• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08150 [Morte di un turista di Pordenone nel barese]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08150 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
giovedì 6 settembre 2012, seduta n.789

D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro della salute - Premesso che:

l'articolo 32 della Costituzione italiana dispone che «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»;

tale principio viene enunciato ed ampliato anche dall'articolo 1 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, di istituzione del Servizio sanitario nazionale (SSN) che stabilisce: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L'attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini»;

il cittadino, dunque, vanta nei confronti dello Stato un vero e proprio diritto soggettivo alla tutela della propria salute intesa come bene personale e, nel contempo, dell'intera collettività che ha bisogno della salute di tutti i suoi componenti per svilupparsi ed affermare i suoi valori;

considerato che:

il 22 agosto 2012 un turista sessantenne di Pordenone è morto nel barese per un edema polmonare;

l'uomo si era sentito male ed era stato accompagnato, alle ore 7, in gravi condizioni dai suoi familiari al punto di primo intervento di via Russolillo a Mola di Bari, trovando tuttavia i locali chiusi;

l'uomo era stato soccorso quindi dai medici del 118 e le gravissime condizioni del paziente convincevano i sanitari dell'opportunità di trasportarlo verso una struttura sanitaria idonea alla cura del caso, individuata nell'ospedale Di Venere di Bari-Carbonara, dove l'uomo però giungeva privo di vita;

considerato, inoltre, che:

il piano di rientro messo in atto dalla Regione Puglia ha determinato la riconversione di numerosi stabilimenti ospedalieri in strutture territoriali a gestione distrettuale;

lo stesso piano di servizio ha bloccato il turnover del personale dipendente, impedendo il reintegro delle unità che hanno lasciato il servizio rendendo ancora più critica la situazione dei servizi d'emergenza;

a seguito dei tagli dei servizi per il contenimento della spesa sanitaria, quindi, il punto di primo intervento di Mola di Bari da un anno resta chiuso negli orari notturni e riapre alle ore 8 di mattina;

preso atto che:

la rimodulazione degli orari di servizio dei punti di primo intervento è stata severamente contestata per evidenti motivi di tutela della salute e per l'evidente rischio cui sono esposti soprattutto i territori, come il comune di Mola di Bari, che per motivi turistici vedono aumentare in misura rilevante il numero dei residenti, soprattutto durante il periodo estivo;

le rimodulazioni e riduzioni degli orari di servizio non sono state bilanciate dall'auspicato potenziamento dei requisiti tecnico-strutturali-organizzativi dei servizi di emergenza-urgenza,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra e se intenda disporre tutti i necessari accertamenti.

(4-08150)