anno 2012.

        Conseguentemente al medesimo Elenco 1, missione Sviluppo e riequilibrio territoriale (2.1), programma Politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate, aumentare dello stesso importo le riduzioni previste.

 

3.3

Cursi

Ritirato

        All’Elenco 1, Riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili di ciascun Ministero, di cui all’articolo 3, alla voce Ministero dello Sviluppo Economico, missione Ricerca e innovazione (7.1) programma Sviluppo, innovazione e ricerca in materia di energia ed in ambito minerario ed industriale, azzerare le riduzioni di 8.500 migliaia di euro previste per l’anno 2012.

        Conseguentemente al medesimo Elenco 1, missione Sviluppo e riequilibrio territoriale (2.1) programma Politiche per lo sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree sottoutilizzate, aumentare dello stesso importo le riduzioni previste.

 

3.4

D’Alì, Alicata

Ritirato

        Con riferimento all’articolo 3, recante le Riduzioni delle spese rimodulabili dei Ministeri, sostituire la tabella contenente le riduzioni delle dotazioni finanziarie facenti capo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di cui all’elenco 1 richiamato nell’articolo 3 citato, e allegato alla legge, con la nuova tabella di seguito riportata.

        Conseguentemente, all’articolo 4, dopo il comma 110, aggiungere il seguente:

        «110-bis. Al fine di conseguire gli obiettivi di riduzioni di spesa di cui all’articolo 10, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come modificati dal decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, le risorse finanziarie dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare finalizzate all’attuazione dell’articolo 10 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono ridotte, per quanto concerne gli interventi di tutela ambientale, di euro 10.000.000,00 per l’anno 2012, di euro 2.000.000,00 per l’anno 2013, di euro 13.271,910,00 per l’anno 2014, nonché, per quanto concerne la tutela del rischio idrogeologico, di euro 1.000.000,00 per l’anno 2012 e di euro 6.717.681,00 per l’anno 2014».
Riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili di ciascun Ministero triennio 2012-2014
 

    Ministero

        Missione

            Programma

2012

2013

2014

riduzioni

di cui predeterminate
per legge

riduzioni

di cui predeterminate
per legge

riduzioni

di cui predeterminate
per legge

Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del Mare


113.100.000


105.370.833


43.200.000


43.200.000


38.810.409


36.810.409

    1.  Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente (18)


105.400.000


105.370.833


43.200.000


43.200.000


36.810.409


36.810.409

        1.2  Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (3)


18.085.335


18.085.335


13.964.035


13.964.035


14.108.178


14.108.178

        1.3  Sviluppo sostenibile (5)

48.900.000

48.900.000

23.467.290

23.467.290

16.830.056

16.830.056

        1.6  Vigilanza, prevenzione e repressione in mabito ambientale (8)


0


0


0


0


0


0

        1.8  Coordinamento generale, informazione ed educazione ambientale; comunicazione ambientali (11)



635.965



635.965



35.965



35.965



35.965



35.965

        1.9  Tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche, trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche (12)



31.903.267



31.874.100



5.732.710



5.732.710



5.736.710



5.736.710

        1.10  Tutela e conservazione della fauna e della flora, salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema marino (13)



5.875.433



5.875.433



0



0



100.000



100.000

    2.  Ricerca e innovazione (3)

0

0

0

0

0

0

        2.1  Ricerca in materia ambientale (3)

0

0

0

0

0

0

    3.  Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (32)


0


0


0


0


0


0

        3.1  Indirizzo politico (2)

0

0

0

0

0

0

        3.2  Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (3)


0


0


0


0


0


0

    4.  Fondi da ripartire (33)

7.700.000

0

0

0

2.000.000

0

        4.1  Fondi da assegnare (1)

7.700.000

0

0

0

2.000.000

0

 

3.5

Massidda

Ritirato

        Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «2. All’articolo 10, comma 19, secondo periodo del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo le parole: “della Corte dei conti“ sono inserite le seguenti: “, nonché i dipendenti di altri ministeri che, a decorrere dal 1º gennaio 2006 e fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, abbiano svolto per almeno un triennio incarichi di componente presso i collegi di cui al presente comma,“».

 

3.0.1

Grillo

Ritirato

        Dopo l’articolo 3 inserire il seguente:

«Art. 3-bis.

        1. Al primo comma dell’articolo 10 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in legge con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo le parole: “destinate alla ricerca“ sono aggiunte le seguenti: “al sostegno dell’editoria“.

        2. Al fine di assicurare la continuità degli interventi a sostegno dell’editoria è autorizzata la spesa di 80 milioni di euro per l’anno 2012.
        3. A decorrere dai contributi attinenti all’anno 2011, per i contributi previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dalla legge 14 agosto 1991, n. 278 e dall’articolo 20, comma 3-ter del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, fermi restando i tetti previsti dalla normativa vigente, l’importo massimo del contributo spettante alle imprese editrici di quotidiani non può superare l’importo di 250 mila euro per ogni giornalista e 85 mila euro per ogni poligrafico regolarmente assunti con contratto a tempo pieno in media annua, alla data del 31 dicembre 2010.
        4. A decorrere dal 1º gennaio 2012, all’articolo 74, comma 1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni, il sesto periodo è sostituito con il seguente: “La disposizione di cui al primo periodo della presente lettera c) si applica anche se i giornali quotidiani, i periodici e i libri sono ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi: in tal caso l’imposta di applica con l’aliquota dei beni diversi“.
        5. All’onere di 120 milioni di euro per l’anno 2012 derivante dall’attuazione dei commi 1 e 2 e dal risparmio derivante dall’attuazione del comma 3, si provvede mediante le maggiore entrate di cui al comma 4 e la destinazione di 85 milioni di euro delle maggiori entrate derivate dal comma 13 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220».

        Conseguentemente, sopprimere la riduzione di 75.870 per l’anno 2012 prevista dal punto 11.2 dell’elenco 1 di cui all’articolo 3.

 

 

Art. 4.

4.1

Bertuzzi

Ritirato

        Sopprimere il comma 3.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero degli Affari esteri, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 1.230;

            2013: – 1.230;
            2014: – 1.230.

 

4.2

Bertuzzi

Ritirato

        Al comma 3, sostituire le parole: «euro 1.230.000» con le seguenti: «euro 500.000».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero degli Affari esteri, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 730;

            2013: – 730;
            2014: – 730.

 

4.3

Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

        «7-bis. Per il finanziamento dell’emittenza radiotelevisiva locale a valere sulle risorse derivanti dal canone per le radioaudizioni circolari di cui al Regio decreto-Iegge 21 febbraio 1938, n. 246, la quota prevista annualmente a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva locale dall’articolo 10 della legge 27 ottobre 1993, n. 422, pari a tre quarti delle quote di competenza delle amministrazioni statali del canone di abbonamento ai sensi dell’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e successive modificazioni ed integrazioni, e degli introiti equiparati al canone, equivalente a 270 milioni di euro, viene ridotta del 44% limitatamente agli anni 2012 e 2013, mentre verrà riconosciuta interamente a decorrere dal 2014. Alle emittenti radiotelevisive locali verranno, pertanto, riconosciuti 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013, e 270 milioni di euro a decorrere dal 2014. In caso di incapienza delle suddette quote, il Ministero dell’economia e delle finanze provvede con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge.

        7-ter. A decorrere dal 1º gennaio 2012, all’articolo 27, comma 9, lettera a), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, le parole: “pari all’1 per cento del fatturato“ sono sostituite dalle seguenti: “pari al 5 per cento del fatturato“».

 

4.4

Pardi, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 8.

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.233 milioni».

 

4.5

Scanu, Amati, Crisafulli, Follini, Del Vecchio, Gasbarri, Negri, Pegorer, Pinotti

Ritirato

        Sopprimere il comma 8.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 2.000;

            2013: – 2.000;
            2014: – 2.000.

 

4.6

Butti, Adamo

Ritirato

        Al comma 9, dopo le parole: «e a decorrere dall’anno 2012 la somma di un milione di euro», aggiungere il seguente periodo: «A decorrere dall’anno 2005 dette somme possono essere utilizzate anche per finanziare i maggiori costi per il personale statale operante in Campione d’Italia gravanti sul bilancio del comune stesso».

 

4.7

Vaccari

Ritirato

        Sostituire il comma 10 con il seguente:

        «10. La spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è ridotta in misura pari ad euro 16.000.000 per l’anno 2012».

        Conseguentemente, all’articolo 4, comma 30, sostituire le parole «euro 14» e «euro 26», rispettivamente con le seguenti: «euro 7» e «euro 13».

 

4.8

Incostante, Adamo

Ritirato

        Al comma 10, sostituire le parole: «57.448.387 per l’anno 2012 e ad euro 30.010.352 a decorrere dall’anno 2013» con le seguenti: «27.448.387 per l’anno 2012 e ad euro 15.010.352 a decorrere dall’anno 2013».

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 20.000;

            2013: – 15.000;
            2014: – 15.000.

 

4.9

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Al comma 12, al paragrafo c-bis), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «fatta eccezione per il personale inserito in graduatoria di cui al decreto del Ministro dell’interno n. 1996 del 2008».

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti “0,25 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25-bis, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010».

 

4.10

Bertuzzi

Ritirato

        Sopprimere il comma 14.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.11

Adamo, Incostante

Ritirato

        Sopprimere il comma 14.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 1.500;

            2013: – 1.500;
            2014: – 1.500.

 

4.12

Vaccari

Ritirato

        Dopo il comma 15, inserire i seguenti:

        «15-bis. Alla data di entrata in vigore della presente legge, i funzionari tecnici antincendi volontari di cui agli articoli 5 e 26, comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2004, n. 76; i capi reparto volontari ed i capi squadra volontari operanti in un distaccamento volontario ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2004, n. 76; nonché i capi distaccamento volontari con anzianità nell’incarico di cui all’articolo 11, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2004, n. 76, di almeno 5 anni, sono abilitati alla formazione iniziale di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, esclusivamente del personale volontario che abbia manifestato l’intenzione di prestare servizio presso i distaccamenti stessi secondo le modalità previste dal Capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile nell’applicazione del comma 13.

        15-ter. Il personale permanente cessato volontariamente dal servizio e reclutato fra il personale volontario di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2004, n. 76, conserva le abilitazioni conseguite ad istruttore professionale del Corpo nazionale vigili del fuoco precedentemente possedute, esclusivamente al fine della formazione del personale operante o che intende operare presso i distaccamenti volontari secondo le modalità di cui al comma precedente.
        15-quater. Il personale volontario operativo in possesso di patente per la guida dei veicoli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco di terza categoria da almeno 10 anni è abilitato alla formazione esclusivamente del personale che presta servizio presso i distaccamenti volontari per il conseguimento delle patenti ministeriali fino alla terza categoria.
        15-quinquies. L’attività di formazione prestata dal personale volontario di cui ai commi 15-bis, 15-ter e 15-quater, viene svolta a titolo gratuito e non costituisce richiamo in servizio, rimanendo impregiudicato l’obbligo di cui all’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, nonché le tutele assicurative e previdenziali previste dalla vigente normativa».

 

4.13

Vaccari, Monti

Ritirato

        Sopprimere i commi 17 e 18.

        Conseguentemente, all’articolo 4, comma 30, sostituire le parole «euro 14» e «euro 26», rispettivamente con le seguenti: «euro 10» e «euro 20».

 

4.14

Butti

Ritirato

        Sopprimere i commi 17 e 18.

        Conseguentemente, ridurre in maniera proporzionale tutte le rubriche della allegata Tabella A.

 

4.15

D’Alia, Galioto, Gustavino

Ritirato

        I commi 17 e 18 sono soppressi.

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente, fino a concorrenza, gli importi di tutte le rubriche della allegata Tabella A.

 

4.16

Bosone, Bassoli, Agostini, Mercatali, Biondelli, Chiaromonte, Chiti, Cosentino, Granaiola, Ignazio Marino, Poretti, Legnini, Bertuzzi

Ritirato

        Sopprimere i commi 17 e 18.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 3.000;

            2013:       –
            2014:       –

 

4.17

De Angelis

Ritirato

        Sopprimere i commi 17 e 18.

        Conseguentemente, all’onere derivante dal presente articolo si provvede mediante riduzione lineare di tutti gli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate nella allegata Tabella C.

 

4.18

Pistorio, Oliva, Astore

Ritirato

        Sopprimere i commi 19 e 21.

        Conseguentemente le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili, sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 24 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.

 

4.19

Lumia, Bertuzzi

Ritirato

        Sopprimere il comma 19.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 5.000;

            2013: – 5.000;
            2014: – 5.000.

 

4.20

Incostante, Adamo

Ritirato

        Sopprimere il comma 19.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 2.000;

            2013: – 2.000;
            2014: – 2.000.

 

4.21

D’Alia, Serra, Galioto

Ritirato

        Sopprimere il comma 19.

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente, fino a concorrenza, gli importi di tutte le rubriche della allegata Tabella A.

 

4.22

Pedica, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi

Ritirato

        Sopprimere il comma 19.

        Conseguentemente, all’articolo 6, comma 1, alla Tabella A ivi richiamata, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.23

Della Monica, Li Gotti, D’Alia, Carofiglio, Chiurazzi, D’Ambrosio, Galperti, Maritati, Perduca, Serra

Ritirato

        Sopprimere il comma 21.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012, la Commissione per la valutazione la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al fine di assicurare l’omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale dei principi di imparzialità e buon andamento nella valutazione dirigenti responsabili del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni svolge le proprie funzioni di promozione degli standard di trasparenza e di valutazione anche con riferimento al personale dipendente dalle amministrazioni regionali e locali. La Commissione valuta, altresì, il rendimento del personale degli altri organismi di diritto pubblico come definiti a norma dell’articolo 3, comma 26, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le amministrazioni sono tenute, a decorrere dal 1º gennaio 2012, ad adeguare le attività di valutazione previste dalla legge agli indirizzi, requisiti e criteri appositamente formulati dalla Commissione di cui al presente comma. Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, la componente della retribuzione legata al risultato deve essere fissata in una misura non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva. A decorrere dal 1º gennaio 2012:
            a) in mancanza di una valutazione corrispondente agli indirizzi, requisiti e criteri di credibilità definiti dalla commissione, non possono essere applicate le misure previste dall’articolo 21, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di responsabilità dirigenziale ed è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di corrispondere ai propri dirigenti la componente della retribuzione legata al risultato; il dirigente che contravvenga al divieto per dolo o colpa grave risponde per il maggior onere conseguente;

            b) è fatto divieto di corrispondere al dirigente il trattamento economico accessorio nel caso in cui risulti che egli, senza adeguata giustificazione, non abbia avviato il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti in esubero che rifiutino la mobilità, la riqualificazione professionale o la destinazione ad altra pubblica amministrazione, entro un ambito territoriale definito e nel rispetto della qualificazione professionale;
            c) è fatto divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza, improduttività, o sovradimensionamento dell’organico.

        Dall’attuazione del presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 13,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012. I risparmi devono essere conseguiti da ciascuna amministrazione secondo un rapporto di diretta proporzionalità rispetto alla consistenza delle rispettive dotazioni di bilancio. In caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente articolo si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell’obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

 

4.24

Casson, Zanda, Incostante, De Sena, Armato

Ritirato

        Sopprimere il comma 21.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012, la Commissione per la valutazione la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al fine di assicurare l’omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale dei principi di imparzialità e buon andamento nella valutazione dirigenti responsabili del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni svolge le proprie funzioni di promozione degli standard di trasparenza e di valutazione anche con riferimento al personale dipendente dalle amministrazioni regionali e locali. La Commissione valuta, altresì, il rendimento del personale degli altri organismi di diritto pubblico come definiti a norma dell’articolo 3, comma 26, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le amministrazioni sono tenute, a decorrere dal 1º gennaio 2012, ad adeguare le attività di valutazione previste dalla legge agli indirizzi, requisiti e criteri appositamente formulati dalla Commissione di cui al presente comma. Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, la componente della retribuzione legata al risultato deve essere fissata in una misura non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva. A decorrere dal 1º gennaio 2012:
            a) in mancanza di una valutazione corrispondente agli indirizzi, requisiti e criteri di credibilità definiti dalla commissione, non possono essere applicate le misure previste dall’articolo 21, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di responsabilità dirigenziale ed è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di corrispondere ai propri dirigenti la componente della retribuzione legata al risultato; il dirigente che contravvenga al divieto per dolo o colpa grave risponde per il maggior onere conseguente;

            b) è fatto divieto di corrispondere al dirigente il trattamento economico accessorio nel caso in cui risulti che egli, senza adeguata giustificazione, non abbia avviato il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti in esubero che rifiutino la mobilità, la riqualificazione professionale o la destinazione ad altra pubblica amministrazione, entro un ambito territoriale definito e nel rispetto della qualificazione professionale;
            c) è fatto divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza, improduttività, o sovradimensionamento dell’organico.

        Dall’attuazione del presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 13,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012. I risparmi devono essere conseguiti da ciascuna amministrazione secondo un rapporto di diretta proporzionalità rispetto alla consistenza delle rispettive dotazioni di bilancio. In caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente articolo si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell’obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

 

4.25

Lusi, Mercatali, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Morando, Armato

Respinto

        Sopprimere il comma 21

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e Ìintegrità delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al fine di assicurare l’omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale dei principi di imparzialità e buon andamento nella valutazione dirigenti responsabili del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, svolge le proprie funzioni di promozione degli standard di trasparenza e di valutazione anche con riferimento al personale dipendente dalle amministrazioni regionali e locali. La Commissione valuta, altresì, il rendimento del personale degli altri organismi di diritto pubblico come definiti a norma dell’articolo 3, comma 26, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le amministrazioni sono tenute, a decorrere dal 1º gennaio 2012, ad adeguare le attività di valutazione previste dalla legge agli indirizzi, requisiti e criteri appositamente formulati dalla Commissione di cui al presente comma. Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, la componente della retribuzione legata al risultato deve essere fissata in una misura non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva. A decorrere dal 1º gennaio 2012:
            a) in mancanza di una valutazione corrispondente agli indirizzi, requisiti e criteri di credibilità definiti dalla commissione, non possono essere applicate le misure previste dall’articolo 21, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di responsabilità dirigenziale, ed è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di corrispondere ai propri dirigenti la componente della retribuzione legata al risultato; il dirigente che contravvenga al divieto per dolo o colpa grave risponde per il maggior onere conseguente;

            b) è fatto divieto di corrispondere al dirigente il trattamento economico accessorio nel caso in cui risulti che egli, senza adeguata giustificazione, non abbia avviato il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti in esubero che rifiutino la mobilità, la riqualificazione professionale o la destinazione ad altra pubblica amministrazione, entro un ambito territoriale definito e nel rispetto della qualificazione professionale;
            c) è fatto divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza, improduttività, o sovradimensionamento dell’organico. Dall’attuazione del presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 13,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012. l risparmi devono essere conseguiti da ciascuna amministrazione secondo un rapporto di diretta proporzionalità rispetto alla consistenza delle rispettive dotazioni di bilancio. In caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente articolo, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell’obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

 

4.26

Lumia

Ritirato

        Sopprimere il comma 21.

        Conseguentemente,

        all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:
        «25-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al fine di assicurare l’omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale dei princìpi di imparzialità e buon andamento nella valutazione dirigenti responsabili del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, svolge le proprie funzioni di promozione degli standard di trasparenza e di valutazione anche con riferimento al personale dipendente dalle amministrazioni regionali e locali. La Commissione valuta, altresì, il rendimento del personale degli altri organismi di diritto pubblico come definiti a norma dell’articolo 3, comma 26, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le amministrazioni sono tenute, a decorrere dal 1º gennaio 2012, ad adeguare le attività di valutazione previste dalla legge agli indirizzi, requisiti e criteri appositamente formulati dalla Commissione di cui al presente comma Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni,la componente della retribuzione legata al risultato deve essere fissata in una misura non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva. A decorrere dal 1º gennaio 2012:
            a) in mancanza di una valutazione corrispondente agli indirizzi, requisiti e criteri di credibilità definiti dalla commissione, non possono essere applicate le misure previste dall’articolo 21, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di responsabilità dirigenziale, ed è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di corrispondere ai propri dirigenti la componente della retribuzione legata al risultato; il dirigente che contravvenga al divieto per dolo o colpa grave risponde per il maggior onere conseguente;

            b) è fatto divieto di corrispondere al dirigente il trattamento economico accessorio nel caso in cui risulti che egli, senza adeguata giustificazione, non abbia avviato il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti in esubero che rifiutino la mobilità, la riqualificazione professionale o la destinazione ad altra pubblica amministrazione, entro un ambito territoriale definito e nel rispetto della qualificazione professionale;
            c) è fatto divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza, improduttività, o sovradimensionamento dell’organico.

        Dall’attuazione del presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 13,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012. I risparmi devono essere conseguiti da ciascuna amministrazione secondo un rapporto di diretta proporzionalità rispetto alla consistenza delle rispettive dotazioni di bilancio. In caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente articolo, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell’obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

 

4.27

Saltamartini

Ritirato

        Sopprimere comma 21.

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente di pari importo gli stanziamenti di tutte le rubriche dell’allegata tabella A.

 

4.28

D’Alia, Serra, Galioto

Ritirato

        Il comma 21 è soppresso

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente, fino a concorrenza, gli importi di tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

4.29

Li Gotti, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 21.

        Conseguentemente, all’articolo 6, comma 1, alla Tabella A ivi richiamata, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012:  –  13.100;

            2013:  –  13.100;
            2014:  –  13.100.

 

4.30

Fleres, Viespoli, Centaro, Ferrara, Piscitelli, Saia, Castiglione, Carrara

Ritirato

        Sopprimere il comma 21

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione della presente disposizione si provvede mediante riduzione, fino al 10 per cento, a partire dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.5000 (v. testo 2)

Il Relatore

        All’articolo 4, sono apportate le seguenti modificazioni:

            al comma 21, dopo le parole: «le disposizioni di cui al comma 3» aggiungere le seguenti: «ed infine è aggiunto il seguente periodo: “È autorizzata la spesa di euro 4,7 milioni per l’anno 2012 e di euro 5,6 milioni a decorrere dall’anno 2013 per l’attribuzione ai medesimi funzionari e ufficiali di un trattamento economico accessorio da determinarsi con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze“»;

            al comma 41, secondo periodo, dopo le parole: «nelle qualifiche», aggiungere le seguenti: «secondo la Tabella 1 allegata al presente articolo» e conseguentemente inserire la seguente tabella:

Tabella 1
(Articolo 4, comma 41)

 

 

 

Punteggio per anno o frazione
di anno superiore a sei mesi

Commissione Tributaria di lº grado

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

0,50
1
1,50
2

Commissione Tributaria di Ilº grado

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

1
1,50
2
2,50

Commissione Tributaria
Provinciale e lº grado
di Trento e Bolzano
(dopo il 1º aprile 1996)

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

1,50
2
2,50
3,50

Commissione Tributaria
Provinciale e lIº grado
di Trento e Bolzano
(dopo il 1º aprile 1996)
nonché Commissione
Tributaria Centrale

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

2
2,50
3
4

        il comma 47 è soppresso.
        All’articolo 5, sono apportate le seguenti modificazioni:

            al comma 1, le parole: «1.235» sono sostituite dalle seguenti: «1.143»;
            aggiungere in fine il seguente periodo: «Una quota pari a 100 milioni di euro del fondo di cui al primo periodo è destinata per l’anno 2012 al finanziamento di interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali di cui all’articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. Per le medesime finalità, è altresì autorizzata per l’anno 2013 la spesa di 50 milioni di euro. Alla ripartizione della predetta quota e all’individuazione dei beneficiari si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario».

            al comma 5, le parole: «950 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «949 milioni»;
            dopo il comma 25, sono aggiunti i seguenti:

        25-bis. Il contratto di programma per il triennio 2009-2011, stipulato tra Poste Italiane s.p.a. e il Ministero dello sviluppo economico, è approvato, fatti salvi gli adempimenti previsti dalla normativa UE in materia. Ai relativi oneri si fa fronte nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente».

        25-ter. In favore dei Policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n, 517 è disposto, a titolo di concorso statale al finanziamento degli oneri connessi allo svolgimento delle attività strumentali necessarie al perseguimento dei fini istituzionali da parte dei soggetti di cui al citato articolo 8, comma 1, il finanziamento di 70 milioni di euro per l’anno 2012, la cui erogazione è subordinata alla sottoscrizione dei protocolli d’intesa, tra le singole università e la regione interessata, comprensivi della regolazione condivisa di eventuali contenziosi pregressi. Il riparto del predetto imporlo tra i Policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali è stabilito con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
        25-quater. Il fondo istituito ai sensi dell’articolo 22, comma 6, del decreto legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n, 102, è incrementato di 30 milioni dì euro per l’anno 2012.
        25-quinquies. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 26-ter, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è ridotta di 18 milioni di euro per l’anno 2012 e di 25 milioni di euro per l’anno 2013. L’ultimo periodo del citato comma 26-ter è soppresso.
        25-sexies. Il contributo di cui alla legge 23 settembre 1993, n. 379, è fissato in euro 2,5 milioni di euro per l’anno 2011 e 3,6 milioni di euro per l’anno 2012 ed è attribuito per il 50 per cento all’istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione – I.RI.FO.R. Onlus, per il 35 per cento all’I.R.F.A. – Istituto per la riabilitazione e la formazione ANMIL Onlus e per il restante 15 per cento all’Istituto europeo per la ricerca, la formazione e l’orientamento professionale – I.E.R.F.O.P. Onlus, con l’obbligo per i medesimi, degli adempimenti di rendicontazione come previsti dall’articolo 2 della medesima legge. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
        25-septies. Nel saldo finanziario, in termini di competenza mista, individuato ai sensi dell’articolo 1, comma 89, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, rilevante ai fini della verifica del rispetto del Patto di stabilità interno, non sono considerate le spese sostenute dal Comune di Barletta per la realizzazione degli interventi conseguenti al crollo del fabbricato di Via Roma. L’esclusione delle spese opera nei limiti di 1 milione di euro per l’anno 2011.
        25-octies. In via straordinaria, per l’anno 2012, per la provincia ed il comune di Milano, coinvolti nell’organizzazione del grande evento EXPO Milano 2015, le sanzioni di cui al comma 2, lettere a), b) e c) dell’articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, si intendono così ridefinite:

            è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato e comunque per un importo non superiore all’1,5 per cento delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo. In caso di incapienza dei predetti fondi gli enti locali sono tenuti a versare all’entrata del bilancio dello Stato le somme residue. La sanzione non si applica nel caso in cui il superamento degli obiettivi del patto di stabilità interno sia determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell’Unione Europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente;

            non può impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni registrati nell’ultimo consuntivo;
            non può ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, ad eccezione dell’indebitamento legato esclusivamente alle opere essenziali connesse al grande evento EXPO Milano 2015, ricomprendendovi altresì eventuali garanzie accessorie all’indebitamento principale; i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie o finanziarie per il finanziamento degli investimenti, devono essere corredati da apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l’anno precedente. L’istituto finanziatore o l’intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o al collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione, salvo quanto sopra previsto per gli investimenti indispensabili per la realizzazione del grande evento EXPO MILANO 2015.

        25-nonies. Per le finalità di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2012.

        Conseguentemente, all’elenco 2, di cui all’articolo 5, comma 1, inserire le seguenti finalità:

            interventi per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo scolastici di cui all’articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.  448;

            Unione italiana ciechi

        all’elenco 2, di cui all’articolo 5, comma 1, sopprimere la seguente finalità:
            contributo statale ai policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali e ospedale pediatrico Bambino Gesù

        alla tabella A voce Ministero dell’interno, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 4.700;

            2013: – 5.600;
            2014: – 5.600.

        alla tabella A voce Ministero del lavoro e delle politiche sociali, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 3.000.

        alla tabella B, per l’anno 2013, ridurre in maniera lineare gli importi di tutte le rubriche, con esclusione della voce Ministero dell’economia e delle finanze, per un importo di 25 milioni di euro.
        alla tabella C, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma «Servizi generali, formativi e approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche», voce Ministero dell’economia e delle finanze, Legge 146 del 1980: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 1980): Art. 36: Assegnazione a favore dell’Istituto Nazionale di Statistica (24.4 – cap. 1680), apportare le seguenti variazioni:

            2012:
            CP: + 10.000;

            CS: + 10.000.

        Alla tabella C, alla missione «Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo», programma «Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy», apportare le seguenti variazioni:

 
 

 

2012

2013

2014

(in migliaia di euro)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Legge n. 68 del 1997: Riforma dell’Istituto nazionale per il commercio estero

– art. 8 comma 1 punto b: lettera b: Attività promozionale delle esportazioni italiane

            (4.2 – cap. 2531)

Competenza

– 4.000

– 4.000

– 4.000

Cassa

– 4.000

– 4.000

– 4.000

Legge n. 549 del 1995: Misure di razionalizzazione della finanza pubblica

– art. 1 comma 43: Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi e legge finanziaria n. 296 del 2006: disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), art. 1, comma 519 – Stabilizzazione personale

            (4.2 – cap. 2501)

Competenza

4.000

4.000

4.000

Cassa

4.000

4.000

4.000

 

4.5000 (testo 2)

Il Relatore

Accolto

        All’articolo 4, sono apportate le seguenti modificazioni:

        al comma 21, dopo le parole: «le disposizioni di cui al comma 3» aggiungere le seguenti: ed infine è aggiunto il seguente periodo: «È autorizzata la spesa di euro 4,7 milioni per l’anno 2012 e di euro 5,6 milioni a decorrere dall’anno 2013 per l’attribuzione a tutto il personale comunque posto alle dipendenze della Direzione investigativa antimafia di un trattamento economico accessorio da determinarsi con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze»;
        al comma 41, secondo periodo, dopo le parole: «nelle qualifiche», aggiungere le seguenti: «secondo la Tabella 1 allegata al presente articolo» e conseguentemente inserire la seguente tabella:


Tabella 1
(Articolo 4, comma 41)

 

 

 

Punteggio per anno o frazione
di anno superiore a sei mesi

Commissione Tributaria di lº grado

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

0,50
1
1,50
2

Commissione Tributaria di Ilº grado

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

1
1,50
2
2,50

Commissione Tributaria
Provinciale e lº grado
di Trento e Bolzano
(dopo il 1º aprile 1996)

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

1,50
2
2,50
3,50

Commissione Tributaria
Provinciale e lIº grado
di Trento e Bolzano
(dopo il 1º aprile 1996)
nonché Commissione
Tributaria Centrale

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

2
2,50
3
4

        il comma 47 è soppresso.
        All’articolo 5, sono apportate le seguenti modificazioni:

            al comma 1, le parole: «1.235» sono sostituite dalle seguenti: «1.143»; aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Una quota pari a 100 milioni di euro del fondo di cui al primo periodo è destinata per l’anno 2012 al finanziamento di interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico, ivi compresi interventi di messa in sicurezza del territorio, e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali di cui all’articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. E’ altresì rifinanziata di 50 milioni di euro, per l’anno 2013, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 13, comma 3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Alla ripartizione della predetta quota e all’individuazione dei beneficiari si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario».

        dopo il comma 7, è aggiunto il seguente:

        «7-bis. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a ripartire il fondo di cui al comma 7.»;

        dopo il comma 25, sono aggiunti i seguenti:

        “25-bis. Il contratto di programma per il triennio 2009-2011, stipulato tra Poste Italiane s.p.a. e il Ministero dello sviluppo economico, è approvato, fatti salvi gli adempimenti previsti dalla normativa UE in materia. Ai relativi oneri si fa fronte nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

        25-ter. In favore dei Policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n, 517 è disposto, a titolo di concorso statale al finanziamento degli oneri connessi allo svolgimento delle attività strumentali necessarie al perseguimento dei fini istituzionali da parte dei soggetti di cui al citato articolo 8, comma 1, il finanziamento di 70 milioni di euro per l’anno 2012, la cui erogazione è subordinata alla sottoscrizione dei protocolli d’intesa, tra le singole università e la regione interessata, comprensivi della regolazione condivisa di eventuali contenziosi pregressi. Il riparto del predetto imporlo tra i Policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali è stabilito con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
        25-quater. Il fondo istituito ai sensi dell’articolo 22, comma 6, del decreto legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n, 102, è incrementato di 30 milioni dì euro per l’anno 2012.
        25-quinquies. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 26-ter, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è ridotta di 18 milioni di euro per l’anno 2012 e di 25 milioni di euro per l’anno 2013. L’ultimo periodo del citato comma 26-ter è soppresso.
        25-sexies. Il contributo di cui alla legge 23 settembre 1993, n. 379, è fissato in euro 2,5 milioni di euro per l’anno 2011 e 3,6 milioni di euro per l’anno 2012 ed è attribuito per il 50 per cento all’istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione – I.RI.FO.R. Onlus, per il 35 per cento all’I.R.F.A. – Istituto per la riabilitazione e la formazione ANMIL Onlus e per il restante 15 per cento all’Istituto europeo per la ricerca, la formazione e l’orientamento professionale – I.E.R.F.O.P. Onlus, con l’obbligo per i medesimi, degli adempimenti di rendicontazione come previsti dall’articolo 2 della medesima legge. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale. Ai maggiori oneri di cui al presente comma, si provvede a valere sulle risorse del fondo sociale per l’occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
        25-septies. Nel saldo finanziario, in termini di competenza mista, individuato ai sensi dell’articolo 1, comma 89, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, rilevante ai fini della verifica del rispetto del Patto di stabilità interno, non sono considerate le spese sostenute dal Comune di Barletta per la realizzazione degli interventi conseguenti al crollo del fabbricato di Via Roma. L’esclusione delle spese opera nei limiti di 1 milione di euro per l’anno 2011. A tal fine, la dotazione del fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, è ridotta di 1 milione di euro per l’anno 2011. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
        25-octies. In via straordinaria, per l’anno 2012, per la provincia ed il comune di Milano, coinvolti nell’organizzazione del grande evento EXPO Milano 2015, le sanzioni di cui al comma 2, lettere a), b) e c) dell’articolo 7 del decreto legislativo  6 settembre 2011, n. 149, si intendono così ridefinite:

            “è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato e comunque per un importo non superiore all’1,5 per cento delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo. In caso di incapienza dei predetti fondi gli enti locali sono tenuti a versare all’entrata del bilancio dello Stato le somme residue. La sanzione non si applica nel caso in cui il superamento degli obiettivi del patto di stabilità interno sia determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell’Unione Europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente;

            non può impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni registrati nell’ultimo consuntivo;
            non può ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, ad eccezione dell’indebitamento legato esclusivamente alle opere essenziali connesse al grande evento EXPO Milano 2015, ricomprendendovi altresì eventuali garanzie accessorie all’indebitamento principale; i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie o finanziarie per il finanziamento degli investimenti, devono essere corredati da apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l’anno precedente. L’istituto finanziatore o l’intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o al collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione, salvo quanto sopra previsto per gli investimenti indispensabili per la realizzazione del grande evento EXPO MILANO 2015“.

        25-nonies. Per le finalità di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2012».

        Conseguentemente, all’elenco 2, di cui all’articolo 5, comma 1, inserire le seguenti finalità:

            interventi per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo scolastici di cui all’articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.  448;

            Unione italiana ciechi.


        all’elenco 2, di cui all’articolo 5, comma 1, sopprimere la seguente finalità:

            contributo statale ai policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali e ospedale pediatrico Bambino Gesù


        alla tabella A voce Ministero dell’interno, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  4.700;

            2013:  –  5.600;
            2014:  –  5.600.


        alla tabella A voce Ministero del lavoro e delle politiche sociali, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  3.000.

        alla tabella B, per l’anno 2013, ridurre in maniera lineare gli importi di tutte le rubriche, con esclusione della voce Ministero dell’economia e delle finanze, per un importo di 25 milioni di euro.
        alla tabella C, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma “Servizi generali, formativi e approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche“, voce Ministero dell’economia e delle finanze, Legge 146 del 1980: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 1980): Art. 36: Assegnazione a favore dell’Istituto Nazionale di Statistica (24.4 - cap. 1680), apportare le seguenti variazioni:

        2012:
            CP:  +  10.000;

            CS:  +  10.000.

        Alla tabella C, alla missione «Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo», programma «Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy», apportare le seguenti variazioni:

 

 

2012

2013

2014

(in migliaia di euro)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Legge n. 68 del 1997: Riforma dell’Istituto nazionale per il commercio estero

– art. 8 comma 1 punto b: lettera b: Attività promozionale delle esportazioni italiane

            (4.2 – cap. 2531)

Competenza

– 4.000

– 4.000

– 4.000

Cassa

– 4.000

– 4.000

– 4.000

Legge n. 549 del 1995: Misure di razionalizzazione della finanza pubblica

– art. 1 comma 43: Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi e legge finanziaria n. 296 del 2006: disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), art. 1, comma 519 – Stabilizzazione personale

            (4.2 – cap. 2501)

Competenza

4.000

4.000

4.000

Cassa

4.000

4.000

4.000

 





4.31

Mascitelli, Bugnano, Carlino, Caforio, De Toni, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 22.

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.085 milioni».

 

4.32

Galioto

Ritirato

        Il comma 22 è soppresso

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, sostituire la parola: «1.235» con la seguente: «1.085».

 

4.33

Pinotti, Lusi, Ghedini, Passoni, Cabras, Sanna, Scanu, Vittoria Franco, Carloni

Respinto

        Sopprimere il comma 22.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al fine di assicurare l’omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale dei principi di imparzialità e buon andamento nella valutazione dirigenti responsabili del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, svolge le proprie funzioni di promozione degli standard di trasparenza e di valutazione anche con riferimento al personale dipendente dalle amministrazioni regionali e locali. La Commissione valuta, altresì, il rendimento del personale degli altri organismi di diritto pubblico come definiti a norma dell’articolo 3, comma 26, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le amministrazioni sono tenute, a decorrere dal 1º gennaio 2012, ad adeguare le attività di valutazione previste dalla legge agli indirizzi, requisiti e criteri appositamente formulati dalla Commissione di cui al presente comma. Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, la componente della retribuzione legata al risultato deve essere fissata in una misura non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva. A decorrere dal 1º gennaio 2012:
            a) in mancanza di una valutazione corrispondente agli indirizzi, requisiti e criteri di credibilità definiti dalla commissione, non possono essere applicate le misure previste dall’articolo 21, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di responsabilità dirigenziale, ed è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di corrispondere ai propri dirigenti la componente della retribuzione legata al risultato; il dirigente che contravvenga al divieto per dolo o colpa grave risponde per il maggior onere conseguente;

            b) è fatto divieto di corrispondere al dirigente il trattamento economico accessorio nel caso in cui risulti che egli, senza adeguata giustificazione, non abbia avviato il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti in esubero che rifiutino la mobilità, la riqualificazione professionale o la destinazione ad altra pubblica amministrazione, entro un ambito territoriale definito e nel rispetto della qualificazione professionale;
            c) è fatto divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza, improduttività, o sovradimensionamento dell’organico. Dall’attuazione del presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012. I risparmi devono essere conseguiti da ciascuna amministrazione secondo un rapporto di diretta proporzionalità rispetto alla consistenza delle rispettive dotazioni di bilancio. In caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente articolo, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell’obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

 

4.34

Tancredi

Ritirato

        Sopprimere il comma 22.

        Conseguentemente, ridurre corrispondentemente tutte le rubriche della allegata tabella A di cui all’articolo 6, comma 1.

 

4.35

Baldassarri

Ritirato

        Sopprimere il comma 22.

        Conseguentemente, all’onere derivante dal presente articolo si provvede mediante riduzione lineare di tutti gli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate nella allegata tabella C.

 

4.36

Pistorio, Oliva

Ritirato

        Sopprimere il comma 22.

        Conseguentemente le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili, sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 150 milioni per l’anno 2012.

 

4.37

Bonfrisco

Ritirato

        All’articolo 4, sopprimere il comma 23.

        Conseguentemente, alla tabella A, in corrispondenza della voce: «Ministero dell’economia e delle finanze», gli importi di «114.256» e «111.209» riportati, rispettivamente, sotto le colonne denominate «2013» e «2014» sono sostituiti, rispettivamente, dai seguenti: «64.256» e «61.209».

 

4.38

Scanu, Amati, Crisafulli, Follini, Del Vecchio, Gasbarri, Negri, Pegorer, Pinotti

Ritirato

        Sopprimere il comma 23.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  0;

            2013:  –  50.000;
            2014:  –  0.

 

4.39

Adamo, Incostante

Ritirato

        Sopprimere il comma 25.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  320;

            2013:  –  320;
            2014:  –  320.

 

4.40

Andria, Lusi, Carloni, Armato, Incostante

Ritirato

        Sopprimere il comma 26.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  10.000;

            2013:  –  10.000;
            2014:  –  10.000.

 

4.41

Agostini

Respinto

        Sopprimere i commi da 30 a 36

        Conseguentemente,

        alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012:  –  35.000;

            2013:  –  35.000;
            2014:  –  35.000.

        alla tabella A, voce Ministero del lavoro e delle politiche sociali, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012:  –  25.000;

            2013:  –  25.000;
            2014:  –  25.000.

        alla tabella A, voce Ministero del lavoro e delle politiche sociali, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012:  –  17.503;

            2013:  –  17.503;
            2014:  –  17.503.

 

4.42

Bertuzzi

Ritirato

        Sopprimere i commi da 30 a 36.

        Conseguentemente,

        alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012:  –  32.000;

            2013:  –  32.000;
            2014:  –  32.000.

        alla tabella A, voce Ministero del lavoro e delle politiche sociali, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012:  –  27.000;

            2013:  –  27.000;
            2014:  –  27.000.

        alla tabella A, voce Ministero degli Affari esteri, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012:  –  18.503;

            2013:  –  18.503;
            2014:  –  18.503.

 

4.43

Galioto

Ritirato

        I commi da 30 a 36 sono soppressi

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente fino a concorrenza gli importi di tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

4.44

Peterlini, Galioto

Ritirato

        Sopprimere dal comma 30 al comma 36.

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente in maniera lineare, fino al 3% a decorrere dall’anno 2012 le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla tabella C. i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.45

Lannutti, Belisario, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere i commi da 31 a 36.

        Conseguentemente, all’articolo 5. dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti: “0,25 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25bis, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al3! dicembre 2010».

 

4.46

Sangalli, Fioroni, Bubbico, Armato, Garraffa, De Sena, Latorre, Tomaselli

Ritirato

        Sopprimere i commi 30, 31 e 33.

        Conseguentemente all’articolo 5 dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. Via dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica,di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 è ridotta a 42.502.210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012,2013 e 2014».

 

4.47

Galioto

Ritirato

        I commi 30,31 e 33 deIl’articolo 4 sono soppressi.

        Conseguentemente, agli oneri derivanti dalle presenti disposizioni, pari a 42.502.210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, si provvede mediante riduzione lineare delle risorse di parte corrente iscritte ai capitoli di bilancio di cui alla Tabella C allegata al presente disegno di legge.

 

4.48

Vaccari, Mauro

Ritirato

        Al comma 30 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) le parole: «euro 14» sono sostituite dalle seguenti: «euro 8»;

            b) le parole: «euro 26» sono sostituite dalle seguenti: «euro 16».

 

4.49

Bubbico, Fioroni, Sangalli, Armato, Garraffa, De Sena, Latorre, Tomaselli

Ritirato

        Sopprimere i commi 34 e 35.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282. convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 è ridotta a 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014».

 

4.50

Fioroni, Sangalli

Ritirato

        Dopo il comma 35 è inserito il seguente:

        «35-bis. L’articolo 44-bis del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è abrogato».

 

4.51

Baldassarri

Ritirato

        Sopprimere i commi 37 e 38.

        Conseguentemente, al comma 55, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e il garante del contribuente di cui all’articolo 13 della legge 27 luglio 2000, n. 212».

 

4.52

Barbolini, Agostini, Mercatali, D’ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando

Ritirato

        Sopprimere i commi 37 e 38

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  1.400;

            2013:  –  1.400;
            2014:  –  1.400.

 

4.53

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 39, inserire il seguente:

        «39-bis. All’articolo 54, comma 3. del decreto del Presidente della Repubblica n. 1074 del 14 ottobre 1958 è aggiunto il seguente periodo: “In ogni caso i titolari di patentini non sono tenuti a fare richieste scritte di acquisto nei confronti dei rivenditori né a registrare in appositi registri gli acquisti di generi di monopolio“».

        Conseguentemente gli oneri di cui al comma 39-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 2% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.54

Germontani

Ritirato

        Dopo il comma 40, aggiungere il seguente:

        «40-bis. All’articolo 18 comma 2 del decreto legislativo n 545 del 1992 aggiungere il seguente periodo: “I Componenti del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria che, nelle more del mandato, compiono il settantacinquesimo anno di età, permangono in servizio fino alla fine della Consiliatura“».

 

4.55

Latronico

Ritirato

        Al comma 41, secondo periodo, dopo le parole: «nelle qualifiche», aggiungere le seguenti: «secondo la Tabella l allegata al presente articolo».

        Conseguentemente, inserire la seguente tabella:

Tabella 1
(Articolo 4, comma 41)

 

 

 

Punteggio per anno o frazione
di anno superiore a sei mesi

Commissione Tributaria di lº grado

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

0,50
1
1,50
2

Commissione Tributaria di Ilº grado

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

1
1,50
2
2,50

Commissione Tributaria
Provinciale e lº grado
di Trento e Bolzano
(dopo il 1º aprile 1996)

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

1,50
2
2,50
3,50

Commissione Tributaria
Provinciale e lIº grado
di Trento e Bolzano
(dopo il 1º aprile 1996)
nonché Commissione
Tributaria Centrale

Giudice
Vice Presidente di Sezione
Presidente di Sezione
Presidente di Commissione

2
2,50
3
4

 

4.56

Costa

Ritirato

        Dopo il comma 41, inserire il seguente:

        «41-bis. I componenti del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria che, nelle more del mandato, compiono il settantacinquesimo anno di età permangono in servizio fino alla fine della consiliatura».

 

4.57

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 41, aggiungere il seguente:

        «41-bis. Al fine di ridurre le spese di giustizia, per l’espletamento degli accertamenti nel corso di un procedimento, le richieste di informazioni e di copia della documentazione ritenuta utile e le relative risposte, nonché le notifiche aventi come destinatari le banche e gli intermediari finanziari, sono effettuate esclusivamente in via telematica. previa consultazione dell’Archivio dei rapporti, costituito in apposita sezione dell’Anagrafe tributaria ai sensi dell’arl 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605. Le richieste telematiche devono seguire procedure compatibili con quelle in uso presso le banche e gli intermediari finanziari e da questi adottate ai fini e secondo le modalità previsti dall’art. 32, comma l, n. 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Con provvedimento del Ministero della giustizia, da adottarsi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, sentita 1’Agenzia delle entrate, sono stabilite le disposizioni attuative e le modalità di trasmissione delle richieste alle banche ed agli intermediari finanziari e delle relative risposte.».

 

4.58

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 41, è aggiunto il seguente:

        «41-bis. All’articolo 19, comma 1, numero 3), della legge 27 aprile 1982, n. 186 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Nelle more dell’espletamento del concorso, il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa può applicare presso le sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato consiglieri di tribunale amministrativo regionale di cui all’articolo 18, ricompresi, all’atto della ricognizione dei posti vacanti per l’indizione della selezione di cui al periodo precedente, nell’ultimo terzo del ruolo, per un periodo di sei mesi prorogabili fino alla data di immissione in servizio dei consiglieri di Stati vincitori del concorso. Il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa sceglie i magistrati da applicare presso le sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato tra coloro che hanno presentato apposita istanza secondo criteri obiettivi e predeterminati e nel rispetto del principio di rotazione. I consiglieri di tribunale amministrativo regionale applicati presso il Consiglio di Stato sono posti in posizione di fuori ruolo presso il Tribunale di appartenenza, fino al momento della cessazione del periodo di applicazione. L’applicazione è disposta con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa. Non può far parte di un collegio giudicante più di un magistrato applicato. Dall’applicazione di tale istituto non possono derivare ulteriori o maggiori oneri per la finanza pubblica“».

 

4.59

Belisario, Di Nardo, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 47.

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.228 milioni».

 

4.60

Antezza, Bubbico, Chiurazzi, Pignedoli, Andria, Bertuzzi, Mongiello, Pertoldi, Randazzo

Ritirato

        Sopprimere il comma 47.

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 4, dopo le parole: «ridotta di» inserire le seguenti: «7 milioni di euro per l’anno 2011 e di».

 

4.61

Pistorio, Oliva

Ritirato

        Sopprimere il comma 47.

        Conseguentemente le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili, sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 7 milioni per l’anno 2011.

 

4.62

Latronico

Ritirato

        Sopprimere il comma 47.

 

4.63

Caruso

Ritirato

        Dopo il comma 48 è aggiunto il seguente:

        «48-bis. Al fine del contenimento delle relative spese attraverso la definizione, anche in via preventiva, di contenzioso giudiziario, ai candidati ai concorsi per esame, a duecento posti di notaio, indetti con i decreti dirigenziali del Dipartimento per gli Affari di Giustizia in data 29 dicembre 2000 e in data 20 dicembre 2002, già nominati notai nelle residenze per ciascuno indicate, dopo il superamento delle prescritte prove scritte ed orali, giusti i decreti dirigenziali 8 gennaio 2004, 3 maggio 2006 e 29 maggio 2006, sono riconosciuti i titoli in forza dei quali ha avuto luogo la detta nomina, che è dèfinitivamente confermata. Sono dichiarati estinti, con l’integrale compensazione di ogni spesa tra le parti e rinuncia al risarcimento di ogni danno da parte dello Stato, gli eventuali giudizi pendenti davanti a qualsivoglia giurisdizione fra i detti soggetti e l’Amministrazione dello Stato.».

 

4.64

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 48, inserire il seguente:

        «48-bis. L’articolo 38, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è sostituito dal seguente:
        “38. La determinazione sintetica del reddito complessivo di cui ai precedenti commi è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quarto quello dichiarato ed il reddito dichiarato non risulti congruo almeno per due periodi d’imposta.“».

        Conseguentemente gli oneri di cui al comma 48-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 2% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.65

Mascitelli, Carlino, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 51.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti: “0,25 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25-bis, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010».

 

4.66

D’Alia, Galioto

Ritirato

        Il comma 51 è soppresso.

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente, fino a concorrenza, gli importi di tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

4.67

Bassoli, Ignazio Marino, Mercatali, Bosone, Biondelli, Chiaromonte, Chiti, Cosentino, Ghedini, Granaiola, Passoni, Poretti, Legnini

Ritirato

        Sopprimere il comma 51.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.68

Della Monica, Li Gotti, Ceccanti, Marinaro, Carofiglio, Chiurazzi, D’Ambrosio, Galperti, Maritati, Perduca

Ritirato

        Sopprimere il comma 51.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle fInanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.69

D’Alia, Galioto

Ritirato

        Sostituire il comma 51 con il seguente:

        «51. La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante dal mancato recepimento nell’ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all’art. 2946 del codice civile e decorre dalla data in cui è cessata la violazione degli obblighi comunitari da parte dello Stato».

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente, fino a concorrenza, gli importi di tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

4.70

De Lillo, D’Ambrosio Lettieri, Tancredi, Ceccanti

Ritirato

        Sostituire il comma 51 con il seguente:

        «51. La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante dal mancato recepimento nell’ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all’art. 2946 del codice civile e decorre dalla data in cui è cessata la violazione degli obblighi comunitari da parte dello Stato».

        Conseguentemente, aIl’articolo 5, comma 1, sostituire l’importo: «1.235», con l’importo: «1.200».

 

4.71

Mercatali

Ritirato

        Sostituire il comma 51 con il seguente:

        «51. La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante dal mancato recepimento nell’ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all’art. 2946 del codice civile e decorre dalla data in cui è cessata la violazione degli obblighi comunitari da parte dello Stato».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.72

Legnini

Ritirato

        Dopo il comma 52, inserire il seguente:

        «52-bis. Al Decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modifiche:
            a) All’articolo 19, comma 6, il terzo periodo è sostituito dal seguente: “Tali incarichi sono conferiti fornendone esplicita motivazione a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione, che siano in possesso di un diploma di laurea o laurea specialistica o altro titolo universitario equivalente rilasciato da istituti universitari stranieri, e abbiano maturato un periodo di esperienza lavorativa di almeno 2 anni anche non continuativi e a qualsiasi titolo nella pubblica Amministrazione, in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private, in funzioni che siano equivalenti a quelle immediatamente inferiori a quelle di cui al presente articolo, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da esperienze di lavoro maturate per almeno un biennio anche non continuativo, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato“.

            b) All’articolo 28, comma 2, dopo il quarto periodo, è inserito il seguente: “Il possono, altresì, essere ammessi i cittadini italiani muniti di diploma di laurea o laurea specialistica o altro titolo universitario equivalente rilasciato da istituti universitari stranieri, che abbiano maturato un periodo di esperienza di almeno 2 anni anche non continuativi e a qualsiasi titolo nella pubblica Amministrazione o in aziende private, in funzioni equivalenti a quelle immediatamente inferiori a quelle di cui al presente articolo“.
            c) All’articolo 28-bis, comma 3, infine è aggiunto il seguente periodo: 1Il possono, altresì, essere ammessi i cittadini italiani muniti di diploma di laurea o laurea specialistica o altro titolo universitario equivalente rilasciato da istituti universitari stranieri, che abbiano maturato un periodo di esperienza di almeno 5 anni anche non continuativi e a qualsiasi titolo nella pubblica Amministrazione o in aziende private, in funzioni equivalenti a quelle immediatamente inferiori a quelle di cui al presente articolo“».

        Conseguentemente, al comma 53 le parole: «compreso tra i 10 e i 15» sono sostituite dalle seguenti: «compreso tra i 12 e i 17».

 

4.73

Poli Bortone, Fleres, Saia, Carrara

Ritirato

        Al comma 54, dopo le parole: «sono stabiliti i tempi» inserire le seguenti: «la facoltà di trasferire i canoni in leasing».

        Conseguentemente, alÌonere derivante dall’attuazione della presente disposizione si provvede mediante riduzione, fino al 5 per cento, a decorrere dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.74

Agostini

Ritirato

        Sopprimere i commi 56 e 57

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.75

Pichetto Fratin, Tancredi, Lenna

Ritirato

        Sopprimere i commi 56 e 57.

 

4.76

Agostini

Ritirato

        Al comma 56, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Al personale di cui al presente comma sono comunque attribuiti, nell’ambito degli ordinamenti delle singole Autorità amministrative indipendenti, trattamenti accesori idonei ad assicurare retribuzioni adeguate alla quantità e qualità del servizio reso a parità di funzioni, in coerenza con l’ordinamento giuridico ed economico stabilito in via generale per il personale dì ciascuna Autorità».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.77

Zanetta

Ritirato

        Dopo il comma 56 aggiungere il seguente

        «56-bis. Il personale, anche dirigenziale, che ricade nelle previsioni del comma 56 alla data di entrata in vigore della presente legge, può transitare su domanda con le procedure di mobilità previste dalla normativa vigente nei rispettivi ruoli delle Autorità amministrative indipendenti presso le quali presta servizio, a condizione che la corrispondente qualifica presenti capienza di organico».

 

4.78

D’Alì, Alicata

Ritirato

        Dopo il comma 57 aggiungere il seguente:

        «57-bis. All’articolo 10 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni: al comma 23, al secondo periodo, dopo le parole: “si provvede“, inserire la seguente: “anche“».

 

4.79

Pignedoli, Andria, Antezza, Bertuzzi, Mongiello, Pertoldi, Randazzo

Ritirato

        Sostituire il comma 59 con il seguente:

        «59. È soppressa l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico – ASSI, istituita con l’art. 14, commi 28 e 29, del decreto-Iegge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011. Le funzioni esercitate dall’ASSI, ai sensi del medesimo articolo 14, con esclusione del finanziamento agli ippodromi e dello stanziamento dei montepremi, sono trasferite al Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali. Le corse di cavalli sono considerate attività di iniziativa privata e verranno effettuate, sotto il controllo sanitario del Ministero delle politiche agricole, dai soggetti abilitati e nelle strutture riconosciute idonee, iscritti in apposito albo, tenuto dal Ministero per le politiche agricole. In sede di attuazione del presente comma, verranno iscritti nel suddetto albo i soggetti e le strutture che attualmente effettuano le corse per conto dell’ASSI. I proventi derivanti dalla raccolta delle scommesse sulle corse dei cavalli, sia all’interno che all’esterno degli ippodromi sia con metodi telematici, saranno di spettanza del soggetto che organizza e finanzia la corsa, detratti gli oneri fiscali, quali l’imposta unica scommesse, che rimarrà di spettanza dell’A.A.M.S. A carico dei medesimi soggetti ricadranno, altresì, tutti i costi per la raccolta delle scommesse, inclusi i compensi per i raccoglitori (Agenzie). Le scommesse verranno raccolte sotto la vigilanza dell’A.A.M.S. Le immagini delle corse resteranno di esclusiva proprietà dei soggetti organizzatori delle stesse, che ne sopporteranno tutti i costi per la realizzazione e diffusione. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero per le politiche agricole, sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma».

 

4.80

Pertoldi, Pignedoli, Andria, Antezza, Bertuzzi, Mongiello, Randazzo

Ritirato

        Sopprimere il comma 60.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 1.571;

            2013:        –    ;
            2014:        –    .

 

4.81

Andria, Roilo, Pignedoli, Antezza, Bertuzzi, Ghedini, Mongiello, Pertoldi, Randazzo

Ritirato

        Sopprimere il comma 61.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: –   6.000;
            2014: –   6.000.

 

4.82

Tancredi

Ritirato

        Al comma 61, sostituire le parole: «I benefici di cui all’articolo 6» con le seguenti: «I benefici di cui all’articolo 6-bis».

 

4.83

Grillo

Ritirato

        Al comma 61 sostituire le parole: «articolo 6» con le seguenti: «articolo 6-bis».

 

4.84

Mazzaracchio, Pichetto Fratin, Tancredi

Ritirato

        Al comma 61, aggiungere dopo la parola: «2013», le seguenti parole: «, con esclusione delle imprese armatori ali che esercitano le attività di pesca».

        Conseguentemente, all’articolo 6, comma 1, tabella A, apportare le seguenti variazioni utilizzando l’accantonamento relativo al MEF:

            2012: – 1.000;

            2013: – 1.170;
            2014: – 1.170.

 

4.85

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 62, aggiungere il seguente:

        «62-bis. A tal fine, nonché allo scopo di assicurare maggiore continuità finalizzata ad una migliore razionalizzazione organizzativa, le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 4, della legge 23 aprile 1959 n. 189, con esclusione della sola procedura ivi richiamata al primo periodo per l’adozione del provvedimento di rinnovo, si applicano, con effetto a decorrere dal mandato in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche alla fattispecie di cui all’articolo 133 del decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 66, per la quale il rinnovo dell’incarico in attuazione del presente comma, è disposto con la medesima procedura già stabilita per la nomina».

 

4.86

Fluttero

Ritirato

        Al comma 63, aggiungere infine i seguenti periodi: «dei quali euro 6.000.000 annui sono destinati alla prosecuzione delle attività di cui all’articolo 18 comma 15 della legge 23 luglio 2009 n. 99. All’articolo 4 comma 31-bis del decreto legge 12 luglio 2011 n. 107, convertito con modificazioni dalla legge 2 agosto 2011 n. 130, sopprimere l’ultimo periodo.».

 

4.87

Fluttero

Ritirato

        Dopo il comma 63 aggiungere il seguente:

        «63-bis. Al fine di realizzare per il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera una struttura amministrativo-contabile analoga a quella prevista dal decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 66 e maggiormente funzionale ai compiti d’istituto del Corpo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, emana entro 12 mesi apposito regolamento, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Detto provvedimento sostituisce il regolamento per i servizi di cassa e contabilità delle Capitanerie di Porto approvato con regio decreto 6 febbraio 1933, n. 391. In attesa dell’emanazione del regolamento si applicano le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il Ministero della difesa per quanto riguarda la contabilizzazione delle entrate e delle spese e la gestione delle permute.».

 

4.88

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 65, aggiungere il seguente:

        «66. Per le finalità di cui al comma 62, all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dopo il comma 2 è inserito il seguente:
        “2-bis. Nell’ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, l’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di cui al comma 7, di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.“».

 

4.89

Granaiola

Ritirato

        Sopprimere il comma 68.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 6.000;

            2013: – 2.000;
            2014:        –.

 

4.90

Rusconi, Agostini, Mercatali, Ceruti, Vittoria Franco, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Bastico, Carloni, Legnini, Adamo, Blazina

Ritirato

        Sopprimere il comma 74.

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 1.700;

            2013: – 5.200;
            2014: – 5.200.

 

4.91

Vittoria Franco, Rusconi, Agostini, Mercatali, Ceruti, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Bastico, Carloni, Legnini, Adamo, Blazina

Ritirato

        Sopprimere i comma 75 e 76.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25 aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        25-ter. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        25-quater. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:
            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-Iegge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        25-quinquies. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 25-quater, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicèmbre 2007, n. 244“».

 

4.92

Giambrone, Belisario, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere i commi 75 e 76.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti “0,25 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25-bis, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010“».

 

4.93

Blazina, Pegorer, Pertoldi, Rusconi

Ritirato

        Dopo il comma 76, aggiungere il seguente:

        «76-bis. Le disposizioni di cui ai commi 75 e 76 sono applicate alle scuole con lingua di insegnamento slovena e alla scuola bilingue slovena-italiana nel rispetto dell’articolo 11, comma 2 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, il quale per quanto attiene alla riorganizzazione di tali scuole richiama esplicitamente la vigenza del comma 9 dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1998.

        76-ter. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 76-bis si provvede fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dai commi 76-quater e 76-quinquies.
        76-quater. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        76-quinquies. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “l soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“».

 

4.94

Vita, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Vittoria Franco, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Bastico, Carloni Legnini, Blazina

Ritirato

        Sopprimere il comma 79.

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
            2012: –    800;

            2013: – 3.740;
            2014: – 6.680.

 

4.95

Vita, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Vittoria Franco, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Bastico, Carloni, Legnini, Blazina

Ritirato

        Sopprimere i commi 80, 81, 82, 83, 85 e 86.

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.96

Vittoria Franco, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Bastico, Carloni, Legnini, Blazina

Ritirato

        Sopprimere i commi da 80 a 83.

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.97

Vittoria Franco, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Bastico, Carloni, Legnini, Blazina

Ritirato

        Sopprimere il comma 84.

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 6.600;

            2013: – 6.600;
            2014: – 6.600.

 

4.98

Vittoria Franco, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Bastico, Carloni, Legnini, Blazina

Ritirato

        Al comma 84, primo periodo, sostituire le parole: «in un decennio» con le seguenti: «ogni sette anni».

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 6.600;

            2013: – 6.600;
            2014: – 6.600.

 

4.99

Vita

Ritirato

        Al comma 84, nel penultimo periodo, sostituire le parole: «il Rettore tiene» con le seguenti: «il Rettore e il Direttore dell’Istituzione AFAM tengono»; dopo le parole: «dell’Università» aggiungere le seguenti: «e dell’Istituzione AFAM» e nell’ultimo periodo dopo le parole: «alle Università» aggiungere le seguenti: «e alle Istituzioni AFAM».

 

4.100

Valditara, Baio

Ritirato

        Al comma 84, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, articolo 6, comma 10 dopo le parole: “presso enti pubblici e privati“ aggiungere: “anche di carattere universitario“. Al comma 11 dopo le parole: “didattica e di ricerca“ aggiungere le seguenti: “in via prevalente“ e prima di: “presso un altro ateneo“ sopprimere: “anche“».

 

4.101

Vita, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Vittoria Franco, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Bastico, Carloni, Legnini, Blazina

Ritirato

        Sopprimere il comma 86.

        Conseguentemente, alla tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
            2012: – 2.900;

            2013: – 2.900;
            2014: – 2.900.

 

4.102

Giambrone, Belisario, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 87.

        Conseguentemente, all’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:
        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti “0,25 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25-bis, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010».

 

4.103

Rusconi

Ritirato

        Sopprimere il comma 87.

        Conseguentemente, alla medesima tabella, missione: Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri, programma: Presidenza del Consiglio dei Ministri, voce: Ministero dell’economia e delle finanze: decreto legislativo n. 303 del 1999: Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell’articolo 11 della legge n. 59 del 1997 (21.3 – cap. 2115), apportare le seguenti variazioni:
        Conseguentemente, alla Tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 21.500;

            2013: – 43.000;
            2014:       –.

 

4.104

Fleres, Centaro, Ferrara, Saia

Ritirato

        Sopprimere il comma 87.

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione della presente disposizione si provvede mediante riduzione, fino al 10 per cento, a partire dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.105

Fleres, Centaro, Ferrara, Saia

Ritirato

        Sostituire il comma 87 con il seguente:

        «87. Allo scopo di evitare dispersioni o sottoutilizzo di competenze didattiche, negli istituti secondari di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero, è accantonato un pari numero di cattedre di insegnamenti teorici impartiti all’interno delle materie scolastiche svolte in compresenza con i predetti docenti soprannumerari; su tali cattedre verranno temporaneamente utilizzati i suddetti insegnanti tecnico-pratici in esubero».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione della presente disposizione si provvede mediante riduzione, fino al 10 per cento, a partire dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.106

De Angelis

Ritirato

        Sostituire il comma 87 con il seguente:

        «87. Allo scopo di evitare dispersioni o sottoutilizzo di competenze didattiche, negli istituti secondari di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero è accantonato un pari numero di cattedre di insegnamenti teorici impartiti all’interno delle materie scolastiche svolte in compresenza con i predetti docenti soprannumerari. Su tali cattedre verranno temporaneamente utilizzati i suddetti insegnanti teorico-pratici in esubero».

 

4.107

Valditara

Ritirato

        Dopo il comma 88, aggiungere i seguenti:

        «88-bis. A decorrere dall’anno 2012, è istituito presso il Ministero dell’università e della ricerca il “fondo per l’eccellenza delle università“, finalizzato a promuovere la qualità della ricerca universitaria e la gestione efficiente delle risorse attribuite alle università, da ripartire tra i dieci atenei migliori risultanti in base ai criteri di cui al successivo comma 88-quater.

        88-ter. Il Ministro dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto da emanarsi entro il 31 marzo 2012, sentito il parere dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), fissa i criteri per la selezione degli atenei, la costruzione della graduatoria e la distribuzione delle risorse del fondo di cui al precedente comma 88-bis.
        88-quater. Alla ripartizione del fondo, che avviene con cadenza annuale, provvede il Ministro dell’università e della ricerca con proprio decreto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento della graduatoria.
        88-quinquies. La dotazione del fondo di cui al precedente comma 88-bis è di 100 milioni di euro all’anno a decorrere dall’anno 2012».

        Conseguentemente a decorrere dal 1º gennaio 2012 le aliquote di base di cui all’articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dell’imposta di consumo sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio, sono uniformemente incrementate del 10 per cento.

 

4.108

Vicari

Ritirato

        Dopo il comma 89, inserire il seguente:

        «89-bis. Dopo il comma 7 dell’articolo 76 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è inserito il seguente:
        “7-bis. Il divieto di cui al precedente comma 7 non si applica alle scuole comunali dell’infanzia che abbiano rispettato nell’annualità 2010 il patto di stabilità interno“».

        Conseguentenmente, ridurre proporzionalmente di 5 milioni di euro gli importi di tutte le rubriche della allegata Tabella A.

 

4.109

Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 89, aggiungere il seguente:

        «89-bis. Il comma 11 dell’articolo 6 della legge n. 240 del 30 dicembre 2010, è sostituito dal seguente:
        “11. I professori e i ricercatori a tempo pieno possono svolgere attività didattica e di ricerca anche presso un altro ateneo o ente o istituto di ricerca, sulla base di una convenzione tra i due atenei o enti o istituti di ricerca finalizzata al conseguimento di obiettivi di comune interesse. La convenzione stabilisce altresì, con l’accordo dell’interessato, le modalità di ripartizione tra i due atenei o enti o istituti di ricerca dell’impegno annuo dell’interessato, dei relativi oneri stipendiali e delle modalità di valutazione di cui al comma 7. Per un periodo complessivamente non superiore a cinque anni l’impegno può essere totalmente svolto presso il secondo ateneo o ente o istituto di ricerca, che provvede alla corresponsione degli oneri stipendiali. In tal caso, l’interessato esercita il diritto di elettorato attivo e passivo presso il secondo ateneo o ente o istituto di ricerca. Ai fini della valutazione delle attività di ricerca e delle politiche di reclutamento degli atenei, l’apporto dell’interessato è ripartito in proporzione alla durata e alla quantità dell’impegno in ciascuno di essi. Con decreto del Ministro, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per l’attivazione delle convenzioni“».

 

4.110

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 89, inserire il seguente:

        «89-bis. Il comma 2 dell’articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è soppresso».

        Conseguentemente gli oneri di cui al comma 89-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 2 per cento a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.111

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

Dopo il comma 89, inserire il seguente:

        «89-bis. All’articolo 29, primo comma, lettera b), del decreto-legge 31 maggio 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole “decorsi sessanta giorni dalla notifica“ sono sostituite dalle seguenti: “decorsi centocinquanta giorni dalla notifica“.».

        Conseguentemente gli oneri di cui al comma 89-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 2 per cento a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.112

Granaiola, Bassoli

Ritirato

        Sopprimere i commi da 93 a 100.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 30.000;

            2013: – 30.000;
            2014: – 30.000.

 

4.113

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 94.

        Conseguentemente, aIl’articolo 5, comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.215 milioni».

 

4.114

Granaiola, Bassoli, Agostini, Chiaromonte, Mercatali, Biondelli, Bosone, Chiti, Cosentino, Ignazio Marino, Poretti, Legnini

Ritirato

        Sopprimere il comma 94.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 20.000;

            2013: – 20.000;
            2014: – 20.000.

 

4.115

Granaiola, Bassoli, Chiaromonte, Mercatali, Biondelli, Bosone, Chiti, Cosentino, Ignazio Marino, Poretti, Legnini

Ritirato

        Sostituire il comma 96 con il seguente:

        «96. A decon:ere dall’anno 2013 le competenze in materia di assistenza sanitaria al personale navigante ed aeronavigante, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 620, sono trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, che sono tenute a garantire al predetto personale assistenza sanitaria immediata, fornita da uffici e ambulatori posti nei pressi del porto, delle Capitanerie di porto e degli aeroporti, tramite medici generici, specialisti ed altro personale sanitario in grado di effettuare:
            a) visite mediche preventive rispetto alla data di imbarco;

            b) visite ed esami di primo soccorso sanitario;
            c) visite ed esami richiesti dal personale in attesa di imbarco dai porti ed aeroporti italiani sia nelle strutture del Servizio sanitario nazionale che in convenzione con laboratori di analisi e radiologici esterni;
            d) servizio di medicina medico legale, per le malattie e gli infortuni;
            e) visita biennale di convalida dell’idoneità alla navigazione;
            f) assistenza odontoiatrica».

        Conseguentemente,

            a) al comma 95 sostituire le parole «pari a 11,3 milioni di euro per l’anno 2012 e a 2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.» con le seguenti: «pari a 20 milioni di euro per l’anno 2012 e a 6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.»;

            b) sostituire il comma 98 con il seguente:

        «98. A decorrere dal 1º gennaio 2013 è abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 620, esclusivamente per le regioni che hanno predisposto il servizio di assistenza sanitaria immediata di cui al comma 96.».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 8,700;

            2013: – 4.000;
            2014: – 4.000.

 

4.116

Granaiola, Bassoli, Mercatali, Bosone, Biondelli, Chiaromonte, Chiti, Cosentino, Ghedini, Ignazio Marino, Passoni, Poretti, Legnini

Ritirato

        Sopprimere i commi da 96 a 100.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.117

Galioto, D’Alia, Gustavino

Ritirato

        Sopprimere i commi 96 e 97.

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente fino a concorrenza gli importi di tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

4.118

Granaiola, Bassoli, Chiaromonte, Mercatali, Biondelli, Bosone, Chiti, Cosentino, Ignazio Marino, Poretti, Legnini

Ritirato

        Al comma 97, apportare le seguenti modificazioni:

            a) alla lettera d) dopo le parole: «Servizio di assistenza sanitaria ai naviganti» inserire le seguenti: «salvaguardando per il personale medesimo il diritto di optare per il mantenimento nei ruoli del Ministero della salute,» e dopo le parole: «del medesimo Ministero» aggiungere le seguenti: «in misura pari al personale trasferito»;

            b) alla lettera e) dopo la parola: «biomedico» inserire le seguenti: «salvaguardando per il personale medesimo il diritto di optare per il mantenimento dei rapporti convenzionali con il Ministero della salute» e dopo le parole: «con contestuale trasferimento delle relative risorse finanziarie» aggiungere le seguenti: «in misura pari al personale trasferito»;
            c) alla lettera f) dopo le parole: «con i medici generici fiduciari» inserire le seguenti: «salvaguardando per il personale medesimo il diritto di optare per il mantenimento dei rapporti convenzionali con il Ministero della salute» e dopo le parole: «con contestuale trasferimento delle relative risorse finanziarie» aggiungere le seguenti: «in misura pari al personale trasferito».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.119

Galioto, D’Alia, Gustavino

Ritirato

        Sopprimere il comma 98.

 

4.120

Baldassarri, D’Ubaldo

Ritirato

        Dopo il comma 100, inserire i seguenti:

        «100-bis. Al fine di assicurare la prosecuzione delle attività di cura, formazione e ricerca sulle malattie ematiche svolte, sia a livello nazionale che internazionale, dalla Fondazione Istituto mediterraneo di ematologia (IME), di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-Iegge 23 aprile 2003, n. 89, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 giugno 2003, n. 141, la spesa prevista per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, ai sensi della finalizzazione prevista nell’elenco n. 1 dell’articolo 2, comma 250, della legge 23 dicembre 2009, è autorizzata per l’ammontare di 15 milioni di euro anche per gli anni 2013, 2014 e 2015, al fine di dare continuità ai progetti di ricerca e alle attività soprattutto nei confronti di organismi e enti internazionali. Resta fermo quanto previsto dal citato articolo 2, comma 250, per la destinazione delle risorse.

        100-ter. All’onere derivante dall’attuazione del disposto del comma 100-bis, si provvede mediante corrispondente riduzione, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 dell’autorizzazione di spesa (obblighi finanziari connessi alla gestione di servizi pubblici gestiti in regime convenzionale) recata dall’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005, n. 58».

 

4.121

Scanu, Amati, Crisafulli, Follini, Del Vecchio, Gasbarri, Negri, Pegorer, Pinotti

Ritirato

        Al comma 103, apportare le seguenti modifiche:

            secondo periodo, sostituire le parole: «secondo le modalità e nei limiti delle» con le parole: «anche in deroga alle»;

            terzo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «o, se più favorevole, lo stipendio in godimento».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.122

Scanu, Amati, Crisafulli, Follini, Del Vecchio, Gasbarri, Negri, Pegorer, Pinotti

Ritirato

        Dopo il comma 103 inserire il seguente:

        «103-bis. Ai fini dell’adeguamento del canone di concessione degli alloggi costituenti il patrimonio abitativo della Difesa, di cui all’art. 279, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 66, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, qualunque sia il titolo della conduzione, si applica un canone mensile non inferiore a quello determinato ai sensi della normativa in materia di equo canone, e comunque non superiore al 20% del reddito familiare annuo lordo del conduttore. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la presente disposizione».

 

4.123

Bonfrisco

Ritirato

        Dopo il comma 103, inserire il seguente:

        «103-bis. Al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) all’articolo 769:
                1) nella rubrica, la parola: “quadriennale“ è sostituita dalla seguente: “triennale“;

                2) al comma 1, le parole: “anni quattro“ sono sostituite dalle seguenti: “anni tre“;

            b) all’articolo 784:
                1) nella rubrica, la parola: “quadriennale“ è sostituita dalla seguente: “triennale“;

                2) al comma 1, le parole: “anni quattro“ sono sostituite dalle seguenti: “anni tre“;

            c) all’articolo 948, comma 2, le parole: “quattro anni“ sono sostituite dalle seguenti: “tre anni“».

 

4.124

Germontani, Rutelli

Ritirato

        Dopo il comma 104 inserire il seguente:

        «104-bis. Con decreto del Ministro della difesa, da emanarsi entro 180 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, sono defIniti i criteri di assegnazione degli alloggi concessi in uso dalla amministrazione della difesa affinché:
            a) vengano garantiti la funzionalità degli enti, comandi e reparti delle forze armate;

            b) al contempo vengano garantiti i diritti degli occupanti;
            c) venga sospesa ogni azione finalizzata al recupero forzoso dell’alloggio sino al 30 giugno 2012;
            d) venga, nello stesso tempo, valutata la modifica del decreto 18 maggio 2010, individuando un ulteriore elenco di immobili da alienare, anche risolvendo i contenziosi eventualmente ancora in essere o situazioni di servitù militari non irrisolvibili;
            e) venga sancito il diritto alla permanenza degli affittuari dietro corresponsione del canone in vigore all’atto della vendita, modificando quanto invece attualmente previsto all’articolo 7, comma 14, lettere a) e b), del regolamento di cui al decreto ministeriale n. 112 del 2010, sia per quanto riguarda il reddito che per quanto riguarda la durata, mentre, per quanto riguarda la concessione dell’usufrutto, la norma di cui all’art. 7, comma 4, lettera a), dello stesso regolamento estesa anche al coniuge superstite, qualora il decesso dell’usufruttuario avvenga in data posteriore all’atto di acquisto dell’usufrutto, applicando il meccanismo del 20 per cento sulla quota della pensione di reversibilità o altro reddito;
            f) vengano riviste le norme previste all’art. 7, comma 11, lettere a) e b), dello stesso regolamento;
            g) vengano soppresse le norme previste l’art. 2, comma 3, del decreto ministeriale del 16 marzo 2011 relativo ai canoni di mercato. Le somme derivanti dalla alienazione prevista dal presente comma affluiscono ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa».

 

4.125

Germontani, Rutelli

Ritirato

        Dopo il comma 104 inserire il seguente:

        «104-bis. Il canone di occupazione dovuto dagli utenti aventi titolo e dagli utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del Ministero della difesa, ferme restando le tutele previste all’art. 286, comma 4, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è stabilito in misura non superiore al 20 per cento del reddito familiare lordo».

 

4.126

Latronico

Ritirato

        Dopo comma 106, aggiungere il seguente:

        «106-bis. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa per i mutui accesi entro il 31 dicembre 2009, ai sensi del decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 786, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, dell’articolo 1 del decreto-legge 31 gennaio 1995, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, dell’articolo 1-bis del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, dell’articolo 3, comma 9, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito. con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, dell’articolo 51 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 nell’ambito delle procedure concorsuali ed in particolare degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis l.f. è autorizzata a sottoscrivere accordi transattivi con le imprese beneficiarie delle agevolazioni, accettando a saldo e stralcio un importo pari al 50% del credito residuo vantato a titolo di mutuo agevolato ovvero il minor valore di realizzo attribuibile ai beni sui quali sussiste la causa di prelazione indicata nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, 3º comma, lettera d) della legge fallimentare. Gli accordi transattivi di cui sopra saranno validi ed efficaci solo dopo l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti da parte del competente Tribunale. Tali disposizioni si applicano anche alle società oggetto di revoca del finanziamento o non soggette alla disciplina fallimentare».

 

4.127

Bassoli, Mercatali, Biondelli, Bosone, Chiaromonte, Chiti, Cosentino, Granaiola, Legnini, Ignazio Marino, Poretti

Ritirato

        Sopprimere il comma 108.

        Conseguentemente, alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
            2012: – 9.500;

            2013: – 9.500;
            2014: – 9.500.

 

4.128

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sopprimere il comma 108.

        Conseguentemente, all’articolo 6, comma 1, alla tabella 8 ivi richiamata, alla voce, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
            2012: – 36.550;

            2013: – 36.550;
            2014: – 36.550.

 

4.129

Fantetti

Ritirato

        Sopprimere il comma 109.

 

4.130

Sangalli

Ritirato

        Al comma 109, sopprimere la lettera a).

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012: – 5.000;

            2013: – 5.000;
            2014: – 5.000.

 

4.131

Sangalli

Ritirato

        Alla lettera a) del comma 109, dell’articolo 4, alla fine è aggiunto il seguente periodo: «Sono escluse le spese sostenute per la realizzazione di specifici progetti i cui oneri non sono a carico del bilancio delle Camere di commercio, finanziati con fondi provenienti dall’unione europea e da altri soggetti pubblici o privati. Sono comunque esclusi i contratti a tempo determinati stipulati ai sensi dell’articolo 20 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 10.000;

            2013: – 10.000;
            2014: – 10.000.

 

4.132

Fantetti

Ritirato

        Al comma 109, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

        «b-bis) aggiungere in fine il seguente periodo: “Sono escluse le spese sostenute per la realizzazione di specifici progetti i cui oneri non sono a carico del bilancio delle Camere di commercio, finanziati con fondi provenienti dall’unione europea e da altri soggetti pubblici o privati. Sono comunque esclusi i contratti a tempo determinati stipulati ai sensi dell’articolo 20 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e successive modifiche ed integrazioni. Le camere di commercio garantiscono comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la realizzazione degli obiettivi di risparmio già vigenti a legislazione vigente“».

 

4.133

Bornacin

Ritirato

        Al comma 110, dopo la lettera a) aggiungere la seguente:

            «a-bis) al comma 7, sostituire il secondo e terzo periodo con il seguente: “Le società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo, che siano titolari di affidamenti diretti di servizi pubblici locali essenziali, se con bilancio in utile negli ultimi tre esercizi, potranno procedere ad assunzioni a termine nel rispetto delle ragioni tecnico-produttive-organizative di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 368“».

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, sostituire l’importo: «1.235», con l’importo: «1.200».

 

4.134

Sangalli

Ritirato

        Al comma 110, sopprimere la lettera b).

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 5.000;

            2013: – 5.000;
            2014: – 5.000.

 

4.135

Sangalli

Ritirato

        Il primo periodo della lettera b) del comma 110, dell’articolo 4 è sostituito dal seguente:

        «8-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2012 la spesa annua per le nuove assunzioni nelle aziende speciali delle Camere di commercio sommata alla spesa annua relativa al personale già in servizio non può superare il tetto del 30 per cento delle entrate correnti delle aziende».

 

4.136

Fantetti

Ritirato

        Al comma 110, lettera b), capoverso «8-bis», sostituire il primo periodo con il seguente: «A decorrere dal 1º gennaio 2012 la spesa annua per le nuove assunzioni nelle aziende speciali delle Camere di commercio sommata alla spesa annua relativa al personale già in servizio non può superare il tetto del 30% delle entrate correnti delle aziende».

 

4.137

D’Ambrosio Lettieri

Ritirato

        Dopo il comma 110, inserire il seguente:

        «110-bis. All’articolo 1 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, dopo il comma 23-bis, aggiungere i seguenti:
        “23-bis.1. A far data dall’entrata in vigore della legge 14 settembre 2011 n. 148, le disposizioni di cui al comma 23-bis dell’articolo 1 della medesima legge, si applicano alle regioni sottoposte ai piani di rientro in attuazione dell’articolo 1 comma 180 delta legge 30 dicembre 2004 n. 311, nel rispetto dei complessivi livelli di spesa programmati nel piano di rientro.

        23-bis.1.1. La spesa relativa agli incarichi a tempo determinato conferiti nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali attivate a seguito delle deroghe autorizzate ai sensi del precedente comma non rientra nei limiti imposti dall’articolo 9 comma 28 della legge 30 luglio n. 122“».

        Conseguentemente: Ridurre proporzionalmente fino a 20 milioni di euro gli importi di tutte le rubriche della allegata tabelIa A.

 

4.138

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 110, sono aggiunti i seguenti:

        «110-bis. All’articolo 10, comma 2, del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, dopo le parole “la medesima attività,“ è aggiunto: “della prevalenza o meno ad altra attività commerciale, in caso di esercizio congiunto,“.

        110-ter. L’articolo 10, comma 2, del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 convertito, con modificazioni, in legge 2 aprile 2007, n. 40, come integrato dal comma 110-bis, si applica anche in caso di avvio dell’attività di estetista in locali dove si esercita l’attività di vendita di farmaci».

 

4.139

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 110, aggiungere il seguente:

        «110-bis. Al fine di ampliare l’ambito di applicazione della disciplina in materia di cancellazione delle ipoteche senza alcun onere per il debitore e per rendere più agevole la circolazione dei beni immobili, all’art. 161 del decreto legislativo 1º settembre 1993 n. 385, dopo il comma 7-quater, è inserito il seguente:
        “7-quinquies. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la cancellazione di cui all’articolo 40-bis si esegue anche con riferimento alle ipoteche, ivi previste, iscritte da oltre venti anni e non rinnovate ai sensi dell’art. 2847 del codice civile. Per tali ipoteche, il creditore, entro sei mesi dalla data in cui ne ha ricevuto richiesta da parte del debitore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento e salvo che ricorra un giustificato motivo ostativo da comunicare al debitore medesimo, trasmette al conservatore la comunicazione attestante la data di estinzione dell’obbligazione ovvero l’insussistenza di ragioni di credito da garantire con l’ipoteca, per le richieste ricevute prima della data di entrata in vigore del presente decreto, il termine di sei mesi decorre dalla medesima data. il conservatore procede d’ufficio alla cancellazione dell’ipoteca, senza alcun onere per il debitore, entro il giorno successivo a quello di ricezione della comunicazione. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del Territorio, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma“».

 

4.140

Giancarlo Serafini

Ritirato

        Dopo il comma 110 aggiungere il seguente:

        «110-bis. Il comma 5, dell’articolo 48, della legge 4 novembre 2010, n. 183, è soppresso».

 

4.141

Di Stefano, Tancredi

Ritirato

        Dopo il comma 110 aggiungere il seguente:

        «110-bis. Il comma 3, dell’articolo 8, della legge 23 marzo 2001, n. 93, è soppresso».

 

4.142

Castiglione, Fleres, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 110, aggiungere il seguente:

        «110-bis. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni, il comma 562 è sostituito dal seguente:
        “562. Gli enti non sottoposti alle regole del patto di stabilità interno possono procedere all’assunzione di personale nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute dall’anno 2006, ivi compreso il personale di cui al comma 558“».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 10 per cento, a partire dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.2000/1

De Lillo, Ghedini, Mascitelli, Bassoli

Ritirato

        All’emendamento 4.2000, alle parole: «Dopo l’articolo 4, sono inseriti i seguenti articoli», anteporre la seguente modifica:

        All’articolo 4, sostituire il comma 51 con il seguente: «La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante dal mancato recepimento nell’ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all’articolo 2946 del codice civile e decorre dalla data in cui è cessata la violazione degli obblighi comunitari da parte dello Stato».

        Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, sostituire l’importo: «1.235», con l’importo: «1.200».

 

4.2000/100

Il Governo

Accolto

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-ter, comma 1, dopo le parole: «caserme assegnate in uso alle forze armate», inserire la seguente: «dismissibili».

 

4.2000/2

Tancredi

Ritirato

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-ter, in fine, aggiungere il seguente:

        «9-bis. All’articolo 6, comma 6-ter, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, della legge n. 148 del 14 settembre 2011, dopo l’ultimo periodo è aggiunto il seguente: “Nel caso di permuta con immobili a realizzarsi in aree di particolare disagio e con significativo apporto occupazionale, potranno cedersi anche immobili già in uso governativo, che verrebbero pertanto utilizzati in regime di locazione, nella percentuale massima del 75 per cento della permuta mentre il restante 25 per cento dovrà interessare immobili dello Stato dismessi e disponibili“».

        Conseguentemente, ridurre corrispondentemente tutte le rubriche della allegata tabella A di cui all’articolo 6, comma 1.

 

4.2000/3

Pastore

Ritirato

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-septies comma 1, il primo capoverso è sostituito con il seguente: «Il Governo è delegato ad adottare, su proposta dei Ministri competenti uno o più decreti legislativi per la riforma degli ordinamenti professionali entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:».

        Conseguentemente, è soppresso il comma 2 del medesimo articolo.

 

4.2000/4

Pastore

Accolto

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-septies, comma 9, dopo le parole: «modelli societari», inserire le seguenti: «e associativi».

 

4.2000/5

Poli Bortone, Mascitelli

Respinto

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-decies, dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. I depositi fiscali che immettono in consumo prodotti energetici soggetti al pagamento dell’accisa in regime agevolato, sul volume convenzionale a 15º C, vendono gli stessi utilizzando la richiamata unità di misura convenzionale».

 

4.2000/6

Poli Bortone

Respinto

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-decies, dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. I depositi fiscali che immettono in consumo prodotti energetici soggetti al pagamento dell’accisa sul volume convenzionale a 15ºC, vendono gli stessi, ai depositi commerciali, utilizzando la richiamata unità di misura convenzionale».

 

4.2000/400

Il Relatore

Accolto

        All’emendamento 4.2000, all’articolo 4-undecies, al comma 14, le parole: «capitale sociale inferiore» sono sostituite dalle seguenti: «ricavi o patrimonio netto inferiori».

 

4.2000/10000

Il Governo

Accolto

        Al comma 2 dell’articolo 4-ter et vicies, dopo le parole: «personalmente dalla parte» aggiungere le seguenti parole: «che ha sottoscritto il mandato».

 

4.2000/101 (v. testo 2)

Il Governo

        All’emendamento 4.2000, dopo l’articolo 4-quinquies et vicies è aggiunto il seguente:

            «Art. 4-sexies et vicies. – (Modificazioni dell’articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) – 1. All’articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010. n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 5-bis, primo periodo:
                1) le parole: “ed euro 7.500.000 per l’anno 2012“, sono sostituite dalle seguenti: “, euro 7.500.000 per l’anno 2012 ed euro 1.000.000 a decorrere dall’anno 2013“;

                2) le parole: “, in via sperimentale per un triennio,“, sono soppresse;

            b) al comma 7-bis:
                1) all’alinea, le parole: “e a euro 7.500.000 per l’anno 2012“, sono sostituite dalle seguenti: “, a euro 7.500.000 per l’anno 2012 e a euro 1.000.000 a decorrere dall’anno 2013“;

                2) dopo la lettera d), è aggiunta la seguente:

            “d-bis) quanto a 1.000.000 di euro mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale“ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze“».

 

4.2000/101 (testo 2)

Il Relatore

Accolto

        Dopo l’articolo 4-quinquies et vicies, è aggiunto il seguente:

«Art. 4-sexies et vicies.

(Modificazioni dell’articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122)

        1. All’articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5-bis, primo periodo, dopo le parole: “per l’anno 2012“ sono aggiunte le seguenti: “ed euro 1.000.000 a decorrere dall’anno 2013“; inoltre, sono soppresse le parole: “, in via sperimentale per un triennio,».
        Conseguentemente, alla tabella A voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: -     –    ;

            2013:  -  1.000;
            2014:  -  1.000.

 

4.2000/7

Morando

Ririrato

        All’emendamento 4.2000, alla tabella C, missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, programma «Servizi generali, formativi e approvvigionamenti per le Amministrazioni pubbliche», voce Ministero dell’economia e delle finanze, Legge 146 del 1980: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 1080): Art. 36: Assegnazione a favore dell’Istituto Nazionale di Statistica (24.4. – cap. 1680), apportare le seguenti variazioni:

            2012:
                CP: + 10.000:

                CS: + 10.000.

            2013:
                CP: + 7.000:

                CS: + 7.000.

            2014:
                CP: + 5.000:

                CS: + 5.000.

        Conseguentemente, all’articolo 3, elenco 1, voce Ministero dell’economia e delle finanze, missione 25 Fondi da ripartire (33) programma 25.1 Fondi da assegnare (1), incrementare le riduzioni ivi previste dei seguenti importi:

            2012:
                CP: + 10.000:

                CS: + 10.000.

            2013:
                CP: + 7.000:

                CS: + 7.000.

            2014:
                CP: + 5.000:

                CS: + 5.000.

 

4.2000

Il Governo

Accolto

        Dopo l’articolo 4, inserire i seguenti:

«Art. 4-bis.

(Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici)

        1. Ferma restando la disciplina vigente in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema retributivo e misto e i requisiti anagrafici di cui all’articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, come modificati, per le lavoratrici, dall’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni con legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni e integrazioni e dall’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito con legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni e integrazioni, devono essere tali da garantire un’età minima di accesso al trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni, tenuto conto del regime delle decorrenze, per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall’anno 2026. Qualora, per effetto degli adeguamenti dei predetti requisiti agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, la predetta età minima di accesso non fosse assicurata, sono ulteriormente incrementati gli stessi requisiti, con lo stesso decreto direttoriale di cui al citato articolo 12, comma 12-bis, da emanarsi entro il 31 dicembre 2023, al fine di garantire, per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall’anno 2026, un’età minima di accesso al trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni, tenuto conto del regime delle decorrenze. Resta ferma la disciplina vigente di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 per gli adeguamenti successivi a quanto previsto dal penultimo periodo del presente comma.

Art. 4-ter.

(Disposizioni in materia di dismissioni dei beni immobili pubblici)

        1. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a conferire o trasferire beni immobili dello Stato, a uso diverso da quello residenziale, fatti salvi gli immobili inseriti negli elenchi predisposti o da predisporre ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, e degli enti pubblici non territoriali ivi inclusi quelli di cui alla legge 196 del 2009 articolo 1, comma 3, ad uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, ovvero ad una o più società, anche di nuova costituzione. I predetti beni sono individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Il primo decreto di individuazione è emanato entro il 30 aprile 2012; sono conferiti o trasferiti beni immobili di proprietà dello Stato e una quota non inferiore al 20 per cento delle carceri inutilizzate e delle caserme assegnate in uso alle forze armate. Con uno o più decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze sono conferiti o trasferiti i suddetti beni immobili e sono stabiliti i criteri e le procedure per l’individuazione o l’eventuale costituzione della società di gestione del risparmio o delle società, nonché per il collocamento delle quote del fondo o delle azioni delle società e i limiti per l’eventuale assunzione di finanziamenti da parte del predetto fondo e delle società. Ai fini dell’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 1 milione di euro l’anno a decorrere dall’anno 2012.

        2. Alla cessione delle quote dei fondi o delle azioni delle società di cui al comma 1 si provvede mediante le modalità previste dai suddetti decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, che dovranno prioritariamente prevedere il collocamento mediante offerta pubblica di vendita, applicandosi, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito con legge 30 luglio 1994, n. 474. Il Ministero dell’economia e delle finanze può accettare come corrispettivo delle predette cessioni anche titoli di Stato, secondo i criteri e le caratteristiche definite nei decreti ministeriali di cui al comma 1.
        3. I proventi netti derivanti dalle cessioni di cui al comma 2, sono destinati alla riduzione del debito pubblico. Nel caso di operazioni che abbiano ad oggetto esclusivamente immobili liberi, i proventi della cessione, previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, sono destinati al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Negli altri casi i decreti ministeriali di cui al comma 1, prevedono l’attribuzione di detti proventi all’Agenzia del Demanio per l’acquisto sul mercato, secondo le indicazioni del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro, di titoli di Stato da parte della medesima Agenzia, che li detiene fino alla scadenza. L’Agenzia destina gli interessi dei suddetti titoli di Stato al pagamento dei canoni di locazione e degli oneri di gestione connessi. Tali operazioni non sono soggette all’imposta di bollo e ad ogni altra imposta indiretta, nè ad ogni altro tributo o diritto di terzi.
        4. Alle società di cui al comma 1 si applica, in quanto compatibile, il trattamento fiscale disciplinato per le società di investimento immobiliare quotate di cui all’articolo 1, comma 134, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Ai conferimenti ed ai trasferimenti dei beni immobili ai fondi comuni di investimento ed alle società di cui al comma 1 si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 9 novembre 2001, n. 410. La valutazione dei beni conferiti o trasferiti è effettuata a titolo gratuito dall’Agenzia del Territorio, d’intesa con l’Agenzia del Demanio relativamente agli immobili di proprietà dello Stato dalla stessa gestiti.
        5. I decreti ministeriali di cui al comma 1 prevedono la misura degli eventuali canoni di locazione delle Pubbliche Amministrazioni sulla base della valutazione tecnica effettuata dall’Agenzia del Demanio. Indicano inoltre la misura del contributo a carico delle Amministrazioni utilizzatrici in relazione alle maggiori superfici utilizzate rispetto ai piani di razionalizzazione di cui all’articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
        6. Relativamente alle società partecipate dal Ministero dell’economia e delle finanze, le eventuali maggiori entrate, fino ad un massimo di 5 milioni annui rispetto alle previsioni, derivanti dalla distribuzione di utili d’esercizio o di riserve sotto forma di dividendi o la attribuzione di risorse per riduzioni di capitale, possono essere utilizzate, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e secondo criteri e limiti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, per aumenti di capitale di società partecipate, anche indirettamente, dal medesimo Ministero, ovvero per la sottoscrizione di capitale di società di nuova costituzione. Le somme introitate a tale titolo sono riassegnate, anche in deroga ai limiti previsti per le riassegnazioni, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze ad apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze per essere versate ad apposita contabilità speciale di tesoreria. Le disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge.
        7. All’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, come convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il comma 8, è aggiunto infine il seguente:

        “8-bis. I fondi istituiti dalla società di gestione risparmio del Ministero dell’economia e delle finanze possono acquistare immobili ad uso ufficio di proprietà degli enti territoriali, utilizzati dagli stessi o da altre Pubbliche amministrazioni nonché altri immobili di proprietà dei medesimi enti di cui sia completato il processo di valorizzazione edilizio-urbanistico, qualora inseriti in programmi di valorizzazione, recupero e sviluppo del territorio. Le azioni della predetta società di gestione del risparmio possono essere trasferite, mediante decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, a titolo gratuito all’Agenzia del Demanio. Con apposita convenzione la stessa società di gestione del risparmio può avvalersi in via transitoria del personale dell’Agenzia del Demanio“.
        8. Allo scopo di accelerare e semplificare le procedure di dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato all’estero, la vendita dei cespiti individuati nel piano di razionalizzione del patrimonio immobiliare dello Stato ubicato all’estero ai sensi dell’articolo 1, comma 1311 e 1312, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è effettuata mediante trattativa privata, salve comprovate esigenze, anche in deroga al parere della Commissione Immobili del Ministero degli affari esteri di cui all’articolo 80 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. La stima del valore di mercato dei beni di cui al presente comma può essere effettuata anche avvalendosi di soggetti competenti nel luogo dove è ubicato l’immobile oggetto della vendita. I relativi contratti di vendita sono assoggettati al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.

        9. Le risorse nette derivanti dalle operazioni di dismissione di cui al comma 8 sono destinate alla riduzione del debito pubblico.

        Conseguentemente,

            all’articolo 5, comma 4, sostituire le parole: “4.798 milioni“ con le seguenti: “4.799 milioni“;
            alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
            2012: –         ;

            2013: – 1000;
            2014: – 1000.

Art. 4-quater.

(Disposizioni in materia di dismissioni di terreni agricoli)

        1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con uno o più decreti di natura non regolamentare da adottare d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, individua i terreni a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato non ricompresi negli elenchi predisposti ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da alienare a cura dell’Agenzia del Demanio mediante trattativa privata per gli immobili di valore inferiore a 400 mila euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 400 mila euro. L’individuazione del bene ne determina il trasferimento al patrimonio disponibile dello Stato. Ai citati decreti di individuazione si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 3, 4 e 5, del decreto-legge n. 351 del 2001.

        2. Nelle procedure di alienazione dei terreni di cui al comma l, al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola, giovanile è riconosciuto il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, così come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni. Nell’eventualità di incremento di valore dei terreni alienati derivante da cambi di destinazione urbanistica, intervenuti nel corso del quinquennio successivo all’alienazione medesima, è riconosciuta allo Stato una quota pari al 75% del maggior valore acquisito dal terreno rispetto al prezzo di vendita; le disposizioni di attuazione del presente periodo sono stabilite con decreto di natura non regolamentare del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze.
        3. Per i terreni ricadenti all’interno di aree protette di cui alla legge 6 dicembre 1991 n. 394, l’Agenzia del Demanio acquisisce preventivamente l’assenso alla vendita da parte degli enti gestori delle medesime aree.
        4. Le regioni, le province, i comuni possono vendere, per le finalità e con le modalità di cui ai commi 1 e 2, i beni di loro proprietà aventi destinazione agricola compresi quelli attribuiti ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85; a tal fine possono conferire all’Agenzia del Demanio mandato irrevocabile a vendere. L’Agenzia provvede al versamento agli Enti territoriali già proprietari dei proventi derivanti dalla vendita al netto dei costi sostenuti e documentati.
        5. Le risorse nette derivanti dalle operazioni di dismissione di cui ai commi precedenti sono destinate alla riduzione del debito pubblico.

Art. 4-quinquies.

(Disposizioni in materia di debito pubblico degli enti locali)

        1. All’articolo 204, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: “il 10 per cento per l’anno 2012 e l’8 per cento a decorrere dall’anno 2013“ sono sostituite dalle seguenti: “l’8 per cento per l’anno 2012, il 6 per cento per l’anno 2013 e il 4 per cento a decorrere dall’anno 2014“.

        2. All’articolo 10, comma 2, della legge 16 maggio 1970, n. 281, le parole: “25 per cento“ sono sostituite dalle parole: “20 per cento“.
        3. Ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica a decorrere dall’anno 2013 gli enti territoriali riducono l’entità del debito pubblico. A tal fine, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, fermo restando quanto previsto dall’articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dall’articolo 10, comma 2, della legge 16 maggio 1970, n. 281, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma. In particolare sono stabilite:

            a) distintamente per regioni, province e comuni, la differenza percentuale, rispetto al debito medio pro capite, oltre la quale i singoli enti territoriali hanno l’obbligo di procedere alla riduzione del debito;

            b) la percentuale annua di riduzione del debito;
            c) le modalità con le quali può essere raggiunto l’obiettivo di riduzione del debito. A tal fine, si considera comunque equivalente alla riduzione il trasferimento di immobili al fondo o alla società di cui al comma 1, dell’articolo 4-ter.

        4. Agli enti che non adempiono a quanto previsto nel comma 8 dell’articolo 4-ter, si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 7, comma 1, lettere b) e d) e comma 2, lettere b) e d), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.

Art. 4-sexies.

(Liberalizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica)

        1. Al fine di assicurare il miglioramento organizzativo nel settore del trasporto pubblico locale, all’articolo 1, comma 13, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è apportata la seguente modificazione:

            a) le parole: “struttura paritetica da istituire“ sono sostituite dalle seguenti: “struttura paritetica istituita nell’ambito della predetta Conferenza“.
        2. Al fine di realizzare un sistema liberalizzato dei servizi pubblici locali di rilevanza economica attraverso la piena concorrenza nel mercato e di perseguire gli obiettivi di liberalizzazione e privatizzazione dei medesimi servizi secondo quanto previsto dall’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nonché di assicurare, mediante un sistema di benchmarking, il progressivo miglioramento della qualità ed efficienza di gestione dei medesimi servizi, al predetto articolo 4 sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: “Con la stessa delibera gli enti locali valutano l’opportunità di procedere all’affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa.“;

            b) al comma 3, prima delle parole: “ai fini della relazione al Parlamento“ aggiungere la seguente: “anche“;
            c) al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo: “In caso contrario e comunque in assenza della delibera di cui al comma 2, l’ente locale non può procedere all’attribuzione di diritti di esclusiva ai sensi del presente articolo“;
            d) al comma 13, aggiungere, in fine, il seguente periodo: “Al fine di garantire l’unitarietà del servizio oggetto dell’affidamento, è fatto divieto di procedere al frazionamento del medesimo servizio e del relativo affidamento“;
            e) al comma 32, lettera a), dopo le parole: “alla somma di cui al comma 13“, aggiungere le seguenti: “ovvero non conformi a quanto previsto al medesimo comma“;
            f) al comma 32, lettera d), sostituire le parole: “a condizione che la partecipazione pubblica si riduca anche progressivamente“ con le seguenti: “a condizione che la partecipazione in capo a soci pubblici detentori di azioni alla data del 13 agosto 2011, ovvero quella sindacata, si riduca anche progressivamente“;
            g) dopo il comma 32, aggiungere il seguente comma:

        “32-bis. Al fine di verificare e assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al comma 32, il prefetto accerta che gli enti locali abbiano attuato, entro i termini stabiliti, quanto previsto al medesimo comma. In caso di inottemperanza, assegna agli enti inadempienti un termine perentorio entro il quale provvedere. Decorso inutilmente detto termine, il Governo, ricorrendone i presupposti, esercita il potere sostitutivo ai sensi dell’articolo 120, comma secondo, della Costituzione e secondo le modalità previste dall’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131“.
            h) al comma 33, primo periodo, sostituire le parole: “ovvero ai sensi del comma 12“ con le seguenti: “ovvero non ai sensi del comma 12“;

            i) al comma 33, secondo periodo, dopo le parole: “nonché al socio selezionato ai sensi del comma 12“, aggiungere le seguenti: “e alle società a partecipazione mista pubblica e privata costituite ai sensi del medesimo comma“;
            l) al comma 33, sostituire l’ultimo periodo con il seguente: “I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere su tutto il territorio nazionale a gare indette nell’ultimo anno di affidamento dei servizi da essi gestiti, a condizione che sia stata indetta la procedura competitiva ad evidenza pubblica per il nuovo affidamento del servizio o, almeno, sia stata adottata la decisione di procedere al nuovo affidamento attraverso la predetta procedura ovvero, purché in favore di soggetto diverso, ai sensi del comma 13.“;
            m) dopo il comma 33, aggiungere i seguenti:

        “33-bis. Al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione dei servizi pubblici locali e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni, gli enti affidatari sono tenuti a rendere pubblici i dati concernenti il livello di qualità del servizio reso, il prezzo medio per utente e il livello degli investimenti effettuati, nonché ogni ulteriore informazione necessaria alle predette finalità.

        33-ter. Con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, adottato, entro il 31 gennaio 2012, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e dell’interno, sentita la Conferenza unificata, sono definiti:

            a) i criteri per la verifica di cui al comma 1 e l’adozione della delibera quadro di cui al comma 2;

            b) le modalità attuative del comma 33-bis, anche tenendo conto delle diverse condizioni di erogazione in termini di aree, popolazioni e caratteristiche del territorio servito;
            c) le ulteriori misure necessarie ad assicurare la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.“;

            n) al comma 34, aggiungere, all’inizio, il seguente periodo: «Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.“;

            o) dopo il comma 34, aggiungere il seguente comma:

        “34-bis. Il presente articolo, fermo restando quanto disposto al comma 34, si applica al trasporto pubblico regionale e locale. Con riguardo al trasporto pubblico regionale, sono fatti salvi gli affidamenti già deliberati in conformità all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) 23 ottobre 2007, n. 1370/2007.“.

Art. 4-septies.

(Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti)

        1. All’articolo 3 comma 5 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, le parole «Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge per recepire i seguenti principi:» sono sostituite dalle seguenti: «Con decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:».

        2. All’articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011 n. 148, dopo il comma 5 è inserito il seguente:

        “5-bis. Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali sono abrogate con effetto dall’entrata in vigore del regolamento governativo di cui al comma 5“.
        3. È consentita la costituzione di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile.

        4. Possono assumere la qualifica di società tra professionisti le società il cui atto costitutivo preveda:

            a) l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci;

            b) l’ammissione in qualità di soci dei soli professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, nonché dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, purché in possesso del titolo di studio abilitante, ovvero soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalità di investimento;
            c) criteri e modalità affinché l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta; la designazione del socio professionista sia compiuta dall’utente e, in mancanza di tale designazione, il nominativo debba essere previamente comunicato per iscritto all’utente;
            d) le modalità di esclusione dalla società del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo.

        5. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l’indicazione di società tra professionisti.

        6. La partecipazione ad una società è incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti.
        7. I professionisti soci sono tenuti all’osservanza del codice deontologico del proprio ordine, così come la società è soggetta al regime disciplinare dell’ordine al quale risulti iscritta.
        8. La società tra professionisti può essere costituita anche per l’esercizio di più attività professionali.
        9. Restano salvi i diversi modelli societari già vigenti al momento dell’entrata in vigore della presente legge.
        10. Ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro sei mesi dalla approvazione della presente legge, adotta un regolamento allo scopo di disciplinare le materie di cui ai precedenti commi 4, lettera c), 6 e 7.
        11. La legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, è abrogata.
        12. All’articolo 3, comma 5, lettera d), del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, le parole: “prendendo come riferimento le tariffe professionali. È ammessa la pattuizione dei compensi anche in deroga alle tariffe.“ sono soppresse.

Art. 4-octies.

(Programmazione della ricerca e premialità)

        1. Il Ministero dell’istruzione, università e ricerca assicura la coerenza dei Piani e Progetti di ricerca e di attività proposti dagli Enti Pubblici di Ricerca vigilati con le indicazioni del Programma Nazionale della Ricerca, anche in sede di ripartizione della quota del 7% del fondo di finanziamento ordinario dei predetti Enti di ricerca, preordinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti medesimi.

«Art. 4-novies.

(Fondo nuovi nati)

        1. Le misure, relative al Fondo di credito per i nuovi nati, di cui al comma 1, primo periodo, dell’articolo 4, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, in legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono prorogate per gli anni 2012, 2013 e 2014. Al relativo onere si provvede mediante utilizzazione delle risorse complessivamente disponibili alla data del 31 dicembre 2011 sull’apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato, nonché di quelle successivamente recuperate in ragione del carattere rotativo del Fondo stesso.

Art. 4-decies.

(Semplificazione dei pagamenti e degli accertamenti delle violazioni all’obbligo di copertura assicurativa)

        1. Il comma 3-bis, dell’articolo 9, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 è sostituito dai seguenti:

            “3-bis. Su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, le regioni e gli enti locali certificano, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di patto di stabilità interno, entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricezione dell’istanza, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. Scaduto il predetto termine, su nuova istanza del creditore, provvede la Ragioneria territoriale dello Stato competente per territorio, che, ove necessario, nomina un commissario ad acta con oneri a carico dell’ente territoriale. La cessione dei crediti oggetto di certificazione avviene nel rispetto dell’articolo 117 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Ferma restando l’efficacia liberatoria dei pagamenti eseguiti dal debitore ceduto, si applicano gli articoli 5, comma 1, e 7, comma 1, della legge 21 febbraio 1991, n. 52.

        3-ter. La certificazione di cui al comma 3-bis non può essere rilasciata, a pena di nullità:

                a) dagli enti locali commissariati ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Cessato il commissariamento, la certificazione non può comunque essere rilasciata in relazione a crediti sorti prima del commissariamento stesso. Nel caso di gestione commissariale, la certificazione non può comunque essere rilasciata in relazione a crediti rientranti nella gestione commissariale;

            b) dalle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari“.

        2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinate, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, le modalità di attuazione delle disposizioni recate dai commi 3-bis e 3-ter, dell’articolo 9, del decreto legge 29 novembre 2009, n. 185, convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come modificato dal comma 1 del presente articolo. Fino all’entrata in vigore del decreto di cui al periodo precedente restano valide le certificazioni prodotte in applicazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 maggio 2009.

        3. All’articolo 210, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

            “2-bis. La convenzione di cui al comma 2 può prevedere l’obbligo per il tesoriere di accettare, su apposita istanza del creditore, crediti pro-soluto certificati dall’ente ai sensi del comma 3-bis dell’articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2“.
        4. L’obbligo di cui al comma 2-bis, dell’articolo 210, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotto dal comma 3 del presente articolo, trova applicazione con riferimento alle convenzioni stipulate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

        5. All’articolo 193 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 4-bis sono aggiunti i seguenti:

            “4-ter. L’accertamento della mancanza di copertura assicurativa obbligatoria del veicolo può essere effettuato anche mediante il raffronto dei dati relativi alle polizze emesse dalle imprese assicuratrici con quelli provenienti dai dispositivi o apparecchiature di cui alle lettere e), f) e g) del comma 1-bis dell’articolo 201, omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico e gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1.

        4-quater. Qualora, in base alle risultanze del raffronto dei dati di cui al comma 4-ter, risulti che al momento del rilevamento un veicolo munito di targa di immatricolazione fosse sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria, l’organo di polizia procedente invita il proprietario o altro soggetto obbligato in solido a produrre il certificato di assicurazione obbligatoria, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 180, comma 8.
        4-quinquies. La documentazione fotografica prodotta dai dispositivi o apparecchiature di cui al comma 4-ter, costituisce atto di accertamento, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla circostanza che al momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di immatricolazione, stava circolando sulla strada“.

Art. 4-undecies.

(Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini)

        1. In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2013, sull’intero territorio nazionale si applica la disciplina delle zone a burocrazia zero prevista dall’articolo 43, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

        2. A tale scopo, fino al 31 dicembre 2013, i provvedimenti di cui al primo periodo della lettera a), del comma 2, dell’articolo 43, del decreto legge n. 78 del 2010 sono adottati, ferme restando le altre previsioni ivi contenute, in via esclusiva e all’unanimità, dall’Ufficio Locale del Governo, istituito in ciascun capoluogo di provincia, su richiesta della regione, d’intesa con gli enti interessati e su proposta del Ministro dell’interno, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La trasmissione dei dati e dei documenti previsti dal secondo periodo della medesima lettera, avviene in favore del medesimo Ufficio.
        3. L’Ufficio Locale del Governo è presieduto dal Prefetto e composto da un rappresentante della regione, da un rappresentante della provincia, da un rappresentante della città metropolitana ove esistente, e da un rappresentante del comune interessato. Il dissenso di uno o più dei componenti, a pena di inammissibilità, deve essere manifestato nella riunione convocata dal Prefetto, deve essere congruamente motivato e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche e delle integrazioni eventualmente necessarie ai fini dell’assenso. Si considera acquisito l’assenso dell’amministrazione il cui rappresentante non partecipa alla riunione medesima, ovvero non esprime definitivamente la volontà dell’amministrazione rappresentata.
        4. Resta esclusa l’applicazione dei commi 1, 2 e 3 ai soli procedimenti amministrativi di natura tributaria, a quelli concernenti la tutela statale dell’ambiente, quella della salute e della sicurezza pubblica, nonché alle nuove iniziative produttive avviate su aree soggette a vincolo.
        5. Fatto salvo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, nel caso di mancato rispetto dei termini dei procedimenti, di cui all’articolo 7 del medesimo decreto, da parte degli enti interessati, l’adozione del provvedimento conclusivo è rimessa all’Ufficio Locale del Governo.
        6. Le previsioni dei commi da 1 a 5 non comportano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e la partecipazione all’Ufficio Locale del Governo è a titolo gratuito e non comporta rimborsi.
        7. A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge è abrogato l’articolo 7 della legge 18 aprile 1975, n. 110, recante «Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi».
        8. Il comma 1-bis dell’articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, deve intendersi nel senso che l’atto di trasferimento delle partecipazioni di società a responsabilità limitata ivi disciplinato è in deroga al secondo comma dell’articolo 2470 del codice civile ed è sottoscritto con la firma digitale di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
        9. A partire dal 1º gennaio 2012, le società a responsabilità limitata che non abbiano nominato il Collegio Sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le voci e la struttura che compongono lo schema di bilancio semplificato e le modalità di attuazione del presente comma«.
        10. I soggetti in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi che effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili possono sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili.
        11. I limiti per la liquidazione trimestrale dell’IVA sono i medesimi di quelli fissati per il regime di contabilità semplificata.
        12. All’articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo il comma 4 è inserito il seguente:

            “4-bis. Nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b)“.
        13. L’articolo 2477 del codice civile è così sostituito:
            “2477. Sindaco e revisione legale dei conti.
        L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore.

        La nomina del sindaco è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.
        La nomina del sindaco è altresì obbligatoria se la società:

            a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

            b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
            c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.

        L’obbligo di nomina del sindaco di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.

        Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le disposizioni in tema di società per azioni; se l’atto costitutivo non dispone diversamente, la revisione legale dei conti è esercitata dal sindaco.
        L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del sindaco. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.«
        14. All’articolo 2397 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Per le società aventi capitale sociale inferiore a 1 milione di euro lo statuto può prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro».
        15. Nel caso in cui siano entrate in vigore norme di legge o regolamentari che incidano, direttamente o indirettamente, sulle materie regolate dallo statuto sociale, le società cooperative di cui al capo I del titolo VI del libro V del codice civile, le cui azioni non siano negoziate in mercati regolamentati, possono modificare il proprio statuto con le maggioranze assembleari previste in via generale dallo statuto per le sue modificazioni, anche nei casi in cui lo statuto stesso preveda maggioranze più elevate per la modifica di determinati suoi articoli.
        16. La legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, è abrogata.
        17. Per semplificare le procedure di rilascio delle autorizzazioni relative ai trasporti eccezionali su gomma, all’articolo 10 del Codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, il comma 9-bis, è sostituito con il seguente:

        “9-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Governo, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, modifica il regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, prevedendo che:
            a) per i trasporti eccezionali su gomma sia sufficiente prevedere la trasmissione, per via telematica, della prescritta richiesta di autorizzazione, corredata della necessaria documentazione, all’ente proprietario o concessionario per le autostrade, strade statali e militari, e alle regioni per la rimanente rete viaria, almeno quindici giorni prima della data fissata per il viaggio e le autorizzazioni devono essere rilasciate entro quindici giorni dalla loro presentazione;

            b) le autorizzazioni periodiche di cui all’articolo 13 del citato regolamento siano valide per un numero indefinito di viaggi con validità annuale per la circolazione a carico e a vuoto dei convogli indicati sull’autorizzazione;
            c) le autorizzazioni multiple di cui al medesimo articolo 13 siano valide per un numero definito di viaggi da effettuarsi entro sei mesi dalla data del rilascio;
            d) le autorizzazioni singole di cui al medesimo articolo 13 siano valide per un unico viaggio da effettuarsi entro tre mesi dalla data di rilascio;
            e) per le autorizzazioni di tipo periodico non è prevista l’indicazione della tipologia e della natura della merce trasportata;
            f) le disposizioni contenute all’articolo 13, comma 5, non siano vincolate alla invariabilità della natura del materiale e della tipologia degli elementi trasportati;
            g) i trasporti di beni della medesima tipologia ripetuti nel tempo siano soggetti all’autorizzazione periodica prevista dall’articolo 13, così come modificato dal presente comma e che questa sia rilasciata con le modalità semplificate di cui alla lettera a) del presente comma;
            h) tutti i tipi di autorizzazioni, anche con validità scaduta, siano rinnovabili su domanda che deve essere presentata in carta semplice, per non più di tre volte, per un periodo di validità non superiore a tre anni, quando tutti i dati, riferiti sia al veicolo che al suo carico, ed i percorsi stradali siano rimasti invariati;
            i) nelle domande relative alle autorizzazioni di tipo singolo o multiplo, possano essere indicati, con annotazione a parte fino ad un massimo di cinque veicoli costituenti riserva di quelli scelti per il trasporto, pari a cinque sia per il veicolo trattore che per il veicolo rimorchio o semirimorchio e siano ammesse tutte le combinazioni possibili tra i trattori ed i rimorchi o semirimorchi anche incrociate“.

Art 4-duodecies.

(Norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive e divieto di introdurre, nel recepimento di direttive dell’Unione europea, adempimenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle direttive stesse)

        1. Al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’articolo 40 la rubrica è sostituita dalla seguente: “40. (L) Certificati“, e sono premessi i seguenti commi:
        01. Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47.

        02. Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati è apposta, a pena di nullità, la dicitura: “il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi“.

            b) all’articolo 41, il comma 2 è soppresso;

            c) all’articolo 43, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        “1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato“;
            d) dopo l’articolo 44 è inserito il seguente:
        “44-bis. Acquisizione d’ufficio di informazioni. - 1. Le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate ai sensi dell’articolo 71, dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore.“;
            e) l’articolo 72 è sostituito dal seguente:
        “72. Responsabilità in materia di accertamento d’ufficio e di esecuzione dei controlli. – 1. Ai fini dell’accertamento d’ufficio di cui all’articolo 43, dei controlli di cui all’articolo 71 e della predisposizione delle convenzioni quadro di cui all’articolo 58 del CAD, le amministrazioni certificanti individuano un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti. 2. Le amministrazioni certificanti, per il tramite dell’ufficio di cui al comma 1, individuano e rendono note, attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione, le misure organizzative adottate per l’efficiente, efficace e tempestiva acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei controlli medesimi, nonché le modalità per la loro esecuzione. 3. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituisce violazione dei doveri d’ufficio e viene in ogni caso presa in considerazione ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei responsabili dell’omissione“;
            f) all’articolo 74, comma 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
            “a) la richiesta e l’accettazione di certificati o di atti di notorietà“, ed è aggiunta la seguente lettera: “d) il rilascio di certificati non conformi a quanto previsto all’articolo 40, comma 2“.
        2. All’articolo 14, della legge 28 novembre 2005, n. 246, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5, è inserito il seguente:
            “5-bis. La relazione AIR di cui al comma 5, lettera a), dà altresì conto, in apposita sezione, del rispetto dei livelli minimi di regolazione comunitaria ai sensi dei commi 25, 26 e 27“;
            b) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
        “25. Gli atti di recepimento di direttive comunitarie non possono prevedere l’introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse, salvo quanto previsto al comma 27.

        26. Costituiscono livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive comunitarie:

            a) l’introduzione o il mantenimento di requisiti, standard, obblighi e oneri non strettamente necessari per l’attuazione delle direttive;

            b) l’estensione dell’ambito soggettivo o oggettivo di applicazione delle regole rispetto a quanto previsto dalle direttive, ove comporti maggiori oneri amministrativi per i destinatari;
            c) l’introduzione o il mantenimento di sanzioni, procedure o meccanismi operativi più gravosi o complessi di quelli strettamente necessari per l’attuazione delle direttive.

        27. L’amministrazione dà conto delle circostanze eccezionali, valutate nell’analisi d’impatto della regolamentazione, in relazione alle quali si rende necessario il superamento del livello minimo di regolazione comunitaria. Per gli atti normativi non sottoposti ad AIR, le Amministrazioni utilizzano comunque, i metodi di analisi definiti dalle direttive di cui al comma 6 dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246“.

«Art. 4-terdecies.

(Disposizioni in tema di mobilità e collocamento in disponibilità
dei dipendenti pubblici)

        1. L’articolo 33 del decreto legislativo 31 marzo 2001, n. 165 è sostituito dal seguente:

    –«Art. 33. – (Eccedenze di personale e mobilità collettiva) - 1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall’articolo 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.

        2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto, pena la nullità degli atti posti in essere.
        3. La mancata attivazione delle procedure di cui al presente articolo da parte del dirigente responsabile è valutabile ai fini della responsabilità disciplinare.
        4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il dirigente responsabile deve dare un’informativa preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.
        5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, l’amministrazione applica l’articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e, in subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell’ambito della Regione tenuto anche conto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge del 14 settembre 2011, n. 148, nonché del comma 6.
        6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si applicano le disposizioni dell’articolo 30.
        7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 l’amministrazione colloca in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell’ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilità.
        8. Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’80 per cento dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell’indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. È riconosciuto altresì il diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153“.

        2. Le procedure di cui all’articolo 33, del decreto legislativo 31 marzo 2001, n. 165, come modificato dal presente decreto, si applicano anche nei casi previsti dall’articolo 15 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111.

        3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai concorsi già banditi e alle assunzioni già autorizzate alla data di entrata in vigore della presente legge“.

Art. 4-quaterdecies.

(Semplificazione procedimento distretti turistici)

        1. All’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, come convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n. 106, è aggiunto in fine il seguente periodo: “Il relativo procedimento si intende concluso favorevolmente per gli interessati se l’amministrazione competente non comunica all’interessato, nel termine di novanta giorni dall’avvio del procedimento, il provvedimento di diniego.».

Art. 4-quinquiesdecies.

(Finanziamento di infrastrutture mediante defiscalizzazione)

        1. Al fine di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture autostradali con il sistema della finanza di progetto,  le cui procedure sono state avviate, ai sensi della normativa vigente, e non ancora definite alla data di entrata in vigore della presente legge, riducendo ovvero azzerando l’ammontare del contributo pubblico a fondo perduto, possono essere previste, per le società di progetto costituite ai sensi dell’articolo 156 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, le seguenti misure:

            a) le imposte sui redditi e l’IRAP generati durante il periodo di concessione possono essere compensati totalmente o parzialmente con il predetto contributo a fondo perduto;

            b) il versamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi dell’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, può essere assolto mediante compensazione con il predetto contributo pubblico a fondo perduto, nel rispetto della direttiva IVA 2006/112 CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, e delle pertinenti disposizioni in materia di risorse proprie del bilancio dell’Unione europea;
            c) l’ammontare del canone di concessione previsto dall’articolo 1, comma 1020, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, nonché, l’integrazione prevista dall’articolo19, comma 9-bis, della legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, possono essere riconosciuti al concessionario come contributo in conto esercizio.

        2. L’importo del contributo pubblico a fondo perduto nonché le modalità e i termini delle misure previste al comma 1, utilizzabili anche cumulativamente, sono posti a base di gara per l’individuazione del concessionario, e successivamente riportate nel contratto di concessione da approvarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La misura massima del contributo pubblico, ivi incluse le misure di cui al comma 1, non può eccedere il 50 per cento del costo dell’investimento e deve essere in conformità con la disciplina nazionale e comunitaria in materia.

        3. L’efficacia delle misure previste ai commi 1 e 2 è subordinata all’emanazione del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze previsto dall’articolo 104, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
        4. In occasione degli aggiornamenti periodici del piano economico-finanziario si procede alla verifica del calcolo del costo medio ponderato del capitale investito ed eventualmente del premio di rischio indicati nel contratto di concessione vigente, nonché alla rideterminazione delle misure previste al comma 1 sulla base dei valori consuntivati nel periodo regolatorio precedente, anche alla luce delle stime di traffico registrate nel medesimo periodo.

Art. 4-sexiesdecies.

(Interventi per la realizzazione del corridoio Torino – Lione
e del Tunnel del Tenda)

        1. Per assicurare la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione e garantire, a tal fine, il regolare svolgimento dei lavori del cunicolo esplorativo de La Maddalena, le aree ed i siti del Comune di Chiomonte, individuati per l’installazione del cantiere della galleria geognostica e per la realizzazione del tunnel di base della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono aree di interesse strategico nazionale.

        2. Fatta salva l’ipotesi di più grave reato, chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale di cui al comma 1 ovvero impedisce o ostacola l’accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell’articolo 682 del codice penale.
        3. Le risorse finanziarie a carico dello Stato italiano previste per la realizzazione del nuovo Tunnel di Tenda, nell’ambito dell’accordo di Parigi del 12 marzo 2007 tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese, ratificato con legge 4 agosto 2008, n. 136, da attribuire all’ANAS s.p.a., committente delegato incaricato della realizzazione dell’opera, sono da considerare quali contributi in conto impianti, ai sensi dell’articolo 1, comma 1026, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
        4. Le entrate derivanti dal rimborso da parte della Repubblica francese, ai sensi degli articoli 22 e 23 dell’accordo di cui al comma 3, della propria quota di partecipazione per i lavori di costruzione del nuovo tunnel di Tenda, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato italiano per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze relativo ai fondi da attribuire all’ANAS per il contratto di programma.
        5. Le entrate derivanti dal rimborso da parte della Repubblica francese, ai sensi degli articoli 6 e 8 del predetto accordo, della propria quota di partecipazione dei costi correnti della gestione unificata del tunnel di Tenda in servizio, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato italiano per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze relativo ai fondi da attribuire all’ANAS per il contratto di servizio.

Art. 4-septiesdecies.

(Cessione partecipazioni ANAS)

        1. All’articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il comma 7 è sostituito dal seguente:

        “7. A decorrere dal 1º gennaio 2012, Anas S.p.A. trasferisce a Fintecna S.p.A. al valore netto contabile risultante al momento della cessione tutte le partecipazioni detenute da Anas S.p.A. anche in società regionali; la cessione è esente da imposte dirette, indirette e da tasse.“.


Art. 4-
octiesdecies.

(Finanziamento opere portuali)

        1. All’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, dopo il comma 2-undecies, è inserito il seguente:

        “2-undecies. 1). Per il solo anno 2012, per le finalità di cui al comma 2-novies, può essere disposto, ad integrazione delle risorse rinvenienti dalla revoca dei finanziamenti, l’utilizzo delle risorse del Fondo per le infrastrutture portuali di cui all’articolo 4, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e successive modificazioni.“.


Art. 4-
noviesdecies.

(Apprendistato, contratto di inserimento donne, part-time, telelavoro,
incentivi fiscali e contributivi)

        1. Al fine di promuovere l’occupazione giovanile, a decorrere dal 1º gennaio 2012, per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2016, è riconosciuto ai datori di lavoro, che occupano alle dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno sgravio contributivo del 100 per cento con riferimento alla contribuzione dovuta ai sensi dell’articolo 1, comma 773, quinto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo. Con effetto dal 1º gennaio 2012 l’aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche sono aumentate di un punto percentuale. All’articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, le parole: “lettera i)“ sono sostituite dalle seguenti: “lettera m)“.

        2. A decorrere dall’anno 2012 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con proprio decreto destina annualmente, nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 68, comma 4, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144 e successive modifiche e integrazioni, una quota non superiore a 200 milioni di euro alle attività di formazione nell’esercizio dell’apprendistato, di cui il 50% destinato prioritariamente alla tipologia di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere stipulato ai sensi dell’articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.
        3. Al fine di promuovere l’occupazione femminile, all’articolo 54, comma l, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

            “e) donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno di 20 punti percentuali di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi di 10 punti percentuali quello maschile. Le aree di cui al precedente periodo nonché quelle con riferimento alle quali trovano applicazione gli incentivi economici di cui all’articolo 59, comma 3, nel rispetto del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze da adottarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, con riferimento all’anno successivo“. Per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, le aree geografiche di cui all’articolo 54, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 lettera e) come modificata dal presente comma sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

        4. Al fine di incentivare l’uso del contratto di lavoro a tempo parziale, le lettere a) e b) del comma 44 dell’articolo l della legge 24 dicembre 2007, n. 247, sono abrogate. Dalla data di entrata in vigore della presente legge trovano applicazione le disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo parziale di cui all’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, come sostituiti, da ultimo, dall’articolo 46 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. All’articolo 5, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, le parole: “convalidato dalla direzione provinciale del lavoro competente per territorio“ sono soppresse.
        5. Sono introdotte le seguenti misure di incentivazione del telelavoro:

            a) al fine di facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro attraverso il ricorso allo strumento del telelavoro, i benefici di cui all’articolo 9, comma 1, lettera a), della legge 8 marzo 2000, n. 53, possono essere riconosciuti anche in caso di telelavoro nella forma di contratto a termine o reversibile;

            b) al fine di facilitare l’inserimento dei lavoratori disabili mediante il telelavoro, gli obblighi di cui al comma 1 dell’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68, in tema di assunzioni obbligatorie e quote di riserva possono essere adempiuti anche utilizzando la modalità del telelavoro;
            c) ai medesimi fini di cui alla precedente lettera b), fra le modalità di assunzioni che possono costituire oggetto delle convenzioni e delle convenzioni di integrazione lavorativa di cui all’articolo 11 della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono incluse le assunzioni con contratto di telelavoro;
            d) al fine di facilitare il reinserimento dei lavoratori in mobilità, le offerte di cui al comma 2 dell’articolo 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223, comprendono anche le ipotesi di attività lavorative svolte in forma di telelavoro, anche reversibile.

        6. Al fine di armonizzare il quadro normativo in tema di incentivi fiscali e contributivi alla contrattazione aziendale e in tema di sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità, la tassazione agevolata del reddito dei lavoratori e lo sgravio dei contributi di cui all’articolo 26 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 applicabili anche alle intese di cui all’articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono riconosciuti in relazione a quanto previsto da contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti. All’articolo 26 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole: “compresi i contratti aziendali sottoscritti ai sensi dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra Confindustria, Cgil, Cisl, Uil e Ugl“ sono soppresse.

        7. Per l’anno 2012 ciascuna regione, conformemente al proprio ordinamento, può disporre la deduzione dalla base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive delle somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di quanto previsto da contratti collettivi aziendali o territoriali di produttività di cui all’articolo 26 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Gli effetti finanziari derivanti dagli interventi di cui al presente comma sono esclusivamente a carico del bilancio della regione. Restano fermi gli automatismi fiscali previsti dalla vigente legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico, nonché le disposizioni in materia di applicazione di incrementi delle aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari.
        8. Al fine di accelerare la piena operatività del credito di imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con legge 12 luglio 2011, n. 106, la Conferenza Stato-Regioni sancisce intesa sul decreto di natura non regolamentare volto a stabilire i limiti di finanziamento garantiti da ciascuna delle regioni interessate, nonché le disposizioni di attuazione del medesimo articolo 2 entro il termine di trenta giorni dalla trasmissione dello schema di decreto.
        9. Al fine di ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese e di semplificare la gestione del rapporto di lavoro sono introdotte le seguenti misure:

            a) l’articolo 11 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 è abrogato;

            b) all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, dopo la lettera f) è inserita la seguente:

            “g) l’Ente nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo con esclusivo riferimento ai lavoratori dello spettacolo come definiti ai sensi della normativa vigente.“.

Art. 4-vicies.

(Fondo di rotazione per le politiche comunitarie)

        1. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse assegnate dall’Unione europea a titolo di cofinanziamento di interventi nei settori dell’agricoltura e della pesca, il Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183/1987 è autorizzato ad anticipare, nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, la quota di saldo del contributo comunitario e di quello statale corrispondente.

        2. Le somme anticipate sulla quota comunitaria, ai sensi del comma 1, sono reintegrate al Fondo di rotazione a valere sugli accrediti disposti dall’Unione europea a titolo di saldo per gli interventi che hanno beneficiato delle anticipazioni stesse.
        3. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali attiva le necessarie azioni di recupero delle somme anticipate dal Fondo di rotazione e non reintegrate a causa del mancato riconoscimento delle spese da parte dell’Unione europea.
        4. Il Fondo di rotazione di cui al comma 1 destina le risorse finanziarie a proprio carico, provenienti da un’eventuale riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi dei fondi strutturali 2007/2013, alla realizzazione di interventi di sviluppo socio-economico concordati tra le Autorità italiane e la Commissione europea nell’ambito del processo di revisione dei predetti programmi.

Art. 4-semel et vicies.

(Disposizioni per lo sviluppo del settore dei beni e delle attività culturali)

        1. Le somme corrispondenti all’eventuale minor utilizzo degli stanziamenti previsti dall’articolo 1, commi da 325 a 337, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, così come rifinanziati dall’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, per la copertura degli oneri relativi alla proroga delle agevolazioni fiscali per le attività cinematografiche di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, individuate con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e del Ministro dell’economia e delle finanze, sono annualmente riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, per essere destinate al rifinanziamento del Fondo di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni. Il riparto di dette risorse tra le finalità di cui al citato decreto legislativo n. 28 del 2004 è disposto con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali. il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, i commi da 338 a 343 sono abrogati.

        2. Al fine di assicurare l’espletamento delle funzioni di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale statale secondo i principi di efficienza, razionalità ed economicità e di far fronte alle richieste di una crescente domanda culturale nell’ottica di uno sviluppo del settore tale da renderlo più competitivo ed in grado di generare ricadute positive sul turismo e sull’economia del Paese, all’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, le parole: “alle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 8-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25“ sono sostituite dalle seguenti: “alle disposizioni di cui all’articolo 2, commi 8-bis e 8-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e di cui all’articolo 1, commi 3 e 4, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148“;

            b) prima dell’ultimo periodo sono aggiunti i seguenti periodi: “Al fine di procedere alle assunzioni di personale presso la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei, il Ministero per i beni e le attività culturali procede, dopo l’utilizzo delle graduatorie regionali in corso di validità ai fini di quanto previsto dal terzo periodo, alla formazione di una graduatoria unica nazionale degli idonei secondo l’ordine generale di merito risultante dalla votazione complessiva riportata da ciascun candidato nelle graduatorie regionali in corso di validità, applicando in caso di parità di merito il principio della minore età anagrafica. La graduatoria unica nazionale è elaborata anche al fine di consentire ai candidati di esprimere la propria accettazione e non comporta la soppressione delle singole graduatorie regionali. I candidati che non accettano mantengono la collocazione ad essi spettante nella graduatoria della regione per cui hanno concorso. Il Ministero per i beni e le attività culturali provvede alle attività di cui al presente comma nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili a legislazione vigente.“.

Art. 4-bis et vicies.

(Impiego della posta elettronica certificata nel processo civile)

        1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’articolo 125, primo comma, le parole: “il proprio indirizzo di posta elettronica certificata“ sono sostituite dalle seguenti: “l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine“;

            b) all’articolo 133, il terzo comma è abrogato;
            c) all’articolo 134, il terzo comma è abrogato;
            d) all’articolo 136 sono apportate le seguenti modifiche:

                1) il secondo comma è sostituito dal seguente: “Il biglietto è consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.“;
                2) il terzo comma è sostituito dal seguente: “Salvo che la legge disponga diversamente, se non è possibile procedere ai sensi del comma che precede, il biglietto viene trasmesso a mezzo telefax, o è rimesso all’ufficiale giudiziario per la notifica.“;

                3) il quarto comma è abrogato;

            e) all’articolo 170, al quarto comma, le parole da: “Il giudice può autorizzare per singoli atti“ sino a: “l’indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni“ sono soppresse;

            f) all’articolo 176, al secondo comma, le parole da: “anche a mezzo telefax“ sino a: “l’indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di volere ricevere la comunicazione“ sono soppresse;
            g) all’articolo 183, l’ottavo comma è abrogato;
            h) all’articolo 250, il secondo comma è sostituito dal seguente: “L’intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore attraverso l’invio di copia dell’atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo posta elettronica certificata o a mezzo telefax.“;
            i) all’articolo 366, sono apportate le seguenti modificazioni:

                1) al secondo comma, dopo le parole: “se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma“ sono aggiunte le seguenti: “ovvero non ha indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine“;

                2) il quarto comma è sostituito dal seguente: “Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra i difensori di cui agli articoli 372 e 390 sono effettuate ai sensi dell’articolo 136, secondo e terzo comma.“;

            l) all’articolo 518, al sesto comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “L’ufficiale giudiziario trasmette copia del processo verbale al creditore e al debitore che lo richiedono a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.“;
        2. Alle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) all’articolo 173-bis, al terzo comma, le parole da: “a mezzo di posta ordinaria“ sino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.“;

            b) all’articolo 173-quinquies, al primo comma, le parole da: “a mezzo di telefax“ sino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax, di una dichiarazione contenente le indicazioni prescritte dai predetti articoli.“

        3. Alla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) all’articolo 1, dopo le parole: “a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890“ sono inserite le seguenti: “ovvero a mezzo della posta elettronica certificata“;

            b) all’articolo 3, il comma 3-bis è sostituito dal seguente: “La notifica è effettuata a mezzo della posta elettronica certificata solo se l’indirizzo del destinatario risulta da pubblici elenchi. Il notificante procede con le modalità previste dall’articolo 149-bis del codice di procedura civile, in quanto compatibili, specificando nella relazione di notificazione il numero di registro cronologico di cui all’articolo 8“;
            c) all’articolo 4 sono apportate le seguenti modifiche:

                1) al comma 1, dopo le parole: “può eseguire notificazioni in materia civile, amministrative stragiudiziale, direttamente,“ sono aggiunte le seguenti: “a mezzo posta elettronica certificata, ovvero“;

                2) al comma 1 le parole: “e che sia iscritto nello stesso albo del notificante“ sono soppresse;
                3) il comma 2 è sostituito dal seguente:

        “2. La notifica può essere eseguita mediante consegna di copia dell’atto nel domicilio del destinatario se questi ed il notificante sono iscritti nello stesso albo. In tal caso l’originale e la copia dell’atto devono essere previamente vidimati e datati dal consiglio dell’ordine nel cui albo entrambi sono iscritti.“;
            d) all’articolo 5 sono apportate le seguenti modifiche:
                1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
        “1. Nella notificazione di cui all’articolo 4, l’atto deve essere trasmesso a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo di posta elettronica certificata che il destinatario ha comunicato al proprio ordine, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.“;

                2) al comma 2, alle parole: “Se la consegna non può essere fatta personalmente al destinatario è anteposto il seguente periodo: “Quando la notificazione viene effettuata ai sensi dell’articolo 4, comma 2, l’atto deve essere consegnato nelle mani proprie del destinatario.“;
                3) al comma 3, le parole: “In entrambi i casi di cui ai commi 1 e 2“ sono sostituite dalle seguenti: “Nei casi previsti dal comma 2“.

        4. All’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dopo il comma 7, è inserito il seguente:
            “7-bis. L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato previsto dal comma 7, ovvero il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell’ordine inadempiente.“.
        5. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore decorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 4-ter et vicies.

(Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello)

        1. Nei procedimenti civili pendenti davanti alla Corte di cassazione, aventi ad oggetto ricorsi avverso le pronunce pubblicate prima dell’entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, e in quelli pendenti davanti alle corti di appello da oltre due anni prima dell’entrata in vigore della presente legge, la cancelleria avvisa le parti costituite dell’onere di presentare istanza di trattazione del procedimento, con l’avvertimento delle conseguenze di cui al comma 2.

        2. Le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti, con istanza sottoscritta personalmente dalla parte, dichiara la persistenza dell’interesse alla loro trattazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla ricezione dell’avviso di cui al comma 1.
        3. Nei casi di cui al comma 2 il presidente del collegio dichiara l’estinzione con decreto.

Art. 4-quater et vicies.

(Modifiche al codice di procedura civile per l’accelerazione
del contenzioso civile pendente in grado di appello)

        1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’articolo 283 è aggiunto, in fine, il seguente comma: “Se l’istanza prevista dal comma che precede è inammissibile o manifestamente infondata, il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. L’ordinanza è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio“;

            b) all’articolo 350, primo comma, dopo le parole: “la trattazione dell’appello è collegiale“, sono inserite le seguenti: “ma il presidente del collegio può delegare per l’assunzione dei mezzi istruttori uno dei suoi componenti“;
            c) all’articolo 351 sono apportate le seguenti modifiche:

        1) al primo comma, dopo le parole: «il giudice provvede con ordinanza, sono aggiunte le seguenti: «non impugnabile»;

        2) è aggiunto, in fine, il seguente:

            “il giudice, all’udienza prevista dal primo comma, se ritiene la causa matura per la decisione, può provvedere ai sensi dell’articolo 281-sexies. Se per la decisione sulla sospensione è stata fissata l’udienza di cui al terzo comma, il giudice fissa apposita udienza per la decisione della causa nel rispetto dei termini a comparire»;

            d) all’articolo 352 è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        “Quando non provvede ai sensi dei commi che precedono, il giudice può decidere la causa ai sensi dell’articolo 281-sexies“;
            e) all’articolo 431 è aggiunto, in fine, il seguente comma: “Se l’istanza per la sospensione di cui al terzo ed al sesto comma è inammissibile o manifestamente infondata, il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. L’ordinanza è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio“.
        2. All’articolo 445-bis del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:
            “La sentenza che definisce il giudizio previsto dal comma precedente è inappellabile».
        3. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore decorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 4-quinquies et vicies.

(Modifiche in materia di spese di giustizia)

        1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’articolo 13, dopo il comma 1, è inserito il seguente:
        “1-bis. il contributo di cui al comma l è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di cassazione»;
            b) all’articolo 14, il comma 3 è sostituito dal seguente:
        “3. La parte di cui al comma 1, quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l’aumento del valore della causa, è tenuta a fame espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo. Le altre parti, quando modificano la domanda o propongono domanda riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento autonomo, sono tenute a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento di un autonomo contributo unificato, determinato in base al valore della domanda proposta“.
        2. Il maggior gettito derivante dall’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo è versato all’entrata del bilancio dello Stato, con separata contabilizzazione, per essere riassegnato, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero della giustizia per assicurare il funzionamento degli uffici giudiziari, con particolare riferimento ai servizi informatici e con esclusione delle spese di personale. Nei rapporti finanziari con le autonomie speciali il maggior gettito costituisce riserva all’erario per un periodo di 5 anni.

        3. La disposizione di cui al comma 1, lettera a), si applica anche alle controversie pendenti nelle quali il provvedimento impugnato è stato pubblicato ovvero, nei casi in cui non sia prevista la pubblicazione, depositato successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto».

 

4.0.1000/300

Il Relatore

Accolto

        All’emendamento 4.0.1000, all’articolo 4-quater, dopo il comma 13, è aggiunto il seguente:

        «13-bis. L’attuazione dei commi 11, 12 e 13, avviene nel rispetto degli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano e delle relative norme di attuazione».

 

4.0.1000

Il Relatore

Accolto

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Patto di stabilità interno)

        1. All’articolo 1 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al comma 12, primo periodo, le parole: “può essere“ sono sostituite dalla seguente: “è“;

            b) al comma 12, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “La riduzione è distribuita tra i comparti interessati nella seguente misura: 760 milioni di euro alle regioni a statuto ordinario, 370 milioni di euro alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano, 150 milioni di euro alle province e 520 milioni di euro ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti;
            c) al comma 12-quater le parole: “Le disposizioni di cui ai commi 12, primo periodo, e“ sono sostituite dalle seguenti: “Le disposizioni di cui al comma“.

        2. All’articolo 20, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: “Il contributo degli enti territoriali alla manovra per l’anno 2012 è ridotto di 95 milioni di euro per le regioni a statuto ordinario, di 20 milioni di euro per le province e di 65 milioni di euro per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. È ulteriormente ridotto, per un importo di 20 milioni di euro, l’obiettivo degli enti che partecipano alla sperimentazione di cui all’articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Le predette riduzioni sono attribuite ai singoli enti con il decreto di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111“.

        3. All’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) nell’alinea le parole «in quattro classi, sulla base dei“ sono sostituite dalle seguenti: “in due classi, sulla base della valutazione ponderata dei“;

            b) alla lettera a), prima delle parole: “prioritaria considerazione“ sono inserite le seguenti: “a decorrere dall’anno 2013“.
            c) alla lettera c), prima delle parole: “incidenza della spesa del personale“ sono inserite le seguenti: “a decorrere dall’anno 2013,“;
            d) alla lettera f), prima delle parole: “tasso di copertura“ sono inserite le seguenti: “a decorrere dall’anno 2013,“;
            e) alla lettera g), prima delle parole: “rapporto tra gli introiti“ sono inserite le seguenti: “a decorrere dall’anno 2013,“;
            f) alla lettera h), prima delle parole: “effettiva partecipazione“ sono inserite le seguenti: “a decorrere dall’anno 2013,“;
            g) alla lettera l), prima delle parole: “operazione di dismissione“ sono inserite le seguenti: “a decorrere dall’anno 2013,“.

        4. All’articolo 20 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il comma 2-ter è soppresso.

        5. All’articolo 14, comma 1, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nell’alinea, le parole: “, ai fini della collocazione nella classe di enti territoriali più virtuosa di cui all’articolo 20, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, oltre al rispetto dei parametri già previsti dal predetto articolo 20, debbono adeguare“ sono sostituite dalle seguenti: “adeguano“.
        6. All’articolo 3 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, il comma 4 è soppresso.
        7. I mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie o finanziarie per il finanziamento degli investimenti devono essere corredati di apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l’anno precedente. L’istituto finanziatore o l’intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o al collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione.

Art. 4-ter.

(Patto di stabilità interno degli enti locali)

        1. Ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a decorrere dall’anno 2013, i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, che costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.

        2. Ai fini della determinazione dello specifico obiettivo di saldo finanziario, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti applicano, alla media della spesa corrente registrata negli anni 2006-2008, così come desunta dai certificati di conto consuntivo, le percentuali di seguito indicate:

            a) per le province le percentuali sono pari a 16,5 per cento per l’anno 2012 e a 19,7 per cento per gli anni 2013 e successivi;

            b) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti le percentuali sono pari a 15,6 per cento per l’anno 2012 e a 15,4 per cento per gli anni 2013 e successivi;
            c) per i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, le percentuali per gli anni 2013 e successivi sono pari a 15,4 per cento.

        Le percentuali di cui alle lettere a), b) e c) si applicano nelle more dell’adozione del decreto previsto dall’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

        3. Il saldo finanziario tra entrate finali e spese finali calcolato in termini di competenza mista è costituito dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla concessione di crediti, come riportati nei certificati di conto consuntivo.
        4. Ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza pubblica, gli enti di cui al comma 1 devono conseguire, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e successivi, un saldo finanziario in termini di competenza mista non inferiore al valore individuato ai sensi del comma 2 diminuito di un importo pari alla riduzione dei trasferimenti di cui al comma 2 dell’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
        5. Gli enti che, in esito a quanto previsto dall’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, risultano collocati nella classe più virtuosa, conseguono l’obiettivo strutturale realizzando un saldo finanziario espresso in termini di competenza mista, come definito al comma 3, pari a zero, ovvero a un valore compatibile con gli spazi finanziari derivanti dall’applicazione del comma 6.
        6. Le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti diversi da quelli di cui al comma 5 applicano le percentuali di cui al comma 2 come rideterminate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale, d’intesa con la Conferenza unificata, in attuazione dell’articolo 20, comma 2 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Le percentuali di cui al periodo precedente non possono essere superiori:

            a) per le province, a 16,9 per cento per l’anno 2012 e a 20,1 per cento per gli anni 2013 e successivi;

            b) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, a 16,0 per cento per l’anno 2012 e a 15,8 per cento per gli anni 2013 e successivi;
            c) per i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, per gli anni 2013 e successivi, a 15,8 per cento.

        7. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista, individuato ai sensi del comma 3, rilevante al fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, non sono considerate le risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza. L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime risorse e purché relative a entrate registrate successivamente al 2008.

        8. Le province e i comuni che beneficiano dell’esclusione di cui al comma 7 sono tenuti a presentare alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile, entro il mese di gennaio dell’anno successivo, l’elenco delle spese escluse dal patto di stabilità interno, ripartite nella parte corrente e nella parte in conto capitale.
        9. Gli interventi realizzati direttamente dagli enti locali in relazione allo svolgimento delle iniziative di cui al comma 5 dell’articolo 5-bis del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, sono equiparati, ai fini del patto di stabilità interno, agli interventi di cui al comma 7.
        10. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista, individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, non sono considerate le risorse provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione europea né le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni. L’esclusione non opera per le spese connesse ai cofinanziamenti nazionali. L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime risorse e purché relative a entrate registrate successivamente al 2008.
        11. Nei casi in cui l’Unione europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini dell’applicazione di quanto previsto dal comma 10, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo all’anno in cui è comunicato il mancato riconoscimento. Ove la comunicazione sia effettuata nell’ultimo quadrimestre, il recupero può essere conseguito anche nell’anno successivo.
        12. Per gli enti locali individuati dal Piano generale di censimento di cui al comma 2 dell’articolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come affidatari di fasi delle rilevazioni censuarie, le risorse trasferite dall’Istituto nazionale di statistica (1STAT) e le relative spese per la progettazione e l’esecuzione dei censimenti, nei limiti delle stesse risorse trasferite dall’ISTAT, sono escluse dal patto di stabilità interno. Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli enti locali individuati dal Piano generale del 6º censimento dell’agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009, del 23 dicembre 2009, e di cui al comma 6, lettera a), dell’articolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
        13. I comuni della provincia dell’Aquila in stato di dissesto possono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilità interno relativo all’anno 2012 gli investimenti in conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010, anche a valere sui contributi già assegnati negli anni precedenti, fino alla concorrenza massima di 2,5 milioni di euro; con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 15 settembre 2012, si provvede alla ripartizione del predetto importo sulla base di criteri che tengano conto della popolazione e della spesa per investimenti sostenuta da ciascun ente locale.
        14. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista, individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, non sono considerate le risorse provenienti dallo Stato e le spese sostenute dal comune di Parma per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1, dell’articolo 1, del decreto-legge 3 maggio 2004, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2004, n. 164, e per la realizzazione della Scuola per l’Europa di Parma di cui alla legge 3 agosto 2009, n. 115. L’esclusione delle spese opera nei limiti di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013.
        15. Alle procedure di spesa relative ai beni trasferiti ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, non si applicano i vincoli relativi al rispetto del patto di stabilità interno, per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti. Tale importo è determinato secondo i criteri e con le modalità individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di cui al comma 3, dell’articolo 9, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85.
        16. Per gli anni 2013 e 2014, nel saldo finanziario in termini di competenza mista, individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, non sono considerate le spese per investimenti infrastrutturali nei limiti definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di cui al comma 1, dell’articolo 5, del decreto legge 13 agosto, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
        17. Sono abrogate le disposizioni che individuano esclusioni di entrate o di uscite dai saldi rilevanti ai fini del patto di stabilità interno non previste dal presente articolo.
        18. Il bilancio di previsione degli enti locali ai quali si applicano le disposizioni del patto di stabilità interno deve essere approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrata e di spesa in conto capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il patto medesimo. A tale fine, gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno.
        19. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di stabilità interno e per l’acquisizione di elementi informativi utili per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione debitoria, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a decorrere dal 2013, i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, trasmettono semestralmente al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito web «www.pattostabilita.rgs.tesoro.it“. le informazioni riguardanti le risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e con le modalità definiti con decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Con lo stesso decreto è definito il prospetto dimostrativo dell’obiettivo determinato ai sensi del presente articolo. La mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmati ci entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione del predetto decreto nella Gazzetta Ufficiale costituisce inadempimento al patto di stabilità interno.
        20. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno, ciascuno degli enti di cui al comma 1 è tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, una certificazione del saldo finanziario in termini di competenza mista conseguito, sottoscritta dal rappresentante legale, dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione economico-finanziaria, secondo un prospetto e con le modalità definiti dal decreto di cui al comma 19. La mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo costituisce inadempimento al patto di stabilità interno. Nel caso in cui la certificazione, sebbene trasmessa in ritardo, attesti il rispetto del patto, si applicano le sole disposizioni di cui al comma 2, lettera d), dell’articolo 7, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149. Decorsi 15 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del conto consuntivo, la certificazione non può essere rettificata.
         21. Qualora dai conti della tesoreria statale degli enti locali si registrino prelevamenti non coerenti con gli impegni in materia di obiettivi di debito assunti con l’Unione europea, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, adotta adeguate misure di contenimento dei prelevamenti.
         22. In considerazione della specificità della città di Roma quale capitale della Repubblica e fino alla compiuta attuazione di quanto previsto dall’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni, il comune di Roma concorda con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 31 maggio di ciascun anno, le modalità del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica; a tale fine, entro il 31 marzo di ciascun anno, il sindaco trasmette la proposta di accordo al Ministro dell’economia e delle finanze.
        23. Gli enti locali istituiti a decorrere dall’anno 2009 sono soggetti alle regole del patto di stabilità interno dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell’anno successivo all’istituzione medesima. Gli enti locali istituiti negli anni 2007 e 2008 adottano come base di calcolo su cui applicare le regole, rispettivamente, le risultanze medie del biennio 2008-2009 e le risultanze dell’anno 2009.
        24. Gli enti locali commissariati ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono soggetti alle regole del patto di stabilità interno dall’anno successivo a quello della rielezione degli organi istituzionali. La mancata comunicazione della situazione di commissariamento secondo le indicazioni di cui al decreto previsto dal primo periodo del comma 19, determina per l’ente inadempiente l’assoggettamento alle regole del patto di stabilità interno.
        25. Le informazioni previste dai commi 19 e 20 sono messe a disposizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché dell’Unione delle province d’Italia (UPI) e dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, secondo modalità e contenuti individuati tramite apposite convenzioni.
        26. Restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 7, comma 2 e seguenti, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.
        27. Dopo il primo periodo della lettera a) del comma 2 dell’articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, è aggiunto il seguente: “Gli enti locali della regione Siciliana e della regione Sardegna, sono assoggettati alla riduzione dei trasferimenti erariali nella misura indicata al primo periodo.“.
        28. Agli enti locali per i quali la violazione del patto di stabilità interno sia accertata successivamente all’anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, si applicano, nell’anno successivo a quello in cui è stato accertato il mancato rispetto del patto di stabilità interno, le sanzioni di cui al comma 26. La rideterminazione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di cui al comma 2, lettera e), dell’articolo 7, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, è applicata ai soggetti di cui all’articolo 82, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, in carica nell’esercizio in cui è avvenuta la violazione del patto di stabilità interno.
        29. Gli enti locali di cui al comma 28 sono tenuti a comunicare l’inadempienza entro 30 giorni dall’accertamento della violazione del patto di stabilità interno al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
        30. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere dagli enti locali che si configurano elusivi delle regole del patto di stabilità interno sono nulli.
        31. Qualora le Sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti accertino che il rispetto del patto di stabilità interno è stato artificiosamente conseguito mediante una non corretta imputazione delle entrate o delle uscite ai pertinenti capitoli di bilancio o altre forme elusive, le stesse irrogano, agli amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle regole del patto di stabilità interno, la condanna ad una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di dieci volte l’indennità di carica percepita al momento di commissione dell’elusione e, al responsabile del servizio economico-finanziario, una sanzione pecuniaria fino a 3 mensilità del trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali e previdenziali.
        32. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono essere aggiornati, ove intervengano modifiche legislative alla disciplina del patto di stabilità interno, i termini riguardanti gli adempimenti degli enti locali relativi al monitoraggio e alla certificazione del patto di stabilità interno.

Art. 4-quater.

(Patto di stabilità interno delle Regioni e delle Province
autonome di Trento e Bolzano)

        1. Ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, che costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.

        2. Il complesso delle spese finali in termini di competenza finanziaria di ciascuna regione a statuto ordinario non può essere superiore, per ciascuno degli anni 2012 e 2013, agli obiettivi di competenza 2012 e 2013 trasmessi ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 15 giugno 2011, concernente il monitoraggio e la certificazione del Patto di stabilità interno 2011 per le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso i modelli 50B/11/CP e, per le regioni che nel 2011 hanno ridefinito i propri obiettivi ai sensi dell’articolo 1, comma 135, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, attraverso il modello 60B/11, ridotti degli importi di cui alla tabella seguente. Per gli anni 2014 e successivi il complesso delle spese finali in termini di competenza di ciascuna regione a statuto ordinario non può essere superiore all’obiettivo di competenza per l’anno 2013 determinato ai sensi del presente comma.

Ripartizione contributo agli obiettivi di finanza pubblica in termini di competenza finanziaria aggiuntivo rispetto al 2011

(in migliaia di euro)

 

REGIONI

2012

2013 e succ.

    ABRUZZO

26.465

56.838

    BASILICATA

18.348

39.405

    CALABRIA

36.764

78.956

    CAMPANIA

98.398

211.325

    EMILIA ROMAGNA

49.491

106.289

    LIGURIA

23.408

50.272

    LAZIO

119.357

256.338

    LOMBARDIA

95.810

205.765

    MARCHE

22.223

47.728

    MOLISE

9.396

20.179

    PIEMONTE

68.892

147.957

    PUGLIA

54.713

117.504

    TOSCANA

47.183

101.332

    UMBRIA

20.321

43.642

    VENETO

54.231

116.470

    TOTALE

745.000

1.600.000

        Gli importi di cui alla predetta tabella si applicano nelle more dell’adozione del decreto previsto dall’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

        3. Il complesso delle spese finali in termini di cassa di ciascuna regione a statuto ordinario non può essere superiore, per ciascuno degli anni 2012 e 2013, agli obiettivi di cassa 2012 e 2013 trasmessi ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 15 giugno 2011, concernente il monitoraggio e la certificazione del Patto di stabilità interno 2011 per le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso i modelli 50B/11/CS e, per le regioni che nel 2011 hanno ridefinito i propri obiettivi, ai sensi dell’articolo 1, comma 135, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, attraverso il modello 60B/11, ridotti degli importi di cui alla tabella seguente. Per gli anni 2014 e successivi il complesso delle spese finali in termini di cassa di ciascuna Regione a statuto ordinario non può essere superiore all’obiettivo di cassa per l’anno 2013 determinato ai sensi del presente comma.

Ripartizione contributo agli obiettivi di finanza pubblica in termini di cassa aggiuntivo rispetto al 2011

(in migliaia di euro)

 

REGIONI

2012

2013 e succ.

    ABRUZZO

26.557

57.035

    BASILICATA

20.770

44.606

    CALABRIA

39.512

84.857

    CAMPANIA

89.286

191.755

    EMILIA ROMAGNA

58.630

125.917

    LIGURIA

28.687

61.609

    LAZIO

69.539

149.346

    LOMBARDIA

118.203

253.860

    MARCHE

23.710

50.921

    MOLISE

10.406

22.349

    PIEMONTE

78.392

168.359

    PUGLIA

46.824

100.561

    TOSCANA

57.991

124.545

    UMBRIA

19.582

42.056

    VENETO

56.911

122.224

    TOTALE

745.000

1.600.000

        Gli importi di cui alla predetta tabella si applicano nelle more dell’adozione del decreto previsto dall’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

        4. Il complesso delle spese finali di cui ai commi 2 e 3 è determinato, sia in termini di competenza sia in termini di cassa, dalla somma delle spese correnti e in conto capitale risultanti dal consuntivo al netto:

            a) delle spese per la sanità, cui si applica la specifica disciplina di settore;

            b) delle spese per la concessione di crediti;
            c) delle spese correnti e in conto capitale per interventi cofinanziati correlati ai finanziamenti dell’Unione europea, con esclusione delle quote di finanziamento statale e regionale. Nei casi in cui l’Unione europea riconosca importi inferiori, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo all’anno in cui è comunicato il mancato riconoscimento. Ove la comunicazione sia effettuata nell’ultimo quadrimestre, il recupero può essere conseguito anche nell’anno successivo;
            d) delle spese relative ai beni trasferiti in attuazione del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei medesimi beni, determinato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo n. 85 del 2010;
            e) delle spese concernenti il conferimento a fondi immobiliari di immobili ricevuti dallo Stato in attuazione del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85;
            f) dei pagamenti effettuati in favore degli enti locali soggetti al patto di stabilità interno a valere sui residui passivi di parte corrente, a fronte di corrispondenti residui attivi degli enti locali. Ai fini del calcolo della media 2007-2009 in termini di cassa si assume che i pagamenti in conto residui a favore degli enti locali risultanti nei consuntivi delle regioni per gli anni 2007 e 2008 corrispondano agli incassi in conto residui attivi degli enti locali, ovvero ai dati effettivi degli enti locali ove disponibili;
            g) delle spese concernenti i censimenti di cui all’articolo 50, comma 3, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nei limiti delle risorse trasferite dall’ISTAT;
            h) delle spese conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, nei limiti dei maggiori incassi derivanti dai provvedimenti di cui all’articolo 5, comma 5-quater, della legge n. 225 del 1992, acquisiti in apposito capitolo di bilancio;
            i) delle spese in conto capitale, nei limiti delle somme effettivamente incassate entro il 30 novembre di ciascun anno, relative al gettito derivante dall’attività di recupero fiscale ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, acquisite in apposito capitolo di bilancio;
            j) delle spese finanziate dal fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario di cui all’articolo 21, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;
            k) per gli anni 2013 e 2014, delle spese per investimenti infrastrutturali nei limiti definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di cui al comma 1, dell’articolo 5, del decreto legge 13 agosto, n.138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
            l) delle spese a valere sulle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione sociale, sui cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalità strutturale e sulle risorse individuate ai sensi di quanto previsto dall’articolo 6-sexies del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, subordinatamente e nei limiti previsti dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 5-bis, comma 2, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.

        5. Sono abrogate le disposizioni che individuano esclusioni di spese dalla disciplina del patto di stabilità interno delle regioni a statuto ordinario differenti da quelle previste al comma 4.

        6. Ai fini della determinazione degli obiettivi di ciascuna regione, le spese sono valutate considerando le spese correnti riclassificate secondo la qualifica funzionale «Ordinamento degli uffici. Amministrazione generale ed organi istituzionali» ponderate con un coefficiente inferiore a 1 e le spese in conto capitale ponderate con un coefficiente superiore a 1. La ponderazione di cui al presente comma è determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro il 31 ottobre di ogni anno, assumendo a riferimento i dati comunicati in attuazione dell’articolo 19-bis del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, valutati su base omogenea. Le disposizioni del presente comma si applicano nell’anno successivo a quello di emanazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al presente comma.
        7. Il complesso delle spese finali relative all’anno 2012, 2013 e successivi, sia in termini di competenza finanziaria che di cassa, delle regioni a statuto ordinario che, in esito a quanto previsto dall’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, risultano collocate nella classe più virtuosa, non può essere superiore alla media delle corrispondenti spese finali del triennio 2007-2009, ridotta dello 0,9 per cento.
        8. Ai fini dell’applicazione del comma 7, le regioni a statuto ordinario calcolano la media della spesa finale del triennio 2007-2009, sia in termini di competenza che di cassa, rettificando, per ciascun anno, la spesa finale con la differenza tra il relativo obiettivo programmatico e il corrispondente risultato, e con la relativa quota del proprio obiettivo di cassa ceduta agli enti locali.
        9. Le regioni a statuto ordinario diverse da quelle di cui al comma 7, ai fini dell’applicazione dei commi 2 e 3, applicano le tabelle rideterminate dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, d’intesa con la Conferenza unificata, in attuazione dell’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
        10. Il concorso alla manovra finanziaria delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all’articolo 20, comma 5, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come modificato dall’articolo 1, comma 8, del decreto legge 13 agosto, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, aggiuntivo rispetto a quella disposta dall’articolo 14, comma 1, lettera b), del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è indicato, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e successivi, nella seguente tabella.

Ripartizione contributo agli obiettivi di finanza pubblica in termini di competenza e di cassa aggiuntivo rispetto al 2011

(in migliaia di euro)

 

AUTONOMIE
SPECIALI

2012

2013 e successivi

DL 78 del 2010

DL 98 e 138 del 2011

Totale

DL 78 del 2010

DL 98 e 138 del 2011

Totale

  BOLZANO

59.347

242.216

301.563

59.347

297.198

356.545

  FRIULI VENEZIA GIULIA

77.217

229.350

306.567

77.217

281.411

358.628

  SARDEGNA

76.690

237.544

314.234

76.690

291.466

368.156

  SICILIA

198.582

572.826

771.408

198.582

702.853

901.435

  TRENTINO ALTO ADIGE

4.537

27.571

32.108

4.537

33.829

38.366

  TRENTO

59.346

225.462

284.808

59.346

276.641

335.987

  VALLE D’AOSTA

24.281

95.031

119.312

24.281

116.602

140.883

  TOTALE

500.000

1.630.000

2.130.000

500.000

2.000.000

2.500.000

        11. Al fine di assicurare il concorso agli obiettivi di finanza pubblica, le regioni a statuto speciale, escluse la regione Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano, concordano, entro il 31 dicembre di ciascun anno precedente, con il Ministro dell’economia e delle finanze, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e successivi, il livello complessivo delle spese correnti e in conto capitale, nonché dei relativi pagamenti, determinato riducendo gli obiettivi programmatici del 2011 della somma degli importi indicati dalla tabella di cui al comma 10. A tale fine, entro il 30 novembre di ciascun anno precedente, il presidente dell’ente trasmette la proposta di accordo al Ministro dell’economia e delle finanze. Con riferimento all’esercizio 2012, il presidente dell’ente trasmette la proposta di accordo entro il31 marzo 2012. In caso di mancato accordo, si applicano le disposizioni stabilite per le regioni a statuto ordinario.

        12. Al fine di assicurare il concorso agli obiettivi di finanza pubblica, la regione Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano concordano, entro il 31 dicembre di ciascun anno precedente, con il Ministro dell’economia e delle finanze, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e successivi, il saldo programmatico calcolato in termini di competenza mista, determinato migliorando il saldo programmatico dell’esercizio 2011 della somma degli importi indicati dalla tabella di cui al comma 10. A tale fine, entro il 30 novembre di ciascun anno precedente, il presidente dell’ente trasmette la proposta di accordo al Ministro dell’economia e delle finanze. Con riferimento all’esercizio 2012, il presidente dell’ente trasmette la proposta di accordo entro il 31 marzo 2012. In caso di mancato accordo, si applicano le disposizioni stabilite per le regioni a statuto ordinario.
        13. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano che esercitano in via esclusiva le funzioni in materia di finanza locale definiscono per gli enti locali dei rispettivi territori, nell’ambito degli accordi di cui ai commi 11 e 12, le modalità attuative del patto di stabilità interno, esercitando le competenze alle stesse attribuite dai rispettivi statuti di autonomia e dalle relative norme di attuazione e fermo restando l’obiettivo complessivamente determinato in applicazione dell’articolo
        4-ter. In caso di mancato accordo, si applicano, per gli enti locali di cui al presente comma, le disposizioni previste in materia di patto di stabilità interno per gli enti locali del restante territorio nazionale.
        14. Le regioni cui si applicano limiti alla spesa possono ridefinire il proprio obiettivo di cassa attraverso una corrispondente riduzione dell’obiettivo degli impegni di parte corrente relativi agli interessi passivi e oneri finanziari diversi, alla spesa di personale, ai trasferimenti correnti e continuativi a imprese pubbliche e private, a famiglie e a istituzioni sociali private, alla produzione di servizi in economia e all’acquisizione di servizi e forniture calcolati con riferimento alla media dei corrispondenti impegni del triennio 2007-2009. Entro il 31 luglio di ogni anno le regioni comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, per ciascuno degli esercizi compresi nel triennio 2012-2014, l’obiettivo programmatico di cassa rideterminato, l’obiettivo programmatico di competenza relativo alle spese compensate e l’obiettivo programmatico di competenza relativo alle spese non compensate, unitamente agli elementi informativi necessari a verificare le modalità di calcolo degli obiettivi. Le modalità per il monitoraggio e la certificazione dei risultati del patto di stabilità interno delle regioni che chiedono la ridefinizione del proprio obiettivo sono definite con il decreto di cui al comma 17.
        15. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono al riequilibrio della finanza pubblica, oltre che nei modi stabiliti dai commi 11, 12 e 13, anche con misure finalizzate a produrre un risparmio per il bilancio dello Stato, mediante l’assunzione dell’esercizio di funzioni statali, attraverso l’emanazione, con le modalità stabilite dai rispettivi statuti, di specifiche norme di attuazione statutaria; tali norme di attuazione precisano le modalità e l’entità dei risparmi per il bilancio dello Stato da ottenere in modo permanente o comunque per annualità definite.
        16. A decorrere dall’anno 2013 le modalità di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica delle singole regioni, esclusa la componente sanitaria, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali del territorio, possono essere concordate tra lo Stato e le regioni e le province autonome, previo accordo concluso in sede di Consiglio delle autonomie locali e, ove non istituito, con i rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI regionali. Le predette modalità si conformano a criteri europei con riferimento all’individuazione delle entrate e delle spese da considerare nel saldo valido per il patto di stabilità interno. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano rispondono nei confronti dello Stato del mancato rispetto degli obiettivi di cui al primo periodo, attraverso un maggior concorso delle stesse nell’anno successivo in misura pari alla differenza tra l’obiettivo complessivo e il risultato complessivo conseguito. Restano ferme le vigenti sanzioni a carico degli enti responsabili del mancato rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno e il monitoraggio, con riferimento a ciascun ente, a livello centrale, nonché il termine perentorio del 31 ottobre per la comunicazione della rimodulazione degli obiettivi, con riferimento a ciascun ente. La Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, con il supporto tecnico della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, monitora l’applicazione del presente comma. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro il 30 novembre 2012, sono stabilite le modalità per l’attuazione del presente comma, nonché le modalità e le condizioni per l’eventuale esclusione dall’ambito di applicazione del presente comma delle regioni che in uno dei tre anni precedenti siano risultate inadempienti al patto di stabilità interno e delle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari. Restano ferme per l’anno 2012 le disposizioni di cui ai commi da 138 a 143 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220.
        17. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di stabilità interno e per acquisire elementi informativi utili per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione debitoria, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono trimestralmente al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito web «www.pattostabilita.rgs.tesoro.it». le informazioni riguardanti sia la gestione di competenza sia quella di cassa, attraverso i prospetti e con le modalità definiti con decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
        18. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno, ciascuna regione e provincia autonoma è tenuta ad inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale e dal responsabile del servizio finanziario, secondo i prospetti e con le modalità definite dal decreto di cui al comma 17. La mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo costituisce inadempimento al patto di stabilità interno. Nel caso in cui la certificazione, sebbene trasmessa in ritardo, attesti il rispetto del patto, si applicano le sole disposizioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.
        19. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio provvedono a trasmettere al Ministero dell’economia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato un prospetto che evidenzi il rispetto del patto di stabilità con riferimento all’esercizio finanziario cui il bilancio di previsione si riferisce.
        20. Le informazioni previste dai commi 17, 18 e 19 sono messe a disposizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, secondo modalità e contenuti individuati tramite apposite convenzioni.
        21. Restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.
        22. All’articolo 7, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: «La sanzione non si applica nel caso in cui il superamento degli obiettivi del patto di stabilità interno sia determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell’Unione europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio considerata ai fini del calcolo dell’obiettivo, diminuita della percentuale di manovra prevista per l’anno di riferimento, nonché, in caso di mancato rispetto del patto di stabilità nel triennio, dell’incidenza degli scostamenti tra i risultati finali e gli obiettivi del triennio e gli obiettivi programmatici stessi.
        23. Le regioni e le Province autonome di Trento di Bolzano che si trovano nelle condizioni indicate dall’ultimo periodo dell’articolo 7, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 si considerano adempienti al patto di stabilità interno, a tutti gli effetti, se, nell’anno successivo, provvedono a:

            a) impegnare le spese correnti, al netto delle spese per la sanità, in misura non superiore all’importo annuale minimo dei corrispondenti impegni effettuati nell’ultimo triennio. A tal fine riducono l’ammontare complessivo degli stanziamenti relativi alle spese correnti, al netto delle spese per la sanità, ad un importo non superiore a quello annuale minimo dei corrispondenti impegni dell’ultimo triennio;

            b) non ricorrere all’indebitamento per gli investimenti;
            c) non procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto di stipulare contratti di servizio che si configurino come elusivi della presente disposizione.

        A tal fine, il rappresentante legale e il responsabile del servizio finanziario certificano trimestralmente il rispetto delle condizioni di cui alle lettere a) e b) e di cui alla presente lettera. La certificazione è trasmessa, entro i dieci giorni successivi al termine di ciascun trimestre, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso di mancata trasmissione della certificazione le regioni si considerano inadempienti al patto di stabilità interno. Lo stato di inadempienza e le sanzioni previste, ivi compresa quella di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, hanno effetto decorso il termine perentorio previsto per l’invio della certificazione.

        24. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per le quali la violazione del patto di stabilità interno sia accertata successivamente all’anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, si applicano, nell’anno successivo a quello in cui è stato accertato il mancato rispetto del patto di stabilità interno, le sanzioni di cui al comma 21. In tali casi, la comunicazione della violazione del patto è effettuata al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato entro 30 giorni dall’accertamento della violazione da parte degli uffici dell’ente.
        25. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere dalle regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano che si configurano elusivi delle regole del patto di stabilità interno sono nulli.
        26. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono essere aggiornati, ove intervengano modifiche legislative alla disciplina del patto di stabilità interno, i termini riguardanti gli adempimenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano relativi al monitoraggio e alla certificazione del patto di stabilità interno.

 

4.0.1

Finocchiaro, Zanda, Latorre, Casson, Della Seta, Ferrante, Mercatali, Bubbico, Marco Filippi, Barbolini, De Luca, Di Giovan Paolo, Mazzuconi, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Sangalli, Tomaselli, Donaggio, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Ranucci, Vimercati, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto

Ritirato

        Dopo l’articolo 4 aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Incentivi per gli interventi diretti alla riqualificazione energetica degli edifici)

        1. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre di ciascun anno a decorrere dall’anno 2012, relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nell’allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

        2. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre di ciascun anno a decorrere dall’anno 2012, relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, della Tabella 3 allegata alla legge 27 dicembre 2006, n. 296.
        3. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre di ciascun anno a decorrere dall’anno 2012, relative all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.
        4. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre di ciascun anno a decorrere dall’anno 2012, per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con Impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di par:i importo.
        5. Ai maggiori oneri di cui ai comma da 1 a 4, pari a 400 milioni di euro per l’anno 2012 e ad 800 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, si provvede a valere su quota parte delle risorse di cui ai comml da 6 a 14.
        6. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        7. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 6, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) 11 decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 dei medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-Iegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        8. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.
        A decorrere dal periodo d’imposta 2012, In tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        9. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        10. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        11. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        12. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972; n. 633.
        13. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        14. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nei conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’ISTAT, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l’uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso esclusivamente per documentate esigenze di servizio ed è precluso per i trasferimenti da e verso il luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133.
        15. Entro il 1 giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito “Istituto“. l’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);

        L’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1 giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’lNPS e i comitati di vigilanza delle gestioni deIl’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:
            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e del lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            c) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1º giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

        16. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.
        17. Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 16 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        18. Lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. L’allocazione delle funzioni di cui al comma 16 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281».

 

4.0.2

Agostini, Bianco, Mercatali, Barbolini, Adamo, Bastico, Ceccanti, De Sena, Incostante, Mauro Maria Marino, Sanna, Vitali, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Ghedini

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Al comma 8, dell’articolo 1 del decreto legge 13 agosto 2011, convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, la lettera e) è soppressa.

        2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 1,7 miliardi di euro per l’anno 2012 e a 1 miliardo di euro a decorrere dall’anno 2013, si provvede a valere su quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi da 3 a 7, pari a 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, e dei maggiori risparmi di spesa di cui a i commi da 8 a 20, pari a 2,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012.
        3. 3. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dal quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:
            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n.  97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) I commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        5. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al presente comma e l relativi contenuti tecnici.
        7. l dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizza bili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        8. A decorrere dal 1 gennaio 2012, è istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pubbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento del dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.
        9. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il sistema assicura la tenuta, la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 8, dalla Ragioneria Generale dello Stato, .dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        10. Le disposizioni di cui ai commi 8 e 9 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 8 e 9, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
        11. A decorrere dal 1º gennaio 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società. Per i comuni con popolazione inferiore a 30mila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, comma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        12. Fermo restando il limite di cui al comma 11, è ammessa esclusivamente la partecipazione, ai sensi della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di multi-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionali al persegui mento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        13. Per le finalità di cui al comma 11, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avviano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate ai sensi del comma 11, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        14. A decorrere dalla data di cui al comma 11, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 12. 15. Le disposizioni di cui ai commi da 11 a 14 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        16. Entro il 1 giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito “Istituto“. L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:
            e) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);
            f) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            g) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            h) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);

        L’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’lNPS e i comitati di vigilanza delle gestioni deIl’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:
            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali del lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            d) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1 giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012,. un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

        17. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.
        18. Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 17 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        19. lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. l’allocazione delle funzioni di cui al comma 18 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281“.
        20. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’lSTAT, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l’uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso esclusivamente per documentate esigenze di servizio ed è precluso per i trasferimenti da e verso il luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. l’uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso unicamente per i titolari delle cariche istituzionali di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 ottobre 2001, emanato ai sensi dell’articolo 2, commi 117 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ai sensi dell’articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all’uso dell’autovettura di Stato. Entro il 31 dicembre 2011, ciascuna amministrazione pubblica procede alla individuazione delle autovetture in esubero ai sensi delle disposizioni del presente articolo e delle direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica n. 6/2010 e n. 6/2011 recanti “Misure di contenimento e razionalizzazione della spesa delle pubbliche amministrazioni – Utilizzo delle autovetture in dotazione alle amministrazioni pubbliche“, ai fini della loro completa dismissione entro e non oltre il 30 aprile 2012, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili».

 

4.0.3

Agostini, Bianco, Mercatali, Barbolini, Adamo, Bastico, Ceccanti, De Sena, Incostante, Mauro Maria Marino, Sanna, Vitali, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Ghedini

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, aggiungere i/seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Al comma 8, dell’articolo 1 del decreto legge 13 agosto 2011, convertito con modifIcazioni dalla legge 14 settembre 2011, la lettera e) è sostituita con la seguente:

        “e) la lettera d) è soppressa“.
        2. Ai maggiori oneri. di cui al comma 1, pari a 1,7 miliardi di euro per l’anno 2012 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2013, si provvede a valere su quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi da 3 a 7, pari a 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, e dei maggiori risparmi di spesa di cui a i commi da 8 a 20, pari a 2,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012.
        3. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modifìcazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13,le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:
            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        5. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al presente comma e i relativi contenuti tecnici.
        7. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizza bili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        8. A decorrere dal 1º gennaio 2012, è istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pUbbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento dei dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.
        9. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il sistema assicura la tenuta, la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 8, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        10. le disposizioni di cui ai commi 8 e 9 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 8 e 9, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
        11. A decorrere dal 1º gennaio 2012, ie amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società. Per i comuni con popolazione inferiore a 30mila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, com ma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        12. Fermo restando il limite di cui al comma 11, è ammessa esclusivamente la partecipazione, al sensi della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di multi-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionati al persegui mento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        13. Per le finalità di cui al comma 11, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, awiano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e
        delle partecipazioni vietate ai sensi del comma 11, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        14. A decorrere dalla data di cui al comma 11, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 12. 15. le disposizioni di cui ai commi da 11 a 14 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        16. Entro i1l giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito «Istituto». l’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);

        l’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’INPS e i comitati di vigilanza delle gestioni deIl’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i . successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:
            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa Intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
        c) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1º giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.
        17. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.

        18. Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 17 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        19. Lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. l’allocazione delle funzioni di cui al comma 18 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata al sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
        20. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’ISTAT, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l’uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso esclusivamente per documentate esigenze di servizio ed è precluso per i trasferimenti da e verso il luogo di lavoro. la presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L’uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso unicamente per i titolari delle cariche istituzionali di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 ottobre 2001, emanato ai sensi dell’articolo 2, commi 117 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ai sensi dell’articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996. n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all’uso dell’autovettura di Stato. Entro il 31 dicembre 2011, ciascuna amministrazione pubblica procede alla individuazione delle autovetture in esubero ai sensi delle disposizioni del presente articolo e delle direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica n. 6/2010 e n. 6/2011 recanti “Misure di contenimento e razionalizzazione della spesa delle pubbliche amministrazioni – Utilizzo delle autovetture in dotazione al/e amministrazioni pubbliche“, ai fini della loro completa dismissione entro e non oltre il 30 aprile 2012, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili».

 

4.0.4

Agostini, Mercatali, Marco Filippi, Barbolini, Donaggio, Magistrelli, Morri, Papania, Ranucci, Sircana, Vimercati, Carloni, Giaretta, Legnini, Lusi, Lumia, Morando, Leddi, Musi, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis

        1. Per l’anno 2012, nel saldo finanziario in termini di competenza mista, individuato ai sensi dell’articolo-1, comma 89 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, limitatamente agli enti locali virtuosi che hanno rispettato il Patto di stabilità per l’anno 2009, non sono considerate le spese in conto capitale complessivamente sostenute, sia in termini di competenza sia in termini di cassa, per la realizzazione di opere di pubblica utilità, per la messa in sicurezza delle scuole, per interventi a tutela dell’ambiente e messa in sicurezza del territorio e per la mobilità sostenibile.

        2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 3 miliardi di euro per l’anno 2012, si provvede a valere su quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi da 3 a 7, pari a 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, e dei maggiori risparmi di spesa di cui a i commi da 8 a 20, pari a 2,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012.
        3. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.
        4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 20038;, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 20038;, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-Iegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        5. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al presente comma e i relativi contenuti tecnici.
        7. I dati comunicati al sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizza bili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        8. A decorrere dal 1 gennaio 2012, è istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pubbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento dei dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.
        9. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il sistema assicura la tenuta, la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 8, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        10. Le disposizioni di cui ai commi 8 e 9 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 8 e 9, nonché eventuali disposiZioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
        11. A decorrere dallo gennaio 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società. Per i comuni con popolazione inferiore a 30 mila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, comma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        12. Fermo restando il limite di cui al comma 11, è ammessa esclusivamente la partecipazione, ai sensi della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di mufti-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionali al perseguimento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        13. Per le finalità di cui al comma 11, le amministrazioni di cui all’articolo l, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avviano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate ai sensi del comma 11, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        14. A decorrere dalla data di cui al comma 11, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 12. 15. Le disposizioni di cui ai commi da 11 a 14 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        16. Entro i11 giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito “Istituto“. L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che 50no soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPAlS);

        l’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’INPS e i comitati di vigilanza delle gestioni deIl’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:
            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con Il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            c) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1º giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.
        17. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.

        18. Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 17 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        19. Lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. L’allocazione delle funzioni di cui al comma 18 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
        20. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’ISTAT, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, . n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l’uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso esclusivamente per documentate esigenze di servizio ed è precluso per i trasferimenti da e verso il luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L’uso In via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso unicamente per i titolari delle cariche istituzionali di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 ottobre 2001, emanato ai sensi dell’articolo 2, commi 117 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ai sensI dell’articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all’uso dell’autovettura di Stato. Entro il 31 dicembre 2011, ciascuna amministrazione pubblica procede alla individuazione delle autovetture in esubero ai sensi delle disposizioni del presente articolo e delle direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica n. 6/2010 e n. 6/2011 recanti “Misure di contenimento e razionalizzazione della spesa delle pubbliche amministrazioni – Utilizzo delle autovetture in dotazione alle amministrazioni pubbliche“, ai fini della loro completa dismissione entro e non oltre il 30 aprile 2012, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili».

 

4.0.5

Bubbico, Agostini, Mercatali, Barbolini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lusi, Lumia, Morando, Leddi, Musi, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Al fine di rafforzare e garantire la prosecuzione delle operazioni di concessione di garanzie su finanzia menti e di partecipazione al capitale di rischio delle imprese, al Fondo finanza d’impresa di cui all’articolo 1, comma 847, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono assegnati ulteriori 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014. Tali risorse sono destinate in via prioritaria al finanziamento di interventi mirati a facilitare operazioni di partecipazione al capitale di rischio delle imprese, di concessione di garanzie su finanzia menti, e al finanziamento di programmi di investimento per la nascita ed il consolidamento delle imprese operanti in comparti di attività ad elevato contenuto tecnologico, al rafforzamento patrimoniale delle piccole e medie imprese, nonché a programmi di sviluppo posti in essere da piccole e medie imprese e per sostenere la creazione di nuove imprese femminili ed il consolidamento aziendale di piccole e medie imprese femminili.

        2. Ai maggiori oneri pari a 500 milioni di euro per ciascun degli anni 2012, 2013 e 2014, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi da 3 a 9.
        3. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“.

        4. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i preleva menti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.
        A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematica mente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».

 

4.0.6

Bubbico, Agostini, Mercatali, Barbolini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lusi, Lumia, Morando, Leddi, Musi, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Al Fondo per la competitività e lo sviluppo di cui all’articolo 1, comma 841, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono assegnati 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014. Tali risorse sono destinate al finanziamento dei progetti di innovazione tecnologica e la ricerca industriale di cui all’articolo 1, comma 842, della medesima legge, con priorità di intervento nelle aree sotto utilizzate.

        2. Ai maggiori oneri pari a 500 milioni di euro per ciascun degli anni 2012, 2013 e 2014, si provvede mediante quota parte delle seguenti maggiori entrate di cui ai commi da 3 a 9.
        3. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        4. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.
        A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente“.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».

 

4.0.7

Bubbico, Mercatali, Barbolini, Marco Filippi, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Donaggio, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Ranucci, Vimercati

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Per le piccole e medie imprese esportatrici che negli ultimi tre anni abbiano realizzato nei mercati internazionali almeno il 20 per cento del loro fatturato complessivo e che, nei primi sei mesi dell’anno 2011 abbiano registrato un decremento pari almeno al 10 per cento del fatturato realizzato nei predetti mercati, confrontato con quello realizzato nel primo semestre 2010, il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è triplicato per il periodo d’imposta in vigore allo gennaio 2012. Alle imprese, anche se costituite in forma cooperativa, è riconosciuto per gli anni 2012, 2013 e 2014 un credito di imposta nella misura del 30 per cento del valore degli investimenti realizzati nel corso degli ultimi 15 anni in attività dirette in altri Stati membri o Paesi terzi, in eccedenza rispetto alla media degli analoghi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti;

        2. Ai maggiori oneri pari a 500 milioni di euro per ciascun degli anni 2012, 2013 e 2014, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi da 3 a 9.
        3. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite dalle seguenti: “1.000 euro“;

        4. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro».
        A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente“.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adattarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utillzzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».

 

4.0.8

Finocchiaro, Zanda, Latorre, Casson, Morando, Mercatali, Bubbico, Bianco, Barbolini, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lusi, Lumia, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Sangalli, Tomaselli, Adamo, Bastico, Ceccanti, De Sena, Incostante, Mauro Maria Marino, Sanna, Vitali, Leddi, Musi, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Misure sui ritardati pagamenti della PA)

        1. Allo scopo di intervenire tempestivamente a sostegno del sistema produttivo nazionale, per superare la difficoltà dei ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni di cui al comma 7, lettera a) dell’articolo 5 della legge 24 novembre 2003, n. 326, è istituita, per iniziativa della CDP Spa, in concorso con altri soggetti finanziari, anche privati, una apposita società, di seguito denominata “Impresa Sicura Spa“, presso la quale è istituito il Fondo temporaneo di intervento per la liquidità delle imprese, di seguito denominato “Fondo“. II capitale sociale di impresa sicura Spa, cui CDP Spa concorre utilizzando fondi anche rivenienti dal risparmio postale, è costituito da almeno 1 miliardo di euro e la dotazione del Fondo è stabilita in 1,5 miliardi di euro per gli anni 2011, 2012 e 2013. Alla dotazione del Fondo, CDP Spa concorre pro quota, utilizzando fondi provenienti dall’emissione di titoli, dall’assunzione di finanziamenti e da altre operazioni finanziarie anche di cartolarizzazione di crediti acquisiti dalle imprese di cui al comma 2, senza garanzie dello Stato e con preclusione della raccolta di fondi a vista.

        2. l soggetti titolari di partite IVA, le imprese artigiane, le aziende che presentano i requisiti della piccola impresa ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 18 settembre 1997, pubblicato della Gazzetta Ufficiale n. 229 del 1º ottobre 1997, creditori per forniture di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e delle società a totale partecipazione pubblica, trascorsi sei mesi dal termine fissato negli strumenti contrattuali per il versamento, a titolo di acconto o saldo, delle somme dovute come corrispettivo dei servizi prestati, possono richiedere alle amministrazioni pubbliche la certificazione delle somme oggetto di ritardato pagamento e cedere il credito vantato ad Impresa Sicura Spa che ne assume la piena titolarità, previo pagamento dell’intero ammontare del credito.
        3. Con apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, sono stabilite le modalità di accesso da parte delle imprese agli interventi del Fondo di cui al comma 1 e le procedure per la regolazione del rapporto tra la società Impresa Sicura Spa e le amministrazioni pubbliche titolari del debito».

 

4.0.9

Barbolini, Morando, Mercatali, Bubbico, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Misure per favorire l’emersione delle spese sostenute per la manutenzione ordinaria delle abitazioni di proprietà e delle relative pertinenze)

        1. Al fine di favorire l’emersione di nuova di base imponibile, a titolo sperimentale per il triennio 2012-2014, alle spese documentate, di importo complessivo non superiore a 5.000 euro annui, sostenute per la manutenzione ordinaria delle abitazioni di proprietà e degli immobili pertinenziali e le spese sostenute per la riparazione di auto, moto e biciclette, si applica la detrazione per oneri nella misura prevista dall’articolo 15, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Ai fini della detrazione le spese sostenute per la manutenzione ordinaria delle abitazioni e degli immobili pertinenziali e per la riparazione delle auto, moto e biciclette devono essere certificate da apposita fattura contenente la specificazione della natura, qualità e quantità degli interventi realizzati.

        2. Ai medesimi fini di cui al comma 1, per il triennio 2012-2014, alle prestazioni di servizi e opere per la manutenzione ordinaria delle abitazioni di proprietà e degli immobili pertinenziali, nonché per la riparazione di auto, moto e biciclette si applica l’aliquota iva ridotta di cui alla Tabella A, parte m, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
        3. Al prestatore d’opera che emette false fatture destinate all’utilizzo delle agevolazioni di cui al comma 2, è inibito, l’esercizio dell’attività per un periodo da sei mesi ad un anno.
        5. I soggetti che usufruiscono delle agevolazioni di cui al comma 1, senza averne il titolo e detraggono spese non sostenute, sono sottoposti alla sanzione pari a 10 volte la somma illegittimamente detratta ai sensi dell’articolo 15, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
        6. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adattarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo.
        7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) I commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4-ter. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244».

 

4.0.10

Finocchiaro, Zanda, Latorre, Casson, Morando, Mercatali, Barbolini, Bubbico, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Sangalli, Tomaselli

Respinto

        Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Al fine di garantire gli assetti concorrenziali nel settore della produzione, importazione, distribuzione e vendita del gas naturale, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, in attuazione dell’articolo 2 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, e dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995, n. 481, sono stabilite, tenendo conto dei principi del diritto comunitario, disposizioni volte all’attuazione dell’obbligo di cessione delle quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sono proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto del gas naturale controllate direttamente o indirettamente dallo Stato. In ogni caso decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ciascuna società operante nel settore, anche attraverso le società controllate, controllanti, o controllate dalla medesima controllante, e ciascuna società a controllo pubblico, anche indiretto, solo qualora operi direttamente nel medesimo settore, è tenuta a dismettere le quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sono proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto di gas naturale.

        2. Al fine di contribuire alla costruzione di un mercato interno concorrenziale, alla sicurezza degli approvvigionamenti, allo sviluppo di un mercato unitario dell’energia a dimensione europea, tramite la realizzazione delle necessarie infrastrutture di interconcessione; Cassa depositi e prestiti SpA è autorizzata, ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, ad assumere partecipazioni, anche di controllo, nelle società proprietarie di infrastrutture energetiche nazionali e sovranazionali, anche tramite operazioni di fusione tra le società acquisite e partecipate da CDP S.p.A. stessa».

 

4.0.11

Poli Bortone, Fleres, Carrara, Saia

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

(Soccorso pubblico e difesa civile)

        1. Al comma 209 dell’articolo 2 della Legge 23 dicembre 2009, n. 191 dopo le parole: “negli anni 2010, 2011 e 2012 sono destinate“ e prima delle parole: “ai volontari in ferma breve“ inserire la parola: “preferibilmente“.

        2. Per le esigenze connesse al soccorso pubblico ed alla difesa civile, in deroga alle disposizioni di cui al comma 9-bis dell’articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, così come inserito dal comma 208 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è autorizzata la spesa di 87.822.000 euro per l’assunzione nelle carriere iniziali del Corpo Nazionale vigili del fuoco dei volontari idonei della graduatoria di cui al decreto ministeriale n. 1996 del 2008.
        3. Agli oneri derivanti dal precedente comma si provvede quanto a 87.822.000 euro mediante corrispondente riduzione delle risorse di cui ai comma 209 e 210 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in 87.822.000 di euro si provvede mediante riduzione, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

4.0.12

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Rutelli

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, inserire i seguenti:

«Art. 4-bis.

(Disposizioni in materia di spese
per consumi intermedi della pubblica amministrazione)

        1. Al fine di perseguire l’obiettivo di azzeramento del deficit rafforzandone il raggiungimento con il contestuale sostegno all’economia, ed evitando pertanto effetti di freno sulla crescita, a decorrere dall’anno 2012 la spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, attraverso una riduzione degli stanziamenti in modo che essa sia pari alla spesa sostenuta nel 2009, ridotta del 12 per cento relativamente alla spesa delle amministrazioni centrali e delle regioni e pari alla spesa sostenuta nel 2009 per i comuni e le province. Tale rideterminazione comporta una riduzione rispetto alla spesa complessiva programmatica esposta nella decisione di finanza per gli anni 2011-2014, quantificata complessivamente in 16,5 miliardi di euro per l’anno 2012, in 20 miliardi di euro per l’anno-10l3 e in 25 miliardi di euro a decorrere dal 2014. Tale riduzione è ripartita in 4 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e in 12,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno 2012, 4,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 14,5 miliardi per le amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno per l’anno 2013, e 8 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 16 miliardi per le spese delle amministrazioni decentrate e locali a decorrere dal 2014. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa

        2. Le disposizioni di cui al comma l si applicano in via diretta alle regioni, alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali e agli enti previdenziali privatizzati.
        3. Ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 le regioni, entro il 31 marzo 2012, adottano disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicuarare il rispetto della disposizione citata. La disposizione di cui al presente articolo costituisce principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica. ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilità e crescita dell’Unione europea.

Art. 4-ter.

(Contributi in conto capitale alle imprese
e fiscalità zero sui nuovi investimenti e base imponibile IRAP)

        1. A decorrere dall’anno 2012 gli stanziamenti destinati ai trasferimenti alle imprese, di parte capitale e parte corrente sono soppressi, ad eccezione dei trasferimenti all’ANAS, al settore del trasporto pubblico locale e alle Ferrovie dello Stato S.p.A. al fine di determinare un risparmio di spesa valutato a decorrere dal 2012 in 23 miliardi di euro.

        2. Al fine di assicurare la continuità delle erogazioni già deliberate, con decreto del Ministro dell’economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono dettate le disposizioni transitorie. In caso di inadempienza provvede con proprio decreto il Presidente del Consiglio dei ministri.
        3. Ai fini del concorso delle autonomie territoriali al rispetto degli obblighi comunitari per la realizzione degli obiettivi di finanza pubblica, le disposizioni di cui al presente articolo costituiscono norme di principio e di coordinamento. Conseguentemente gli enti interessati provvedono ad adeguare i propri interventi alle disposizioni di cui al presente articolo.
        4. A decorrere dall’anno di imposta in corso al 1º gennaio 2012, i soggetti che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi e lo creano nuova occupazione, ovvero realizzano progetti produttivi secondo le modalità e le tipologie per le quali è previsto un finanziamento a fondo perduto fruiscono di un credito di imposta, utilizzabile in dieci anni, per un ammontare corrispondente ai controllo che sarebbero stati erogati in conto capitale e fino a concorrenza di tali somme, nel rispetto dei massimali previsti dalla disciplina degli aiuti di stato dell’Unione europea per le aree svantaggiate. La fruizione del credito di imposta è automatica e avviene a compensazione dei debiti di imposta ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per l’anno di imposta in corso al 31 dicembre 2012 e per i successivi. Per le ’aree svantaggiate del Mezzogiorno tale credito d’imposta può essere collegato a uno schema tre per quindici e cioè all’introduzione di una unica aliquota pari al 15% da applicarsi sui redditi ai fini IRPEF dei lavoratori e in riferimento agli oneri per contributi sociali, e del 15% sull’IRES delle imprese. Il credito d’imposta, pertanto, può essere fatto valere per la copertura della differenza tra le aliquote ordinarie e quelle di vantaggio introdotte per un numero di anni corrispondente all’esaurimento del credito d’imposta. All’onere derivante dal presente comma si provvede, nel limite di 2 miliardi di euro, parzialmente utilizzando i risparmi di spesa derivanti dal comma 1.
        5. A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012, dalla base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 12 dicembre 1997, n. 446, determinata ai sensi degli articoli 4, 5, 5-bis, 6 e 7 del citato decreto legislativo, si considerano deducibili le spese per il personale dipendente e assimilato. All’onere derivante dal presente comma si provvede, fino al limite di 12 miliardi di euro, a valere sui risparmi di spesa derivanti dal comma 1.

Art. 4-quater.

(Deduzione per carichi di famiglia)

        1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sostituire l’articolo 12 con il seguente:

    –«Art. 12. – (Deduzioni per oneri di famiglia). – 1. Dal reddito complessivo si deduce per ciascuna delle persone indicate nell’articolo 433, comma primo n. 2) del codice civile, per oneri di famiglia, l’importo di 5.000 euro.

        2. Le deduzioni di cui al comma l sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. In caso di redditi di lavoro dipendente e assimilati, qualora la deduzione di cui al comma 1 sia di ammontare superiore al reddito complessivo, l’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 13 maggio 1988, n. 153, è incrementato di un importo pari al risparmio d’imposta non goduto».
        3. La deduzione di cui al comma 1 è stabilita in 3.000 euro per l’anno di imposta 2012, in 3.000 euro per l’anno di imposta 2013 e di 5.000 euro a decorrere dall’anno di imposta 2014.
        4. Al maggiore onere derivante dal presente comma si provvede, a decorrere dal 2012 fino al limite di 15 miliardi di euro a valere sui risparmi di spesa derivanti dalle disposizioni recate dall’articolo 1-bis.

Art. 4-quinquies.

        1. Al decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, all’articolo 10 il comma 6 è soppresso. Conseguentemente nel triennio 2012-2014 si applicano le disposizioni recate dal comma 5 dell’articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. I risparmi di spesa derivanti dall’applicazione del presente articolo, al netto di quelli destinati agli interventi a favore delle famiglie e delle imprese di cui ai precedenti articoli 4-ter e 4-quater, e comunque per un importo non inferiore a 18 miliardi di euro nel 2012, 22 miliardi di euro nel 2013 e 25 miliardi a decorrere dal 2014 sono destinati esclusivamente alla riduzione del deficit pubblico nel 2012, al suo azzeramento nel 2013 e alla determinazione di un avanzo nel 2014».

 

4.0.13

Cicolani

Ritirato

        Dopo l’articolo 4, inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

(Revisione dei bilanci dei partiti)

        1. Il comma 14 dell’articolo 8 della legge 2 gennaio 1997, n. 2, è sostituito dal seguente:

        “14. Il Presidente della Camera dei deputati, d’intesa con il Presidente del Senato della Repubblica, comunica al Ministro del tesoro, sulla base del controllo di conformità alla legge compiuto dai competenti Uffici delle Amministrazioni delle Camere, l’avvenuto riscontro delle regolarità della redazione del rendiconto, della relazione e della nota integrativa. Gli importi corrispondenti alle conseguenti riduzioni di spesa nei Bilanci interni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sono versati al bilancio dello Stato secondo le modalità di cui all’art. 5 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito in legge, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n. 148“».

 

 

Art. 5.

5.1

Belisario, Di Nardo, Carlino, De Toni, Giambrone, Bugnano, Caforio, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        All’articolo 5, apportare le seguenti modifiche:

            a) al comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «835 milioni»;

            b) dopo il comma 2, inserire i seguenti:

        «2-bis. Al fine di consentire alle Regioni il rinnovo del parco veicoli destinati al trasporto pubblico locale, nonché di promuovere e stimolare il mercato dei veicoli puliti e a basso consumo energetico e di potenziare il contributo del settore dei trasporti alle politiche dell’Unione europea in materia di ambiente. clima ed energia, conformemente alla direttiva 2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada. nell’ambito di un programma nazionale per il trasporto urbano. da definire d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. sono destinati al Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, 700 milioni di euro per l’anno 2012.

        2-ter. Per le finalità di cui al comma 2-bis, possono, altresì, essere utilizzate le risorse liberate del FAS relative al ciclo di programmazione 2000-2006 di cui alla delibera CIPE 30 luglio 2010, n. 79.»;

            c) al comma 8, sostituire le parole: «400 milioni» con le seguenti: «200 milioni»;

            d) al comma 14, sostituire le parole: «242 milioni» con le seguenti: «142 milioni».

 

5.2

De Toni, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        All’articolo 5, apportare le seguenti modifiche:

            a) Al comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.035 milioni»;

            b) dopo il comma 7, inserire i seguenti:

        «7-bis. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale europea, concernenti il diritto di accesso a internet per tutti i cittadini ad una velocità di connessione superiore a 30 Mb/s, è autorizzata la spesa, a favore del Ministero dello sviluppo economico, di 400 milioni di euro per l’anno 2012 finalizzati alla realizzazione di infrastrutture passive, aperte e neutre, per lo sviluppo di reti di comunicazione elettronica a banda larga e ultralarga.

        7-ter. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, vengono adottati i provvedimenti necessari per l’attuazione delle misure di cui al comma precedente.
        7-quater. Al finanziamento delle misure di cui al comma 7-bis possono essere destinate le risorse pubbliche afferenti agli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali europei 2007-2013; le risorse finanziarie appositamente destinate dalla Cassa depositi e prestiti e le risorse, appositamente destinate, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la Coesione e dai fondi strutturali relativi al periodo di programmazione 2014-2020.»;

            c) al comma 8 sostituire le parole: «400 milioni» con le seguenti: «200 milioni».

 

5.3

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Carlino, Caforio, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Al comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.035».

        Conseguentemente, dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. È autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l’anno 2012 a favore del Fondo per la non autosufficienza, istituito dall’articolo 1, comma 1264 della legge finanziaria 2007 e finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti».

 

5.4

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Al comma 1, sostituire le parole: «1.235 milioni» con le seguenti: «1.200 milioni»

        Conseguentemente, All’articolo 6, comma 2, alla Tabella C ivi richiamata missione: Ricerca di base e applicata, programma: Ricerca per il settore della sanità pubblica, voce: Ministero della salute, decreto legislativo n. 502 del 1992: riordino della disciplina in materia sanitaria – Art. 12, comma 2: Fondo finanziamento attività ricerca (2.1 – cap. 3392), apportare le seguenti variazioni:

        2012: + 35.000.

 

5.5

Tonini

Ritirato

        Al comma 1, dopo la voce: «Partecipazione italiana a Banche e Fondi internazionali» inserire la seguente: «Cooperazione allo sviluppo».

 

5.6

Esposito

Ritirato

        Al comma 1, all’elenco 2, inserire le seguenti finalità:

            interventi per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo scolastici di cui all’articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

            stipula di convenzioni con i comuni interessati per l’attuazione di misure di politiche attive del lavoro finalizzate alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili di cui alle seguenti disposizioni: articolo 3 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135; articolo 2, comma 552, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
            interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati, ai sensi dell’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

 

5.7

Galioto

Ritirato

        Al comma 1, elenco 2, aggiungere le seguenti voci: «Contributo una tantum all’Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti (ANPV1), per la realizzazione del Centro per l’autonomia e la mobilità (CAM) con annessa scuola cani guida per ciechi; Contributo all’ANPVI per il funzionamento del Centro per l’autonomia e la mobilità (CAM) con annessa scuola cani guida per ciechi, del Centro nazionale di documentazione, degli uffici provinciali di segretariato sociale e dell’Istituto per la formazione, la ricerca e l’integrazione (IFRl)».

 

5.8

Pichetto Fratin, Azzollini

Ritirato

        Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

            «1-bis. In favore dei Policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali di cui aIl’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n, 517 è disposto, a titolo di concorso statale al finanziamento degli oneri connessi allo svolgimento delle attività strumentali necessarie al perseguimento dei fini istituzionali da parte dei soggetti di cui al citato articolo 8, comma 1, il finanziamento di 70 milioni di euro per l’anno 2012, la cui erogazione è subordinata alla sottoscrizione dei protocolli d’intesa, tra le singole università e la regione interessata, comprensivi della regolazione condivisa di eventuali contenziosi pregressi. Il riparto del predetto imporlo tra i Policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali è stabilito con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

        1-ter. li fondo istituito ai sensi dell’articolo 22, comma 6, del decreto legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n, 102, è incrementato di 30 milioni dì euro per l’anno 2012».

        Conseguentemente, al medesimo articolo 5, comma 1, sostituire la parola: «1.235» con la parola: «1.135».

 

5.9

Mascitelli, Carlino, Lannutti, De Toni

Ritirato

        Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nei confronti delle assegnazioni di risorse già operate a valere sul Fondi di programmazione regionali nel periodo 2012-2014».

 

5.10

Esposito, Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Per le finalità di riequilibrio economico e sociale e per le esigenze dell’intero periodo di programmazione di cui al comma 2, la dotazione finanziaria del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui al citato articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, può essere destinata anche alle spese di esercizio, relative a tre annualità, degli interventi finanziati con gli investimenti di cui all’articolo 61, comma 3, lettera a), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nonché di quelli finanziati con i fondi strutturali, con le risorse individuate ai sensi dell’articolo 6-sexies del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ovvero a quelli per opere strategiche».

 

5.11

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Gli investimenti delle imprese, in aumento o sottoscrizione di capitale delle società di progetto costituite ai sensi dell’articolo 156 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, destinati ad investimenti infrastrutturali per la realizzazione delle opere di cui alla legge 21 dicembre 2001 n. 443, sono dedotti dal reddito di impresa per l’equivalente dell’investimento effettuato. Tali investimenti non possono essere dismessi per almeno 5 anni dalla loro effettuazione pena la perdita del bilancio. La spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 è rideterminata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, fino alla concorrenza del risparmio corrispondente all’onere necessario per far fronte alle conseguenti maggiori esigenze finanziarie derivanti dal presente comma».

 

5.12

Zanetta

Ritirato

        Al comma 3 sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le parole «per l’anno 2015» sono inserite le parole «e di 2.000 milioni per l’anno 2016»; le parole «titoli giuridici perfezionati» sono sostituite dalle parole «obbligazioni giuridiche assunte»; dopo le parole «Ministro delegato per la politica di coesione economica, sociale e territoriale» sono inserite le parole «e con il Ministro dello sviluppo economico».

        Conseguentemente, ridurre corrispondentemente tutte le rubriche della allegata tabella A di cui all’articolo 6, comma 1.

 

5.350

Esposito, Latronico

Ritirato

        All’articolo 5, comma 3 aggiungere dopo le parole: «da destinare prioritariamente» le seguenti: «ad interventi a favore dello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio nelle aree urbane,».

 

5.13

Fleres, Viespoli, Centaro, Ferrara, Poli Bortone, Saia, Carrara

Ritirato

        Al comma 3, dopo la parola «infrastrutturali» aggiungere la seguente: «e di viabilità».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione della presente disposizione si provvede mediante riduzione, fino al 10 per cento, a partire dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.14

Zanetta

Ritirato

        Al comma 3 sostituire le parole «titoli giuridici perfezionati» con «obbligazioni giuridiche assunte»; dopo le parole «Ministro delegato per la politica di coesione economica, sociale e territoriale» aggiungere «e con il Ministro dello sviluppo economico».

 

5.15

Izzo

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. Le parole “30 giugno 2010“, di cui all’articolo 2, comma 239 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2011“».

        Conseguentemente, ridurre corrispondentemente tutte le rubriche della allegata Tabella A di cui all’articolo 6, comma 1.

 

5.16

Izzo

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. Il Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di parte corrente è diminuito di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013 per il proseguo degli interventi di cui all’art. 3-bis, comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17».

 

5.17

Izzo

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. Al fine di assicurare il completamento della riclassificazione catastale degli immobili rurali, di cui aIl’articolo 7, comma 2-bis, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, il termine per la presentazione delle domande è prorogato al 30 aprile 2012».

 

5.18

Izzo

Ritirato

        Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. Al fine di assicurare il completamento della riclassificazione catastale degli immobili rurali, di cui all’articolo 7, comma 2-bis, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, il termine per la presentazione delle domande è prorogato al 31 dicembre 2011».

 

5.19

Adamo, Vimercati, De Toni, Carlino, Giancarlo Serafini, Colli, Mercatali, Cantoni, Baio, Valditara, Contini, Mura, Galioto, Bassoli, Bosone, Ceruti, D’Ambrosio, Marco Filippi, Fontana, Galperti, Mariapia Garavaglia, Ichino, Mazzuconi, Monaco, Roilo, Paolo Rossi, Rusconi, Sircana, Treu

Ritirato

        Dopo il comma 6 aggiungere i seguenti:

        «6-bis. All’articolo 4 del decreto-Iegge n. 2 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge di conversione 26 marzo 2010, n. 42, il comma 4-novies è sostituito con il seguente:

        “4-novies. Gli interventi realizzati direttamente dagli enti locali, anche per la quota a carico dei medesimi, in relazione allo svolgimento delle iniziative di cui all’articolo 5-bis, comma 5, del decreto-Iegge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, nonché per la realizzazione delle opere e delle attività connesse previste per la realizzazione dell’Expo Milano 2015 di cui all’art. 14 del Decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 sono equiparati, ai fini del patto di stabilità interno, agli interventi di cui all’articolo 77-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133“.
        6-ter. Le opere e le attività connesse previste per la realizzazione dell’Expo Milano 2015 di cui alÌart. 14 del Decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 sono escluse dal saldo del patto di stabilità interno, per gli anni dal 2012 al 2014, per gli enti locali che hanno sottoscritto l’Accordo di programma siglato il 12 Luglio 2011 per un ammontare di 761 milioni per l’anno 2012, 854 milioni per l’anno 2013 e 923 milioni per l’anno 2014».

        Conseguentemente, dopo l’articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis.

(Ulteriori misure di risparmio di spesa)

        1. È istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pubbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento dei dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.

        2. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il sistema assicura la tenuta, la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati. relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 1, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
        4. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 1 e 2, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla conversione della presente legge.
        5. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, è istituita, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, una centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione della pubblica amministrazione.
        6. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento delle Centrali di cui al comma 6, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con le Regioni e gli enti locali, da adottarsi entro 180 giorni dalla conversione della presente legge.
        7. A decorrere dal 1º gennaio 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società. Per i comuni con popolazione inferiore a 30mila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, comma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        8. Fermo restando il limite di cui al comma 7, è ammessa esclusivamente la partecipazione, ai sensi
        della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di multi-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionali al perseguimento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        9. Per le finalità di cui al comma 7, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avviano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate ai sensi del comma 7, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        10. A decorrere dalla data di cui al comma 7, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 8.
        11. Le disposizioni di cui ai commi da 7 a 10 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        12. Entro il 1º giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (lPG), di seguito “Istituto“. L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS);

        L’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’INPS e i comitati di vigilanza delle gestioni dell’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:
            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            c) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1º giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

        13. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.
        14.Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 13 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        15. Lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. L’allocazione delle funzioni di cui al comma 14 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
        16. I maggiori risparmi di spesa di cui al presente articolo, valutati in 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, sono destinati per un ammontare di 761 milioni per l’anno 2012, 854 milioni per l’anno 2013 e 923 milioni per l’anno 2014 alla copertura dei maggiori oneri di cui ai commi 6-bis e 6-ter e per la restante quota al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto».

 

5.20

De Luca

Ritirato

        Dopo il comma 6 aggiungere il seguenti:

        «6-bis) Al fine di ripristinare forme efficaci di incentivazione delle attività produttive localizzate nel Mezzogiorno, viene rilanciato il programma strategico Industria 2015 per favorire le connessioni tra imprese del Nord e quelle del Sud e promuovere l’attivazione di specifiche misure finalizzate alla riduzione del costo del lavoro a vantaggio dei lavoratori e delle imprese. A tal fine sono stanziate risorse pari a 250 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014.

        6-ter) All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “1. soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        l compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:
            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4-ter. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-Iegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        4. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti, sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.
        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        10. Le maggiori entrate di cui al presente articolo, valutate in 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, sono destinati per un ammontare non inferiore ad euro 250 milioni per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 alla copertura delle disposizioni di cui al comma 6-bis e per la restante quota al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto».

 

5.21

Pinzger, Thaler Aussehofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. L’articolo 16 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è sostituito dal seguente:

«Articolo 16.

(Disposizioni in materia di canone di abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo)

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2011 per i soggetti sottoindicati gli importi dei canoni di abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo, ivi compresi gli importi dovuti come canoni supplementari, sono stabiliti nelle seguenti misure:

            a) alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari o superiore a cento: Euro 2.887,43;

            b) alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere inferiore a cento e superiore a venticinque; navi di lusso: Euro 1.924,95;
            c) alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari o inferiore a venticinque; alberghi con 4 e 3 stelle, residence turistico-alberghieri, villaggi turistici e campeggi con 4 e 3 stelle con un numero di televisori superiore a dieci; esercizi. pubblici di lusso e di prima categoria; sportelli bancari: Euro 962,46;
            d) alberghi con 4 e 3 stelle, residence turistico-albergbieri, villaggi turistici e campeggi con 4 e 3 stelle con un numero di televisori pari o inferiore a dieci; alberghi, residence turistico, alberghieri e campeggi con 2 e 1 stella; affittacamere; esercizi pubblici di seconda, terza e quarta categoria; altre navi; aerei in servizio pubblico; ospedali; cliniche e case di cura; uffici: Euro 384,98;
            e) tutte le categorie di cui alle lettere a), b), c), e d) del presente comma con un numero di televisori non superiore a uno; circoli; associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi; studi professionali; botteghe; negozi ed assimilati; mense aziendali; scuole, istituti scolastici non esenti dal canone ai sensi della legge 2 dicembre 1951, n. 1571, come modificata dalla legge 28 dicembre 1989, n. 421: Euro 192,50.

        2. Per le imprese stagionali, gli importi annuali di cui al comma l sono proporzionalmente rideterminati sulla base dei mesi di apertura al pubblico».

        Conseguentemente agli oneri di cui al comma 6-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 3% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.22

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 6, inserire i seguenti:

        «6-bis. All’articolo 7 decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 1, dopo la lettera b) sono inserite le seguenti:
            “b-bis) i fabbricati classificati o classificabili nella categoria catastale C/1;

            b-ter) i fabbricati classificati o classifica bili nella categoria catastale D/2, con attività stagionale, limitatamente al periodo di chiusura dell’esercizio“;

            b) al comma 1, dopo la lettera i) è inserita la seguente:
            “i-bis) gli immobili posseduti da società di persone limitatamente alla parte dell’immobile adibita ad abitazione principale da uno dei soci“».

        Conseguentemente agli oneri di cui al comma 6-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 3% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.23

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 6, inserire i seguenti:

        «6-bis. Sono esentati dal pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e della bolletta per la fornitura del servizio idrico i pensionati con reddito personale annuo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche non superiore a 12.000 euro, o non superiore a 18.00 se cumulato con quello del coniuge.

        6-ter. Per i pensionati di cui 81 comma 6-bis le tariffe per l’esercizio di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica e del gas sono ridotte del 70 per cento».

        Conseguentemente agli oneri di cui aI comma 6-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 3% a decorrere dall’anno 1011 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese riinodulabili.

 

5.24

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. Al comma 1 dell’articolo 96 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “nel limite del 30 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nel limite del 60 per cento“».

        Conseguentemente gli oneri di cui al comma 6-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 2% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.25

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. L’articolo 7 del decreto legge 27 luglio 2005t n. 144, convertito, con modificazioni, nella legge 31 luglio 2005, n. 155 è soppresso».

        Conseguentemente agli oneri di cui al comma 6-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 3% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.26

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 6, inserire i seguenti:

        «6-bis. All’articolo 5 del decreto legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma , le parole “30 giugno 2010“ sono sostituite dalle seguenti: “30 giugno 2011“;

            b) dopo il comma 2, inserire il seguente:

        “2-bis. Gli incentivi di cui al comma 1 sono estesi alle persone fisiche esercenti attività agricola entro i limiti previsti dall’articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917“».

        Conseguentemente agli oneri di cui al comma 6-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 3% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.27

Esposito

Ritirato

        Dopo il comma 6, aggiungere il seguente:

        «6-bis. Le imposte o maggiore imposte pretese per le operazioni indicate nell’articolo 3, comma 11, della legge 17 gennaio 2000, n. 7, come integrato dall’articolo 2, comma 14-septies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge dicembre 2005 n. 248 non possono essere riscosse anche se oggetto di controversie definite con sentenze passate in giudicato negative per il contribuente.

        Ai fini di cui sopra l’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate procede allo sgravio delle somme. eventualmente iscritte a ruolo a tale titolo. In ipotesi di pagamento da parte del contribuente non si fa luogo a rimborso.
        Ai maggiori oneri si provvede mediante corrispondente riduzione di tutte le rubriche di cui all’articolo 6, comma 1, tabella A».

 

5.28

Adamo, Vimercati, De Toni, Carlino, Giancarlo Serafini, Colli, Cantoni, Baio, Valditara, Contini, Mura, Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 6, aggiungere i seguenti:

        «6-bis. All’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il comma 3 inserire il seguente:
        “3-bis. A decorrere dall’esercizio in corso, gli Enti locali coinvolti nell’organizzazione del grande evento EXPO Milano 2015 indicati nel DPCM n. 34678 del 22/10/2008, sono tenuti a conseguire l’obiettivo strutturale realizzando un saldo finanziario pari a zero dal 2012 e fino al 2016“».

 

5.1000/1

Latronico, Mazzaracchio

Ritirato

        All’emendamento 5.1000, all’articolo 5, al comma 7, dopo le parole: “Gazzetta Ufficiale“ aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Al fine di favorire gli investimenti di sviluppo delle risorse energetiche strategiche nazionali di idrocarburi, garantendo maggiori entrate per l’erario, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti termini e modalità di destinazione di una quota delle citate maggiori entrate da destinare allo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita dei territori di insediamento degli impianti produttivi, assicurando, in ogni caso, la neutralità finanziaria per la finanza pubblica anche con riguardo ai vincoli derivanti dal patto di stabilità interno».

 

5.1000

Il Relatore

Accolto

        All’articolo 5, sostituire il comma 7 con i seguenti:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dal seguente: «Eventuali maggiori entrate rispetto all’importo di 3.150 milioni di euro sono riassegnate al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato». Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

        7-bis. Per l’anno 2012 è istituito un apposito fondo con una dotazione di 750 milioni di euro, destinato, quanto a 200 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 220 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 30 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266.
        7-ter. All’articolo 55, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole: «2.300 milioni di euro», sono sostituite dalle seguenti: «3.050 milioni di euro». Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale».

 

5.29

Poli Bortone, Fleres, Carrara, Saia

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con i seguenti:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dai seguente: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 50 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 50 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 190 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 200 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 30 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

        7-bis. La quota prevista annualmente a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva locale dall’articolo 10 della legge 27 ottobre 1993, n. 422, pari a tre quarti delle quote di competenza delle amministrazioni statali del canone di abbonamento ai sensi dell’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e degli introiti equiparati al canone, viene ridotta del 44 per cento limitatamente agli anni, 2011, 2012 e 2013, ed è riconosciuta integralmente a decorrere dal 2014. Alle emittenti radiotelevisive locali sono pertanto, riconosciuti 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 e 270 milioni di euro a decorrere dal 2014. Ai maggiori oneri, pari a 40 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede mediante l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti daIl’espletamento della gara di cui all’articolo 1 comma 8 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. A decorrere dal 2012, mediante l’utilizzo delle risorse derivanti dal canone per le radioaudizioni circolari di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246. In caso di incapienza si provvede mediante contestuale incremento del canone per le radioaudizioni circolari, di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, adottato mediante decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concento con il Ministro per lo sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione dei presenti commi si provvede mediante riduzione, fino al 5 per cento, a decorrere dall’armo 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.30

Tancredi

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con i seguenti:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dal seguente: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 50 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 50 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 190 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 200 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 30 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

        7-bis. La quota prevista annualmente a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva locale dall’articolo 10 della legge 27 ottobre 1993, n. 422, pari a tre quarti delle quote di competenza delle amministrazioni statali del canone di abbonamento ai sensi dell’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e degli introiti equiparati al canone, viene ridotta del 44 per cento limitatamente agli anni, 2011, 2012 e 2013, ed è riconosciuta integralmente a decorrere dal 2014. Alle emittenti radiotelevisive locali sono pertanto, riconosciuti 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 e 270 milioni di euro a decorrere dal 2014. Ai maggiori oneri, pari a 40 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede mediante l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’espletamento della gara di cui all’articolo 1 comma 8 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. A decorrere dal 2012, mediante l’utilizzo delle risorse derivanti dal canone per le radioaudizioni circolari di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246. In caso di incapienza si provvede mediante contestuale incremento del canone per le radioaudizioni circolari, di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, adottato mediante decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concento con il Ministro per lo sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge».

 

5.31

D’Ambrosio Lettieri

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con i seguenti:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1 ,lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazionì, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dal seguente: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 50 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 50 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 190 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del compatto difesa e sicurezza, quanto a 200 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia dì Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 30 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 100 milioni dì euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266“. II presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

        7-bis. La quota prevista annualmente a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva locale dall’articolo 10 della legge 27 ottobre 1993, n. 422, pari a tre quarti delle quote di competenza delle amministrazioni statali del canone di abbonamento ai sensi dell’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e degli introiti equiparati. al canone, viene ridotta del 44 per cento limitatamente agli anni, 2011, 2012 e 2013, ed è riconosciuta integralmente a decorrere dal 2014. Alle emittenti radiotelevisive locali sono pertanto, riconosciuti 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 e 270 milioni di euro a decorrere dal 2014. Ai maggiori oneri, pari a 40 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede mediante l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’espletamento della gara di cui all’articolo 1 comma 8 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. A decorrere dal 2012, mediante l’utilizzo delle risorse derivanti dal canone per le radioaudizioni circolari di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246. In caso di incapienza si provvede mediante contestuale incremento del canone per le radioaudizioni circolari, di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, adottato mediante decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concento con il Ministro per lo sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore presente legge».

 

5.32

Butti, Tancredi, Vita

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dai seguenti: “Eventuali maggiori en1rate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 47 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il 47 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 180 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 198 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibiIi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 27 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Il 6 per cento delle maggiori entrate è riassegnato al Ministero dello sviluppo economico per le finalità di cui al comma 9 con l’abbattimento del limite di 240 milioni di euro ivi previsto“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale».

 

5.33

Poli Bortone, Fleres, Carrara, Saia

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dai seguenti: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 45 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il 45 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 180 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 198 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 27 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 90 milioni di euro al Ministero. dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Il 10 per cento delle maggiori entrate è riassegnato al Ministero dello sviluppo economico, per le finalità di cui al comma 9, con l’abbattimento del limite di 240 milioni di euro ivi previsto, che destinerà l’intero importo al settore televisivo locale. La ripartizione tra i vari bacini di utenza avverrà proporzionalmente alla ripartizione contenuta nel decreto del Ministero dello sviluppo economico del 24 giugno 2011, mentre la ripartizione tra le emittenti di ciascun bacino avverrà proporzionalmente alle graduatorie approvate dai Corecom per la distribuzione dei contributi ex articolo 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e successive modifiche e integrazioni, relativi all’anno 2010“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 5 per cento, a decorrere dall’anno 2012, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.34

Tancredi

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dai seguenti: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 45 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il 45 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 180 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 198 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 27 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Il 10 per cento delle maggiori entrate è riassegnato al Ministero dello sviluppo economico, per le finalità di cui al comma 9, con l’abbattimento del limite di 240 milioni di euro ivi previsto, che destinerà l’intero importo al settore televisivo locale. La ripartizione tra i vari bacini di utenza avverrà proporzionalmente alla ripartizione contenuta nel decreto del Ministero dello sviluppo economico del 24 giugno 2011, mentre la ripartizione tra le emittenti di ciascun bacino avverrà proporzionalmente alle graduatorie approvate dai Corecom per la distribuzione dei contributi ex art. 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e successive modifiche e integrazioni, relativi all’anno 2010“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale».

 

5.35

D’Ambrosio Lettieri

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dai seguenti: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 45 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il 45 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 180 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 198 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 27 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenzia mento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Il 10% delle maggiori entrate è riassegnato al Ministero dello sviluppo economico, per le finalità di cui al comma 9, con l’abbattimento del limite di 240 milioni di euro ivi previsto, che destinerà l’intero importo al settore televisivo locale. La ripartizione tra i vari bacini di utenza avverrà proporzionalmente alla ripartizione contenuta nel decreto del Ministero dello sviluppo economico del 24 giugno 2011, mentre la ripartizione tra le emittenti di ciascun bacino avverrà proporzionalmente alle graduatorie approvate dai Corecom per la distribuzione dei contributi ex articolo 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e successive modifiche e integrazioni, relativi all’anno 2010“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale».

 

5.36

Butti, Lenna, Tancredi, Vita

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dai seguenti: “Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 45 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il 45 per cento è riassegnato nell’anno 2011, quanto a 180 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 198 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 27 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 90 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Il 10 per cento delle maggiori entrate è riassegnato al Ministero dello sviluppo economico per le finalità di cui al comma 9 con l’abbattimento del limite di 240 milioni di euro ivi previsto“. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale».

 

5.37

Vita

Ritirato

        Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All’articolo 1, comma 13, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quinto, il sesto ed il settimo periodo sono sostituiti dal seguente: “eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per i145 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di stato, per il 45 per cento al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore delle telecomunicazioni e per il 10 per cento per le finalità di cui al comma 9. In tal caso non si applica il limite di 240 milioni di euro ivi previsto“».

 

5.38

Vimercati, Vita

Ritirato

        Al comma 7, sostituire dalle parole: «Eventuali maggiori entrate» fino alle parole: «è riassegnato nell’anno 2011,» con le seguenti: «Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il ’30 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 70 per cento è riassegnato, nell’anno 2011, quanto a 150 milioni di euro alla creazione di un fondo a disposizione del Ministero dello sviluppo economico per finanziare progetti per la copertura in banda larga nei sessanta principali distretti industriali italiani e per la dematerializzazione dei servizi burocratici comunali e la loro trasformazione in servizi di e-government, quanto a 150 milioni per l’attribuzione di misure economiche di natura compensativa finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale di cui all’articolo 1 comma 9 della legge 13 dicembre 2010, n. 220».

 

5.39

Vimercati, Vita

Ritirato

        Al comma 7, sostituire dalle parole: «Eventuali maggiori entrate» fino alle parole: «è riassegnato nell’anno 2011,» con le seguenti: «Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 40 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 60 per cento è riassegnato, nell’anno 2011, quanto a 150 milioni di euro alla creazione di un fondo a disposizione del Ministero dello sviluppo economico per finanziare progetti per la copertura in banda larga nei sessanta principali distretti industriali italiani e per la dematerializzazione dei servizi burocratici comunali e la loro trasformazione in servizi di e-government».

 

5.40

Vimercati, Vita

Ritirato

        Al comma 7, sostituire dalle parole: «Eventuali maggiori entrate» fino alle parole: «è riassegnato nell’anno 2011,» con le seguenti: «Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 40 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 60 per cento è riassegnato, nell’anno 2011, quanto a 150 milioni per l’attribuzione di misure economiche di natura compensativa finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale di cui all’articolo 1 comma 9 della legge 13 dicembre 2010 n. 220».

 

5.41

Vimercati, Vita

Ritirato

        Al comma 7, sostituire dalle parole: «Eventuali maggiori entrate» fino alle parole: «è riassegnato nell’anno 2011,» con le seguenti: «Eventuali maggiori entrate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate per il 40 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato; il restante 60 per cento è riassegnato, nell’anno 2011, quanto a 150 milioni di euro alla creazione di un fondo a disposizione del Ministero dello sviluppo economico per finanziare progetti per la copertura in banda larga nei sessanta principali distretti industriali italiani e per la dematerializzazione dei servizi burocratici comunali e la loro trasformazione in servizi di e-govemment».

 

5.42

Giaretta, Bubbico, Armato, De Sena, Fioroni, Garraffa, Latorre, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Al comma 7, sostituire le parole: «sono riassegnate per il 50 per cento» con le seguenti: «sono riassegnate per il 20 per cento», le parole: «il restante 50 per cento» con le seguenti: «il restante 80 per cento» e le parole: «100 milioni al Ministero dello sviluppo economico per il fInanziamento del Fondo di garanzia» con le seguenti: «550 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del Fondo di garanzia».

 

5.43

Milana, Rutelli, Baio

Ritirato

        Al comma 7 sostituire le parole: «riassegnate per il 50 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato» con le seguenti: «riassegnate per il 40 per cento al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e per il 10 per cento distribuito al settore televisivo locale in ogni singola regione del territorio nazionale, proporzionalmente alla popolazione e, all’interno delle singole regioni, a tutte le emittenti televisive locali, proporzionalmente ai posizionamenti nelle graduatorie Corecom».

 

5.44

Tonini

Ritirato

        Al comma 7, sostituire le parole da: «quanto a 200 milioni» fino alle parole: «fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266» con le seguenti: «quanto a 170 milioni di euro al Ministero della difesa per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili del comparto difesa e sicurezza, quanto a 180 milioni di euro al Ministero dell’interno per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di Stato, deIl’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, quanto a 25 milioni di euro al Corpo della guardia di finanza, per il potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili, quanto a 100 milioni di euro al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 100 milioni di euro aI Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi in materia di difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 95 milioni di euro al Ministero degli Affari esteri per il finanziamento delle politiche di cooperazione allo sviluppo, quanto a 80 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266».

 

5.45

Pistorio, Oliva, Astore

Ritirato

        Al comma 7 sostituire dalle parole: «quanto a 200 milioni di euro» fino alle parole: «di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266», con le seguenti: «agli investimenti relativi alla banda larga».

 

5.46

Galioto

Ritirato

        Al comma 7, sostituire le parole: «quanto a 100 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266» con le seguenti: «quanto a 350 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per il finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266».
        Conseguentemente, alla Tabella B, di cui all’articolo 6, comma 1, aggiungere la seguente rubrica: «Ministero dello sviluppo economico» con i seguenti importi:

        2012: 250.000;

        2013: 250.000;
        2014: 250.000.

        Conseguentemente, agli oneri derivanti dalle presenti disposizioni, pari a 500 milioni di euro per l’anno 2012 e 250 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 si provvede mediante riduzione lineare per gli anni 2012, 2013 e 2014 dei capitoli di bilancio della Tabella C di cui all’articolo 6, comma 2.

 

5.47

Latronico

Ritirato

        Al comma 7, apportare le seguenti modificazioni:

            a) le parole: «100 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico» sono sostituite dalle seguenti: «60 milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico» e dopo le parole: «n. 266» aggiungere le seguenti: «e quanto a 40 milioni di euro alle finalità di cui al comma 7-bis.»;

            b) dopo il comma 7 aggiungere il seguente:

        «7-bis. La quota prevista annualmente a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva locale dall’articolo 10 della legge 27 ottobre 1993, n. 422, pari a tre quarti delle quote di competenza delle amministrazioni statali del canone di abbonamento ai sensi dell’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e degli introiti equiparati al canone, viene ridotta del 44% limitatamente agli anni, 2011, 2012 e 2013, ed è riconosciuta integralmente a decorrere dal 2014. Alle emittenti radiotelevisive locali sono pertanto, riconosciuti 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 e 270 milioni di euro a decorrere dal 2014. Ai maggiori oneri, pari a 40 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede ai sensi del comma 7. A decorrere dal 2012, mediante l’utilizzo delle risorse derivanti dal canone per le radioaudizioni circolari di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246. In caso di incapienza si provvede mediante contestuale incremento del canone per le radioaudizioni circolari, di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, adottato mediante decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro per lo sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge».

 

5.48

Poli Bortone, Fleres, Carrara, Saia

Ritirato

        Dopo l’ultimo periodo del comma 7, aggiungere il seguente: «Ai fornitori di servizi di media in ambito locale che raggiungano una copertura pari ad almeno l’80 per cento della popolazione nazionale, sia attraverso accordi con operatori di rete locali, sia in parte attraverso tali accordi e per la parte restante nella forma della trasmissione di programmi in contemporanea, vengono attribuite numerazioni automatiche dei canali della televisione digitale terrestre destinate ai canali nazionali».

        Conseguentemente, all’onere derivante dall’attuazione della presente disposizione si provvede mediante riduzione, fino al 5 per cento, a decorrere dall’anno 2012, delle dotazioni di. parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.49

Latronico

Ritirato

        Dopo l’ultimo periodo del comma 7, aggiungere il seguente: «Ai fornitori di servizi di media in ambito locale che raggiungano una copertura pari ad almeno l’80 per cento della popolazione nazionale, sia attraverso accordi con operatori di rete locali, sia in parte attraverso tali accordi e per la parte restante nella forma della trasmissione di programmi in contemporanea, vengono attribuite numerazioni automatiche dei canali della televisione digitale terrestre destinate ai canali nazionali».

 

5.50

Tancredi

Ritirato

        Al comma 7, dopo l’ultimo periodo, aggiungere il seguente: «Ai fornitori di servizi di media in ambito locale che raggiungano una copertura pari ad almeno l’80 per cento della popolazione nazionale, sia attraverso accordi con operatori di rete locali, sia in parte attraverso tali accordi e per la parte restante nella forma della trasmissione di programmi in contemporanea, vengono attribuite numerazioni automatiche dei canali della televisione digitale terrestre destinate ai canali nazionali».

 

5.51

D’Ambrosio Lettieri

Ritirato

        Dopo l’ultimo periodo del comma 7, aggiungere il seguente: «Ai fornitori di servizi di media in ambito locale che raggiungano una copertura pari ad almeno l’80 per cento della popolazione nazionale, sia attraverso accordi con operatori di rete locali, sia in parte attraverso tali accordi e per la parte restante nella forma della trasmissione di programmi in contemporanea, vengono attribuite numerazioni automatiche dei canali della televisione digitale terrestre destinate ai canali nazionali».

 

5.52

Adamo, Vimercati, De Toni, Carlino, Giancarlo Serafini, Colli, Cantoni, Baio, Valditara, Contini, Mura, Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

        «7-bis. All’articolo 6 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 aggiungere infine il seguente:
        “21-octies. In via straordinaria e fino al 31 dicembre 2015, le disposizioni di cui ai commi 8 e 12 del presente articolo non si applicano agli enti locali coinvolti nell’organizzazione del grande evento EXPO Milano 2015 indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 34678 del 22 ottobre 2008, limitatamente alle spese connesse aIl’organizzazione del grande evento“».

 

5.53

Latronico

Ritirato

        Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

        «7-bis. Al fine di favorire gli investimenti di sviluppo delle risorse energetiche strategiche nazionali di idrocarburi, garantendo maggiori entrate per l’erario, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti termini e modalità di destinazione di una quota,non inferiore al 50 per cento, delle citate maggiori entrate a favore allo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita dei territori di insediamento degli impianti produttivi».

 

5.54

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Rutelli

Ritirato

        Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le condizioni economiche di assegnazione tramite gara delle frequenze per la radiodiffusione televisiva in ambito nazionale, in esito alla risoluzione delle procedure di infrazione dell’Unione europea nei confronti dell’Italia per alcune nonne del testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177). Le condizioni di gara mirano ad assicurare la massima valorizzazione economica delle frequenze da assegnare. Le risorse realizzate mediante la predetta gara sono impiegate per lo sviluppo della banda larga nelle regioni del Mezzogiorno».

 

5.55

Bubbico, Armato, De Sena, Fioroni, Garraffa, Latorre, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Al comma 8, dopo le parole: «per l’anno 2012, da destinare» aggiungere le seguenti: «quanto a 200 milioni di euro al finanziamento del fondo di garanzia di cui all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266 e quanto a 200 milioni».

 

5.56

Ferrante, Della Seta, De Luca, Di Giovan Paolo, Mazzuconi

Ritirato

        Al comma 8, sostituire le parole da: «a misure di sostegno al settore dell’autotrasporto merci» fino alla fine del comma con le seguenti: «al fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, di cui all’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011».

 

5.57

Valditara

Ritirato

        Dopo il comma 8, inserire i seguenti:

        «8-bis. A decorrere dal l gennaio 2012 è riconosciuto un contributo a fondo perduto pari a euro 5.000 ai soggetti che acquistano autoveicoli ad alimentazione elettrica e ai soggetti che acquistano autoveicoli ad alimentazione ibrida elettrica – termica ovvero che aggiungono un propulsore ad alimentazione elettrica rendendo ibrido un autoveicolo già in loro possesso, nonché un incentivo ai comuni che intendono realizzare impianti di distribuzione e ricarica dell’energia a colonnina per le auto dotate di propulsori ad alimentazione elettrica;

        8-ter. Per il finanziamento dei contributi e degli incentivi di cui al precedente comma 8-bis, viene istituito il “fondo di incentivazione per la mobilità sostenibile urbana“ con una dotazione di euro 200 milioni per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014;
        8-quater. Il ministro dello sviluppo economico di concerto con il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con proprio decreto disciplinano l’erogazione del contributo tenendo conto della dotazione del fondo di cui al precedente comma, nonché dei progetti di realizzazione degli impianti di distribuzione e ricarica da parte dei comuni».

        Conseguentemente, a decorrere dal 1º gennaio 2012 le aliquote di base di cui all’articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dell’imposta di consumo sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio, sono uniformemente incrementate del 20 per cento.

 

5.58

Tancredi

Ritirato

        Dopo il comma 8, è inserito il seguente:

        «8-bis. Nelle more della attuazione del comma 4 dell’articolo 8 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, al fine di realizzare una migliore correlazione tra lo sviluppo economico, l’assetto territoriale e l’organizzazione sul territorio nazionale del trasporto ferroviario regionale, con specifico riferimento al trasporto pendolare in ambito interregionale, regionale e locale, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un fondo per i servizi di trasporto ferroviario regionale di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, al quale è assegnato annualmente l’importo di cui al comma 2.

        2. All’onere derivante dall’istituzione del fondo di cui al comma 1 si provvede mediante l’aumento di 0,03 euro per litro, ovvero per chilo nell’ipotesi di cui alla lettera c), delle aliquote di accisa previste dall’allegato I annesso al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, relative ai seguenti prodotti:

            a) benzina;

            b) olio da gas o gasolio usato come carburante;
            c) gas di petrolio liquefatti usati come carburante.

        3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti., da emanare,entro il 31 dicembre 2011, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le risorse del fondo di cui al comma 1 sono ripartite tra le regioni interessate per la copertura degli oneri relativi ai servizi di trasporto ferroviario regionale di cui al medesimo comma».

 

5.59

Vaccari

Ritirato

        Dopo il comma 8, è inserito il seguente:

        «8-bis. Nelle more della attuazione del comma 4 dell’articolo 8 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, al fine di realizzare una migliore correlazione tra lo sviluppo economico, l’assetto territoriale e l’organizzazione sul territorio nazionale del trasporto ferroviario regionale, con specifico riferimento al trasporto pendolare in ambito interregionale, regionale e locale, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un fondo per i servizi di trasporto ferroviario regionale di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997 n. 422, al quale è assegnato annualmente l’importo di cui al comma 2.

        2. All’onere derivante dall’istituzione del fondo di cui al comma 1 si provvede mediante l’aumento di 0,03 euro per litro, ovvero per chilo nell’ipotesi di cui alla lettera c), delle aliquote di accisa previste dall’allegato I annesso al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, relative ai seguenti prodotti:

            a) benzina;

            b) olio da gas o gasolio usato come carburante;
            c) gas di petrolio liquefatti usati come carburante.

        3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare,entro il 31 dicembre 2011, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le risorse del fondo di cui al comma 1 sono ripartite tra le regioni interessate per la copertura degli oneri relativi ai servizi di trasporto ferroviario regionale di cui al medesimo».

 

5.60

Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 8, è inserito il seguente:

        «8-bis. Nelle more della attuazione del comma 4 dell’articolo 8 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, al fine di realizzare una migliore correlazione tra lo sviluppo economico, l’assetto territoriale e l’organizzazione sul territorio nazionale del trasporto ferroviario regionale, con specifico riferimento al trasporto pendolare in ambito interregionale, regionale e locale, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un fondo per i servizi di trasporto ferroviario regionale di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, al quale è assegnato annualmente l’importo di cui al secondo periodo del presente comma. All’onere derivante dall’istituzione del fondo di cui al primo periodo si provvede mediante l’aumento di 0,03 euro per litro, ovvero per chilo nell’ipotesi di cui alla lettera c), delle aliquote di accisa previste dall’allegato I annesso al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, relative ai seguenti prodotti:
            a) benzina;

            b) olio da gas o gasolio usato come carburante;
            c) gas di petrolio liquefatti usati come carburante. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare,entro il 31 marzo 2012, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le risorse del fondo di cui al primo periodo sono ripartite tra le regioni interessate per la copertura degli oneri relativi ai servizi di trasporto ferroviario regionale.».

 

5.61

Berselli

Ritirato

        Dopo il comma 8, inserire il seguente:

        «8-bis. È autorizzata la spesa di 6.527.240 di euro al fine di attribuire alle famiglie delle vittime del disastro aereo del Monte Serra, avvenuto il 3 marzo 1977, indennizzo, esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’importo di 200.000,00 euro per ciascuna vittima, corrisposto, nell’ordine, al coniuge, al convivente, ai figli, ai genitori, ovvero ai fratelli o alle sorelle qualora siano gli unici superstiti. Dall’indennizzo sono dedotte le somme eventualmente già percepite a titolo di risarcimento del danno dai componenti il nucleo familiare della vittima, al netto delle spese legali. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a disporre, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

        Conseguentemente all’articolo 5, comma 1, le parole: «di 1.235 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «di 1.228,47 milioni».

 

5.62

Armato, Bubbico, Andria, Carloni, Chiaromonte, De Luca, Incostante

Ritirato

        Dopo il comma 8, inserire il seguente:

        «8-bis. Le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 9 gennaio 2006, n. 13, si applicano anche per gli anni 2012, 2013 e 2014».

        Conseguentemente alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, sono apportate le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  24.000;

            2013:  –  24.000;
            2014:  –  24.000.

 

5.63

Armato, Bubbico, Andria, Carloni, Chiaromonte, De Luca, Incostante

Ritirato

        Dopo il comma 8, inserire il seguente:

        «8-bis. In favore del fondo di cui all’articolo 3, comma 2, della legge 9 gennaio 2006, n. 13, sono stanziati 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014».

        Conseguentemente alla tabella A, voce: Ministero dell’economia e delle finanze, sono apportate le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  12.000;

            2013:  –  12.000;
            2014:  –  12.000.

 

5.64

Armato, Bubbico, De Luca, Andria, Carloni, Chiaromonte, Incostante, Garraffa, De Sena, Fioroni, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo il comma 8 aggiungere i seguente:

        «8-bis. Al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, attraverso interventi di riduzione delle emissioni in atmosfera con l’impiego di motori alimentati a gas metano e capaci di garantire rendimenti efficienti, è disposto un contributo in conto capitale ed in conto interessi a favore degli operatori esercenti il trasporto pubblico locale per il rinnovo del parco mezzi circolante. Con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico e sentite le Regioni interessate, sono definite le modalità di accesso agli aiuti e la misura degli stessi, a valere anche sul Quadro strategico nazionale 2007-2013, PON Trasporti e mobilità, opportunamente rimodulato. Gli aiuti, limitati a tre esercizi, ove risultino in contrasto con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, sono notificati alla Commissione europea».

        Conseguentemente, dopo l’articolo 5 inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Riduzione e controllo della spesa pubblica)

        1. È istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pubbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento dei dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.

        2. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il sistema assicura la tenuta, la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 1, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
        4. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 1 e 2, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla conversione della presente legge.
        5. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, è istituita, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, una centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione della pubblica amministrazione.
        6. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento delle Centrali di cui al comma 6, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa con le regioni e gli enti locali, da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
        7. A decorrere dallo gennaio 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società Per i comuni con popolazione inferiore a trentamila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, comma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        8. Fermo restando il limite di cui al comma 7, è ammessa esclusivamente la partecipazione, ai sensi della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di multi-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionali al perseguimento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        9. Per le finalità di cui al comma 7, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avviano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate ai sensi del comma 7, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        10. A decorrere dalla data di cui al comma 7, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 8.
        11. Le disposizioni di cui ai commi da 7 a 10 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        12. Entro il 1º giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito “Istituto“. L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (lNPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENP ALS);
            l’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’INPS e i comitati di vigilanza delle gestioni dell’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:

            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            d) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 1º giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro i130 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

        13. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.
        14. Lo Stato e le regioni provvedono altresì ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 13 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        15. Lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. L’allocazione delle funzioni di cui al comma 14 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281».

 

5.65

De Luca, Bubbico, Armato, Andria, Carloni, Chiaromonte, Incostante Garraffa, De Sena, Fioroni, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo il comma 8 aggiungere i seguente:

        «8-bis. È autorizzata la spesa di 2.000 milioni di euro per il triennio 2012-2014 da destinare a misure di sostegno del settore del trasporto su gomma e delle aziende di trasporto pubblico su gomma al fine del rinnovo del parco mezzi circolante. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, e sentita le Regioni interessate, sono definite, nel rispetto della normativa europea relativa agli aiuti di Stato, le modalità di utilizzo delle risorse e la ripartizione delle stesse tra le diverse misure, in coerenza con le esigenze del settore».

        Conseguentemente, dopo l’articolo 5, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Riduzione e controllo della spesa pubblica)

        1. È istituita presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l’“Anagrafe unica“ delle stazioni appaltanti. Sono tenuti a richiedere l’iscrizione alla “Anagrafe unica“, e ad aggiornare annualmente i relativi dati identificativi, tutte le pubbliche amministrazioni ed organismi di diritto pubblico che agiscono in qualità di stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento dei dati deriva, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità, anche contabile, dei funzionari responsabili.

        2. È istituito un Sistema Unico di Codifica dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture il sistema assicura la tenuta la correlazione, la consultazione e il controllo in tempo reale dei dati relativi a tali contratti detenuti, a diverso titolo, dalle stazioni appaltanti di cui al comma 1, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Banca d’Italia, dal CIPE e dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
        3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a tutti i contratti pubblici, anche a quelli esclusi in tutto o in parte dalla applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
        4. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento della Anagrafe e del Sistema Unico di Codifica di cui ai commi 1 e 2, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro 180 giorni dalla conversione della presente legge.
        5. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, è istituita, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, una centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione della pubblica amministrazione.
        6. Le modalità operative per la istituzione ed il funzionamento delle Centrali di cui al comma 6, nonché eventuali disposizioni di raccordo tra i medesimi, sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con le Regioni e gli enti locali, da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
        7. A decorrere dal 1º gennaio 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono detenere, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione, anche minoritaria, in più di una società. Per i comuni con popolazione inferiore a trentamila abitanti resta comunque esclusa la possibilità di costituire società, ai sensi dell’articolo 14, comma 32, del decreto-legge n. 78 del 2010.
        8. Fermo restando il limite di cui al comma 7, è ammessa esclusivamente la partecipazione, ai sensi della normativa vigente, in società che producono, anche in forma di multi-utilities, servizi di interesse generale strettamente funzionali al perseguimento delle finalità istituzionali delle medesime amministrazioni, nell’ambito dei rispettivi ambiti di competenza.
        9. Per le finalità di cui al comma 7, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, avviano trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della disciplina vigente, le procedure ad evidenza pubblica per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate ai sensi del comma 7, ovvero per la costituzione, anche mediante fusione, delle società di al comma 8.
        10. A decorrere dalla data di cui al comma 7, le amministrazioni pubbliche pubblicano sui rispettivi siti istituzionali gli atti costitutivi, le delibere societarie e i bilanci delle società partecipate di cui al comma 8.
        11. Le disposizioni di cui ai commi da 7 a 10 del presente articolo non si applicano alle partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati alla data di entrata di vigore della presente legge.
        12. Entro il 1º giugno 2012, è costituito l’Istituto di previdenza generale (IPG), di seguito «Istituto». L’Istituto esercita le funzioni svolte dai seguenti enti di previdenza, che sono soppressi a decorrere dalla medesima data:

            a) Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

            b) Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP);
            c) Istituto postelegrafonici (IPOST);
            d) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS).
        L’Istituto succede in tutti i rapporti attivi e passivi in essere dalla data del 1º giugno 2011. Dalla medesima data sono soppressi i comitati centrali regionali e provinciali dell’INPS e i comitati di vigilanza delle gestioni dell’INPDAP. I ricorsi amministrativi pendenti presso tali organi sono conseguentemente devoluti ai dirigenti dell’Istituto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è nominato il Commissario straordinario dell’Istituto. Entro il 30 marzo 2012 il Commissario straordinario predispone lo statuto dell’Istituto, da emanare entro i successivi 60 giorni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Lo statuto definisce le attribuzioni degli organi dell’Istituto, che sono individuati come segue:

            a) il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;

            b) il Consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da cinque membri e composto da cinque membri, e dura in carica quattro anni;
            c) il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, e composto da venti membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi; il Consiglio dura in carica quattro anni;
            d) il Collegio dei sindaci, composto da tre membri, due dei quali nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze; uno dei componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali svolge le funzioni di Presidente; per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.
        Alla costituzione dei predetti organi si provvede a decorrere dal 10 giugno 2012. Lo statuto reca disposizioni sulla formazione dei bilanci dell’Istituto volte ad assicurare piena e separata evidenza contabile alla gestione delle prestazioni rispettivamente previdenziali, assistenziali, creditizie e sociali. Con il criterio prioritario dell’unicità dei sistemi strumentali per il miglioramento dei servizi, della riduzione degli oneri e della semplificazione di strutture e procedure, nonché con riguardo alla dismissione del patrimonio dei predetti enti previdenziali, il Commissario straordinario predispone, entro il 30 aprile 2012, un Piano strategico-operativo per l’organizzazione dell’Istituto e la piena attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, da avviarsi entro il 30 maggio 2012. Il Piano è approvato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e rinnovazione.

        13. Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le regioni, nell’ambito della rispettiva competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, non espressamente ritenuti come necessari all’adempimento delle funzioni istituzionali, e alla unificazione di quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria.

        14. Lo Stato e le regioni provvedono altre si ad individuare le funzioni degli enti di cui al comma 13 in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali, riallocando contestualmente le stesse agli enti locali, secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
        15. Lo Stato e le regioni concorrono alla razionalizzazione amministrativa sulla base del principio di leale collaborazione. L’allocazione delle funzioni di cui al comma 14 del presente articolo è effettuata previo accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281».

 

5.66

Barbolini, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Ghedini

Ritirato

        Sostituire il comma 9 con il seguente:

        «9. A decorrere dal 1º gennaio 2012, fermo restando quanto già dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche (lRPEF) e delle imposte sostitutive di cui all’articolo 1, comma 105, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all’articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, una quota pari al 5 per mille dell’lRPEF calcolata al netto del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero e degli altri crediti d’Imposta spettanti, e delle suddette imposte sostitutive è destinata, per l’intero ammontare, in base alla scelta del contribuente, alle seguenti finalità:
            a) sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, delle associazioni riconosciute e fondazioni che operano nel settori di cui al citato articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo, n. 460 del 1997, e delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano ai fini sportivi ai sensi dell’articolo 20, comma 2, del decreto-legge 19 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.222;

            b) finanziamento degli enti di ricerca scientifica e delle università;
            c) finanziamento della ricerca sanitaria.

        9-bis. le somme corrispondenti alla quota di cui al comma 9 sono determinate in relazione agli incassi in conto competenza relativi all’lRPEF e alle Imposte sostitutive individuate ai sensi del medesimo comma 9, sulla base delle scelte espresse dal contribuenti, risultanti dal rendiconto generale dello Stato.

        9-ter. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità del riparto delle somme di cui al comma 9.
        9-quater. Ai maggiori oneri di cui al comma 9, pari a 800 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, si provvede, fino a concorrenza degli oneri, a valere su quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi da 9-quinquies a 9-septies.
        9-quinquies. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        9-sexies. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i preleva menti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.
        9-septies. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
        A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:

            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

 

5.67

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Rutelli

Ritirato

        Dopo il comma 9 inserire i seguenti:

        «9-bis All’articolo 10, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera 1-quater) è aggiunta la seguente:
        “1-quinquies) le spese relative alla salute della famiglia e alla formazione dei figli e le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e ristrutturazione relative agli Immobili, ivi compresi gli impianti elettrici, idraulici e quelle generici di riscaldamento e condizionamento e quelle di manutenzione e riparazione dei beni mobili registrati per un importo complessivo annuo non superiore a euro 3.000 oggetto di fattura ai sensi di legge, non ricomprese nelle lettere precedenti o nelle spese detraibili di cui agli articoli 14, 15 e 16 e dall’articolo 1 della legge n. 449 del 1997“.
        9-ter. Al fine di perseguire l’obiettivo di azzeramento del deficit rafforzandone il raggiungimento con il contestuale sostegno all’economia, ed evitando pertanto effetti di freno sulla crescita, a decorrere dall’anno 2012 la spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica Amministrazione,come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (lSTAT) ai sensi del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, attraverso una riduzione degli stanziamenti in modo che essa sia pari alla spesa sostenuta nel 2009, ridotta del 12 per cento relativamente alla spesa delle amministrazioni centrali e delle regioni e pari alla spesa sostenuta nel 2009 per i comuni e le province. Tale rideterminazione comporta una riduzione rispetto alla spesa complessiva programmatica esposta nella decisione di finanza per gli anni 2011-2014, quantificata complessivamente in 16,5 miliardi di euro per l’anno 2012, in 20 miliardi di euro per l’anno 2013 e in 25 miliardi di euro a decorrere dal 2014. Tale riduzione è ripartita in 4 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e in 12,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno 2012, 4,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 14,5 miliardi per le amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno per l’anno 2013, e 8 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 16 miliardi per le spese delle amministrazioni decentrate e locali a decorrere dal 2014. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa.

        9-quater. Le disposizioni di cui al comma 9-ter si applicano in via diretta alle regioni, alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali e agli enti previdenziali privatizzati.
        9-quinquies. Ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 le regioni, entro il 31 marzo 2012, adottano disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicurare il rispetto della disposizione citata. La disposizione di cui al presente articolo costituisce principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilità e crescita dell’Unione europea».

 

5.68

Mercatali, Ghedini

Ritirato

        Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. All’articolo 1, comma 204, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: “e 2011“, sono sostituite dalle seguenti: “,2011 e 2012“».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012:  –  48.000;

            2013:            –   ;
            2014:            –   .

 

5.69

Barbolini, Mercatali, Bubbico, Musi, Leddi, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli

Ritirato

        Dopo il comma 12, aggiungere i seguenti:

        «12-bis. All’articolo 12-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Recesso e portabilità dei conti correnti“;

            b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

        “1-bis. Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per il trasferimento del contratto presso altra banca o intermediario, ivi compresi il deposito dei titoli e le domiciliazioni bancarie. Con procedure di collaborazione tra intermediari improntate a criteri di massima riduzione dei tempi e degli adempimenti sono stabilite le modalità con cui il cliente può perfezionare le opzioni di trasferimento rivolgendosi direttamente alla nuova banca o al nuovo intermediario“.
        12-ter. All’articolo 21 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
        “6-bis. È considerata scorretta la pratica commerciale che impone al cliente l’obbligo di aprire un conto corrente o di sottoscrivere una polizza assicurativa da parte di una banca, istituto o intermediario, per la stipula del contratto di accensione di un mutuo, qualora tale polizza sia erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario“.
        12-quater. L’articolo 2-bis del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 è abrogato.

        12-quinquies. Fatto salvo quanto previsto dal comma 12-sexies, sono nulle le clausole di massimo scoperto e le clausole comunque denominate che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del correntista indipendentemente dall’effettivo prelevamento della somma ovvero che prevedono una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dalla effettiva durata del prelevamento della somma.
        12-sexies. La Banca d’Italia assicura, con propri provvedimenti, la vigilanza sull’osservanza delle prescrizioni del presente comma e stabilisce criteri e modalità ispirate a principi di trasparenza e corretta informazione con cui gli istituti di credito fissano le condizioni economiche per i servizi offerti ai clienti, ivi comprese le aperture di credito e gli affidamenti relativi ai conti correnti.
        12-septies. Il comma 9, dell’articolo 2-quinquies del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10 è sostituito dal seguente:

        “9. In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente, l’articolo 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno della chiusura del suddetto conto corrente“».

 

5.70

Bubbico, Mercatali, Barbolini, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto

Ritirato

        dopo il comma 12, aggiungere i seguenti:

        «12-bis. I gestori dei singoli punti di vendita di carburanti al dettaglio possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale e comunitaria.

        12-ter. A decorrere dal 1º gennaio 2012, le eventuali clausole contrattuali che prevedono forme di esclusiva nell’approvvigionamento di cui al comma 1 sono nulle, per violazione di norma imperativa di legge, per la parte eccedente il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto di vendita.
        12-quater. All’articolo 83-bis del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008 n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 17 aggiungere infine il seguente periodo: “Non possono altresì essere imposti vincoli o obblighi alla vendita contestuale di determinate tipologie di carburante, all’utilizzo di apparecchiature self-service e alla distribuzione esclusivamente automatizzata di carburanti“;

            b) dopo il comma 22 è inserito il seguente:

        “22-bis. Ai fini del rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di accesso all’attività di distribuzione di carburanti in rete, le regioni, nell’esercizio della loro potestà legislativa, danno attuazione alle disposizioni di cui ai commi da 17 a 22, compatibilmente con i principi di non discriminazione, di tutela della concorrenza e di piena liberalizzazione dell’accesso al mercato da parte dei nuovi entranti“.

        12-quinquies. Al fine di garantire un assetto maggiormente concorrenziale del mercato nazionale dei carburanti e assicurare il contenimento dei prezzi di vendita al dettaglio, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge e fino al 31 dicembre 2015, Acquirente unico S.p.a. assicura in via straordinaria l’attività di compravendita di carburanti secondo i seguenti principi:

            a) acquisto all’ingrosso di carburanti ai prezzi più convenienti sul mercato nazionale e internazionale, finalizzato all’approvvigionamento degli esercenti gli impianti di distribuzione carburanti;

            b) affitto di depositi di stoccaggio dei carburanti di cui alla lettera a);
            c) attivazione di un servizio di vendita all’ingrosso a prezzi concorrenziali agli esercenti gli impianti di distribuzione al dettaglio.

        12-sexies. Con decreto del Ministro per lo sviluppo economico da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, sono definite le modalità attraverso cui Acquirente unico S.p.a. svolge le attività di cui al comma 12-quinquies».

 

5.71

Bubbico, Agostini, Mercatali, Barbolini, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomasselli, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto, Ghedini

Ritirato

        Dopo il comma 12, aggiungere il seguente:

        «12-bis. La dispensazione al pubblico dei medicinali comunque classificati è riservata in via esclusiva al farmacista, ai sensi dell’articolo 122 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni.

        12-ter. La dispensazione dei medicinali prescritti dal medico su ricettario del Servizio sanitario nazionale (SSN) è effettuabile esclusivamente nell’ambito delle farmacie convenzionate con il SSN, di cui all’articolo 28 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Sono ritenute farmacie convenzionate le sole farmacie autorizzate dall’autorità sanitaria competente per territorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, dell’articolo 104 del testo unico di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, nonché degli articoli 4 e 5 della legge 8 novembre 1991, n. 362.
        12-quater. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere venduti, fatto salvo quanto previsto dal comma 12-quinquies, e ad eccezione del medicinali di cui all’articolo 45 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, ed all’articolo 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, anche i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.
        12-quinquies. Negli esercizi commerciali di cui al comma 12-quater la vendita dei medicinali prevista ai sensi del medesimo comma 12-quater deve avvenire, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari di apertura e di chiusura al pubblico».

 

5.72

Bubbico, Mercatali, Barbolini, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli, Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto

Ritirato

        Dopo il comma 12, aggiungere il seguente:

        «12-bis. All’articolo 131 del Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 2-ter é aggiunto il seguente:

        “2-quater. In deroga all’articolo 1899 del codice civile, per il contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile auto, sono nulle le clausole di tacito rinnovo. L’impresa di assicurazione è comunque obbligata ad informare il contraente della scadenza del contratto almeno trenta, giorni prima della medesima“.
        2. CONSAP S.P.A. è autorizzata a promuovere la costituzione di gruppi di acquisto, cui possono liberamente aderire i cittadini, su base provinciale, per la stipula di contratti individuali di assicurazione per la responsabilità civile dei veicoli ad uso privato. Le spese di funzionamento dei gruppi sono a carico degli aderenti.
        3. Ai sensi dell’articolo 58, della legge del 23 dicembre 2000, n. 388, CONSIP S.P.A. è autorizzata a scegliere, su incarico di CONSAP S.P.A., l’offerta contrattuale più conveniente per la sottoscrizione della polizza RC Auto da parte degli aderenti ai gruppi di cui al comma 2. Nel rispetto delle disposizioni introdotte dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, CONSIP S.P.A seleziona le offerte maggiormente competitive, presentate da imprese di assicurazione ed intermediari, e sottoscrive convenzioni secondo le modalità previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 febbraio 2000, prevedendo procedure semplificate di adesione alle medesime da parte dei gruppi di cui al comma 2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità e le procedure attuative delle disposizioni di cui al presente comma».

 

5.73

Bubbico, Ghedini, Mercatali, Barbolini, Armato, Fioroni, Garraffa, Granaiola, Latorre, Sangalli, Tomaselli Agostini, Carloni, Giaretta, Legnini, Lumia, Lusi, Morando, D’Ubaldo, Follini, Fontana, Leddi, Musi, Paolo Rossi, Anna Maria Serafini, Stradiotto

Ritirato

        Dopo il comma 12, aggiungere il seguente:

        «12-bis. Gli orari e i turni di apertura e di chiusura delle farmacie convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, stabiliti dalle autorità competenti, costituiscono il livello minimo di servizio che deve essere assicurato da ciascuna farmacia. È facoltà di chi ha la titolarità o la gestione della farmacia di prestare servizio in orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori, purché ne dia preventiva comunicazione all’autorità sanitaria competente e informi la clientela mediante cartelli affissi all’esterno dell’esercizio».

 

5.74

Valditara

Ritirato

        Dopo il comma 12 inserire il seguente:

        12-bis. All’articolo 1, comma 1 del decreto ministeriale 26 marzo 2009 del Ministro dell’economia e delle finanze, di cui all’articolo 7 comma 2 del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, al primo periodo sostituire le parole «non superiore a duecentonmila euro» con le parole «non superiore a quattrocentomila euro».

        Conseguentemente a decorrere dal lº gennaio 2012, le aliquote di base dell’imposta di consumo sui tabacchi lavorati prevista dal comma 1 dell’articolo 28 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono uniformemente incrementate al fine di assicurare maggiori entrate in misura non inferiore a 800 milioni di euro l’anno.

 

5.75

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Rutelli

Ritirato

        dopo il comma 12 inserire il seguente:

        12-bis. Il contratto collettivo aziendale stipulato da un’organizzazione o coalizione sindacale rappresentativa della maggioranza dei lavoratori interessati, secondo i criteri stabiliti dalla disciplina della materia contenuta in un accordo stipulato dalle confederazioni imprenditoriali e sindacali comparativamente maggiormente rappresentative, produce i propri effetti nei confronti di tutti i lavoratori dell’unità produttiva per la quale il contratto stesso è stato stipulato. Il contratto collettivo aziendale di cui al presente comma può disporre che, salva la disciplina vigente in materia di licenziamenti nulli in quanto dettati da motivi discriminatori, o intimati per ragione di matrimonio, o nel periodo di inibizione per la tutela della lavoratrice madre, i rapporti di lavoro dipendente costituiti dopo la sua stipulazione – intendendosi per tali tutti quelli qualifica bili come rapporti di lavoro subordinato, nonché gli altri rapporti di collaborazione continuativa, di associazione in partecipazione, o di lavoro associato in cooperativa o in società commerciale, nei quali il prestatore tragga dal rapporto più di due terzi. del proprio reddito di lavoro complessivo, salvo che la retribuzione annua lorda annua superi i 40.000 euro – siano assoggettati a una disciplina contrattuale della stabilità e della cessazione del rapporto che:
            a) in riferimento al licenziamento disciplinare di cui sia accertata l’illegittimità o comunque difetto di giustificazione attribuisca a entrambe le parti la possibilità di opzione tra la reintegrazione e un indennizzo aggiuntivo;

            b) in riferimento al licenziamento per motivo economico od organizzativo sostituisca il controllo giudiziale circa il motivo con l’obbligo per l’impresa di pagare al lavoratore un’indennità di licenziamento e di erogare al lavoratore un trattamento complementare di disoccupazione e l’assistenza necessaria per il reperimento della nuova occupazione».

 

5.76

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Bruno, Digilio, Russo

Ritirato

        Dopo il comma 12 aggiungere i seguenti:

        «12-bis. Al fine di agevolare l’occupazione femminile nelle regioni del Mezzogiorno, ai datori di lavoro che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, incrementano il numero delle lavoratrici dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunità europea, è concesso, per gli anni 2012, 2013, 2014, un credito d’imposta d’importo pari al 70 per cento dei costi salariali sostenuti nei trenta mesi successivi all’assunzione. In caso di lavoratrici dome rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato ai sensi del numero 18 dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, il credito d’imposta è concesso’nella misura dell’80 per cento dei costi salariali sostenuti nei trenta mesi successivi all’assunzione. Il credito d’imposta è concesso nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dal citato dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Il diritto a fruire del credito d’imposta decade qualora il numero complessivo dei dipendenti a tempi indeterminato risulta inferiore o pari a quello rilevato nei dodici mesi precedenti alla entrata in vigore della presente legge; ovvero se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di 5 anni.

        12-ter. Al fine di incentivare l’assunzione di lavoratrici donne con figli di età inferiore a 18 anni di cui al comma 12-bis, ovvero che abbiano a carico familiari disabili gravi, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 ovvero familiari non autosufficienti, gli oneri contributivi dovuti dal datore di lavoro sono integralmente fiscalizzati per un periodo di trenta mesi anni dalla data dell’assunzione.
        12-quater. Alle donne lavoratrici di cui al comma 12-ter è riconosciuta una detrazione d’imposta pari a 500 euro per ciascun figlio o familiare disabile grave, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 ovvero familiare non autosufficiente, se il reddito complessivo non è superiore a 30.000 euro.
        12-quinquies. Al fine di perseguire l’obiettivo di azzeramento del deficit rafforzandone il raggiungimento con il contestuale sostegno all’economia, ed evitando pertanto effetti di freno sulla crescita, a decorrere dall’anno 2012 la spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, attraverso una riduzione degli stanziamenti in modo che essa sia pari alla spesa sostenuta nel 2009, ridotta del 12 per cento relativamente alla spesa delle amministrazioni centrali e delle regioni e pari alla spesa sostenuta nel 2009 per i comuni e le province. Tale rideterminazione comporta una riduzione rispetto alla spesa complessiva programmatica esposta nella decisione di finanza per gli anni 2011-2014, quantificata complessivamente in 16,5 miliardi di euro per l’anno 2012, in 20 miliardi di euro per l’anno 201.3 e in 25 miliardi di euro a decorrere da12014. Tale riduzione è ripartita in 4 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e in 12,5 miliardi di euro per le spese delle ammistrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno 2012, 4,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 14,5 per le amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno per l’anno 2013, e 8 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 16 per le spese delle amministrazioni decentrate e locali a decorrere dal 2014. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa.
        12-sexies. Le disposizioni di cui al comma 12-quinquies si applicano in via diretta alle regioni alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza. del Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali e agli enti previdenziali privatizzati.
        12-septies. Ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 12-quinquies le regioni, entro il 31 marzo 2012 adottano disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicurare il rispetto della disposizione citata. Le disposizioni di cui ai precedenti commi costituiscono principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilità e crescita dell’Unione europea».

 

5.77

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Bruno, Digilio, Russo

Ritirato

        Dopo il comma 12 aggiungere i seguenti:

        «12-bis. Al fine di agevolare l’occupazione giovanile nelle regioni del Mezzogiorno, ai datori di lavoro che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, incrementano il numero delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni» con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunità europea, è concesso, per gli anni 2012, 2013, 2014 un credito d’imposta d’importo pari al 70 per cento dei costi salariali sostenuti nei trenta mesi successivi all’assunzione. Il diritto a fruire del credito d’imposta decade qualora il numero complessivo dei dipendenti a tempi indeterminato risulta inferiore o pari a quello rilevato nei dodici mesi precedenti alla entrata in vigore della presente legge; ovvero se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di 5 anni.

        12-ter. Le giovani lavoratrici donne con figli di età inferiore a 18 anni di cui al comma 12-bis, ovvero che abbiano a carico familiari disabili gravi, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 ovvero familiari non autosufficienti, gli oneri contributivi dovuti dal datore di lavoro sono integralmente fiscalizzati per un periodo di trenta mesi anni dalla data dell’assunzione.
        12-quater. Alle giovani donne lavoratrici di cui al comma 12-ter è riconosciuta una detrazione d’imposta pari a 500 euro per ciascun figlio o familiare disabile grave, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 ovvero familiare non autosufficiente, se il reddito complessivo non è superiore a 30.000 euro.
        12-quinquies. Al fine di perseguire l’obiettivo di azzeramento del deficit rafforzandone il raggiungimento con il contestuale sostegno all’economia, ed evitando pertanto effetti di freno sulla crescita, a decorrere dall’anno 2012 la spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT ai sensi del comma 5 dell’articolo l della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, attraverso una riduzione degli stanziamenti in modo che essa sia pari alla spesa sostenuta nel 2009, ridotta del 12 per cento relativamente alla spesa delle 8mministrazionicentrali e delle regioni e pari alla spesa sostenuta nel 2009 per i comuni e le province. Tale ride terminazione comporta una riduzione rispetto alla spesa complessiva programmatica esposta nella decisione di finanza per gli anni 2011-2014, quantificata complessivamente in 16,5 miliardi di euro per l’anno 2012, in 20 miliardi di euro per l’anno 2013 e in 25 miliardi di euro a decorrere dal 2014. Tale riduzione è ripartita in 4 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e in 12,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno 2012, 4,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 14,5 per le amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno per l’anno 2013, e 8 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 16 per le spese delle amministrazioni decentrate e locali a decorrere dal 2014. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa.
        12-sexies. Le disposizioni di cui al comma 12-quinquies si applicano in via diretta alle regioni, alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali e agli enti previdenziali privatizzati.
        12-septies. Ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 12-quinquies le regioni entro il 31 marzo 2012 adottano disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicurare il rispetto della disposizione citata. Le disposizioni di cui ai precedenti commi costituiscono principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilità e crescita dell’Unione europea»

 

5.78

Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 12 aggiungere il seguente:

        «12-bis. Alla legge 23 settembre 1993, n. 379, dopo l’articolo 2, è aggiunto, in fine, il seguente:
        “Art. 2-bis. – 1. È assegnato, per l’anno 2012, all’Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti (ANPVI), un contributo una tantum di euro 200.000 per la realizzazione del Centro per l’autonomia e la mobilità (CAM) con annessa scuola cani guida per ciechi.

        2. È assegnato per l’anno 2012, all’ANPVI, un contributo di euro 500.000 per il funzionamento del Centro per l’autonomia’e la mobilità (CAM) con annessa scuola cani guida per ciechi, del Centro nazionale di documentazione, degli uffici provinciali di segretariato sociale e dell’Istituto per la formazione, la ricerca e l’integrazione (IFRI).
        3. Entro il 31 maggio di ciascun anno, l’ANPVI trasmette al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali una relazione sull’impiego dei fondi ad essa assegnati in applicazione della presente legge, e sui risultati conseguiti nell’esercizio precedente“».

        Conseguentemente, all’articolo 6, comma 1, ridurre proporzionalmente fino a concorrenza tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

5.79

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 12, inserire il seguente:

        «12-bis. All’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, al comma 1, la lettera f) è soppressa».

        Conseguentemente gli oneri di cui al comma il-bis si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 2% a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.80

De Angelis, Galioto, Baldassarri, D’Alia, Pistorio, Bruno, Digilio, Russo

Ritirato

        Dopo il comma 13 inserire i seguenti:

        «13-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro per i beni e le attività culturali, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8, comma l, del decreto legislativo n. 281 del 1987, sentito il parere delle commissioni parlamentari competenti, è adottato il «Piano straordinario pluriennale per l’integrazione lavorativa dei giovani laureati nel Mezzogiorno», di seguito denominato «piano». Il Piano è finalizzato alla promozione di iniziative atte a favorire le esperienze di lavoro di giovani laureati meridionali, con particolare riferimento all’area della ricerca, della diffusione delle nuove tecnologie e della valorizzazione del patrimonio culturale ed audiovisivo. Il Piano dispone altresì le misure di coordinamento per la utilizzazione delle risorse finanziarie attivabili sulla base della legislazione vigente, ad integrazione delle risorse di cui al comma successivo.

        13-ter. Per le finalità di cui al comma precedente, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2012-2014.
        13-quater. Al fine di perseguire l’obiettivo di azzeramento del deficit rafforzandone il raggiungimento con il contestuale sostegno all’economia, ed evitando pertanto effetti di freno sulla crescita, a decorrere dall’anno 2012 la spesa per consumi intermedi sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell’articolo l della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, attraverso una riduzione degli stanziamenti in modo che essa sia pari alla spesa sostenuta nel 2009, ridotta del 12 per cento relativamente alla spesa delle amministrazioni centrali e delle regioni e pari alla spesa sostenuta nel 2009 per i comuni e le province. Tale rideterminazione comporta una riduzione rispetto alla spesa complessiva programmatica esposta nella decisione di finanza per gli anni 2011-2014, quantificata complessivamente in 16,5 miliardi di euro per l’anno 2012, in 20 miliardi di euro per l’anno 2013 e in 25 miliardi di euro a decorrere dal2014. Tale riduzione è ripartita in 4 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e in 12,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno 2012, 4,5 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 14,5 per le amministrazioni decentrate e degli enti locali per l’anno per l’anno 2013, e 8 miliardi di euro per le spese delle amministrazioni centrali e dei ministeri e 16 per le spese delle amministrazioni decentrate e locali a decorrere dal 2014. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa.
        13-quinquies. Le disposizioni di cui al comma 13-quater si applicano in via diretta alle regioni, alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali e agli enti previdenziali privatizzati.
        13-sexies. Ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 13-quater le regioni, entro il 31 marzo 2012 adottano disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicurare il rispetto della disposizione citata. Le disposizioni di cui ai precedenti commi costituiscono principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilità e crescita dell?Unione europea».

 

5.81

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Sostituire il comma 14, con il seguente:

        «14. È rifinanziato, per un importo pari a 242 milioni di euro nell’anno 2012, il piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici con particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico, come previsto al comma 21, art.80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289

 

5.82

Bertuzzi

Ritirato

        Sopprimere il comma 15.

        Conseguentemente, al comma 25 sostituire le parole: «150 milioni di euro» con le seguenti: «170 milioni di euro».

 

5.83

Giambrone, Belisario, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Al comma 15, sostituire le parole: «20 milioni» con le seguenti: «12 milioni»

        Conseguentemente, All’articolo 6, comma 2, alla tabella C ivi richiamata, missione: Istruzione universitaria, programma: Sistema universitario e formazione post-universitaria, voce: Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Legge n.245 del 1990: norme sul piano triennale di sviluppo dell’università e per l’attuazione del piano quadriennale 1986-1990 (2.3 – cap.1690), apportare le seguenti variazioni:

        2012: + 8.000.

 

5.84

Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 15, aggiungere il seguente:

        «15-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato, previa stipula di convenzione, ad avvalersi di società strumentali a totale partecipazione della regione in quanto compatibili con la normativa comunitaria, attivando l’affidamento in house, nella misura del 30 per cento dello stanziamento, di interventi di ricerca e innovazione nell’ambito degli assi prioritari del Programma operativo nazionale “Ricerca e Competitività“ 2007-2013, in relazione alle quote fissate per ogni regione».

        Conseguentemente, ridurre proporzionalmente fino a concorrenza gli importi di tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

5.85

Pedica, Caforio, Belisario, Bugnano, Carlino, De Toni, Di Nardo, Giambrone, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi

Ritirato

        Al comma 16, sostituire le parole: «è incrementata di 700 milioni di euro» con le seguenti: «è incrementata di 300 milioni di euro».

 

5.86

Tancredi

Ritirato

        Dopo il comma 16, inserire il seguente:

        «16-bis. All’articolo 2190 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
        “1. Le unità produttive e industriali, di cui all’articolo 48 gestite unitariamente dall’Agenzia industrie difesa, anche mediante la costituzione di società di servizi nell’ambito delle disponibilità esistenti, sono soggette a chiusura se, entro il 31 dicembre 2015, non hanno raggiunto la capacità di operare secondo criteri di economica gestione. Qualora il citato obbiettivo non risultasse conseguito con il bilancio 2015 per il complesso delle unità produttive, ovvero il bilancio di esercizio a tale data non fosse presentato al Ministero della difesa, si procede alla liquidazione, ai sensi della legge 4 dicembre 1956, n. 1404, di quelle unità che non hanno conseguito la capacità di operare secondo criteri di economica gestione e alla conseguente riduzione dell’Agenzia, per la gestione unitaria delle sole unità che hanno raggiunto tale capacità.“;
            b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
        “3. Al fine di assicurare l’apporto delle professionalità indispensabili per lo sviluppo delle attività e il raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi 1 e 2, l’Agenzia industrie difesa è autorizzata a prorogare i contratti di cui all’articolo 143, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010, comunque non oltre la scadenza del 31 dicembre 2015.“».

 

5.87

Pichetto Fratin, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 16, aggiungere il seguente:

        «16-bis. In ciascuno degli anni del triennio 2012-2014, al fine di consentire l’attuazione dei processi di ristrutturazione ed efficientamento degli arsenali e degli stabilimenti militari, il Ministero della difesa riserva alle assunzioni del personale degli arsenali e degli stabilimenti militari appartenente ai profili professionali tecnici il sessanta per cento delle assunzioni di cui all’articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all’articolo 66, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 20081 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. Per le assunzioni di cui al presente comma non si applicano gli articoli 30, comma 2-bis, e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni».

 

5.88

Bonfrisco

Ritirato

        Dopo il comma 16, inserire il seguente:

        «16-bis. Al codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) all’articolo 1476:
                1) al comma 2, le parole “sottufficiali e“ sono sostituite dalle seguenti: “marescialli e ispettori, sergenti e sovrintendenti,“;

                2) al comma 3:

                    2.1) le parole “sottufficiali e“ sono sostituite dalle seguenti: “marescialli e ispettori, sergenti e sovrintendenti,“;

                    2.2) dopo le parole “livello considerato“, sono inserite le seguenti: “, nella misura di un rappresentante ogni 350 elettori, o frazione superiore alla metà, secondo le modalità individuate nel regolamento“;

            b) all’articolo 1478, al comma 5, dopo la parola “militare“, sono inserite le seguenti: “partecipa alle attività negoziali di cui all’articolo 19, comma 3, della legge 4 novembre 2010, n. 183, e“».

 

5.89

Pichetto Fratin, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 16, aggiungere i seguenti:

        «16-bis. Le aziende a partecipazione statale e private, che hanno rapporti contrattuali per la fornitura di beni o servizi all’amministrazione della difesa di importo complessivo superiore a 50.000 euro, qualora procedano all’assunzione di personale non dirigenziale nei 5 anni successivi alla conclusione del contratto di fornitura di beni o servizi, hanno l’obbligo di riservare in favore del personale militare in servizio un’aliquota di posti pari a:
            a) 20 per cento, se l’importo contrattuale è superiore a euro 50.000 e inferiore a euro 500.000;

            b) 25 per cento, se l’importo contrattuale è superiore a euro 500.000 e inferiore a euro 1.000.000;
            c) 30 per cento, se l’importo contrattuale è superiore a euro 1.000.000.

        16-ter. Il Ministero del lavoro e l’INPS vigilano sul rispetto della riserva di posti, di cui al comma 16-bis, ed effettuano controlli con cadenza almeno biennale. Le aziende che risultano inadempienti sono assoggettate a una sanzione amministrativa pari al 5 per cento dell’importo complessivo dei contratti di fornitura stipulati con l’amministrazione della difesa nell’ultimo quinquennio. Gli importi delle sanzioni amministrative confluiscono in un apposito fondo del bilancio della difesa da utilizzarsi per il ricollocamento del personale militare».

 

5.90

Pichetto Fratin, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 16, aggiungere i seguenti:

        «16-bis. All’articolo 10, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole “e al fondo per le aree sottosviluppate“ sono sostituire con le seguenti: “, al fondo per le aree sottosviluppate, alle spese per infrastrutture multinazionali NATO, nonché per l’ammodernamento e il rinnovamento dei programmi del Ministero della difesa“».

 

5.91

Pichetto Fratin, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 16, aggiungere i seguenti:

        «16-bis. Le disposizioni di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171 si applicano ai colonnelli e ai generali dell’Esercito, della Marina, compreso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica, con la stessa decorrenza del medesimo decreto del Presidente della Repubblica».

 

5.92

Pichetto Fratin, Carrara

Ritirato

        Dopo il comma 16, aggiungere i seguenti:

        «16-bis. Al codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo l’articolo 531 è inserito il seguente:
        “Art. 537-bis. (Cooperazione con altri Paesi per i materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale). – 1. Il Ministero della difesa, nel rispetto delle vigenti norme in materia di esportazione di materiali d’armamento, è autorizzato a svolgere, per conto di Paesi con i quali sussistono accordi di cooperazione o di reciproca assistenza tecnico-militare, attività contrattuale, ovvero di supporto tecnico-amministrativo, per l’acquisizione di materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale e per le correlate esigenze di supporto logistico e assistenza tecnica, richiesti dai citati Paesi, nei limiti e secondo le modalità disciplinati nei citati accordi. Nell’ambito dei medesimi accordi può essere prevista la cessione di sistemi d’arma, di mezzi e degli gli equipaggiamenti in uso alle Forze armate, ai sensi dell’articolo 310.

        2. Gli accordi di cui al comma 1 regolano i reciproci rapporti con riguardo sia alle somme da corrispondere al Ministero della difesa per l’attività contrattuale e di supporto tecnico amministrativo svolta, sia al trasferimento e alla gestione delle risorse finanziarie rese disponibili per l’esecuzione della citata attività.
        3. Le somme corrisposte come rimborso degli oneri sostenuti direttamente dal Ministero della difesa, di cui al comma 2, nonché i proventi derivanti dalle cessioni di cui al comma 1, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere integralmente riassegnate ai fondi di cui all’articolo 619 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, anche in deroga alla vigente disciplina in materia di riassegnazione di risorse agli stati di previsione dei Ministeri.“».

 

5.93

Scanu, Amati, Crisafulli, Follini, Del Vecchio, Gasbarri, Negri, Pegorer, Pinotti

Ritirato

        Il comma 17 è sostituito dal seguente:

        «17. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 24, comma 75, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, a decorrere dal 1º gennaio 2012, fino al 31 dicembre 2012 è autorizzata la spesa di 72,8 milioni di euro per l’anno 2012 per il personale di cui al comma 75 del citato articolo 24 del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009».

 

5.94

Incostante, Adamo

Ritirato

        Il comma 17 è sostituito dal seguente:

        «17. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 24, comma 75, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, a decorrere dal 1º gennaio 2012, fino al 31 dicembre 2012 è autorizzata la spesa di 72,8 milioni di euro per l’anno 2012 per il personale di cui al comma 75 del citato articolo 24 del decreto-Iegge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009».

 

5.95

Bonfrisco

Ritirato

        Dopo il comma 17, inserire il seguente:

        «17-bis. il Ministero della difesa individua misure di ottimizzazione organizzativa e finanziaria finalizzate al recupero di risorse da destinare al mantenimento dei necessari livelli di operatività dello strumento militare, anche mediante l’utilizzo di banche dati centralizzate, nonché attraverso attività di verifica, analisi e valutazione condotte dallo Stato maggiore della difesa per il conseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicità e trasparenza, nel quadro delle disposizioni di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Per le finalità di cui al presente comma:
            1) con apposita convenzione tra lo Stato maggiore della difesa e il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, sono individuati i dati e gli elementi di informazione necessari per l’alimentazione della banca dati di cui all’articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e le modalità di trasmissione del relativi flussi informatici;

            2) le risorse rese disponibili a seguito dell’adozione delle misure di ottimizzazione organizzativa e finanziaria individuate, su proposta del Capo di Stato maggiore della difesa, con decreti del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché le maggiori entrate comunque riferite ad attività di pertinenza del Ministero della difesa e non altrimenti destinate da disposizioni legislative o regolamentari confluiscono nel fondi di cui all’articolo 619 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Alla ripartizione delle disponibilità dei predetti fondi, fermo restando il divieto di utilizzare risorse di conto capitale per il finanziamento di spese correnti, si provvede con decreto del Ministro della difesa, su proposta del Capo di Stato maggiore della difesa, previa verifica tecnica della neutralità sui saldi di finanza pubblica effettuata dal Dipartimento della ragioneria generale dello Stato;
            3) in apposito allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero della difesa sono individuati i capitoli di spesa corrente relativi allo strumento militare, tra i quali il Ministro della difesa è autorizzato a disporre, con propri decreti da comunicare anche con evidenze informatiche al Ministero dell’economia e finanze, le variazioni compensative di bilancio necessarie per il conseguimento dei livelli di operatività necessari all’assolvimento delle missioni istituzionali affidate, nonché al rispetto di accordi e impegni assunti a livello internazionale».

 

5.96

Carlino, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Apportare le seguenti modifiche:

            1) al comma 18 la parola “1.000“ è sostituita dalla seguente “1.400“;

            2) dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        “25-bis. All’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
            a) al comma 5 le parole “, nei limiti del numero di 10.000 lavoratori beneficiari“, sono soppresse;

            b) al comma 6, il secondo periodo è soppresso“».

        Conseguentemente, dopo l’articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis.

(Soppressione della società “Difesa Servizi Spa“ e riduzioni spese militari)

        1. L’articolo 535 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e lo statuto della società “Difesa servizi Spa“, di cui il decreto del Ministro della difesa 10 febbraio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17 febbraio 2011 sono abrogati.

        2. Nelle more della costituzione di un esercito europeo, il Ministro della difesa, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, adotta con proprio decreto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un piano di riordino delle Forze armate volto alla riduzione degli effettivi e delle spese correnti, per ottenere un risparmio annuo non inferiore a 400 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.
        3. Qualora entro la data indicata al comma 2 non sia emanato il decreto del Ministro della difesa di cui al medesimo comma, il Ministro dell’economia e delle finanze riduce di pari importo le autorizzazioni di spesa i cui stanziamenti sono iscritti nel bilancio del Ministero della difesa come spese rimodulabili.
        4. Per gli anni 2012 e 2013 il finanziamento previsto per gli interventi a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia non può superare lo stanziamento per tale voce previsto per l’anno 2011 diminuito del 20 per cento.
        5. A decorrere dall’anno 2014, la riduzione di cui al comma 4 è aumentata di un ulteriore 10 per cento.
        6. Le riduzioni di cui ai commi 4 e 5 non si applicano agli interventi di cooperazione allo sviluppo.
        7. Nell’ambito degli interventi correttivi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, al fine di salvaguardare la funzionalità e l’efficienza operativa delle Forze armate, il Ministro della difesa e il Ministro dello sviluppo economico, ciascuno per la parte di sua competenza, individuano, anche in relazione agli impegni assunti in ambito internazionale, le misure di ottimizzazione della spesa per il recupero di risorse attraverso una rimodulazione delle spese per i sistemi d’arma, condotta sulla base di un riesame delle più immediate esigenze operative e delle prioritarie esigenze di sicurezza dei contingenti impegnati fuori area.
        8. Le spese di cui al comma 7 nel triennio 2012-2014 non possono comunque superare l’ammontare per l’anno 2010 di tali spese ridotto del 30 per cento».

 

5.97

Latronico

Ritirato

        All’articolo 5, dopo il comma 19 aggiungere il seguente:

        «19-bis. Per il personale proveniente dai consorzi agrari, anche assunto successivamente allo gennaio 1997 e collocato in mobilità collettiva alla data del 31 dicembre 2008, le regioni, sentite le parti sociali, possono individuare le modalità di ricollocazione presso enti pubblici e privati operanti nel settore agricolo e dei servizi all’agricoltura, ovvero presso le regioni stesse o presso altri enti locali del territorio anche previa riqualificazione professionale dei lavoratori interessati, nei limiti delle dotazioni organiche vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge».

 

5.98

Cursi

Ritirato

        All’articolo 5, dopo il comma 20, aggiungere i seguenti

        «21. Per la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 3, primo comma, lett. a) della legge 24 dicembre 1985, n. 808, è autorizzato un contributo quindicennale di 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.

        22. Per la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 5 del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421, è autorizzato un contributo quindicennale di 25 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012».

        Conseguentemente ridurre di pari importo proporzionalmente tutti gli stanziamenti di cui all’articolo 6, comma 1, della allegata tabella A.

 

5.99

Lusi, Ghedini, Passoni, Roilo, Treu

Ritirato

        Dopo il comma 21, inserire il seguente:

        «21-bis. Lo svolgimento nel corso dell’anno solare di prestazioni lavorative di durata non superiore a trenta giorni consecutivi, per le quali il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione, non comporta la decadenza dallo stato di disoccupazione. Il prestatore è in tal caso soggetto alla sola sospensione del godimento del sussidio per i periodi corrispondenti allo svolgimento delle prestazioni medesime. Alle prestazioni di lavoro di cui al presente comma si applicano le disposizioni di cui all’articolo 34, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1957, n. 818».

        Dopo l’articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis.

(Lotta all’evasione fiscale)

        1. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“.

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibiIi o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:
            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-Iegge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-Iegge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4-ter. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, D. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        4. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.
        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo Il del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
        10. Le maggiori entrate di cui al presente articolo, valutate in 1,5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012, sono destinati per il 50 per cento al finanziamento di un apposito Fondo finalizzato al finanziamento di specifiche iniziative per la riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese e per la restante quota al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto».

 

5.100

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 22, inserire i seguenti:

        «22-bis. Al fine di favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo delle imprese giovanili nel settore agricolo, con particolare riguardo all’imprenditoria femminile, le risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 1068, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono incrementate di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 20 Il al 2013.

        22-ter. Al fine di consentire la realizzazione delle operazioni di concentrazione delle imprese agricole cooperative di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, a mutualità prevalente, alle medesime imprese è concessa la facoltà di rivalutare gratuitamente ai fini fiscali i cespiti rientranti nelle operazioni entro i valori di stima giurata, e comunque non superando la somma di 5 milioni di euro, o, in alternativa, la facoltà, per l’impresa che risulta dall’operazione, di usufruire, nei successivi tre anni, di un credito d’imposta, commisurato al 20 per cento del patrimonio netto riportato dal bilancio di fusione, di importo massimo ammontante a 1,4 milioni di euro».

        Conseguentemente agli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione, valutati in 20 milioni di euro a partire dall’anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.101

Thaler Ausserhofer, Pinzger

Ritirato

        Dopo il comma 22, inserire il seguente:

        «22-bis. I termini di cui all’articolo 70, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 sono prorogati al 31 dicembre 2012».

 

5.102

Sangalli, Fioroni

Ritirato

        Dopo il comma 23 inserire i seguenti:

        «23-bis. All’articolo 118, comma 16, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, dopo le parole: “100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011“ sono sostituite le seguenti: “e 2012“.

        23-ter. All’articolo 5, comma 24, dopo le parole: “dai commi da 19 a 23“, inserire il seguente: “23-bis“».

        Conseguentemente, la dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 è ridotta a 100 milioni di euro per l’anno 2012.

 

5.103

D’Alì, Alicata

Ritirato

        Dopo il comma 24, aggiungere il seguente:

        «24-bis. - (Proroghe per servizi ambientali essenziali). – Senza ulteriori oneri per la finanza pubblica il regime di cui al comma 2-ter dell’articolo 11 della legge n. 26 del 2010 è prorogato fino al 31 dicembre 2013 nelle Province le cui Amministrazioni abbiano assunto espressa delibera in tal senso entro il 30 dicembre 2011».

        Conseguentemente è prorogata l’attività degli organi e delle organi e delle strutture di servizio di cui alla legge regionale della Regione Campania n. 10 del 1993 e di cui all’articolo 11, comma 8 del decreto-legge n. 90 del 2008 convertito nella legge n. 123 del 2008.

 

5.104

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 24, inserire il seguente:

        «24-bis. All’articolo 8 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, dopo il comma 13 aggiungere il seguente:
        “13-bis. I fondi pensione adottano un sistema unificato per la gestione delle scadenze e delle modalità d’invio dei dati. li Ministro del lavoro e delle politiche sociali è autorizzato ad adottare, entro il 31 dicembre 2011, uno o più decreti ministeriali per determinare gli standard tecnici necessari per l’invio dei dati, le modalità di pagamento dei contributi singole scadenze per il versamento“».
        Conseguentemente agli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione, valutati in 30 milioni di euro a partire dall’anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.105

Vittoria Franco, Rusconi, Mercatali, Ceruti, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Bastico, Carloni, Legnini, Blazina

Ritirato

        Al comma 25, sostituire le parole: «150 milioni», con le seguenti: «180 milioni».

        Conseguentemente, alla Tabella A, Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
        2012:  –  30.000;

        2013:  –  30.000:
        2014:  –  30.000.

 

5.2000

Il Governo

Accolto

        All’articolo 5, dopo il comma 25 sono inseriti i seguenti:

        «25-bis. Per consentire il rientro dall’emergenza derivante dal sisma che ha colpito il territorio abruzzese il 6 aprile 2009, la ripresa della riscossione di cui all’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in centoventi rate mensili, di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012. L’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero, per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40 per cento.

        25-ter. Le somme versate entro il 31 ottobre 2011 all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi delle disposizioni indicate nell’allegato 3, che, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, non sono state riassegnate alle pertinenti unità previsionali, sono acquisite definitivamente al bilancio dello Stato. Il presente comma entra in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
        25-quater. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane è disposto l’aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo, nonché dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante di cui all’allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, in misura tale da determinare, per l’anno 2012, maggiori entrate pari a 65 milioni di euro».

        Conseguentemente, alla tabella A voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

        2012: – ;

        2013: – 65.000;
        2014: – 65.000.

Riepilogo somme versate all’entrata del bilancio dello Stato
non riassegnate

(dati in milioni di euro)

 

Disposizioni

Entrate non
riassegnate

Articolo 1, comma 851, della legge 27 dicembre 2006, n. 596 (Brevetti)


32.087

Articolo148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Sanzioni Antitrust)


70.714

Articolo 11-bis del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 (Sanzioni Autorità energia elettrica e gas)



4.099

Totale

106.900

 

5.106

Bubbico, Fioroni, Sangalli, Armato, Garraffa, De Sena, Latorre, Tomaselli

Ritirato

        Dopo il comma 25 sono inseriti i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 36, comma 3, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: “Limitatamente alle iniziative di incentivazione in favore delle imprese, i predetti residui si intendono perenti se non sono pagati entro il quinto esercizio successivo“.

        25-ter. A favore delle iniziative agevolate agli effetti dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, i cui residui delle spese in conto capitale risultino perenti alla data di conversione del presente decreto legge, è disposta la immediata riassegnazione delle economie liberate per effetto di revoche, totali o parziali, relative alle agevolazioni predette».

 

5.107

Poretti, Perduca

Ritirato

        Dopo il comma 25 inserire il seguente:

        «25-bis. All’articolo 8, secondo comma, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, le parole: “, per un periodo non superiore ai sei anni,“, sono abrogate.

        All’articolo 17, primo comma, numero 6 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, sono aggiunte le seguenti parole: “oppure aver conseguito il diploma biennale alla Scuola di Specializzazione per le professioni forensi di cui all’articolo 17, commi 113 e 114, della legge 15 maggio 1997, n. 127 ed all’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398“».

 

5.108

Vita

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 40, primo comma, del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, il numero 5 è abrogato».

 

5.109

Caselli

Ritirato

        Al secondo comma dell’articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222, le parole: «una quota pari all’otto per mille», sono sostituite dalle seguenti: «una quota pari al quattro per mille».

 

5.110

Poli Bortone, Fleres, Carrara, Saia

Ritirato

        All’articolo 5, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 2-bis aggiungere il seguente:
        “2-ter. È stabilita, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, una tassa di soggiorno per i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente che svolgono una qualsiasi attività sul territorio nazionale“».

 

5.111

Bevilacqua

Ritirato

        Dopo il comma 25 aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 12, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986, la cifra “2.840,51 euro“ è sostituita dalla seguente: “5.681 euro“».

        Conseguentemente, ridurre in maniera proporzionale tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

5.112

Bevilacqua

Ritirato

        Dopo il comma 25 aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 12, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986, aggiungere, infine: “Il predetto limite di reddito per le detrazioni di cui ai commi l e 1-bis è raddoppiato qualora riferito a persona con disabilità“».

        Conseguentemente, ridurre in maniera proporzionale tutte le rubriche della allegata tabella A.

 

5.113

Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi, Pedica

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        25-bis. All’articolo 15, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la lettera i-septies) è sostituita dalle seguenti:

            «i-septies) le spese documentate, per un importo non superiore a 2.100 euro annui, sostenute per i servizi di assistenza e cura di figli minori, nonché per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non auto sufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro;
            i-septies.1) le spese documentate sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza degli asili nido, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio».

        25-ter. Il riconoscimento delle detrazioni di cui all’articolo 15, comma 1, lettera i-septies), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è condizionato all’integrale applicazione, nei confronti degli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare occupati nel nucleo familiare, della parte economica e normativa nonché di quella obbligatoria dei contratti collettivi stipulati dalle associazioni e organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, nonché all’integrale versamento, nei confronti dei medesimi addetti, dei contributi previdenziali e assistenziali previsti dalla legislazione vigente in materia. Ai fini dell’accesso alle detrazioni, il contribuente deve indicare nella dichiarazione fiscale il codice fiscale del lavoratore o dei lavoratori domestici interessati.

        25-quater. Nel caso di impiego nel nucleo familiare di lavoratori addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare per i quali sia stata adottata una procedura di emersione o regolarizzazione contributiva e fIscale, la detrazione di cui al comma 25-ter spetta entro l’importo massimo di 2.500 euro per l’anno d’imposta in cui è avvenuta la regolarizzazione.
        25-quinquies. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 25-bis a 25-quater, pari a 500 milioni di euro annui a decorrere dal 2012, si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione delle seguenti disposizioni:

            a) al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:
        1) all’articolo 6, comma 8, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 95 per cento»;

        2) all’articolo 6, comma 9, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 95 per cento»;
        3) all’articolo 7, comma 2, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 95 per cento»;

            b) in deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le modificazioni di cui alla lettera a) si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010;

            c) all’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n, 917, le parole: «0,30 per cento» ovunque ricorrano sona sostituite dalle seguenti: «0,15 per cento». In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui alla presente lettera si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010.

 

5.114

Pinzger, Thaler Ausserhofer, Fosson

Ritirato

        Dopo il comma 25, inserire i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 50) comma l, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986. n. 917 la lettera c) è soppressa;

        25-ter. All’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
        “3-bis. Le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale sono esenti dall’imposta locale sui redditi e da quella sul reddito delle persone fisiche nel confronti dei percipienti“».

        Conseguentemente agli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione, valutati in 50 milioni di euro a partire dall’anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare a decorrere dall’anno 2012 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla allegata Tabella C, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.

 

5.115

Pedica, Mascitelli, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Pardi

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti “0,25 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25-bis si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010».

        Conseguentemente, alla tabella C, Missione L’Italia in Europa e nel mondo, Programma Cooperazione allo sviluppo, voce Ministero degli affari esteri, legge n. 7 del 1981 e legge n. 49 del 1987: Stanziamenti aggiuntivi per l’aiuto pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo (1.2 – capp. 2150, 2152, 2153, 2160, 2161, 2162, 2164, 2165, 2166, 2168, 2169, 2170, 2180, 2181, 2182, 2183, 2184, 2195), apportare le seguenti variazioni:

        2012:
            CP: + 92.715;

            CS: + 92.715.

        2013:
            CP: + 39.796;

            CS: + 39.796.

        2014:
            CP: + 54.232;

            CS: + 54.232.

 

5.116

De Toni, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, Di Nardo, Lannutti, Li Gotti, Mascitelli, Pardi, Pedica

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole “0,30 per cento“ ovunque ricorrano sono sostituite dalle seguenti “0,25 per cento“».

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la modifica di cui al comma 25-bis, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010».

        Conseguentemente, alla tabella C, missione: Casa e assetto urbanistico programma: Politiche abitative, urbane e territoriali voce Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, legge n. 431 del 1998: Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo (articolo 11, comma 1) (3.1 – cap. 1690), apportare le seguenti variazioni:
        2012:
            CP: + 70.000;

            CS: + 70.000.

        2013:
            CP: + 70.000;

            CS: + 70.000.

        2014:
            CP: + 70.000;

            CS: + 70.000.

 

5.117

Butti

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 188-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è aggiunto in fine, il seguente periodo: “Tale percentuale è maggiorata o ridotta in misura pari allo scostamento percentuale medio annuale registrato tra le due valute ed è stabilita con provvedimento dell’Agenzia delle entrate da emanare entro il 31 gennaio di ciascun anno, su conforme parere dell’Ufficio italiano dei cambi“. La disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere dallo gennaio 2011».

 

5.118

Tancredi

Ritirato

        Dopo il comma 25, inserire il seguente:

        «25-bis. All’articolo 23, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo le parole “e dei gestori di pubblici servizi“ inserire le seguenti: “, per quest’ultimi limitatamente alle attività direttamente» connesse e strumentali al servizio pubblico e con esclusione di quelle attinenti la gestione del rapporto di lavoro di natura privatistica“».

 

5.119

Lumia

Ritirato

        Dopo il comma 25 inserire il seguente:

        «25-bis. All’articolo 16-ter del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito con modificazioni nella legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 1, dopo la lettera e), è inserita la seguente: “e-bis) i testimoni hanno accesso ad un programma di assunzione in una pubblica amministrazione, con qualifica e funzioni corrispondenti al titolo di studio ed alle professionalità possedute;“;

            b) dopo il comma 2, è inserito il seguente: “2-bis. Alle eventuali assunzioni di cui al comma 1, lettera e-bis), si provvede per chiamata diretta nominativa, nell’ambito dei rapporti di lavoro di cui all’articolo 2, commi 2 e 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e degli stanziamenti all’uopo disponibili, anche in deroga a disposizioni di legge concernenti le assunzioni nella pubblica amministrazione, fatte salve quelle che richiedono il possesso di specifici requisiti, sulla base delle intese conseguite fra il Ministero dell’interno e l’Amministrazione interessata. Con apposito decreto da emanarsi a norma del comma 1 dell’articolo 17-bis, sono stabilite le occorrenti modalità di attuazione, anche al fine di garantire la sicurezza delle persone interessate“».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell’economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:

            2012: – 7.000;

            2013: – 7.000;
            2014: – 7.000.

 

5.120

Antezza, Mongiello, Bubbico, Chiurazzi, Andria, Bertuzzi, Pertoldi, Pignedoli, Randazzo

Ritirato

        Dopo il comma 25 aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) i commi 5-quater a 5-quinquies sono abrogati;

            b) al comma 5-sexies, le parole: “può intervenire anche nei territori“ sono sostituite dalle seguenti: “interviene nei territori“».

        Conseguentemente, dopo l’articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis

(Lotta all’evasione fiscale)

        1. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti. i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese. I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo l della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        5. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        6. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.
        7. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        8. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 7 e i relativi contenuti tecnici.
        9. I dati comunicati ai sensi del comma 7 del presente articolo sono utilizzabili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        10. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».

 

5.121

Amati, Bubbico, Casoli, Chiurazzi, Legnini, Magistrelli, Saltamartini, Sbarbati

Ritirato

        Dopo il comma 25 aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, dopo il comma 5-sexies è aggiunto il seguente:
        “5-septies. A seguito delle dichiarazioni dello stato di emergenza, successive al 28 febbraio 2011, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Dipartimento della protezione civile, dopo aver verificato le disponibilità di cassa e le capacità finanziarie degli enti colpiti soggetti al patto di stabilità interno può autorizzare, con proprio decreto che definisce le compensazioni finanziarie ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, le Regioni interessate a derogare dai vincoli del patto di stabilità per un ammontare definito da suddividere fra Regioni e singoli comuni o province esclusivamente per opere di ripristino, manutenzione e prevenzione conseguenti allo stato di calamità“».

        Conseguentemente, dopo l’articolo 5, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Lotta all’evasione fiscale)

        1. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

            b) al comma 5, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            c) al comma 8, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            d) al comma 12, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;
            e) al comma 13, le parole: “2.500 euro“ sono sostituite delle seguenti: “1.000 euro“;

        2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:
        “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro“.

        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:
            a) il comma 8 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell’articolo 32 e il comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
            c) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4-ter. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 1, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:
            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell’articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;
            c) il comma 4-bis dell’articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, il. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, il. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, il 133;
            d) i commi da 30 a 32 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, il. 296;
            e) i commi da 363 a 366 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        4. A decorrere dal periodo d’imposta 2012, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d’imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d’imposta precedente.

        5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.
        6. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all’articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell’anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l’importo complessivo delle operazioni effettuate nell’anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.
        7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.
        8. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizza bili nell’attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.
        9. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».

 

5.122

Caselli

Ritirato

        Al comma 7 dell’articolo 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 è soppressa la lettera i).

 

5.123

Barbolini

Ritirato

        Dopo il comma 25 inserire i seguenti:

        «25-bis. All’articolo 30 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
        “2. Lo statuto stabilisce il limite massimo della partecipazione individualmente detenibile in una misura compresa tra lo 0,5 e il 3 per cento del capitale sociale. La banca, appena rileva il superamento di tale limite, contesta al detentore la violazione del divieto. Le azioni eccedenti sono alienate entro tre anni dalla contestazione; trascorso tale termine, i relativi diritti patrimoniali maturati fino all’alienazione delle azioni eccedenti vengono acquisiti dalla banca“;
            b) il comma 3 è sostituito dai seguenti:
        “3. In deroga al comma 2, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e i fondi pensione, italiani o esteri, possono detenere fino al 5 per cento del capitale sociale. I patrimoni degli organismi di investimento collettivo del risparmio e dei fondi pensione che sono gestiti da un medesimo gestore, italiano o estero, non possono essere complessivamente investiti in una quota del capitale sociale della banca superiore al 5 per cento. Sono fatti salvi i limiti più stringenti previsti dalla disciplina propria degli organismi e dei fondi di cui al presente comma e le autorizzazioni richieste ai sensi di norme di legge. Sono nulle le clausole statutarie che prevedono limiti partecipativi diversi da quelli stabiliti dal presente comma.

        3-bis. Ai fini del computo dei limiti di cui ai commi 2 e 3 si tiene conto delle partecipazioni detenute nel capitale della banca sia direttamente, sia indirettamente secondo quanto stabilito dall’articolo 22.
        3-ter. Lo statuto prevede modalità di nomina degli organi sociali idonee ad assicurare che uno o più componenti dell’organo amministrativo e di quello con funzioni di controllo, e comunque non più di un terzo, siano nominati dagli organismi e dai fondi di cui al comma 3, che detengano ciascuno almeno il 2 per cento del capitale sociale. Lo statuto può disciplinare, inoltre, le modalità con cui gli organismi e i fondi di cui al comma 3 concorrono nelle decisioni dell’assemblea ed esercitano altri diritti amministrativi“;
            c) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Ai fini del presente comma non si tiene conto degli organismi e dei fondi di cui al comma 3, che in ogni caso non possono essere soci“;
            d) dopo il comma 4 è inserito il seguente:

        “4-bis. L’ammissione a socio ha luogo, su domanda, con deliberazione del consiglio di amministrazione da comunicarsi all’interessato. Lo statuto può subordinare l’ammissione a socio, oltre che ai requisiti soggettivi, al possesso di un numero minimo di azioni, il cui venire meno comporta la decadenza dalla qualità così assunta. La domanda di ammissione si intende accolta qualora la determinazione contraria dell’organo amministrativo non venga comunicata all’aspirante socio entro 60 giorni dalla data in cui la domanda è pervenuta alla banca“;

            e) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:

        “6-bis. È nulla ogni clausola dello statuto che limiti la trasferibilità delle azioni.

        6-ter. Lo statuto di una banca popolare con azioni quotate in un mercato regolamentato può prevedere che l’assemblea si tenga contestualmente in luoghi diversi, tra loro connessi mediante idonei mezzi di telecomunicazione“.
        25-ter. All’articolo 22 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, dopo le parole: “Ai fini dell’applicazione dei capi III“, la parola: “e“ è sostituita dalla seguente: “,“ e dopo la parola: “IV“ sono aggiunte le seguenti: “e V“».

 

5.124

Bonfrisco, Costa, D’Ubaldo, Fantetti, Paolo Franco, Mura, Musi

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 30 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385 sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) al comma 2, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Nessuno, direttamente o indirettamente, può detenere azioni in misura eccedente l’1 per cento del capitale sociale, salva la facoltà statutaria di prevedere limiti più contenuti, comunque non inferiori allo 0,5 per cento.»;

            b) il comma 3 è sostituito dal seguente:

        “3. In deroga a quanto stabilito al comma 2, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e i fondi pensione, italiani ed esteri, possono detenere fino al 2 per cento del capitale sociale delle banche popolari con azioni quotate nei mercati regolamentati. Il limite fino al 2 per cento del capitale sociale può essere esteso anche alle società di assicurazione esercenti il ramo vita e alle fondazioni di origine bancaria di cui al decreto legislativo n. 153 del 1999 e alle altre fondazioni, purché tenute per legge ad una gestione cautelativa del loro patrimonio. Sono fatti salvi i limiti più stringenti previsti dalla disciplina propria dei soggetti di cui al presente comma e le autorizzazioni richieste ai sensi di norme di legge.“».

 

5.125

Sangalli

Ritirato

        Dopo il comma 25, dell’articolo 5 è inserito il seguente:

        «25-bis. Il comma 6 dell’articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23, è sostituito dal seguente:
        “6. Al fine di garantire la partecipazione del sistema camerale agli obiettivi di contenimento della finanza pubblica e ai relativi risparmi di spesa applicabili, ciascuna Camera di commercio, l’Unione italiana delle camere di commercio e le singole Unioni regionali possono effettuare variazioni compensative tra le diverse tipologie di spesa, garantendo il conseguimento di tali obiettivi e l’eventuale versamento dei risparmi al bilancio dello stato. Il collegio dei revisori dei singoli enti attesta il conseguimento degli obiettivi di risparmio e le modalità compensative tra le diverse tipologie di spesa.“».

 

5.126

Fantetti

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. Il comma 6 dell’articolo 18 della legge 29 dicembre 1993 n. 580 come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010 n. 23 è sostituito dal seguente:
        “6. Al fine di garantire la partecipazione del sistema camerale agli obiettivi di contenimento della finanza pubblica e ai relativi risparmi di spesa applicabili, ciascuna Camera di commercio, l’Unione italiana delle camere di commercio e le singole Unioni regionali possono effettuare variazioni compensative tra le diverse tipologie di spesa, garantendo il conseguimento di tali obiettivi e l’eventuale versamento dei risparmi al bilancio dello stato. Il collegio dei revisori dei singoli enti attesta il conseguimento degli obiettivi di risparmio e le modalità compensative tra le diverse tipologie di spesa.“».

 

5.127

Musso, Galioto

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. All’articolo 5, comma 4, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, dopo le parole: “ed è quindi approvato dalla regione“ aggiungere le seguenti: “entro il termine di sessanta giorni.“».

 

5.128

Pardi, Bugnano

Ritirato

        Dopo il comma 25, aggiungere i seguenti:

        «25-bis. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modifiche:
            a) all’articolo 6, comma 8, le parole: “nella misura del 96 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 95 per cento“;

            b) all’articolo 6, comma 9, le parole: “nella misura del 96 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 95 per cento“;
            c) all’articolo 7, comma 2, le parole: “nella misura del 96 per cento“ sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 95 per cento“.

        25-ter. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le modifiche di cui al comma 25-bis, si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a