• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.2/01658 [Perforazioni petrolifere nel mare Adriatico]



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01658 presentata da SABRINA DE CAMILLIS
martedì 11 settembre 2012, seduta n.683
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che:

alla vigilia di Ferragosto il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha rilasciato alla multinazionale petrolifera la Petrol celtic l'autorizzazione alla trivellazione del fondo marino del mare Adriatico precisamente nei pressi delle isole Tremiti;

la decisione del Ministro è andata contro la volontà degli enti locali e delle regioni Molise, Abruzzo e Puglia che si erano espresse negativamente alle perforazioni presso le coste del loro territorio;

è vero che la competenza al rilascio delle autorizzazioni è strettamente statale, in quanto regioni ed enti locali non hanno alcuna voce per quanto riguarda il mare;

ma autorizzare le trivellazioni in contesti di grande pregio paesaggistico e naturalistico e di conclamata vocazione turistica rappresenta una clamoroso errore, anche dal punto di vista economico;

si ricorda che già dall'anno scorso la vicenda era stata affrontata dal precedente Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il quale aveva assicurato un maggior coinvolgimento degli enti locali, attraverso la convocazione di una conferenza di servizi, anche se non prevista dall'iter procedurale, per consentire una maggiore trasparenza e informazione a tutte le parti coinvolte, prima della conclusione delle autorizzazioni;

in questi casi sarebbe opportuno coinvolgere anche soggetti di diritto internazionale come Euroregione adriatica, al fine di tutelare integralmente il tessuto economico-produttivo di un importante zona dell'Europa anche per evitare comportamenti speculativi da parte delle regioni balcaniche vicine;

si evidenzia che secondo le stime del Ministero dello sviluppo economico, la ricerca per individuare ed estrarre petrolio in Italia potrebbe portare al massimo circa 130 milioni di tonnellate e, anche estraendo tutto il petrolio recuperabile nel sottosuolo e sotto il mare italiano, la quantità ottenuta sarebbe sufficiente, ai consumi attuali, a garantire l'autonomia per soli 20 mesi;

è evidente che l'estrazione di petrolio non conviene sia per l'esigua quantità ottenibile dai giacimenti italiani ma ancor di più perché compromette irrimediabilmente il patrimonio paesaggistico e naturale delle coste italiane, ponendo una grave ipoteca sullo sviluppo e la tutela di ampie aree del mare e del territorio italiano;

le nuove trivellazioni in tutti i mari italiani sono incompatibili con lo sviluppo di attività sostenibili come il turismo di qualità e la pesca;

sarebbe opportuno che il Governo ripensasse la politica in materia perforazioni petrolifere, in quanto si garantiscono solo gli interessi delle multinazionali e non si determina nessun beneficio reale per la collettività italiana -:

quale sia l'opportunità per lo sviluppo del nostro Paese e del territorio interessato di aver concesso alla Petrol celtic il permesso di perforare il fondo marino del mare Adriatico contro la volontà degli enti locali e delle regioni Molise, Abruzzo e Puglia;

quali iniziative intenda assumere il Governo per tutelare le coste italiane, in particolare quelle del mare Adriatico dalle perforazioni petrolifere;

se non si ritenga opportuno un maggior coinvolgimento degli enti locali, delle regioni e dei soggetti istituzionali europei, nel rilasciare l'autorizzazione alle prospezioni e trivellazioni petrolifere presso le coste italiane.

(2-01658)
«De Camillis, Antonio Pepe, Sisto, Alberto Giorgetti, Faenzi, Distaso, Fucci, Lazzari, Pelino, Nastri, Toccafondi, Vella, Frassinetti, Marsilio, Golfo, Pili, Rampelli, Garofalo, Barba, Ciccioli, Ceroni, Palmieri, Crolla, Mancuso, Nicolucci, Di Caterina, Pianetta, Armosino, Bocciardo, Lainati, Leo».