• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07774 [Trivellazioni petrolifere nel mare Adriatico]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-07774 presentata da TERESA BELLANOVA
mercoledì 12 settembre 2012, seduta n.684
BELLANOVA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

l'interrogante, ritenendo l'argomento delle trivellazioni di elevata importanza, in data 7 settembre 2011 ha presentato una interrogazione ai Ministri interrogati alla quale, ad oggi, ancora non vi è risposta e nella quale si chiedeva esplicitamente se i Ministri non ritenessero doveroso informare la cittadinanza su quali fossero effettivamente le intenzioni del Governo in merito all'estrazione di eventuali idrocarburi presenti nel sottosuolo marino adriatico;

dopo circa un anno, l'argomento in questione è ritornato prepotentemente alla ribalta sugli organi di stampa dalle notizie apparse. Infatti, sembrerebbe che il Governo abbia autorizzato le prospezioni chieste dalla multinazionale Petroceltic, nei pressi delle Isole Tremiti. La multinazionale irlandese Petroceltic pare abbia presentato richieste per prospezioni nelle acque antistanti l'Abruzzo, il Molise e la Puglia;

in questo contesto è sfociata la motivata preoccupazione di cittadini ed amministratori locali che dopo mesi di silenzio sulla questione hanno visto riaffacciarsi l'eventuale spettro di un depauperamento del litorale adriatico e del proprio territorio, ciò anche alla luce dei recenti disastri ambientali che si sono verificati in questo ambito;

occorre sottolineare che le aree coinvolte da questa vicenda sono ad alta vocazione turistica proprio in virtù della loro bellezza, ed inoltre, rappresentano una rara riserva per la vita marina che le caratterizza;

il Ministro Clini in una intervista al Corriere del Mezzogiorno del 31 agosto 2012 si legge «Abbiamo semplicemente applicato la legge vigente. E l'ok non è alla coltivazione di idrocarburi in Adriatico ma alle sole prospezioni con tecnica air-gun per capire cosa c'è nel sottosuolo [...] il ministero ha applicato semplicemente la legge: originariamente i permessi richiesti riguardavano anche aree che in base al decreto legislativo 128 del 2010 dovevano essere escluse. Successivamente, nel gennaio 2011, la società Petroceltic ha ripresentato al ministero dello Sviluppo economico una nuova istanza che esclude le aree interdette: a quel punto la richiesta doveva essere presa in considerazione» ed ancora «se c'è il petrolio, occorre capire se la prospettiva dello sfruttamento è di breve durata e se c'è il rischio che i costi superino la valorizzazione della risorsa. Bisogna pesare vantaggi e svantaggi e decidere»;

tali dichiarazioni non hanno dissipato i dubbi dei cittadini, delle associazioni, degli amministratori coinvolti. Ed inoltre, va detto che questa questione giunge in un momento in cui la Puglia vive un ulteriore dramma sociale ed ambientale, qual è quello dell'ILVA che ha riproposto in tutto il suo essere la necessità di trovare una strada che riesca a conciliare la dimensione dello sviluppo con il rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini;

giorni addietro sui media il Presidente di Ferderpetroli, in merito al secco parere contrario della regione Puglia, asseriva che si «dovrebbe anche conoscere l'indotto economico ed occupazionale creato da possibile sviluppi di siti volti alla ricerca di idrocarburi, e se c'è inquinamento, quanto e in che misura, prima di proclamare il NO ad operazioni di ricerca nel Mar Adriatico»;

a parere dell'interrogante su un tema così delicato che coinvolge notevolmente la cittadinanza sarebbe stato utile aprire per tempo un tavolo di confronto, anche istituzionale, per attivare i canali d'ascolto, dirimere i dubbi e chiarire gli intenti che le stesse multinazionali hanno in merito alle esplorazioni nell'Adriatico. Proprio per le recenti esperienze pugliesi ed alla luce delle dichiarazioni del Presidente della Federpetroli risulta inadeguato affrontare questa tematica ponendo in essere il dualismo tra sviluppo-occupazione e diritto della salute e tutela ambientale, anche perché proprio in questa materia si è già acclarato che in Europa e nel mondo esiste la possibilità di creare sviluppo conciliandolo con l'esigenze ambientali -:

se i Ministri interrogati, in questo contesto, non ritengano necessario intervenire bloccando l'iter di autorizzazioni sino ad oggi concesse e convocando un confronto con le parti istituzionali per affrontare costruttivamente questa tematica che non può prescindere dal coinvolgimento dei principali attori territoriali. (5-07774)