• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08152 [Sull'Ilva di Taranto]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08152 presentata da ELIO LANNUTTI
giovedì 6 settembre 2012, seduta n.789

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

Mario Molinari sul sito on line "Savona News" scrive un articolo intitolato «Ilva "eccellenza italiana" con € 164.400.000 di capitale sociale in Lussemburgo» e sottotitolato «Ma in arrivo ci sono 336 milioni di euro pubblici per bonificare i danni degli impianti (privati)»;

si legge: «Leggendo l'accattivante brochure del Gruppo Riva si avverte la fragranza di "una storia italiana", una specie di mulino bianco dove si macina carbone per colare l'acciaio da vendere. Per guadagnare soldi, semplicemente. L'ILVA è stata "privatizzata" dalla vecchia Italsider, dove navigò il buon Gambardella della Margonara. Italsider fece senz'altro un buon affare vendendo Ilva ai Riva, tanto che i Riva ci cavarono palate di miliardi, a quel punto privati. Grati, investirono così tanto per non appestare il luogo, che la magistratura, nonostante ogni tipo di tentativo di portar dalla loro stampa e controllori, anche facendo perder la faccia ad una persona perbene come l'ex prefetto Bruno Ferrante, gli sequestrò lo stabilimento. L'ilva è controllata totalmente dai Riva, attraverso la RIVA FIRE Spa, dove "FIRE" non sta per fuoco in inglese ma per una cosa tipo Finanziaria Industriale Riva Emilio. Ed è con questo nome che all'inizio della vicenda provammo a vedere se esisteva nel paradiso fiscale europeo per eccellenza - il Lussemburgo - senza successo. Bene, pensammo. almeno qualcuno che sta davvero in Italia, anche fiscalmente. Poi fummo colti da un pensiero: ma vuoi veder cosa combina il senso d'onnipotenza? E cercammo nel Granducato fiscale - banalmente - alla voce "ILVA" ed eccola lì, ILVA INTERNATIONAL S.A. costituita il 05/02/2004, in rue de la chapelle (la strada della cappella) pure al civico 17 tra 1) ILVA SpA, ayant son sie?ge a? Viale Certosa 249, I-20151 Milan rappresentata da Monsieur Michel Comblin, conseil fiscal, demeurant a? Glabais (Belgique), en vertu d'une procuration sous seing prive?, lui de?livre?e a? Milan, le 5 de?cembre 2003. 2) PARTICIPATIONS ET FINANCEMENTS EXTERIEURS S.A., en abre?ge? PARFINEX S.A., ayant son sie?ge a? L-1325 - Luxembourg, 17, rue de la Chapelle, ici repre?sente?e par Monsieur Claude Zimmer, conseil fiscal, demeurant a? Luxembourg. Per un totale di 16.440.000 actions de EUR 10 chacune, totalisant EUR 164.400.000. Centosessantaquattro milioni di Euro, oltre trecento miliardi di vecchie lire. Non esattamente una mancia pro forma per una scatola vuota. Si, ma i Riva che c'entrano? Leggiamo oltre alla voce Amministratori 2. Sont appele?s aux fonctions d'administrateur non re?mune?re?: a) Monsieur Fabio Riva, entrepreneur, ne? a? Milan, le 20 juillet 1954, demeurant professionnellement a? I-20151 Milan, Viale Certosa 249. b) Monsieur Angelo Riva, industriel, ne? a? Milan, le 19 octobre 1966, demeurant professionnellement a? L-20151 Milan Viale Certosa 249. c) Monsieur Hans-Hinrich Muus, conseiller d'entreprise, ne? a? Hamburg, le 13 octobre 1937, demeurant a? D-20148 A rivedere i conti una vecchia conoscenza come DELOITTE & TOUCHE S.A. E il notaio che redige l'atto? (...) Henri Hellinckx, lo stesso della GEO di Nucera e della Geotea (Ecosavona & Bossarino) di Bagnasco (...) In appendice: Tra il 1994 e il 1995, a cavallo tra i governi Ciampi, Berlusconi I° e Dini va in porto la privatizzazione dell'ILVA (che dopo aver aperto il bijoux di Taranto cambiò il nome in Italsider) Erano appena trascorsi gli anni belli di Giovanni Gambardella, che tentò la Margonara»;

come sottolineato dallo stesso articolo, una notizia del "Corriere della Sera", l'11 agosto 1993, ricorda così: «Celebri manager pubblici e privati, una volta rimossi da poltrone di prestigio, si mettono in proprio e ricominciano, si fa per dire, da zero. E così ha fatto in sordina anche Giovanni Gambardella, l'ex amministratore delegato dell'Ilva travolto dalle perdite della siderurgia pubblica. Lo ha scoperto il Secolo XIX di Genova, in un articolo nel quale si segnala la nascita di Omnia, una srl registrata a Milano con un capitale sociale di 20 milioni, amministratore unico Giovanni Gambardella. Che farà dunque "da grande" l'ex padrone dell'acciaio pubblico? L'oggetto sociale di Omnia è molto generale e non offre indicazioni. Si parla di "Assunzione, gestione, compravendita di partecipazioni in società di capitali, coordinamento organizzativo e finanziario, consulenza industriale, pianificazione strategica, analisi di mercato e project financing". Ma secondo le indiscrezioni raccolte dal Secolo, Gambardella avrebbe presentato un'offerta per acquistare una quota di Ilva Gestioni Patrimoniali, la società che ha in carico le aree non strategiche della siderurgia pubblica. Si parla di 40 miliardi, per un business con notevoli risvolti, soprattutto nel settore immobiliare. Ma l'Iri avrebbe già risposto di no. Per molto meno invece, una trentina di milioni, la Omnia ha invece acquistato due automobili dal parco auto dell'Ilva»;

il quotidiano "il Giornale" del 18 agosto 2012 riporta: «Il gruppo siderurgico Riva, che controlla l'Ilva di Taranto, riorganizza le holding lussemburghesi a suon di fusioni. Come emerge dai documenti depositati nelle ultime settimane nel granducato e citati dall'agenzia di stampa "Radiocor", la Ilva international sa è stata assorbita dall'italiana Ilva commerciale e quindi radiata dai registri lussemburghesi un mese fa, mentre ai primi di agosto è stato notificato il progetto di fusione di Parfinex (Participations et financements exteriuers) nella Stahlbeteiligungen holding, la principale delle casseforti lussemburghesi del gruppo. In base al bilancio 2011, la Stahlbeteiligungen ha asset per 4,8 miliardi di euro e ha chiuso l'esercizio con un utile di 11,36 milioni, in aumento dai 7,8 milioni del 2010, mentre gli utili portati a nuovo totalizzano 1,6 miliardi e il debito ammonta a 2,8 miliardi. La holding ha partecipazioni, oltre che in Italia, anche in Germania, Belgio, Canada, Spagna e Francia»;

considerato che l'interrogante ha presentato un atto di sindacato ispettivo relativamente alle discariche liguri evidenziando il sistema di scatole cinesi che gestisce l'affare dei rifiuti spaziando tra le Isole Vergini britanniche ed il Lussemburgo. In particolare si legge nell'atto 4-03995 che: «la Ecosavona Srl, società pubblico privata, che gestisce la discarica di BOSCACCIO (Vado Ligure) da 18 anni (1992), ha una eterogenea compagine societaria: il Comune di Savona ne possiede il 5 per cento, quello di Vado ligure il 25 per cento, mentre il restante 70 per cento sarebbe controllato dalla GEOTEA SpA, con sede in via Niccolò Tommaseo, 44 a Vado Ligure, nel "capannone ecologico" progettato dallo Studio Associato 5+1AA degli architetti Femia e Peluffo; la stessa GEOTEA SpA (la cui sede legale è in realtà nel centro di Milano, a due isolati dal Duomo e precisamente in Via Carlo Giuseppe Merlo al civico 3), socia di maggioranza in ECOSAVONA con i Comuni di Savona e Vado Ligure, sarebbe controllata al 59,107 per cento (maggioranza) dalla GEOTEA INTERNATIONAL S.A. Società anonima con sede al 7/11 di Route D'Esch, in Lussemburgo; la lussemburghese GEOTEA S.A. è a sua volta controllata al 99,99 per cento dalla GEOTEA Holding Ltd, società anonima di diritto con sede nelle Isole Vergini britanniche, in particolare presso l'Akara Building, al 24 di De Castro Street, a Wickhams Cay I. La rappresentante è Madmoiselle Maud Martin, impiegata, residente a Lussemburgo, fiduciaria anche della GEOTEA S.A.. Ne è amministratore anche un signore di Montecarlo, tale Renato M.»,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti e dell'uso spregiudicato di paradisi fiscali e/o legali per eludere il fisco e quali iniziative urgenti di competenza intenda adottare per ripristinare la legalità;

se sia a conoscenza delle ragioni per cui l'Ilva, deficitaria finché è stata pubblica, ha avuto un'impennata di profitti poco dopo essere stata privatizzata e se non ritenga necessario adoperarsi per restituire trasparenza e legalità nella gestione delle pubbliche risorse, spesso utilizzate per favorire gruppi di amici a danno della collettività;

se non ritenga necessario adoperarsi, nelle opportune sedi di competenza, al fine di pretendere la trasparenza sugli aspetti societari e fiscali nonché sui processi produttivi, le relazioni sindacali e quelle istituzionali;

quali iniziative voglia adottare al fine di interrompere un sistema consolidato, che si ripete anche per il caso Ilva, per cui si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti;

quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di ottenere un maggior controllo sulle scelte della proprietà eliminando il rischio che il patrimonio della società venga azzerato con manovre oscure di occultamento degli attivi, come sembra di intravedere nelle operazioni societarie in corso nel gruppo Ilva, con conferimenti vari nelle holding di controllo di diritto lussemburghese.

(4-08152)