• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02463 [Sgombero dello stabile occupato dal collettivo «Macao»]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02463 presentata da RICCARDO DE CORATO
martedì 11 settembre 2012, seduta n.683
DE CORATO, CORSARO, BECCALOSSI, RAMPELLI e FRASSINETTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
a Milano nel maggio 2012 un gruppo di giovani, denominatosi collettivo «Macao», ha occupato due edifici, uno, la Torre Galfa, di proprietà privata. Successivamente dopo essere stati sgomberati, hanno occupato Palazzo Citterio, di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali, e anche da quest'ultimo dopo pochi giorni sono stati sgomberati dalle forze dell'ordine. Dopo questi due sgomberi, questi hanno occupato in una cinquantina l'area dell'ex macello comunale in via Molise 68 di proprietà della Sogemi (società comunale che gestisce i mercati generali di Milano). Tale occupazione è avvenuta l'11 giugno 2012, dopo un peregrinare tra vari stabili comunali, come quello di viale Eginardo, e poi abbandonati per vari motivi. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi di forti contingenti delle forze dell'ordine, che, attenendosi alle disposizioni, si sono solo limitati ad osservare senza intervenire. In questa situazione il sindaco Pisapia ha pensato di risolvere la situazione offrendo un bene pubblico, l'area ex Ansaldo, agli abusivi, ad avviso degli interroganti mancando di rispetto e dando un messaggio profondamente diseducativo alle persone che onestamente attendono in graduatoria l'assegnazione uno stabile pubblico. Successivamente all'occupazione dell'area, la società Sogemi comunicava alla stampa di aver presentato querela nei confronti degli occupanti abusivi del collettivo «Macao», perseguibili, peraltro, d'ufficio in base all'articolo 633 del codice penale;

a tutt'oggi i suddetti occupano quell'area, senza che nessuna autorità di pubblica sicurezza abbia provveduto ad allontanarli o sgomberarli. Non contenti di ciò annunciano con comunicati stampa e attraverso internet un summer camp della durata di un mese e mezzo. Si ricorda che quell'area dovrebbe essere posta in vendita dalla Sogemi e dal comune, con un grosso introito vista la posizione urbanistica della stessa. Si ribadisce, inoltre, che a Milano vi sono almeno una decina di stabili occupati abusivamente dai centri sociali (area no-global e collettivi vari); solo negli ultimi mesi ne sono stati occupati tre, in via Apollodoro a Lambrate dal collettivo «Lambretta», in via Arbe e in via Scaldasole, senza che siano state date notizie di denunce a carico degli occupanti, né che siano stati fatti dei tentativi da parte delle forze dell'ordine di allontanarli o sgomberarli;

a ciò va aggiunto che da anni vi sono a Milano, come nel caso del centro sociale Leoncavallo o di quello di via dei malfattori, edifici occupati abusivamente, senza che sia stata concesso l'ausilio della forza pubblica agli ufficiali giudiziari che avevano l'ordine di notificare lo sgombero. A tutt'oggi risultano occupati abusivamente dai centri sociali: «La panetteria occupata» a Lambrate, vecchio ritrovo di ex brigatisti, ma ora occupato da un collettivo di scienze politiche, in via Watteau il centro sociale «Leoncavallo», in via Muratori il centro sociale «Vittoria». In via Conchetta un altro di questi centri sociali ha occupato uno stabile da ormai più di vent'anni (sgomberato una sola volta e poi rioccupato). Infine, il centro sociale «Il Cantiere», che occupa uno stabile privato in viale Monterosa sempre a Milano;

una decina di stabili pubblici e privati sono, infatti, occupati abusivamente da centri sociali, collettivi, no-global ed altri. Ecco alcuni esempi: la «Cascina Torchiera» a Musocco, di proprietà comunale, lo stabile privato di viale Monterosa, occupato abusivamente dal centro sociale «Il Cantiere», lo stabile privato di Watteau occupato dal centro sociale «Leoncavallo», a cui per 38 volte è stato notificato da un ufficiale giudiziario l'ordine di sgomberarlo (senza forza pubblica), il «Circolo dei malfattori» al Vigentino, di proprietà comunale, a cui da 8 anni l'ufficiale giudiziario notifica lo sfratto senza forza pubblica, il centro sociale «Vittoria» in via Muratori, di proprietà privata, il centro sociale «Cox 18», che occupa uno stabile comunale in via Conchetta 18, il centro sociale «La panetteria occupata», stabile privato occupato in via Conte Rosso a Lambrate, e altri ancora che sono diventate tutte vere e proprie zone franche all'interno della città di Milano. Questi, oltre a causare notevoli disturbi al residenti vicini, sono luoghi da cui partono vere e proprie spedizioni contro le forze dell'ordine, oltre che danneggiamenti di varia entità nei confronti del patrimonio pubblico. Molti di questi, peraltro, sono entrati in vari filoni di inchieste come fiancheggiatori del terrorismo brigatista, come quella sulle brigate rosse padovane. Infine, questi centri sociali sono frequentati, come possono testimoniare i rapporti della digos di Milano, da ex terroristi e sono in alcuni casi, peraltro, luogo di spaccio -:
per quel che riguarda lo stabile occupato dal collettivo «Macao» dalla metà del mese di giugno 2012, quali siano i motivi per i quali prefetto e questore, dopo aver sgomberato gli abusivi nelle settimane precedenti dalla Torre Galfa, di proprietà di privati, e da Palazzo Citterio, di proprietà pubblica, non procedano allo sgombero e all'allontanamento dei suddetti occupanti, essendo passato più di un mese e mezzo, e, premesso che è stata presentata denuncia dalla società comunale Sogemi, proprietaria dell'area, e che, da parte del questore, si dovrebbe procedere d'ufficio, a norma dell'articolo 633 del codice penale, anche considerato che essendo un'enorme area pubblica destinata alla vendita vi è un danno per le casse comunali, quali siano i motivi per i quali a Milano i centri sociali abusivi non vengono sgomberati ma vengono piuttosto tollerati. (3-02463)