• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03038 [Tutelare i lavoratori dell'azienda Sixty SpA]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03038 presentata da ALFONSO MASCITELLI
martedì 11 settembre 2012, seduta n.790

MASCITELLI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:

l'azienda Sixty SpA con sede a Chieti scalo, che nel 2011 ha fatturato 293 milioni di euro rispetto ai 381,5 milioni del 2010, ha presentato agli inizi del 2012 un piano industriale annunciando che intende recuperare redditività attraverso una manovra bilanciata tra sviluppo dei ricavi e riduzione dei costi;

il nuovo gruppo che ha rilevato la proprietà ha dichiarato di voler puntare su nuovi mercati negli Stati Uniti, in Brasile e in Russia per stimolare la domanda e aumentare le vendite: una prova di questa espansione sarebbe la partnership di Sixty con il gruppo giapponese Trendiamo Co. Ltd (subentrato a Toppi, partner del gruppo negli ultimi 8 anni), specializzato nella produzione e distribuzione di abbigliamento;

allo stesso tempo l'azienda Sixty ha annunciato che procederà ad una riorganizzazione delle filiali in Europa e ad una riduzione dei costi della struttura centrale, processo che non sarà indolore ma accompagnato dalla riduzione di 183 posti di lavoro in Italia;

i 401 lavoratori dello stabilimento di Chieti scalo, che produce capi di abbigliamento, hanno dichiarato lo sciopero per la giornata del 6 settembre 2012 e a seguire altre manifestazioni: si protesta contro le mancate risposte sul futuro dell'azienda, acquisita dalla Crescent Hyde Park (il fondo d'investimento panasiatico con sede nelle isole Cayman). Il timore che alberga nei lavoratori riguarda la chiusura dello stabilimento teatino. A proclamare lo sciopero sono stati i sindacati Femca, Filctem e Uilta; l'aspetto più curioso della vicenda, stando alle parole del segretario provinciale Filctem-Cgil Chieti Carlo Petaccia, è che i vertici Sixty non dicono nulla neppure sull'identità dei nuovi rappresentanti asiatici. Persino durante l'incontro del 7 agosto 2012 presso il Ministero del lavoro, alla presenza di organi del Dicastero, dei sindacati e dell'amministratore delegato Bongiovanni (assenti i rappresentanti della Crescent Hyde Park), secondo quanto dichiarato da Petaccia il dottor Bongiovanni non si sarebbe espresso né avrebbe rilasciato dichiarazioni alla stampa, nonostante siano in gioco le sorti dei lavoratori, già passati da 600 a 400 unità,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e se non ritengano necessario intervenire a tutela dei lavoratori e del territorio abruzzese, che non può più subire altre perdite di posti di lavoro con gravissime ripercussioni economiche e sociali nell'intera regione, riaprendo immediatamente il tavolo tecnico, già riunitosi il 7 agosto, al fine di avere notizie circa i rapporti intercorsi tra il Ministero del lavoro e le banche e soprattutto per conoscere quali informazioni la nuova proprietà abbia fornito al Ministero sul futuro dell'azienda;

se il Ministro dello sviluppo economico non ritenga necessario, di concerto con gli altri componenti del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), approvare, in tempi evidentemente brevi, il formale riconoscimento dell'area Val Pescara e dei territori limitrofi omogenei quale grande area di crisi industriale complessa;

se in considerazione della complessità della crisi territoriale non si intenda promuovere, nell'ambito dell'accordo di programma ex decreto-legge n. 120 del 1989, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del 1989, interventi agevolativi eterogenei volti al sostegno dei fattori produttivi.

(3-03038)