• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.1/01137 [Sull'economia della regione Sicilia]



Atto Camera

Mozione 1-01137 presentata da ANTONINO LO PRESTI testo di mercoledì 12 settembre 2012, seduta n.684
La Camera,

premesso che:
pur essendo la situazione critica come quella delle altre regioni meridionali e del Paese tutto, non c'è rischio default per la Sicilia;

il bilancio della Regione siciliana è stato in attivo nel 2010 e nel 2011 e la Regione siciliana ha conti solidi, una finanza sostenibile e un debito che ha onorato il 30 giugno 2012, pagando la rata del mutuo che incide per il 7 per cento del prodotto interno lordo regionale;

la Regione siciliana è in grado di pagare gli stipendi del personale e, quindi, non risponde al vero la mancata corresponsione degli emolumenti;

il governo regionale ha compiuto scelte gravose e coraggiose in questa legislatura: dalla cancellazione dell'affare tangentistico-mafioso dei termovalorizzatori al blocco della costruzione del rigassificatore nel bel mezzo di una raffineria, dallo stop imposto all'affare dell'eolico, che ha deturpato il paesaggio a tutto vantaggio degli speculatori, alla riduzione della costo della sanità, dal blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione alla riduzione da 34 a una dozzina delle società partecipate;

esiste, invece, una criticità temporale legata alla liquidità: un fattore causato dalla riduzione delle entrate tributarie e dai crediti che la Regione siciliana vanta, alcuni anche con lo Stato;

la Sicilia sconta un handicap storico sul fronte dei trasferimenti dello Stato in suo favore, dovuto soprattutto all'annoso contenzioso sull'articolo 38 dello statuto regionale;

nel periodo che va dal 1985 al 1989 i trasferimenti medi annui erano di circa 1.800 milioni di euro; le risorse, con il susseguirsi degli anni, sono confluite nelle casse regionali sempre più parcellizzate, tanto da raggiungere la soglia minima di 404 mila euro nel 1998; dal 1999 le risorse si azzerano, per quattro anni di seguito, influendo notevolmente sui valori medi annui, che dal 1990 al 2010 si sono ridotti di circa un sesto, fermandosi a 268 milioni di euro;

il Governo, dopo l'incontro avvenuto nel mese di luglio 2012 tra il presidente della Regione siciliana ed il Presidente del Consiglio dei ministri, ha disposto il trasferimento di 240 milioni di euro per il settore della sanità, risorse queste da non collegare ai 400 milioni di euro che il Governo ha già deciso di erogare e non al fine di evitare un default che non esiste;

dopo le notizie infondate che sono state fatte circolare circa il rischio di un default della Sicilia, e che ancora vengono surrettiziamente diffuse, è opportuno che il Governo regionale ed il Governo nazionale avviino una collaborazione forte perché lo Stato sappia ciò che fa la Regione siciliana e perché la Regione siciliana si avvalga della collaborazione dello Stato;

ciò può avvenire, innanzitutto, attraverso l'applicazione dell'articoli 21 dello statuto della Regione siciliana, in forza del quale il presidente della regione «col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei ministri con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione»;

già, in collaborazione con il Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, si è impressa un'accelerazione per l'impiego dei fondi strutturali;

si auspica una forte collaborazione anche con gli altri dicasteri, anche al fine di concludere l'iter dei provvedimenti del federalismo fiscale;

in quest'ottica, merita un plauso la scelta del Presidente del Consiglio dei ministri Monti di istituire un Ministero per la coesione territoriale, in quanto evidentemente finalizzato ad attuare tutti quegli interventi per il riequilibrio economico e sociale, a differenza di quanto avvenuto nel passato Governo;

bisogna acquisire la consapevolezza che il riavvio di una crescita dell'economia italiana passa anche, se non soprattutto, per la riattivazione di energie inutilizzate, soprattutto i giovani qualificati e le donne presenti in misura principale nelle regioni del Mezzogiorno;

la risorsa principale su cui puntare per riavviare l'economia italiana deve essere rappresentata dal capitale umano delle nuove generazioni e delle donne, risorse oggi largamente sottoutilizzate, specialmente nel Mezzogiorno;

l'ottica dalla quale partire è, quindi, quella di fare del Sud il protagonista della rinascita, in virtù del fatto che esso è, oggi, materialmente l'area a massima vocazione ove può realizzarsi questa necessaria inversione di tendenza,
impegna il Governo:
a dare attuazione all'articolo 21 dello statuto della Regione siciliana, invitando costantemente al Consiglio dei ministri il presidente della Regione siciliana quando sono all'ordine del giorno provvedimenti e materie relativi alla regione;

ad instaurare una stretta collaborazione tra il Governo nazionale e quello della Regione siciliana al fine di assumere una strategia finalizzata alla ripresa economica, con la consapevolezza che la Sicilia ed il Sud rappresentano una leva importante della strategia complessiva di rilancio e riposizionamento dell'intera economia italiana.

(1-01137)
«Lo Presti, Briguglio, Granata, Barbaro, Bocchino, Bongiorno, Consolo, Giorgio Conte, Della Vedova, Di Biagio, Divella, Galli, Lamorte, Menia, Moroni, Muro, Angela Napoli, Paglia, Patarino, Perina, Proietti Cosimi, Raisi, Ruben, Scanderebech, Toto».